Ventiquattro piedi siamo!

Palco - impresa di reparto - SpettineL’anno scorso i ragazzi del mio gruppo scout hanno lavorato al musical Forza venite gente. La foto a destra, è il palco che hanno costruito durante il campo estivo, in meno di due ore, per lo spettacolo finale.

Fu un’emozione impressionante vederli lavorare così concentrati. La terra scavata schizzava, ma i guanti e i picconi non intendevano fermarsi. Una decina di pali da 2 metri, tre pali da 5 metri e una ventina di tavole. Metri e metri di cordino ed un po’ di perizia con le legature.

Fu un momento del campo indimenticabile.

Le canzoni sono tutte belle e, quella sera su quel prato, si creò un’atmosfera magica.

Questa però la canticchio spesso così, scriviamola anche qui! :joy:

Andiamo, andiamo, ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo, con un solo cuore andiamo.
Andiamo, andiamo, da messer lo Papa andiamo.
Chiediamo la mano, di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.

Regola due noi chiediamo licenza
di far l’amore con sora pazienza.

Regola tre considerare fratelli
i fiori, i lupi, gli usignoli e gli agnelli.

Per nostro tetto noi vogliamo le stalle,
per nostro pane strade e libertà.

Andiamo, andiamo, figli della strada siamo.
Andiamo, andiamo, come cani sciolti andiamo.
Andiamo, andiamo, con le scarpe degli indiani.
Chiediamo la mano, di Madonna Povertà.

Regola uno noi chiediamo il permesso
di possedere mai nessun possesso.

Regola due noi chiediamo licenza
di far l’amore con sora pazienza.

Regola tre portare un cuore giocondo
fino ai confini dei confini del mondo.

Acqua sorgente per i nostri pensieri,
per nostro pane strade e libertà…

Andiamo, andiamo, ventiquattro piedi siamo.
Andiamo, andiamo, per la nostra strada andiamo…

La regola di San Francesco è una regola di semplicità… 🙂

Noi siamo più di ventiquattro piedi, quante cose possiamo realizzare?

Emanuele

Frasi da non imitare.

Il rapporto finale, risultato dall’analisi delle verbalizzazioni di gruppo raccolte, viene realizzato in genere affiancando il resoconto interpretativo dei contenuti emersi alla citazione dei segmenti di trascrizione relativi ai punti salienti della discussione e dall’interpretazione dei dati operata dal ricercatore.

e-Research, Guido Di Fraia, p. 176

Ok, io non sono uno scrittore, ma questa frase avrebbe bisogno di una bella revisione!

Qualcuno me la spiega?! 😐

Emanuele

Prego, adesso tocca a lei (se ci riesce!).

Ti senti imbranato quando, dopo aver aspettato pazientemente mille mila ore col bigliettino del turno in mano, ti accorgi che, arrivati al tuo turno, il bigliettino è andato a nascondersi tra la visiera e la calotta del casco.

E così, mentre il commesso chiama il tuo numero, tu impazzisci scuotendolo per liberare quel piccolo rettangolino di carta da quell’antro maledetto e consegnarlo.

La gente però si gira. Tu ti fermi. Li guardi. Sorridi.

Poi scuoti ancora il casco, eh! 😐

Emanuele

Blog su Ubuntu.

Hai un blog su Ubuntu? Scrivi articoli tecnici o divulgativi sulla distribuzione linux per desktop più diffusa di questi anni?

Conosci un blog su Ubuntu che apprezzi per la qualità dei contenuti?

Segnalalo tra i commenti. Riceverai un link in questo post ed un lettore fedele! 🙂

Lista dei blog italiani su Ubuntu:

Emanuele

PS: OS X è il mio più grande amore, ma Ubuntu mi sta piacendo parecchio. Ho notato però che è più difficile trovare fonti interessanti. I fanboy Apple sono molto più organizzati… 😎

Senza specchietti sono arrivato a 260!

Negli ultimi mesi ho vissuto tanto tempo sulla mia Vespa. Centinaia di chilometri macinati ogni settimana, per andare un po’ ovunque.

Eppure, le mancano gli specchietti. Il supporto si è rovinato e non stavano fermi tanto che ho dovuto toglierli.

Ecco, la mia Vespa è diventata così… spunto per le mie riflessioni.

Gli specchietti servono a guardare indietro.

Io… io non so. C’è stato un giorno (che ad oggi non so identificare) in cui ho iniziato una lunga, lunghissima maratona.

Mi feci un segno di croce, mi dissi un padre nostro, e – nonostante le lacrime – mi affidai totalmente a quella preghiera.

Decisi che non mi sarei più voltato indietro a guardare il passato. Decisi che non avrei dato più spazio al mio sentimentalismo.

Decisi che non avrei fatto più nulla. O meglio, l’unica cosa che avrei fatto, sarebbe stata quella di guardare al futuro pronto ad accettare tutto ciò che la vita mi offriva.

Senza pensare a chi si ha accanto. A chi si lascia e a chi si incontra.

Guardare al futuro era il mio obiettivo.

E da quel giorno, qualcosa cambiò. Qualcosa cambiò in me.

Insieme a quella scelta infatti, mi imposi subito due impegni: serenità e allegria dovevano diventare mie compagne di viaggio.

In realtà la seconda mi accorsi, dopo tempo, esser diretta conseguenza della prima. Più diventavo sereno, più ero allegro.

E così sono passati i giorni, anzi i mesi.

Sono volati. Aprile ormai mi sembra solo un lontano ricordo. Quaranta giorni fa pensavo proprio a questo.

Senza neanche accorgermene, erano volati tanti mesi… stavo tornando a casa a piedi dalla palestra e con le dita contai per la prima volta.

Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre…! Mamma quanti sono! – mi dissi.

Avevo fatto un miracolo. Erano passati 8 mesi e non avevo fatto altro che ridere e sorridere a tutto ciò che incontravo e che mi capitava.

Avete presente quando Forrest Gump iniziò a correre senza fermarsi più?

Sono diventato come lui in questi mesi. Non mi voltai più. Guardavo solo gli impegni che mi spuntavano davanti, giornalmente.

Anche Dicembre non è andato diversamente. Tanto che questo sembra quasi esser diventato il mio stile di vita.

Ogni tanto – giusto per cercare altre parole con cui spiegarlo – guardo al 2008 e mi sembra d’esser stato ibernato durante l’estate. Sebbene furono mesi pieni di tantissimi successi (universitari ma non solo), Giugno-Luglio-Agosto non li ricordo benissimo. Mi sembra di essermi ritrovato catapultato in un autunno-inverno in cui dovevo veramente dare il massimo.

Ecco, neanche questa spiegazione riesce a soddisfarmi. Comunque… sono tornato allegro! Credo di poterlo dire ad alta voce.

E’ tornato un Emanuele che sapevo di avere dentro. Un Emanuele che conoscevo anni fa. Un Emanuele che rideva sempre. Un Emanuele che… mi mancava.

Un mio caro amico mi ha confessato che non mi vedeva vivere un capodanno come quest’ultimo da tanti anni. 🙂

Così penso di poter iniziare a pensare anche a nuove strade, a nuovi impegni, a nuove mete, a nuovi sogni da costruire.

Però non perderò il tesoro che ho costruito in questi mesi. Non lo demolirò. E’ diventato preziosissimo per me.

Avete presente cosa significhi vivere duecentosessanta giorni senza passare un sol giorno tristi? Quando ripeto quel numero la mia bocca si riempie di lettere e il sorriso si spalanca. E’ un numero enorme!!!

Di giorno triste, ne ricordo solo uno. Ma capii subito che neanche l’università meritava che io perdessi questa fortuna.

Il mio prossimo obiettivo, adesso, è raggiungere i 365 giorni. Ne mancano poco più di 100… e sarà fatto.

Sarà un anno da incorniciare.

Ho vissuto un anno andando a letto ogni sera sorridendo.

Sarà bello poterlo dire agli amici. Sarà un miracolo compiuto.

Voglio essere una persona “sempre allegra”*, perché credo sia una delle qualità più belle in un mondo pieno di persone insoddisfatte. :joy:

Ma voglio esserlo anche perché sono convinto che quando si è tristi, il 50% delle volte è semplicemente colpa del diavoletto che lasciamo vincere in noi.

Non crediate però che tutto ciò non sia impegnativo.

E’ stato frutto anch’esso di tante rinunce, di tanti momenti fatti di scelte “forti“. Di decisioni attente.

Rimane comunque qualcosa che voglio, perché bene o male, questa scelta ha fatto di me una persona migliore.

Mi sento finalmente capace di affrontare le difficoltà in maniera migliore. Di sorridere e di farlo senza l’aiuto di nessuno.

Il 2009 è appena iniziato e sarà pieno zeppo di novità. Io continuerò a vivere come ho imparato a fare ormai.

Sorriderò. Voglio che ogni sera della mia vita possa essere come questa.

Perché i motivi per cui piangere sono ben altri e mi sentirei uno stupido davanti a chi ne ha reali motivazioni. 🙂

Emanuele

Non è vero che la befana porta via tutte le feste!

O meglio… per certi versi è così.

Stamattina li ho visti partire. Mio fratello e mia sorella, insieme ad un paio di valigie e al pianoforte.

Si, se lo sono portato. Imballato che sembrava una cassa da morto. Io lo chiamavo “il nonno”, giusto per riderci su! 😐

E così oggi, l’epifania, ha portato via loro due. Li rivedrò tra alcuni mesi…

I giorni sono volati e devo ammettere che siamo stati bene insieme.

Con mia sorella ci sono uscito più volte, anche di sera: chi l’avrebbe mai detto! 🙂

Adesso si torna in quattordici (io, mio padre, mia madre e i miei 11 pesciolini… :joy:) e la vita torna un po’ alla routine degli ultimi mesi.

Però non è vero che oggi finiranno tutte le feste. Perché un po’ di festa mi è rimasta dentro e ogni giorno, ne sgranocchierò un pezzettino, per far scintillare ciò che vivo.

Università, scout, palestra, impegni familiari, amici. E’ così la mia vita per ora. Mica va male, no? 🙂

Ieri sera inoltre, ho ricevuto un regalo bellissimo.

“Ok, te lo dico…”. E tre secondi dopo mia sorella mi stava confidando ciò che ha dentro.

Ho cercato di darle i miei consigli, più da amico che da fratello maggiore… ed è stato stupendo.

Lo ricorderò per settimane sicuramente ed è già abbastanza per sorridere. 🙂

Buona giornata (vado a papparmi i cornetti che ho comprato per fare una sorpresina ai miei e poi inizio a studiare… :joy:),

Emanuele

Ubuntu: eliminare i file di configurazione dei programmi non più installati.

Una delle cose che più si apprezza di un sistema UNIX, dopo un po’ di tempo, è la sua pulizia e meticolosa organizzazione.

Non esiste un registro, come su Windows, che col tempo diventa un mondo sempre più articolato e inesplorabile.

Le installazioni/rimozioni dei programmi vengono gestite comodamente (il più delle volte) da Synaptic e l’unica accortezza che bisogna avere è di controllare, ogni tanto, che nella propria $HOME vengano eliminati i file di configurazione dei programmi che non utilizziamo più.

Questo aspetto, interesserà sicuramente i newbie (tra i quali mi inserisco a pieno titolo) che dopo aver provato l’ebbrezza di un viaggio sui repository tramite Synaptic avranno collezionato sicuramente decine di file inutili.

In realtà, a differenza di Windows in cui un registro più grosso penalizza le prestazioni del sistema in maniera rilevante, i file di configurazione obsoleti non rallentano il sistema. Semplicemente occupano spazio sul disco.

Pochi kilobyte il più delle volte… ma chi ama tenere tutto pulito ed ordinato come me, non può accettare qualcosa di “inutile” tra le directory del proprio sistema.

Synaptic fortunatamente ci viene incontro anche in questo.

Synaptic - Gestione file di configurazione obsoleti

  1. Apriamo Synaptic.
  2. Clicchiamo sul tasto “Stato” in basso a sinistra e selezioniamo la voceNon installato (configurazione residua)”.
  3. Selezioniamo i risultati ottenuti e col tasto destro scegliamo la voce “Marca per la rimozione completa“.

Un paio di conferme e abbiamo concluso, per la gioia della nostra $HOME! 😎

Emanuele

PS: ovviamente, talvolta, si può preferire che qualche file di configurazione venga conservato in previsione di una futura re-installazione del programma: in questo modo avremo le nostre impostazioni pronte al volo. 🙂