Prego, adesso tocca a lei (se ci riesce!).

Ti senti imbranato quando, dopo aver aspettato pazientemente mille mila ore col bigliettino del turno in mano, ti accorgi che, arrivati al tuo turno, il bigliettino è andato a nascondersi tra la visiera e la calotta del casco.

E così, mentre il commesso chiama il tuo numero, tu impazzisci scuotendolo per liberare quel piccolo rettangolino di carta da quell’antro maledetto e consegnarlo.

La gente però si gira. Tu ti fermi. Li guardi. Sorridi.

Poi scuoti ancora il casco, eh! 😐

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

    • In realtà c’avevo giocato per un mare di tempo. Poi l’ho perso di vista… e l’ho ritrovato solo quando era il mio turno, nascosto in quella cavolo di insenatura! 😀
      Ciao,
      Emanuele

  1. 😀 Solitamente anch’io faccio come Roberto, lo tengo d’occhio per il timore di perderlo, solo ultimamente lo metto nel portafoglio.

    Ormai a forza di frequentare gli uffici pubblici per lavoro sono diventato un raccoglitore di biglietti ed affini! 😡

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