A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire.

L’Italia, sempre più vicina a mettere il collo dentro quel nodo…

Legge bavaglio sulle intercettazioni telefoniche - vignetta satirica

Non so se son peggio le balle,
oppure le facce che riescono a fare…

Ligabue – Niente Paura

Non riesco a seguire il telegiornale in questi giorni. Mezzo mondo si è espresso contro eppure loro sono convinti di preservare un diritto. Quello delle gambe lunghe per le bugie probabilmente.

Emanuele

(photo credits)

Tempi moderni #2.

Il mio collega ieri mi ha presentato la sua ragazza. In videochiamata. Su Skype. Faceva ciao con la manina e io, ovviamente più scemo di lei, ripetevo a specchio.

Quant’era bello quando le persone le incontravi per strada e sentivi “ah, lei è blablabla, finalmente posso presentartela!”.

Si lo so che si trova a Barcellona per ora e tutto ciò sarebbe stato abbastanza difficile, però buh, il gusto di una conoscenza così cambia totalmente.

Quando l’ho sentita parlare a scatti non ho potuto non domandare se fosse balbuziente o meno. 😐

Emanuele

Ubriacatevi!

Per non sentire l’orribile fardello del tempo, che spezza le vostre spalle e vi piega verso terra, dovete ubriacarvi senza tregua! Di che? Di vino, di poesia, di virtù, a vostro piacimento ma… ubriacatevi!

Tratto da: “Lo Spleen di Parigi” di Charles Baudelaire

Con questa splendida lettura, vi consiglio di tenere sott’occhio il canale di Maddalena.

E’ bello vedere come ognuno di noi abbia un talento diverso. Lei, sicuramente, sa trasportare altrove le persone attraverso una stupidissima webcam. 🙂

Emanuele

PS: e comunque la citazione è bellissima: un invito solenne, a vivere qualsiasi cosa della nostra vita con pienezza, proprio come l’effetto devastante del vino sul corpo dell’uomo.

L’incontro.

Non era più questione di quando e neanche questione di come. Lei l’aveva aspettato e sempre l’avrebbe fatto. Sapeva che un giorno, uno qualunque, si sarebbero incontrati e mai più lasciati. Il trucco, diceva lei, sta sempre nella fermezza del pensiero. Un concetto, quando vacilla, è già caduto, perso, destinato all’oblio. Era tutta questione di particolari che avrebbero catalizzato per un istante l’universo intero. La precisione del gesso che lascia un solco su una lavagna nera e ben pulita, la decisione di una voce che convince, l’irremovibilità di uno sguardo che ipnotizza. Tanti erano gli elementi che avrebbe descritto e, di giorno in giorno, sembrava poterne inserire di nuovi. Come se quella lista destinata un giorno ad esser condivisa, non sarebbe stata completa se non pochi istanti prima, quando le due realtà sarebbero coincise, quando il sogno, il tempo e lo spazio si sarebbero uniti per descrivere un infinitesimo di ciò che significa, per un uomo avveduto, la libertà. Qualcosa che solo l’incessante trascorrere delle ore poteva far comprendere. L’enormità dello scorrer della vita paragonato all’infinitamente piccolo: la sensazione di un odore. L’odore. Ecco cosa portava dentro. Ecco cosa la spingeva a dar vita alla lista, a custodirla gelosamente e – contemporaneamente – a darne assaggio a chi aveva intorno. L’odore di qualcosa che non conosceva neanche ma che sapeva con assoluta certezza di dover mostrare. Di aver posseduto, forse in un tempo, in un’altra vita o – addirittura – in un futuro non ancora vissuto. Era tutto ciò che aveva, che era e che gli avrebbe donato prima o poi, se solo lui…

Emanuele

Poche ore prima.

E’ tutto pronto. Sono cullato dal silenzio della casa, i Tiromancino in sottofondo mi fanno compagnia e prima ho visto un bellissimo servizio di Report sulla guerra civile di due anni fa in Birmania, con quei monaci in tonache rosse che protestavano sedendosi a terra contro il regime. Il rosso di quegli abiti, mi ha fatto tornare in mente le avventure in Cambogia di Tiziano Terzani, quando si ritrovò a descrivere la guerra tra i Khmer rossi durante la fine degli anni ’70. L’uso della violenza contro chi protesta pacificamente è qualcosa di ignobile, ancor di più lo è quando uno Stato reprime i suoi cittadini.

La realtà si presenta al Guerriero della Luce in una continua mutevolezza. Ciclicamente come il cammino degli astri, che si ripresentano ai suoi occhi a intervalli regolari e diversi tra loro. Al tramonto di una realtà, ne sorge un’altra, del tutto diversa per tonalità e per possibilità offerte.

Tratto da: “Il manuale del Guerriero della Luce” di Paulo Coelho

Ripeto… è tutto pronto. L’aspirapolvere è stata passata, la valigia svuotata, la spazzatura buttata, la spesa personale fatta, la cucina lavata, la caldaia fatta ripartire, la posta selezionata, il frigo lavato e rimesso in moto. In realtà manca il gelato in freezer, ma – per coccolarmi – mi son comprato due giorni fa un pacco enorme di caramelle gommose. 🙂

Sul tavolo in cui sto scrivendo al momento mancano solo i libri che chissà per quanto tempo vedrà ancora. Intanto da domani dovrà sopportarli sicuramente perché riprenderò con lo stesso stile di Marzo-Aprile, che nella sua strana piacevolezza, mi ha visto studiare mattino-pomeriggio-sera.

Poche ore di sonno e il mio collega busserà alla porta per riprendere quei ritmi che, straordinariamente, mi gasano. Avere giusto una pausa a pranzo e una a cena, e poi continuare sempre, con le gambe che cercano di trovare la posizione migliore per sopportare la sedia, con la schiena che ogni tanto devi sgranchire e la mano che giocherella con la penna quando rifletti su ciò che dovrai scrivere. Giornate diverse da quelle precedenti e per questo interessanti da vivere.

Come sarà la vostra settimana?

Emanuele