Li, dove vi avevo lasciati.

Avrei da raccontarvi il piacere enorme di rivedere gli amici, di abbracciarli all’aeroporto, di passare una serata speciale. Avrei da raccontarvi il piacere di mangiare il pollo in un posto caratteristico per i palermitani.

Avrei da raccontarvi l’avventura con l’aereo, anzi con gli aerei, visto che in fase di decollo siamo stati riportati indietro per un problema all’aeromobile.

Ala aereo RyanAir

Avrei da raccontarvi la sensazione ormai conosciuta di ritrovarmi – nuovamente – solo soletto a casa, nel vuoto di un appartamento che, col suo silenzio, ha da raccontare miliardi di progetti importanti per il futuro.

Avrei da raccontarvi lo schifo dello scarafaggio beccato (e schiacciato) in soggiorno.

Avrei da raccontarvi tante cose, così tante che potrebbe sembrare persino assurdo averle vissute tutte in appena 24 ore.

Eppure, tutto questo, si può sintetizzare semplicemente in un gesto apparentemente invisibile e per molti insignificante: il piacere di poter calpestare i gradini di casa. L’euforia nel salire, alla fine di una lunghissima giornata, le proprie scale.

Perché se è vero che per una mente aperta la casa è il mondo… esisterà sempre, per ognuno di noi, un luogo in cui le pareti, le maniglie delle porte, i mattoni e le sedie ti sono amiche. E io, stasera, dormirò con loro.

Emanuele

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