E corsi 3 anni, 2 mesi, 14 giorni e 16 ore.

Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’ Alabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta l’Alabama, e non so perché continuai ad andare. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare… insomma, la facevo!

Tratto dal film: Forrest Gump

Ieri sera ho rivisto Forrest Gump e non posso che dire che – in questo periodo – mi sento tanto come lui. Un traguardo dietro l’altro. Una continua corsa verso nuovi obbiettivi. Forrest corse con tanti pensieri in testa ma senza un motivo particolare. E io?

Buona settimana con le scarpette da corsa a tutti…

Emanuele

Silenziosamente!

Forse è questo l’avverbio che descrive meglio il lavoro di questi giorni.

Ho quasi finito la tesi. O meglio, è “abbastanza definitiva“, ora inizia la fase di revisione e sperando che non sia smontata tutta dovrei aver finito.

Quest’avverbio mi piace, perché ho fatto le cose con calma, senza grosse preoccupazioni, senza neanche parlarne troppo in famiglia, senza vivere stressato o agitato ma semplicemente programmando gli obbiettivi da raggiungere giorno per giorno. Avevo una scaletta e l’ho seguita. E’ il mio modo di vivere. La serenità è quel pianoforte che anni fa inseguivo e che ormai so suonare. 🙂

Però non mi sta bene. Ho vissuto questi anni con un livello di euforia sopra la media e mi dispiace assopirla proprio adesso, così oggi in macchina ho cercato di tornare in me. Coldplay a palla mentre le ruote della PandaPanda mordevano un chilometro dopo l’altro. In poco più di 15 giorni ne ho cavalcati oltre 1000. Viaggio molto si direbbe. 🙂

E la mente vola già ai prossimi impegni, alle prossime scadenze, alla voglia che ho di riprendere il monociclo e tornare a pedalare un po’.

Spensierato. Con tanta musica alle orecchie e un mondo che ho colorato come piace a me intorno.

Emanuele

Seduto, dopo l’uragano.

I don’t know if you can see
the changes that have come over me…

Amy MacDonald – Caledonia (hidden track)

Ogni tanto ripenso a questi giorni qui. E’ proprio strano. Sono fin troppo calmo. Manca circa un mese alla data della laurea e io sembro non pensarci più di tanto, come se quel traguardo, tutto ad un tratto, fosse divenuto un piccolo passo necessario per obiettivi ogni volta più grandi.

La mia famiglia ha già fatto i biglietti, persino il nipotino – che ad appena quattro mesi batterà tutti prendendo l’aereo – ha un posto prenotato verso quella giornata.

Io, solo io, non ho ancora fatto il mio biglietto. Non ho capito quando sia utile tornare e quanto non lo sia star qui. E’ un appuntamento col futuro quello che mi aspetta e ancora, sebbene sia tutto sempre più pronto, non ho ancora dato la mia conferma. Questi giorni li sto vivendo con una serenità disarmante. Non mi sento stressato, stanco o preoccupato dall’idea di dover affrontare quei 10 minuti lì. Al contrario, mi sembra di aver già superato la tempesta più grossa e adesso mi godo la quiete che ne deriva.

So semplicemente di aver già preso una decisione importante, qualcosa che maturo dentro da tempo e di cui vi parlerò meglio tra un paio di settimane.

Tutto sta procedendo secondo piani, cui io mi affido, programmati da Chi – ho imparato – sa sempre dove condurmi.

Emanuele

Da rimanere senza parole (sul campanile).

Ieri sera, per noia, sono andato a controllare le statistiche del blog.

Ebbene, a Settembre ho avuto – mediamente – 1129 visitatori al giorno, 4238 pagine viste ogni 24 ore e un totale di 33873 visitatori in un mese. Ottobre, in appena 6 giorni ne ha già sommati 6657 promettendo un andamento simile.

Numeri incredibili per me che scrivo per puro diletto, che non ho un progetto editoriale, una linea da seguire, una redazione o un committente che mi consiglia cosa pubblicare. Le mie parole lette da millecentoventinove persone al giorno è qualcosa di spaventoso, qualcosa che solo internet può permettere.

Vi immaginate se ogni giorno poteste urlare a cotante persone con un megafono dall’alto del campanile del paese?

E dunque grazie a tutti voi che rendete questo blog un continuo flusso di bit. Vi immagino sparsi tra le più grandi città d’Italia e i paesi più sperduti dello stivale. Tutti lì, ogni giorno, con cinque minuti da spendere da queste parti. 🙂

Emanuele

Il tramonto è rosso perché ha il sole dietro.

Fare tanta strada in auto – ogni giorno – ha un risvolto incredibile: hai tempo per stare con te stesso. La mattina tutto ciò si traduce nella possibilità di svegliarti per bene, arrivare sul luogo di lavoro attivo e carico (la buona musica aiuta) mentre la sera le energie un po’ al limite trasformano il tragitto in qualcosa di diverso.

E’ l’ora dei resoconti, delle riflessioni, dei pensieri sul passato-presente-futuro. Qualche giorno fa leggevo che parlare da soli fa bene (ve l’avevo segnalato nell’area “linkblog” nascosta dal menù a tendina…) e così l’occasione non mi spaventa.

C’era il cielo rosso stasera e mentre quella lunga autostrada a tre corsie mi indicava la direzione di casa mi piaceva osservare come le nuvole più rarefatte rendevano quel rosso un po’ appannato mentre, a tratti, tornava intenso. Mi domandavo quante altre persone stessero guardando il cielo con me lungo quel rettilineo e, con tanta curiosità, osservavo i conducenti delle auto che sorpassavo per capire cosa stessero fissando. C’è gente di tutti i tipi in questo mondo, è proprio bello.

Chissà come sarà il mio inverno. Ho percorso tanta strada in questi mesi, ho vissuto miliardi di cambiamenti e ogni tanto mi chiedo persino se – nell’intero arco della mia vita – tornerà un periodo così intenso, perché adesso tutto sta divenendo stabile e non sarà semplice ritrovarsi sommersi da novità che ti sorprendono da ogni punto di vista. E’ stato strabiliante ciò che è successo in questi anni. Il futuro sarà bello per altri versi, questo è certo.

Attendo tante cose dai prossimi mesi. Sto continuando a costruire, come una formichina, ciò che un giorno sarò e questa è la cosa più importante: non si è mai arrivati ma sempre in viaggio.

Emanuele

Scrivere (cavolate) paga.

Io credo che – nella vita – sia una fortuna quando un hobby riesce a regalarti qualcosa.

Bonifico Google AdSense

Con questo assegno arrivo a 5005€ guadagnati, negli anni, tramite il blog. Se dovessi contare anche i premi Fineco e i 3000€ vinti tramite internet qualche anno fa, potrei proprio dire che il web paga a chi ci sa fare.

Fortunatamente mi sento un semplice fortunello, così mi godo l’andamento e poco mi importa approfondire l’argomento.

C’è chi riempie il blog di pubblicità, immagini fluttuanti, link nascosti. Io scrivo – che è ciò che (anche se male) mi piace fare – e poi quel che arriva arriva. 🙂

(non è vero, ho un segreto grandissimo che per appena 1000€ vi svelerò in privato!).

Emanuele