Ti fidi di me?

No… non sono sul Titanic e non ho incontrato nessuna Rose da ammaliare.

Quando la mattina mi sveglio però… una vocina mi dice di essere positivo, perché anche questa giornata “andrà bene”.

E poi le notizie arrivano, certi pensieri ti tornano in mente e la giornata sembra offuscarsi nonostante il sole estivo.

Poi però arriva la bicicletta… e arriva anche la voglia di chiacchierare.

Ma più che altro… torna in mente quella vocina che mi sveglia la mattina.

E così, a fine giornata, io quella vocina la ringrazio… perché in questo periodo mi sta puntualmente “accompagnando” nel sonno.

Mi metto a letto sempre sereno e positivo… e questa è una cosa bella perché dormo bene. Poi le giornate possono avere i loro alti e bassi… ma la notte si dorme. E si dorme sognando un futuro in positivo.

Io quella vocina non l’ho mai vista… però dico sempre… “Grazie Signore…” dopo un bel segno di croce e prima di iniziare le mie preghiere della buona notte.

Emanuele

Luca… un ragazzo di cuore(.org).

Ci sono persone che questo blog l’hanno scoperto da sé… ce ne sono altre invece, che ci son finite perché sono state disturbate.

E’ il caso di Luca, blogger da poco ma sul web da tanto.

Così tanto che… conobbi il suo sito anni ed anni fa tramite IRC. C’era un nick che “volevo avere a tutti i costi”. Era “Dreams“, omonimo del canale che gestisco dal 2001 su Azzurra (ora un po’ meno per colpa degli impegni).

Tramite whois, vidi un indirizzo nel realname che mi colpì: cuore.org.

Cosa c’era dietro un dominio così particolare? Un click ed ero dentro.

Pochi attimi per riconoscere una persona molto sensibile. Il vecchio “cuore.org” infatti era abbastanza diverso da quel che vedete adesso.

Era una vetrina di pochissime pagine. La prima valeva però l’intero dominio. C’era una foto ed una frase… nessuna dinamicità, nessun rumore intorno.

Solamente una foto, impaginata ad arte ed accompagnata da poche semplici parole. Ferma li, lasciava il posto ad una nuova emozione solo dopo esser invecchiata per mesi.

Così… un bel giorno decisi di contattarlo su Azzurra per fargli i miei complimenti. Il suo modo di esprimere la malinconia lo sentivo molto vicino, molto soffice.

Gli anni son passati ed il sito si è trasformato… e insieme a lui anche il rapporto tra me e Luca – che ultimamente mi ha pure regalato una scheda video – e che giornalmente mi rompe le palle per sapere come va la giornata tramite Skype. 😛

Luca lavora, però fa anche il volontario sulle ambulanze milanesi (lo hanno sostituito alle anestesie… la gente che lo vede sviene al volo…) e dipinge.

Insomma, è un gran bravo ragazzo (ok, per questa mi devi almeno 100€…8-)).

Se dovessi concentrarmi sul suo sito, l’unica cosa che mi verrebbe in mente è una: sposta l’intero sito (o quel che vuoi) in una sottodirectory e ripristina quelle belle pagine iniziali…

Erano un tocco al cuore. 🙂

Emanuele

PS: Luca ha vinto l’ultima sfida, ecco il perché di questo post!

A quanto è arrivata la benzina?!

Ve lo chiedo per un semplice motivo: se non sbaglio, non prendo la macchina da oltre una settimana… e l’ultima volta che l’ho fatto è stato sicuramente per un motivo più che valido.

Ormai è oltre un mese che vivo con la mia bicicletta giorno e notte… macino chilometri su chilometri e nulla mi spaventa più.

Oggi sono uscito alle 15… e sono appena tornato, a mezzanotte. Vado a fare tutto con la bicicletta, tanto che l’altro giorno a tavola, mio padre si lamentava del caro benzina ed a me… sembrava un problema distantissimo! E’ stata una sensazione strana-ma-bella. 🙂

Passo così tanto tempo su quel sellino (che dovrei cambiare…) che non riesco neanche più a scegliere se/cosa registrare con la videocamera sportiva: avrei da conservare fin troppi video…

Goku eatingPerò… (c’è sempre un però…) vedo che tutto questo pedalare mi sta aprendo una fame insaziabile.

Stasera ho cenato con 4 pezzi di rosticceria (di Ganci) e se non fosse stato tardi, un quinto sarebbe sceso tranquillo. Chiedete ad un palermitano cosa significhi. Per farvi capire le proporzioni, una mia amica ha cenato con giusto un pezzo.

Bene… non inquino, non regalo soldi alle compagnie petrolifere, non aumento il traffico e… inizio seriamente a mangiare come un porco. 😀

E il pranzo, con un piattone di pasta al forno non era stato mica leggero… 😎

Adesso scappo a nanna, domani alle 8 devo pedalare fino in facoltà.

Sogni d’oro,

Emanuele

Benvenuti, mettetevi comodi. :-)

Ieri sera, dopo aver sistemato la stanza, ho preso la macchina fotografica di mia sorella. Non sono bravo come lei, ma qualcosa è venuta fuori…

Ho salvato un paio di foto su Flickr, le altre potete guardarle nel video qui sotto.

Come consueto ormai, anche questa volta regalerò una recensione a chi indovinerà la canzone di sottofondo.

Sappiate che mi fa tanto piacere sapere cosa pensate voi del mio blog, così se vorrete ricambiare il regalo, sarà più che apprezzato.

Ah… me la fate vedere la vostra postazione di lavoro? 🙂

Emanuele

ReviewMe: arrivato il pagamento #2.

Come indicato nel loro regolamento, ieri – primo giorno lavorativo del mese – ho ricevuto il pagamento da ReviewMe per l’ultima richiesta pubblicitaria. Rispetto alla richiesta precedente, ho ricevuto appena 20$… ma è sempre meglio di nulla. 🙂

Se anche voi voleste una recensione di un vostro prodotto/servizio, come ha già fatto in passato MyOffer ad esempio, non dovrete far altro che contattarmi.

Ovviamente mi riservo la possibilità di rifiutare la proposta, sia per ragioni etiche (non mi metterò mai a pubblicizzare magliette razziste…), sia per la libertà che mi si concederà. Come ho sempre preteso anche in passato, non voglio vincoli.

Questo blog deve rimanere ciò che penso e non il MediaShopping dei blog dove tutto sembra utile e perfetto.

Emanuele

Laica EP1480: bilancia impedenziometrica.

Qualche settimana fa ho comprato una nuova bilancia, visto che la vecchia era andata in frantumi.

Bilancia LAICA EP1480Considerato il prezzo non esagerato (poco più di 30€) ho scelto la LAICA EP1480 (foto a lato), una bilancia impedenziometrica.

Oltre ad essere una bilancia elettronica (con 4 memorie/profili che tengono in considerazione: età, sesso ed altezza), questa bilancia misura anche la percentuale di grasso corporeo, la percentuale di acqua ed il metabolismo basale.

Come funziona una bilancia impedenziometrica? Il meccanismo è banale. Innanzitutto bisogna salire sulla bilancia a piedi nudi ed asciutti. Attivata la funzione (è possibile effettuare anche una semplice misurazione del peso), la bilancia invierà, tramite due elettrodi posti nel piatto, un debole segnale elettrico che attraverserà il nostro corpo.

La bioimpedenziometria è una tecnica abbastanza giovane (nata intorno agli anni ’70) che sfrutta la resistenza elettrica dei fluidi che attraversa. Senza approfondire troppo il discorso, basta dire che un segnale elettrico ha più difficoltà a passare quanto più la sostanza da attraversare è grassa.

Se consideriamo la posizione del nostro corpo durante una misurazione, ci accorgiamo che i due piedi (e la porzione inferiore del nostro corpo) chiudono il circuito rispetto ai due elettrodi posti nella base.

La bilancia impedenziometrica, in base al tempo (ma non solo) necessario al passaggio del segnale attraverso le nostre gambe, misurerà la percentuale di massa grassa.

Il risultato è abbastanza preciso (si parla di uno scarto dovuto all’impresione dell’apparecchio intorno al 2%) tranne in alcuni casi.

Va infatti considerata una cosa: l’elettricità, durante il suo viaggio da un piede all’altro, tenderà a percorrere il percorso più breve. Per questo il risultato di una bilancia impedenziometrica tenderà a privilegiare i valori rilevati nella parte inferiore del corpo (gambe e basso ventre). Esistono altri sistemi bioimpedenziometrici che utilizzano più punti di rilevamento. Ad esempio in alcune farmacie esistono dei misuratori che sfruttano degli elettrodi da attaccare alle dita delle mani. Ovviamente, come facilmente deducibile, quei sistemi soffriranno del problema opposto: privilegiano, durante la misurazione, la parte superiore del corpo.

L’ideale sarebbe una bilancia con almeno 4 punti di misurazione (un elettrodo per ogni arto), sebbene nella normalità le bilance in vendita vadano più che bene.

Perché “nella normalità”? Perché, ad esempio, il fisico di un tennista è solitamente più sviluppato superiormente, mentre quello di un ciclista lo è inferiormente. Il risultato nei due casi è falsato perché la massa grassa e la massa magra non è uniformemente distribuita e sviluppata nel corpo dei due atleti.

Per analizzare un po’ i dati, prendiamo in considerazione le due tabelle sotto.

UOMO:

Età Sottopeso Normale Sovrappeso Obeso
<39 inferiore all’8% 8-20% 20-25% superiore al 25%
40-59 inferiore al 11% 11-22% 22-28% superiore al 28%
>60 inferiore al 13% 13-25% 25-30% superiore al 30%

DONNA:

Età Sottopeso Normale Sovrappeso Obeso
<39 inferiore al 21% 21-33% 33-39% superiore al 39%
40-59 inferiore al 23% 23-34% 34-40% superiore al 40%
>60 inferiore al 24% 24-36% 36-42% superiore al 42%

Queste due tabelle indicano la percentuale totale di “grasso” presente nel nostro corpo. Il grasso totale è dato dalla somma del “grasso essenziale” (o primario) e del grasso di scorta (o di deposito).

La percentuale di grasso essenziale è, per gli uomini intorno al 4% e per le donne intorno al 12%.

La percentuale di grasso di scorta invece è del 12% per gli uomini e del 15% nelle donne.

Ovviamente il grasso di scorta è teoricamente superfluo per le normali necessità dell’organismo sebbene una minima quantità sia necessaria per un buon stato di salute soprattutto per chi svolge attività fisica.

In totale dunque, la percentuale di massa grassa (essenziale più superflua) si attesta intorno al 16% negli uomini ed al 27% nelle donne.

Per fare un esempio, prendo i valori riportati dalla mia bilancia dopo essermi pesato.

La percentuale di massa grassa totale nel mio corpo è risultata del 13,3%. Un pizzico sotto “la media” ma comunque, come si evince dalla tabella (ho 25 anni), nella piena normalità.

La mia massa magra dunque rappresenta l’86,7% del mio peso (100% – 13,3%).

Continuando, la bilancia ha rilevato il 61,5% di acqua. L’acqua è la componente princiale della massa magra e rappresenta circa il 60% del nostro peso.

Le donne, avendo generalmente più tessuto adiposo rispetto agli uomini, hanno una percentuale d’acqua corporea che si aggira intorno al 55-58% circa, gli uomini intorno al 60-62%.

Anche qui, quindi, il valore rilevato per il mio corpo risulta dentro la media.

Va comunque ricordato che la percentuale d’acqua è maggiore nell’infanzia (alla nascita i bambini sono come dei bidoncini d’acqua… raggiungono il 70-77% di acqua nel loro organismo) e va diminuendo con l’avanzare dell’età e con l’aumentare dei tessuti adiposi. Nelle persone anziane la percentuale scende al 45-55%.

Un ultima cosa – da salutisti – non pensate che i fisici degli sportivi siano necessiariamente i più longevi. Avere troppi muscoli infatti affatica non solo l’apparato cardiovascolare ma anche le articolazioni ed il metabolismo (i muscoli producono più scorie…) e nella storia si è visto inoltre che a viver più a lungo non fossero gli uomini più muscolosi ma quelli più longilinei.

Emanuele

Ma io, sono davvero una persona insicura?

In questo periodo sto riflettendo tanto su questo aspetto del mio carattere… ed inizio ad avere tanti dubbi a riguardo.

Non sono così frettoloso da pretendere di trovare subito la risposta… così continuerò ad osservarmi in futuro, però certe lampadine si sono anche accese nella mia scatoletta.

Innanzitutto, bisogna partire da una cosa fondamentale: chi è una persona insicura?

Una persona insicura è una persona che tende a dipendere dagli altri. Tende ad omologarsi per star bene. Tende a non osare per paura di sbagliare. Tende a non lamentarsi per paura di ritrovarsi sola.

Tende insomma ad essere lo specchio di chi ha intorno.

Quando io dormo… tu dormi. Quando io parlo… tu parli. Quando io rido… tu ridi. Quando io piango… tu piangi.

Daniele Silvestri – Le cose in comune

Molto bella questa canzone di Daniele Silvestri… lui parlava di queste omologazioni in modo dolce e romantico. Non esiste solo quell’aspetto nella vita però.

E’ bello diventare un tutt’uno con la persona che vogliamo ci accompagni nella vita, però bisogna anche saper essere se stessi con la propria personalità.

E così… ripenso a questi anni, al mio passato. Sono solito credere che “da piccolo ero più insicuro”… ma da qualche giorno mi chiedo: ma è davvero così?!

Di esperienze ne ho avute tante… di scelte idem. Di periodi difficili pure. Eppure… sempre per una strana necessità di non tradire ciò in cui credo, anche “da piccolo” non mi piegavo a ciò che la società – ma non solo – insegna.

Un esempio? A 17 anni mi ritrovai l’unico a non fumare nel mio gruppo di amici. Mi resi conto di questa cosa quando, durante una route scout, tutti chiesero di potersi allontanare per una “pausa sigaretta”. Oltre al fatto che adesso, da capo, vedo quella richiesta come poco felice… mi rendo conto che se fossi stato una persona insicura avrei automaticamente fatto parte di quel gruppo. Erano i miei amici. Quelli con cui ero cresciuto. Quelli con i quali condividevo le mie giornate. Quelli che… “facevano parte di quel branco”. E fumavano. Tutti.

Soprattutto a quell’età, la necessità di sentirsi “parte di un gruppo” è qualcosa di fondamentale. Eppure… io sapevo di farne parte senza dover dire sempre si. Sapevo che loro erano miei amici. Loro mi cercavano per ciò che ero e non per ciò che facevo e così non c’era motivo di fumare con loro. Loro alla fine si allontanarono per fumare… io, rimasi solo. Ma ricordo benissimo che “non mi importava più di tanto”. Per me, era stata una scelta naturale.

Un’altra volta invece – ricordo la storia con le canne. Ero un po’ più grande… portavo i rasta e in quel periodo le ragazze mi si avvicinavano come fossi miele (argh, dovrò farmi crescere nuovamente i capelli… :-P). Una sera andammo insieme ad alcuni ragazzi sulle cabine a Mondello (località balneare…).

Sdraiati li sopra, si vedeva il mare e le stelle. C’era buio e si rideva. Insieme a noi però, salirono anche le birre… e le canne.

E li imparai una cosa. La canna non si chiede, secondo un boh, chiamiamolo cerimoniale, la canna va passata. Arrivò pure a me…

Ero appena maggiorenne. Potevo sentirmi libero e felice di fare quel che volevo. Ed in effetti lo ero. Mi sentii libero di dire di no. La canna passò oltre… ed io non mi curai più di tanto dei tipi strafighi che mi consideravano “strano” (ma – immagino – non solo… :-D) e di quella ragazza che ci provava (e chi non cerca di esser figo davanti ad una ragazza a quell’età?!). E’ che per me, esser fighi è altro. Non significa senza dubbio dimenticarsi di certi valori…

E’ insicurezza questa? Me lo chiedo da giorni…

In questi anni ho osservato una ragazza. L’ho vista buttarsi tra le braccia di chiunque alla ricerca di affetto. Ho provato a dirglielo più volte… e certe volte sono pure risultato duro e scontroso… però lo dicevo non solo perché è facile dirlo agli altri… ma perché certe scelte, le avevo vissute anch’io prima di lei in passato.

Ho aspettato anni prima di stare con una ragazza. E non che non ci fosse chi si faceva avanti… anzi. Però nessuna mi convinceva. Nessuna aveva la pazienza di dimostrarmi che era un sentimento sincero. E così… attendevo. E non ero mica un santo. Anche a me pesava il fatto di esser soli. Di uscire la sera e non avere mai la mano di nessuna ragazza da stringere… di andare a mare sempre con i soliti amici e non abbandonare quell’aria di pre-adolescenza che quella scelta faceva respirare.

Qualche tempo fa ho dato della zitella (in calore – ma non gliel’ho detto) ad una ragazza. Sono stato duro nuovamente… però, il tempo (e qualche opinione a riguardo) mi ha mostrato anche che non mi sbagliavo. Perché certi atteggiamenti si notano lontani un miglio.

E’ insicurezza questa? Me lo chiedo ancora. Fossi stato insicuro, la prima ragazza che mi spuntava davanti sarebbe diventata “la donna della mia vita”. Mi sarei avvinghiato a lei come un polipo. Andò molto diversamente invece…

Cambiando discorso, l’altro giorno, ho avuto una discussione con un ragazzo stupido. Sono sincero ed è inutile nasconderlo (tanto di qui non passerà mai…). Dopo neanche mezz’ora di discussione, senza peli sulla lingua, gli ho detto che le cose in Sicilia non cambiano perché c’è gente come lui… e mi sono voltato, senza perdere ancora tempo in quella discussione senza fine.

E’ insicurezza questa? Gli insicuri, abbiamo detto prima, sono persone che difficilmente esternano ciò che pensano senza farsi problemi, per paura di sbagliare o di ritrovarsi esclusi.

In questo periodo ho lasciato tutto. Sto facendo un grande salto perché non vedevo più quei valori in cui credo così fermamente.

Vivo le mie giornate da solo… mi sto appassionando a tante nuove cose e… non ho neanche bisogno di conoscere nuove persone per nascondere – a me stesso – la paura di perderne altre. E questo non significa che me ne stia solo. Esco (a dir la verità anche troppo) con ragazzi e ragazze… ma quando torno a casa “non mi manca niente e nessuno”. Sono momenti piacevoli… senza stare a misurare la simpatia o la sintonia con gli altri.

E’ insicurezza questa?

Anni fa, avrei volentieri spaccato la faccia ad un ragazzo. Arrivai da lui con l’animo di chi con un sol colpo avrebbe potuto dividere la terra in due metà. Non dimenticherò mai il fuoco che avevo dentro. Eppure… arrivai li… e mi bloccai. Gli dissi che era uno stronzo ma… non potevo alzargli le mani perché mi faceva schifo farlo. Chissà se lui lo ricorda ancora.

Era insicurezza quella? Neanche in un momento di estremo nervosismo riuscii a tradire ciò in cui credo.

Io non credo di avere due genitori perfetti. Vedo in loro decine di difetti (come gli altri ne vedranno in me) ma credo che in una cosa siano riusciti alla perfezione. Sono riusciti a trasmettermi, quasi come fossero scolpiti, dei valori. Li ho fatti miei e neanche nei momenti di debolezza riesco a tradirli. Non so disfarmene… non so dimenticarli, e ringrazio Dio per la forza che mi da… perché non è tutto merito mio.

Sto scoprendo che forse la persona insicura non sono io. So bene cosa è giusto scoprire e cosa debba rimanere un mistero: solo i bambini hanno bisogno di sfamare la loro curiosità (più che le loro pance) scartando tutte le caramelle. So fare le mie scelte indipendentemente dagli altri e non ho bisogno di adeguarmi alla massa.

In questo periodo poi, tutto ciò è amplificato a dismisura… e credo che una risposta sia la chiave di lettura.

Qualche tempo fa, mia madre vedendomi giù per come mi andavano le cose mi chiese… “vuoi andare da qualche psicologo per parlarne?”. Non ho nulla contro gli psicologi. Lo premetto sia perché non mi va di offendere gli eventuali psicologi di passaggio da qui, sia perché sono un convinto sostenitore di questa utilissima professione (al contrario credo ci sia una grande paura ed arretratezza a riguardo…). La risposta che però diedi a mia madre, nonostante fossi in lacrime, fu: “no mamma, voglio farcela da solo.

Ancora, nonostante siano passate varie settimane, quella risposta mi torna in mente, soprattutto perché ero – sorprendentemente – io a dirla.

Ed è questo per ora il mio motore. Ho tanta voglia di sentirmi vivo e di farcela con le mie forze in tutti i sensi.

Ecco spiegato anche il mio bisogno di muovermi in bicicletta. Non voglio che sia lo zaino di 10kg, le salite o la distanza da casa del collega a frenarmi.

Sono in grado di fare. Sono in grado di fare tanto e bene.

E così, insieme a quelle regole, continuo anche ad analizzar me stesso.

Vedo che mi sta facendo tanto bene questo periodo di solitudine. Mi sta permettendo di scoprire con calma e serenità me stesso.

Ed è una grande fortuna, perché, se ci si pensa due secondi, siamo la prima persona con la quale dobbiamo imparare a condividere la nostra esistenza… 🙂

Emanuele

Il “big bang” è durato troppo poco.

E adesso mi rimane solo questa, la sigla… 😐

Mi sono già divorato le 17 puntate della prima serie… purtroppo durano appena 20 minuti l’una e così sono bastati pochissimi momenti liberi

Il finale si è rivelato “una bella sorpresa”. Sia perché lascia sognare un amore, sia perché lascia speranze, sia perché… beh – lascia anche spazio ad un sequel.

Ed a quanto pare, considerato il successo che ha ricevuto in America, verso Settembre, non mancherà! 🙂

Ieri sera ho passato ore a ridere con un mio amico su tutte le scene demenziali che avevo già visto… e conoscendomi so che potrei diventare uno di loro.

Ah, se qualcuno ci stava pensando, vi ricordo che è impossibile cambiare il passato anche avendo una macchina del tempo.

Mettiamo che abbiate una macchina del tempo e vogliate evitare di averla. Bene, se – tornando indietro nel tempo – impediste a voi stessi di costruirla nel passato, non l’avreste nel futuro per tornare nel passato ed evitare di costruirla. Ergo… l’avreste ancora.

E’ la classica ingenuità da pivellino dei viaggi nel tempo. 😀

Ok ok… mi fermo qui con questi ragionamenti pseudo-intelligenti e vi ricordo solo una cosa: V-E-D-E-T-E-V-E-L-O! 😎

Emanuele