Era il periodo di…!

Ieri sera ero in macchina con un amico. Mentre cercavo posteggio abbiamo iniziato ad elencare miliardi di avventure vissute insieme.

“Era il periodo di…”.

E c’erano canzoni, luoghi, persone, acquisti folli, posti stupidi, discorsi assurdi.

E poi c’era una cosa che per educazione non scrivo qui. Una frase che vari anni fa, come un gran cretino, mi incitava a ripetere. 😐

Perché io vedo l’amore come qualcosa di sacro. Tutto il resto non mi interessa.

A lui questa cosa “preoccupava” e cercava – scherzosamente – di sincerarsi di certe cose… :timid:

Sembra stia tornando anche quel periodo, perché… beh, magari ve lo racconto un’altra volta, però dico una cosa sola: e siamo a cinque! 😎

Dimmi quando tu verrai, dimmi quando quando quando… 🙂

Emanuele

PS: ma quant’è bello il testo di Quando quando quando di Tony Renis e la cover di Michael Buble?! :joy:

I’m more than a plane!

Ma che mi sta succedendo?!

Sono appena tornato da fuori… 2 orette passate in Vespa. La revisione non ho potuto farla (si è rotto il monitor dell’apparecchiatura proprio quando era il mio turno… :-|), però ho passato un pomeriggio bellissimo!

E’ stato quasi un dispiacere dover scendere dalla Vespa… avrei continuato a guidare nel traffico per ore! :joy:

Musica alle orecchie, fasciacollo, guanti di lana per il freddo… e tanta aria felice.

C’era traffico, ma era bello.

Io non so davvero cosa mi stia succedendo, ma ci sono momenti in cui il petto mi scoppia di gioia. Mi sento “felice di vivere”, non so più trovare le parole giuste per descrivere questa sensazione. Gira e rigira torno a parlarne qui proprio perché ancora non ho trovato una spiegazione valida per tutto ciò.

Al contrario ho quasi paura che questo regalo stupendo possa essere anteprima di qualcosa di brutto, non so.

Vivo con i piedi per terra per questo. Eppure la testa vola… eccome se vola!

Adesso preparo un bel tè caldo… e poi, tuta e palestra! :joy:

Emanuele

Nevica… a Milano!

“Ti ho pensato mentre facevo le foto”.

Nevicata a Milano

Devo andare a fare mille cose oggi pomeriggio (tra cui la revisione alla Vespa che va fatta ogni due anni e mi son accorto di non aver mai fatto… :-|). Questa frase e questa foto della mia sorellina, però, le porterò con me. :joy:

Qui è tornato il sole. Penso proprio dipenda da me.

Emanuele

Di spade e di amici.

Ieri sera, prima di andare a letto, ho ricevuto un sms da un amico. Uno di quegli amici che stimi tanto per ciò che sono e che sanno realizzare nelle loro giornate.

C’era scritto scusa una volta e grazie due volte. Mi ha fatto tanto piacere. 🙂

Ho ripreso a leggere “Il cammino di Santiago”. Ho letto quattro pagine e… ahimè, sta finendo.

Quelle pagine però erano piene di riflessioni. Vorrei scriverne per ore ma vado sempre di fretta… però, mi sono accorto che mi dispiace così tanto finire questo libro che ho persino lasciato il segnalibro al capitolo precedente.

Mi son detto “così magari sbaglio e riprendo da li…”. Non mi era mai capitato prima, per nessun altro libro.

Leggetelo e poi… fatelo leggere.

Perché forse, “la propria spada” la si trova solo quando si inizia a consigliarla.

Emanuele

Ubuntu 8.10 e audio surround 5.1 con ALSA.

Si continua con la configurazione del sistema.

Questa volta devo ammettere che la soluzione non è arrivata subito. Sono addirittura rimasto per un paio di giorni senza audio. Tra ALSA, PulseAudio e mille tentativi di configurazione del server audio, ero rimasto col sistema ammutolito (ed io con lui… :-|).

Oggi pomeriggio son venuti due amici a casa e abbiamo iniziato a provarci insieme. 🙂

In realtà la soluzione era più vicina di quanto potessi immaginare. Mi ero concentrato così tanto nella configurazione di PulseAudio (ottimo progetto, forse ancora acerbo) che non avevo valutato la possibilità che ALSA potesse gestire un sistema 5.1!

La soluzione così, senza smanettare più di tanto, si traduce in un piccolo file di configurazione da creare se non esiste già: ~/.asoundrc 🙂

Se non esiste già createlo, altrimenti apritelo e buttategli dentro le seguenti impostazioni:

pcm.!default {
slave.pcm "surround51"
slave.channels 6
type route
ttable.0.0 1
ttable.1.1 1
ttable.0.2 1
ttable.1.3 1
ttable.0.4 0.5
ttable.1.4 0.5
ttable.0.5 0.5
ttable.1.5 0.5
}

pcm.analog {
type plug
slave analog_slave
}

pcm_slave.analog_slave {
pcm surround51
formate S16_LE
}

Fatto questo, riavviate ALSA (in realtà io ho riavviato il sistema, non so se basti riavviare alsa-utils da /etc/init.d/) e godetevi l’audio su tutti e cinque gli altoparlanti!

La mia stanza sorrideva mentre le note di I’m yours la avvolgevano… :joy:

Emanuele

E’ una notizia negativa?!

Qualche giorno fa un mio amico m’ha fatto proprio la domanda del titolo.

Era preoccupato per un mancata risposta e non sapeva come comportarsi.

Beh… quando una cosa può definirsi negativa?

Gli ho risposto che si può dire che qualcosa sia negativa solo quando – in qualche modo – siamo riusciti a conoscere il futuro ed effettivamente possiamo ricondurre certe difficoltà a quell’evento.

Nessuno ha la palla di vetro sfortunatamente e così nessuno può conoscere, in anticipo, ciò che si dimostrerà una sfortuna e ciò che invece si tramuterà in altro!

E’ per questo che bisogna sorridere sempre e comunque. E’ per questo che nulla deve spaventarci.

E poi… cerchiamo di essere uomini di Fede. Io credo che se Dio ci prospetta qualcosa, è sempre perché sa che, in qualche modo, ci farà bene. E’ ovvio, non tutte le strade che prendiamo conducono in Alto, però senza dubbio la possibilità di scelta e la facoltà di cambiare ogni giorno… quella si, quella viene proprio dall’Alto!

Sono molto felice della mia vita in questo periodo. Ho tanti sogni, ma non credo minimamente che questo sia un periodo sfortunato per il sol fatto che non si sono ancora realizzati tutti.

Non mi aspetto neanche che cambi prima possibile o cose del genere. Sono nelle Sue mani e so che quando sarà il momento giusto, ci saranno novità.

Insomma, scherzandoci sopra, è come se avessi regalato la mia agendina a Dio… e Lui la mattina mi organizza gli incontri, le difficoltà da affrontare e le gioie della giornata.

Dovremmo saper vedere Dio come nostro segretario di fiducia.

Molto spesso invece, pretendiamo di fare il suo lavoro… 🙂

Emanuele