Forgiveness (Elisa, featuring Antony).

Ok, ho trovato la canzone chiave dell’album Heart di Elisa. In realtà tutto l’album è di una qualità eccelsa, non tanto per lo stile (molto particolare, questione di gusti), quanto per i testi che sono autentiche poesie. Nessuna forzatura nel comporre frasi di senso compiuto (tipo “Nemico della logica morale. Opposto della fisica normale. Geometria degli angoli nascosti, nostri.” di quel Tiziano Fesso che proprio non sopporto…) ma autentici capolavori. E’ chiarissimo che la musica è stata costruita intorno ai testi e non il contrario. Molti brani trasmettono la stessa leggerezza che anni fa si poteva avvertire ascoltando Dancing, autentica perla di Elisa.

Sto studiando e la sto ascoltando a ripetizione. Si chiama Forgiveness (“Perdono”) e sono sicuro che a Natale la trasmetteranno un po’ ovunque.

Ecco qui la traduzione della canzone.

Mi sono persa. E ho paura di guardare in faccia questa vita. Eppure ho sempre creduto che sarei stata forte. Questa rabbia, questa zona d’ombra che non voglio vedere, se ne sta là… Se ne sta là… Laggiù… dentro di me, ferma sul fondo, smarrita come un bambino. Eppure so che mi appartiene. Abbiamo solo bisogno di Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Quello che temo di meritarmi. Perdono… tutto quello di cui abbiamo bisogno. Perdono… che non sono certa di conoscere. E’ stato l’amore non insegnato. Intrappolato nella tua mente che non ne voleva sapere di me. Una pietra silenziosa che mi ha spezzato il cuore mentre cercavo disperatamente un segno. Un tuo segno. Hai provato dolore e hai provato paura. Ma hai deciso di non guardarla negli occhi. Ci hai costruito il tuo destino. Non è forse questo il tempo per il Perdono? Perché abbiamo pagato. Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Per l’amore che non ci hanno insegnato. Perdono… Che sono pronta ad aspettare. Perdono… Perché abbiamo pagato. Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Per l’amore che non ci hanno insegnato. Perdono… Che sono pronta ad aspettare.

Elisa (feat. Antony) – Forgiveness

Sembra il testo di una lettera più che una canzone ma la reale ciliegina sulla torta è la voce di Antony Hegarty che trasmette passione in una maniera incredibile e trasforma la canzone in un connubio perfetto tra voci e atmosfera.

E… quant’è bello risentire un album di Elisa pieno di canzoni in inglese.

Sono chiuso nella mia stanza, con gli occhi fissi su un progetto in java, i pesciolini alle spalle e questa dolce melodia.

Stasera non uscirò. Ho i brividi! 🙂

Emanuele

PS: comunque andate a leggere anche gli altri testi, sono tutti molto belli (interessantissima anche la cover di Mad World dei Tears for Fears).

La mia vita come un film.

In questi giorni sto vivendo spesso sensazioni bellissime. La mia vita sembra un film.

Non per la mia storia o per qualche evento particolare ma perché, sempre più spesso, mi vedo come “un personaggio nella scena”.

Vedo e vivo certi momenti come se ci fosse il fermo immagine. Come se potessi congelare quell’istante e muovermi al suo interno quasi fosse tutto un bellissimo effetto scenico in tre dimensioni.

Non so se sia pazzia… però qualche giorno fa dicevo che è bello riuscire a vedere la vita come se avessimo sempre degli occhiali colorati per rendere tutto più buffo.

Beh, quei momenti per me diventano spettacolari… e poco importa se mi trovo in un posto noioso o nel punto più allegro e popolato del pianeta.

Sono io che mi estraneo e guardo tutto e tutti dall’alto.

Emanuele

La bellezza del dolore.

In realtà “Un altro giro di giostra” è un libro che sto vivendo in maniera particolare. Mi fa tornare, puntualmente in mente due persone, una delle quali – purtroppo – non c’è più da anni ma che son sicuro sarebbe orgogliosa di me se potesse leggermi.

Tiziano Terzani racconta la sua malattia e riempie di belle riflessioni questo percorso che, più che fisico, diventa spirituale.

Ieri sera, leggendo, sono finito tra alcune pagine che ho proprio voglia di fermare qui, perché hanno un valore universale, indipendentemente dalla salute fisica di ognuno di noi.

La sconfitta del dolore è considerata una delle grandi vittorie dell’uomo moderno. Eppure anche questa vittoria non è necessariamente tutta positiva. Innanzitutto il dolore ha una sua importante funzione naturale: quella di allarme. Il dolore segnala che qualcosa non va e in certe situazioni il non avere dolore può essere più penoso dell’averlo.

[…] E poi: eliminando la sofferenza al suo primo insorgere, l’uomo moderno si nega la possibilità di prendere coscienza del dolore e della straordinaria bellezza del suo contrario: il non-dolore. Perché in tutte le grandi tradizioni religiose il dolore è visto come una cosa naturale, come una parte della vita? C’è forse nel dolore un qualche significato che ci sfugge? Che abbiamo dimenticato? Se anche ci fosse, non vogliamo saperne. Siamo condizionati a pensare che il bene deve eliminare il male, che nel mondo deve regnare il positivo, e che l’esistenza non è l’armonia degli opposti.

[…] Ma questa è la nostra civiltà. Ci abituiamo sempre più a risolvere con mezzi esterni i nostri problemi e con ciò perdiamo sempre più i nostri poteri naturali.

Tratto da: “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

E’ una cosa sulla quale mi ritrovo spesso a riflettere. Il riempirsi di tranquillanti tipico della nostra società o la mancanza di coraggio nel fermarsi per riflettere un po’ (ed evitare di star male) sono tutti sintomi di un mondo che non funziona più come dovrebbe.

Abbiamo un cervello stupendo eppure affidiamo sempre più alle macchine, alla scienza, il compito di risolvere le nostre difficoltà.

I santi sublimavano la sofferenza. Noi aspettiamo la prossima vita per provarci? 🙂

Emanuele

Il jingle del buon umore!

Ieri tornando dall’università, in macchina, stavo ascoltando Radio 105, quando ho scoperto una cosa carina e voglio segnalarvela.

Quello che potete ascoltare qui sopra, è quel che loro definiscono “il jingle del buon umore”, un motivetto che mandano in onda a richiesta.

Idea carina, mi ha strappato più di un sorriso e, dopo la stanchezza di una lunghissima esercitazione, mi è persino venuta voglia di alzare il volume e cantare!

Okay senioritas y caballeros, and Ladies and gentlemen. Okay, put your hands up in the air, put your heads in the air, everybody, uno dos tres cuatro…

Ebbuonggggiorno! :joy:

Emanuele

Mutuo TassoSempreBasso (Banca Popolare Milano).

Questo articolo è sponsorizzato ma ho piena libertà di esprimere il mio parere.

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L’idea di possedere, un giorno, una casa di proprietà è comune a tutti i giovani che si catapultano nel mondo del lavoro.

La stabilità e la solidità delle proprie scelte attuali è fondamentale per garantirsi un futuro sereno, e si sa – per l’italiano – la casa ha un’importanza determinante per il proprio equilibrio.

Purtroppo, rispetto a sessanta anni fa (ma forse anche meno), comprar casa è sempre più difficile, sia perché il mercato sta attraversando un periodo particolare (c’è la “crisi”, ma i prezzi per m² sono alle stelle), sia perché il rapporto stipendio:mutuo è divenuto negli anni sempre più sfavorevole. E’ stato calcolato che, circa cinquant’anni fa il prezzo di un mutuo era circa un quinto di uno stipendio (rapportato ad uno stipendio di 1000€), mentre ad oggi il mutuo ha raggiunto anche i 4/5 dello stipendio. In pratica non è più possibile, con un solo stipendio, gestire l’economia di una famiglia e pagare un mutuo per garantirsi un tetto in futuro.

Mutuo TassoSempreBasso - Banca Popolare MilanoLa Banca Popolare di Milano, in questo periodo, sta sponsorizzando TassoSempreBasso: un nuovo mutuo a tasso variabile con una soglia massima.

In realtà questa tipologia di mutui non è una novità e da anni vengono proposti in tutte le salse (con tassi iniziali più o meno vantaggiosi).

La differenza del mutuo offerto dalla BPM è che invece di basare il tasso sull’andamento dell’Euribor, è ancorato alla BCE (Banca Centrale Europea) che dovrebbe garantire un andamento più stabile nel tempo.

Questo però non è sinonimo totale di garanzia. Esiste un tetto massimo fissato al 5,5% qualunque sia la durata del mutuo, ma… non bisogna fidarsi esclusivamente di questo.

Un mutuo a tasso fisso può risultare, nel tempo, più conveniente di uno a tasso variabile nonostante il tasso iniziale meno aggressivo (e solitamente questo pesa molto a livello psicologico…).

Bisogna, insomma, saper soppesare l’effetto ritardato nel tempo che una tipologia di mutuo può avere rispetto un’altra.

Tenetelo in considerazione e… buon mutuo a tutti! 🙂

Emanuele

Divide et impera.

Questa giornata, ieri sera mentre ero a letto, mi faceva paura.

Era strapiena di impegni: da una riunione scout, alla palestra, all’appuntamento con un ingegnere, ad una lezione, al barbiere e farmacia, alle necessità di casa.

Tutto da incastrare in maniera certosina.

In questi mesi ho imparato benissimo a gestire i miei tempi e solitamente il primo passo da fare per organizzarsi è quello di non andare troppo oltre con i pensieri, “ah, ma come dovrò fare a fare questo, questo e quest’altro!”, così ieri sera, per rasserenarmi, ho addirittura diviso mentalmente la giornata in due metà, interrompendola per la pausa pranzo.

Pausa che in fin dei conti non c’è stata, visto che avevo da cercare del materiale per la riunione scout, chiamare la segreteria AGESCI per la conferma del CFA e volare subito in facoltà…

Tutto però, ha funzionato. Ho cenato adesso, alle 22, dopo una bellissima doccia calda e la stanchezza in effetti si sente, però sono anche soddisfatto di tutto ciò che ho realizzato! 🙂

Tra l’altro stasera novità (l’ho trovata rientrando a casa): in questi giorni ospiteremo una amica di famiglia che – a quanto pare – è vittima di stalking! 😮

Ah, colgo l’occasione per ringraziarvi, oggi questo blog ha raggiunto i 13.000 commenti! 🙂

Emanuele

L’acquario, d’inverno.

Ieri è arrivato l’inverno anche per i miei pesciolini.

Con l’ennesimo cambio d’acqua, ho ripulito la pompa, cambiato il filtro e riacceso il termoregolatore.

La temperatura era ormai intorno ai 21-22 gradi e quella ideale è intorno ai 25 gradi.

Da stamattina non sentono più freddo! 🙂

Emanuele

Quanta ignoranza.

E’ l’inizio di un’altra avventura. Stasera ho partecipato al primo incontro di un “laboratorio biblico” che durerà un anno.

Sono tornato a casa con tre pagine piene di appunti ma, soprattutto, con la consapevolezza di essere – al più – un semplicissimo “lettore” della Bibbia.

Sapevate che nella natività descritta nel Vangelo non esistono né il bue né l’asinello?

Sapevate che la Mirra (uno dei tre doni dei Re Magi – anch’essi non descritti così precisamente), era un unguento funebre e così, donarlo ad un bambino aveva un significato ben preciso: “è colui che è nato perché deve morire”.

Avete mai riflettuto perché viene posto in una mangiatoia?

Sapevate che il contrario dell’Ascolto, non è il “non ascoltare”, ma il “mormorare“?!

Ecco, l’Ascolto. Sarà proprio questa una delle dimensioni in cui cercheremo di entrare nei prossimi incontri.

Come potrà un giovane tenere pura la sua vita? Custodendo le tue parole.

Salmo 119 (118), 9-10

Sono contento di aver deciso di parteciparvi perché sarà un’ottima occasione per crescere spiritualmente (nonostante il tempo in questi giorni sia cosa rara per me). :joy:

Emanuele