Promozione Tim Limited Edition.

Questo è un articolo remunerato, sono però libero di esprimere le mie idee a riguardo.

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Questa volta parleremo di telefonia e visto che sono un fortunatissimo cliente Wind proverò a fare un confronto con questo operatore.

Locandina Tim Limited EditionMi è stato però chiesto di parlare della promozione TIM Limited Edition, offerta che – in vista del Natale – cerca di catturare nuovi clienti. L’offerta, sottoscrivibile (fino ad esaurimento scorte!) da tutti coloro che acquisteranno una nuova sim TIM, si articola in due offerte: TIM 10 e TIM senza scatto.

La prima, con una tariffa di 10€cent/minuto (verso qualsiasi direzione, con scatto alla risposta di 16€cent/minuto) è consigliata per coloro che effettuano chiamate lunghe. La seconda – la TIM senza scatto – è consigliata a chi fa chiamate brevi e prevede una tariffa al minuto di 15€cent/minuto senza scatto alla risposta, verso qualsiasi destinazione (nazionale). In entrambi i casi gli sms sono 10€cent e gli mms (ma li usate?!? Io credo di averne mandato giusto un paio in vita mia!) a 15€cent verso numerazioni TIM e 60€cent verso altre numerazioni.

Analizzando un po’ più approfonditamente le offerte, ci si accorge però che la Wind – ad oggi – propone un’offerta chiamata Wind 9 Limited Edition che si posiziona in piena concorrenza con la TIM 10 e risulta più conveniente per le chiamate (gli sms costano invece 2 centesimi in più).

L’offerta TIM senza scatto (interessante per le persone che fanno chiamate più brevi di 2 minuti e 24 secondi) invece è più vantaggiosa di quella offerta da Wind che propone una Super Senza Scatto a 17€cent/minuto.

In definitiva, fatevi due conti. Se mandate molti sms e non volete attivare una flat sms (ma valutate l’idea, con 2-3 euro praticamente si hanno sms illimitati verso un operatore…) scegliete le offerte TIM. Se fate chiamate lunghe la TIM 10 è meno concorrenziale, se invece siete di quelli che usano il cellulare per comunicare informazioni logistiche e poco più, l’offerta TIM senza scatto è sicuramente da tenere in considerazione! 🙂

Emanuele

Chiara! Me lo scrivo qui! :-D

Ho sempre avuto grandi difficoltà nel ricordare i nomi. Ho chiamato mia madre “mamma” fino a 20 anni proprio perché mi sfuggiva sempre il suo nome… 😐

Stasera, all’uscita dalla Messa, mi ferma una ragazza. Cappottino nero, jeans e adidas.

“Noi due ci conosciamo!”.

Io inizio a storcere gli occhi cercando subito di ricordare… ma nulla, non usciva niente. Mi sentivo come quando ad un’estrazione, apri il pacco vuoto e ti fanno la musichetta del perdente.

“Tu sei scout… ti chiami Emanuele e hai un fazzolettone verde…”.

Cacchio, si ricordava tutto e io non avevo neanche il sentore di chi fosse.

Inizio, così, a domandare tutte le possibili coincidenze che avessero potuto farci incrociare le vite iniziando ad escludere le attività cittadine perché lei non è palermitana (altrimenti cavolo, scout – palermitana, mi sarei ricordato…).

Comunque, alla fine salta fuori che abbiam fatto una route oltre 3 anni fa insieme e per una settimana si è stati anche a parlare del più e del meno.

Pian piano sono tornate tante cose alla luce, tranne il mio ricordo di lei a quella route. Assurdo!

Comunque… ciò che so adesso è che ha una bella stretta di mano. 🙂

Adesso magari vado a riprendere le foto così la inquadro meglio. 😮

Emanuele

PS: e non vi ho mai raccontato di quando una ragazza (con cui avevo fatto una marea di attività insieme) mi salutò per strada e io iniziai a guardarmi a destra e sinistra per capire se stesse salutando me… e poi pensando che era troppo carina mi convinsi che aveva sbagliato e tirai dritto col motorino… 😐

Forgiveness (Elisa, featuring Antony).

Ok, ho trovato la canzone chiave dell’album Heart di Elisa. In realtà tutto l’album è di una qualità eccelsa, non tanto per lo stile (molto particolare, questione di gusti), quanto per i testi che sono autentiche poesie. Nessuna forzatura nel comporre frasi di senso compiuto (tipo “Nemico della logica morale. Opposto della fisica normale. Geometria degli angoli nascosti, nostri.” di quel Tiziano Fesso che proprio non sopporto…) ma autentici capolavori. E’ chiarissimo che la musica è stata costruita intorno ai testi e non il contrario. Molti brani trasmettono la stessa leggerezza che anni fa si poteva avvertire ascoltando Dancing, autentica perla di Elisa.

Sto studiando e la sto ascoltando a ripetizione. Si chiama Forgiveness (“Perdono”) e sono sicuro che a Natale la trasmetteranno un po’ ovunque.

Ecco qui la traduzione della canzone.

Mi sono persa. E ho paura di guardare in faccia questa vita. Eppure ho sempre creduto che sarei stata forte. Questa rabbia, questa zona d’ombra che non voglio vedere, se ne sta là… Se ne sta là… Laggiù… dentro di me, ferma sul fondo, smarrita come un bambino. Eppure so che mi appartiene. Abbiamo solo bisogno di Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Quello che temo di meritarmi. Perdono… tutto quello di cui abbiamo bisogno. Perdono… che non sono certa di conoscere. E’ stato l’amore non insegnato. Intrappolato nella tua mente che non ne voleva sapere di me. Una pietra silenziosa che mi ha spezzato il cuore mentre cercavo disperatamente un segno. Un tuo segno. Hai provato dolore e hai provato paura. Ma hai deciso di non guardarla negli occhi. Ci hai costruito il tuo destino. Non è forse questo il tempo per il Perdono? Perché abbiamo pagato. Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Per l’amore che non ci hanno insegnato. Perdono… Che sono pronta ad aspettare. Perdono… Perché abbiamo pagato. Perdono… La sola nostra chiave di accesso al mondo. Perdono… Per l’amore che non ci hanno insegnato. Perdono… Che sono pronta ad aspettare.

Elisa (feat. Antony) – Forgiveness

Sembra il testo di una lettera più che una canzone ma la reale ciliegina sulla torta è la voce di Antony Hegarty che trasmette passione in una maniera incredibile e trasforma la canzone in un connubio perfetto tra voci e atmosfera.

E… quant’è bello risentire un album di Elisa pieno di canzoni in inglese.

Sono chiuso nella mia stanza, con gli occhi fissi su un progetto in java, i pesciolini alle spalle e questa dolce melodia.

Stasera non uscirò. Ho i brividi! 🙂

Emanuele

PS: comunque andate a leggere anche gli altri testi, sono tutti molto belli (interessantissima anche la cover di Mad World dei Tears for Fears).

La mia vita come un film.

In questi giorni sto vivendo spesso sensazioni bellissime. La mia vita sembra un film.

Non per la mia storia o per qualche evento particolare ma perché, sempre più spesso, mi vedo come “un personaggio nella scena”.

Vedo e vivo certi momenti come se ci fosse il fermo immagine. Come se potessi congelare quell’istante e muovermi al suo interno quasi fosse tutto un bellissimo effetto scenico in tre dimensioni.

Non so se sia pazzia… però qualche giorno fa dicevo che è bello riuscire a vedere la vita come se avessimo sempre degli occhiali colorati per rendere tutto più buffo.

Beh, quei momenti per me diventano spettacolari… e poco importa se mi trovo in un posto noioso o nel punto più allegro e popolato del pianeta.

Sono io che mi estraneo e guardo tutto e tutti dall’alto.

Emanuele

La bellezza del dolore.

In realtà “Un altro giro di giostra” è un libro che sto vivendo in maniera particolare. Mi fa tornare, puntualmente in mente due persone, una delle quali – purtroppo – non c’è più da anni ma che son sicuro sarebbe orgogliosa di me se potesse leggermi.

Tiziano Terzani racconta la sua malattia e riempie di belle riflessioni questo percorso che, più che fisico, diventa spirituale.

Ieri sera, leggendo, sono finito tra alcune pagine che ho proprio voglia di fermare qui, perché hanno un valore universale, indipendentemente dalla salute fisica di ognuno di noi.

La sconfitta del dolore è considerata una delle grandi vittorie dell’uomo moderno. Eppure anche questa vittoria non è necessariamente tutta positiva. Innanzitutto il dolore ha una sua importante funzione naturale: quella di allarme. Il dolore segnala che qualcosa non va e in certe situazioni il non avere dolore può essere più penoso dell’averlo.

[…] E poi: eliminando la sofferenza al suo primo insorgere, l’uomo moderno si nega la possibilità di prendere coscienza del dolore e della straordinaria bellezza del suo contrario: il non-dolore. Perché in tutte le grandi tradizioni religiose il dolore è visto come una cosa naturale, come una parte della vita? C’è forse nel dolore un qualche significato che ci sfugge? Che abbiamo dimenticato? Se anche ci fosse, non vogliamo saperne. Siamo condizionati a pensare che il bene deve eliminare il male, che nel mondo deve regnare il positivo, e che l’esistenza non è l’armonia degli opposti.

[…] Ma questa è la nostra civiltà. Ci abituiamo sempre più a risolvere con mezzi esterni i nostri problemi e con ciò perdiamo sempre più i nostri poteri naturali.

Tratto da: “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

E’ una cosa sulla quale mi ritrovo spesso a riflettere. Il riempirsi di tranquillanti tipico della nostra società o la mancanza di coraggio nel fermarsi per riflettere un po’ (ed evitare di star male) sono tutti sintomi di un mondo che non funziona più come dovrebbe.

Abbiamo un cervello stupendo eppure affidiamo sempre più alle macchine, alla scienza, il compito di risolvere le nostre difficoltà.

I santi sublimavano la sofferenza. Noi aspettiamo la prossima vita per provarci? 🙂

Emanuele

Il jingle del buon umore!

Ieri tornando dall’università, in macchina, stavo ascoltando Radio 105, quando ho scoperto una cosa carina e voglio segnalarvela.

Quello che potete ascoltare qui sopra, è quel che loro definiscono “il jingle del buon umore”, un motivetto che mandano in onda a richiesta.

Idea carina, mi ha strappato più di un sorriso e, dopo la stanchezza di una lunghissima esercitazione, mi è persino venuta voglia di alzare il volume e cantare!

Okay senioritas y caballeros, and Ladies and gentlemen. Okay, put your hands up in the air, put your heads in the air, everybody, uno dos tres cuatro…

Ebbuonggggiorno! :joy:

Emanuele