Detto? Fatto! Statistiche servite.

Oggi pomeriggio ho ricevuto una e-mail da Paolo che riteneva interessante una piccola sezione di statistiche per BlogValidator.

Non essendo pagato per questo progettino ed essendo l’unico “scribacchino” (programmatore mi sembra un parolone per certe cose…), il progetto va avanti secondo la filosofia del “ciò che mi va e che posso fare nel tempo che ho”.

Ho deciso di accogliere la richiesta (era già nella “to-do list”, solamente un po’ più avanti…) e così, sono usciti fuori i primi numeri.

Non che mi aspettassi valori tanto discordanti ma… è interessante notare che il numero maggiore di errori si annida nei template dei blog. Le statistiche riportano infatti un elevato numero di blog con tanti errori nell’(x)html e addirittura zero blog con tanti errori nei feed: a dimostrazione che, solitamente, i feed (e per certi versi, i singoli post) sono più “puliti”.

La differenza sta, ovviamente, nel considerare che a differenza dei template (cui mette mano persino il nipote dell’amministratore delegato), i feed sono solitamente realizzati e pubblicati automaticamente dalle piattaforme di blogging senza che il blogger vada mai a ficcare il naso dentro.

Una fortuna per i feed reader che hanno vita facile… al contrario dei browser che tra java-script, html non correttamente annidato e tanto altro devono fare miracoli per poter visualizzare correttamente una pagina. 🙂

P|xeL

Schizofrenie professionali.

Vi avevo promesso che sarei andato avanti con BlogValidator ed in effetti è così. Il codice per una validazione più precisa dei CSS è quasi pronto, manca una leggera raffinazione delle reg-ex relative alla ricerca del foglio di stile all’interno dell’<head> dei blog. Finché non lo avrò testato a sufficienza non lo inserirò nel sistema di controllo: meglio evitare inchiappi.

In questi giorni però… ho visto che sono aumentate le segnalazioni (a proposito… se vi va, provatelo, i blog senza errori guadagnano un backlink…) ed una cosa mi ha fatto sorridere. Tra i blog segnalati ce ne sono alcuni che… sebbene si occupino specificatamente di web-design, non si preoccupano di aderire agli standard. Al contrario, altri blogger, che magari si interessano poco del web design, si sono industriati per migliorare l’accessibilità tra le loro pagine.

E’ un po’ come un professore che insegna italiano sbagliando i verbi, …non credete?! 🙂

P|xeL

Wake on lan: come avviare un computer remoto.

Casa mia è il mio banco di prova. Abbiamo 5 computer tutti perennemente connessi tramite un router ed uno switch ed una delle comodità più grandi che possa esistere… è la gestione remota.

Negli ultimi tempi ho rimesso su un vecchio Pentium 2 (con appena 192mb di ram), iper-alleggerito (non ha più neanche un lettore cd o floppy, un monitor o una tastiera) che utilizzo come server casalingo. Per controllarlo da remoto mi sono affidato ad UltraVNC (che molti miei amici conosceranno già come utile strumento per… farsi aiutare da me!) ma, rimaneva sempre la seccatura di dover andare ad accenderlo quando necessario.

Per risolvere questo problema esiste una comodissima funzione chiamata “Wake on Lan”.

Cosa è il Wake on lan? Per “wake on lan” si intende la capacità di un sistema di essere avviato in seguito alla ricezione di un segnale (tipicamente chiamato “magic packet”) ricevuto tramite la scheda di rete.

Come si attiva il Wake On Lan sul computer remoto? Per avviarlo bisogna innanzitutto controllare se la nostra scheda di rete è integrata nella scheda madre oppure è una periferica PCI. Solitamente, le schede madri di ultima generazione integrano almeno una porta di rete (RJ-45), se fosse il vostro caso saltate il punto numero 1, altrimenti eseguite le tre operazioni a seguire.

  1. Inserite il cavetto in dotazione con la scheda di rete (che da bravi avrete conservato con cura fino ad oggi) nel piccolo connettore a 3 pin sulla scheda madre identificabile dalla scritta WOL.
  2. Abilitate il “Wake on Lan” dal BIOS della scheda madre (la sua posizione nel menu varia a seconda del BIOS).
  3. Segnatevi l’indirizzo MAC della vostra scheda di rete (è in pratica il “numero di serie” univoco, della scheda). Se non sapete come trovarlo, date un’occhiata qui.

Fatto questo, il computer remoto sarà pronto per ricevere il “magic packet” ed avviare il sistema.

Come inviare il “magic packet”? L’invio del “pacchetto magico” è qualcosa di… ancora più semplice. Sebbene ci sia qualcuno che si è persino divertito a scrivere uno script in php per l’avvio remoto, vi consiglio l’utilizzo di un leggerissimo programma gratuito realizzato da una piccola software house italiana: “Wake on LAN” della StephenSoftware, scaricabile dall’area Free Download.

Wake on LAN - StephenSoftwareCome si usa “Wake on LAN”? Il programma, una volta installato si presenta come nell’immagine a lato.

Sarà necessario inserire l’indirizzo MAC della scheda di rete del computer da avviare, il suo indirizzo IP assegnato dal router/switch (che vi consiglio di mettere statico) e l’indirizzo della subnet (se non avete configurazioni di rete particolari, andrà messo 255.255.255.0).

Cliccate in seguito su “Add to list”, selezionate la nuova voce e… cliccate, incrociando le dita, su “Wake On Lan”.

A questo punto… se non sentite alcuna esplosione… il computer remoto dovrebbe esser partito! 😉

Ciao,

P|xeL

Microsoft .NET Framework 3.0 (KB928416): errore 0x643

Alcune settimane fa, la Microsoft ha pubblicato l’ultima versione del suo framework .NET: la 3.0.

Ho notato che sul mio sistema (Windows XP + SP2 con .NET 1.1 e 2.0 installati) l’aggiornamento tramite il Windows Update non veniva completato. Un misero errore 0x643 era l’ultimo risultato dell’operazione.

Ho googlato un po’ in giro ed ho scoperto di non esser l’unico (e quando mai…): alcuni utenti lamentavano lo stesso problema persino su macchine appena formattate o con Windows Vista oppure con versioni del sistema operativo a 64bit.

La soluzione, fortunatamente, è stata rapidissima. E’ stato sufficiente scaricare la versione full, come indicato dalla Microsoft stessa e riavviare il pc.

Trovate qui la versione a 32bit (50MB circa) e qui quella a 64bit (90MB circa).

P|xeL

Self made… bloggers.

Prima autoreferenzialità… adesso autoesaltazione.

“Ebbene sì, oggi, 2 aprile, possiamo scoprire le carte e rivelare quello che è stato l’esperimento-scherzo più riuscito della rete italiana da quando esistono i blog.”

Citazione tratta dall’articolo di Punto informatico, scritto da Tommaso Tessarolo, blogger anch’esso.

Che poi, a volerla dire tutta… i blog coinvolti sono stati 34.

E’ tutta li la blogosfera per Punto Informatico?

Sarà che per me il primo d’Aprile è iniziato male… ma tutto sto “gran scherzo” non l’ho visto e non vedevo l’ora che finisse la giornata per far rientrare anche questa pagliacciata.

Ciao,

P|xeL

PS: ma perché i blogger si auto-commentano sempre?

PPS: Punto Informatico non è più quello di una volta.

La mia prigione.

Sai perfettamente quanto è stato difficile abbandonare tutto e scegliere di percorrere il Cammino di Santiago in cerca di una spada, ma questa difficoltà esisteva solo perché eri legato al passato. Sei già stato sconfitto e hai paura di esserlo ancora; hai ottenuto qualcosa, e temi di perderlo di nuovo. Eppure, qualcosa di più forte ha prevalso: il desiderio di ritrovare la tua spada. E tu hai deciso di correre il rischio.

Tratto da: Il cammino di Santiago di Paulo Coelho

Ho iniziato a leggerlo qualche tempo fa e sto continuando, sebbene molto a rilento a causa dei 1000 impegni che spuntano giornalmente.

Più vado avanti… e più ripenso al mio Cammino. A quei giorni per quelle strade. A quei momenti indimenticabili di stanchezza infinita e alla sensazione di vittoria quando finalmente vedevi un nuovo paese a pochi metri.

Nonostante sia sicuro di non averlo vissuto in modo superficiale, rimpiango, mentre leggo, il non poter essere li. Non poter assaporare certi particolari che sconoscevo… non poter vivere ancora più profondamente certe cose.

Questa sera, mi ha colpito questa frase: è sempre difficile abbandonare le proprie certezze per qualche incertezza. Eppure, forse, bisognerebbe avere il coraggio di farlo.

Non significa però rinnegare il passato. Significa intraprendere strade migliori se la vita lo richiede.

Non sono sempre soddisfatto… ma il mio spirito d’adattamento mi porta spesso a dire “Emanuele, non pretendere troppo”.

Mi sento troppo legato a ciò che ho. Ho paura che diventi la mia prigione.

Emanuele

Yod’m 3D desktop manager per Windows

Yod’m 3D desktop Da qualche giorno sto provando Yod’m 3D, un “desktop manager” gratuito, in stile Xgl, realizzato da Christian Salmon.

Premessa: Per Windows XP, in realtà, la Microsoft aveva pubblicato alcuni anni fa un piccolissimo desktop manager (Virtual desktop Manager) che permette di gestire e scambiare velocemente fino a 4 desktop.

Cosa intendo con gestire e scambiare un desktop? Innanzitutto va precisato che con desktop si intende il “piano di lavoro” sul quale vengono aperte le applicazioni e i file che utilizziamo. E’ la nostra scrivania. Detto questo, non è difficile immaginare che sia possibile avere più “scrivanie” dove poggiare i nostri documenti, per mantenere un certo ordine quando lavoriamo, e decidere di cambiar scrivania per suddividere gli ambiti di lavoro.

Yod’m 3D fa la stessa cosa che è possibile fare con l’add-in della Microsoft con una particolarità in più: i desktop sono visibili come in una sorta di cubo che è possibile ruotare con un semplice click di mouse.

Questa “prodezza grafica” era, attualmente, appannaggio solamente dei sistemi Unix. Neanche il nuovo Windows Vista permette, al momento, una cosa simile.

Il programma non risulta invadente: pesa meno di 1MB, non va installato (basta decomprimerlo in una cartella e farlo partire) ed occupa 30MB in ram (meno di Firefox per intenderci ;-)).

E’ possibile passare velocemente ad un’applicazione di un altro desktop semplicemente utilizzando il menu a tendina che si apre cliccando sull’icona vicino all’orologio…

A differenza di XGL però, non è possibile trascinare un’applicazione da un desktop all’altro, il che rende l’esperienza, un pizzico più limitata.

In ogni caso, vi consiglio di provarlo. Personalmente, ritrovandomi spesso con tante e tante applicazioni aperte, avere più desktop è una gran comodità che mi aiuta a velocizzare il lavoro.

Ciao,

P|xeL