C’è del tenero nelle ultime comunicazioni di Flickr. Da quando in primavera l’azienda ha annunciato di voler cambiare strategia è stato un continuo segnalare agli utenti il superamento del limite per gli account gratuiti.
Tale limite, per stravaganti strategie commerciali è stato fissato in appena 50 foto. Nell’epoca di Instagram, TikTok, Snapchat, Facebook e così via vale a dire «non fatevi strane idee, siamo una piattaforma di condivisione foto a pagamento».
Il mio account, stando a quel che racconta la cortese e ripetuta email di avviso, contiene 50.498 foto. Un po’ troppe. «Emanuele, per favore, cancellale, è l’ultima volta che te lo diciamo o forse no».
Io non sono arrabbiato con Flickr. Comprendo che le strategie commerciali possano cambiare. Suggerii di non lasciarsi ammaliare dalla loro offerta nello stesso momento in cui raccontai come utilizzarla.
Flickr mi sembra un social che ha perso l’onda sulla quale stava surfando egregiamente e un po’ come Yahoo! o Napster cerca adesso di ritagliarsi uno spazio finché l’ennesima società di investimento non proporrà al suo CDA una nuova politica, l’ennesima, sfiaccando così l’entusiasmo della sua community.
La mail, dicevo, è tenera perché da mesi minaccia di eliminare tutte le foto ma continua a non avere il coraggio di farlo. Il senso è molto chiaro: quale utente rimane in un social che ad un tratto cancella tutto se non paghi?
Mio caro Flickr, continuerò a mettere alla prova i tuoi nervi, nell’attesa che un bel giorno quell’incertezza si trasformi in coraggio. D’altronde, anche nel mondo dei social, vola solo chi osa farlo.
Emanuele


