Come bypassare i paywall.

Qualche giorno fa Luca segnalava 12ft.io quale soluzione per rimuovere i paywall da vari siti d’informazione.

Non so quanto sia corretto ma se lo ritenete necessario, un metodo ancora più rapido è quello di utilizzare il bookmarklet che segue. Potete aggiungerlo alla barra dei preferiti del vostro browser semplicemente trascinando il link: Rimuovi paywall.

In alternativa, create un nuovo bookmark e copiate la seguente stringa nel campo indirizzo:

javascript:void(location.href='https://12ft.io/proxy?q='+location.href)

Sfrutta proprio 12ft ma rende tutto immediato: raggiungete una pagina con blocco dei contenuti, cliccate sul bookmark e boom potrete leggere l’articolo.

Emanuele

PS: se avete un iPhone potete aggiungere questo Shortcut.

Quanto vale “avere abbastanza”?

Un uomo d’affari si trovava sul molo di un piccolo villaggio costiero ecuadoriano quando attraccò una piccola barca con un solo pescatore. All’interno della barca c’erano diversi grossi tonni pinna gialla. L’uomo d’affari si complimentò con il pescatore per la qualità del suo pesce e gli chiese quanto tempo impiegava per catturarli. Il pescatore rispose che ci riusciva in poco tempo.

L’uomo d’affari gli chiese dunque «perché non sei rimasto fuori più a lungo in modo da catturare più pesci?»

Il pescatore rispose che guadagnava abbastanza per sostenere i bisogni immediati della sua famiglia.

L’uomo d’affari rincalzò domandando: «e cosa fai con il resto del tuo tempo?»

Il pescatore: «Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei figli, faccio la siesta con mia moglie Maria, ogni sera passeggio per il villaggio dove sorseggio vino e suono la chitarra con i miei amici, ho una vita piena e impegnata , signore».

L’uomo d’affari deridendolo rispose: «Sono un MBA di Harvard e potrei aiutarti. Dovresti dedicare più tempo alla pesca e con il ricavato acquistare una barca più grande con cui successivamente acquistare diverse barche. Alla fine avresti una flotta di barche da pesca. Invece di vendere il tuo pescato a un intermediario, lo venderesti direttamente al consumatore, aprendo un tuo negozio. Controlleresti il ​​prodotto, l’elaborazione e la distribuzione. Dovresti lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirti a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove avrai modo di gestire la tua impresa in espansione».

Il pescatore chiese: «Ma signore, quanto tempo ci vorrà?».

Al che l’uomo d’affari rispose: «tra i 15 ed i 20 anni».

«E a quel punto, signore?»

L’uomo d’affari rise e disse che questa era la parte migliore: «Quando sarà il momento giusto, annuncerai un’IPO e venderai le azioni della tua azienda al pubblico e diventerai molto ricco, guadagneresti milioni».

«Milioni, signore? E allora?»

L’uomo d’affari sorrise e disse: “Allora potresti ritirarti dal mondo del lavoro, spostarti in un piccolo villaggio costiero di pescatori dove poter dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i tuoi bambini, fare la siesta con tua moglie, passeggiare nel villaggio la sera, sorseggiare vino e suonare la chitarra con i tuoi amici».

Emanuele

Hey you.

Imagine there is no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
No religion too
Imagine all the people living life in peace

John Lennon – Imagine (1971)

Emanuele (…but I am not the only one)

Quanto viaggi?

La mia Giulietta è alle porte dei 180.000km, non gliel’ho ancora detto ma inizio a pensare di volerla cambiare. Nel frattempo però, da accumulatore seriale di statistiche, ho tirato fuori qualche numero.

Da quando l’ho comprata infatti ho registrato ogni singolo rifornimento attraverso SpritMonitor così so di aver effettuato 648 rifornimenti e di aver viaggiato ad una velocità media globale di 69km/h. Percorro principalmente autostrade e strade statali e questo giustifica una velocità media così alta.

Km percorsi ogni anno con la mia auto

Qualche giorno fa però mi son domandato quanti chilometri abbia risparmiato durante la pandemia. La risposta purtroppo è difficile da trovare. Ero convinto infatti di aver abbassato parecchio la mia media ma, stando ai dati, ho scoperto che nonostante lo smart working e le innumerabili riunioni remote, i chilometri totali in questi ultimi due anni non sono stati così diversi da quelli percorsi gli anni precedenti.

E’ difficile quantificare che percentuale di km abbia evitato di percorrere ma da stime sommarie ipotizzo possano mancare diecimila chilometri negli ultimi due anni.

Fortunatamente nella mia azienda lo smart working è ancora a piena discrezione del dipendente e così a meno di non dover andare da un cliente (le prossime settimane ad esempio farò su e giù da Pisa) il più delle volte tendo a lavorare da casa. In estate invece, questa rivoluzione copernicana, mi ha permesso di vivere vacanze molto più lunghe.

E tu? Hai smesso di viaggiare? Vivi anche tu settimane da eremita dentro casa?

Emanuele

Isolati (sulla mia isola).

E’ difficile parlare di cose complesse senza sminuirle e questa è una delle ragioni principali per cui non riesco a partecipare alla vita sociale sui social dell’immediatezza.

Qualsiasi argomento è ridotto a massime, riassunti da pochi caratteri che si auto-proclamano quali verità ineluttabili.

La realtà è che il mondo che ci circonda è complesso, le cose che ci accadono sono complesse, le interazioni umane sono materia complessa.

La banalizzazione di ogni argomento mi da l’orticaria. L’argomento pandemia è uno di quei temi più bistrattati, discussi e ridicolizzati ma – mentre scrivo – non ho in mente solo lei. Mi accorgo di aver imparato a mordermi la lingua anche quando, tra amici, so che certi argomenti non avrebbero lo spazio e l’attenzione che meritano.

E’ per questo che fin ora ho evitato di scrivere circa i provvedimenti, le scelte, gli errori e le conquiste del mondo intero nei confronti di questa realtà che da un paio d’anni ci fa compagnia. Per quanto possa tentare di scriver lentamente, anch’io finirei semplicemente per dire la mia aggiungendo l’ennesima voce, l’ennesima opinione che non ha basi sufficientemente robuste per poter dichiarare qualcosa che meriti attenzione.

E’ anche per questo che, su queste pagine, son finito di recente con l’essere mono-tematico o quasi. Esistono argomenti che padroneggio, che mi appassionano e che cerco di far conoscere. Inutile e sbagliato tentare di trasformarsi in tuttologi capaci di affrontare con maestria qualsiasi argomento.

La vita – fortunatamente – non è solo pandemia e silenziosamente, ma con l’attenzione di chi riconosce il rispetto da portare verso qualcosa di più grande delle proprie convinzioni, durante queste vacanze abbiamo vissuto giorni allegri con un clima favoloso.

Siamo stati tra le montagne, sulla neve e poi a respirare il mare. Sono stati quattordici giorni condivisi con pochissime persone ma isolati dal turbinio delle notizie dell’ultim’ora.

Alcuni giorni il cellulare era completamente irraggiungibile ed è stato bello così.

So che Giorgia ed Elena sono ancora piccole per riconoscere certe scelte ma spero che crescendo, possano imparare ad apprezzarle e farle loro.

Non serve dire sempre qualcosa per affermare il proprio Io.

Buon duemilaventidue a chi passerà da qui.

Emanuele

Auguri ai nerd.

Il duemilaventidue è alle porte e al mondo rimane una sola speranza: i nerd. Tra tutti i mondi distopici possibili, quello che ci aspetta è destinato ad essere salvato proprio da loro.

Per riuscirci però, non basta esserlo quanto mettere in opera le proprie competenze.

Più invecchio, più vedo che tanti di quelli che reputavo tali si sono assopiti, rapiti e divorati da attrazioni sempre meno indipendenti. La scure della “tv generalista” che doveva intrattenere il popolo è arrivata anche sul web e un po’ tutti si fa zapping da un social-canale ad un altro. Zap, zap, zap. Il telecomando si è trasformato, il concetto è rimasto.

Il mio augurio è che i nerd escano da questo torpore. Che riscoprano il piacere dei piccoli ambienti, protetti e nascosti. Il mio auspicio è che i nerd di un ventennio fa si rendano conto che lasciarsi rincitrullire da quelle ore sui social è un’offesa all’operosa attività che portavano avanti quando avevano qualche decennio in meno.

Si cresce, il tempo a disposizione diminuisce, ma non si può lasciar svanire la spinta interiore che un tempo permetteva di far le tre di notte su una tastiera. Quella spinta va trasformata e i social non sono la risposta.

Il mio augurio dunque è che il 2022 possa portarvi di nuovo su Github o chi per essi e che scopriate un nuovo progetto opensource del quale appassionarvi.

E’ da lì – e non da qualche gruppetto Clubhouse – che partirà una nuova rivoluzione. Una nuova ondata evolutiva.

I nerd salveranno il mondo ancora una volta. Subito dopo mi sveglierò.

Emanuele

PS: se non sai da dove partire, ti dico dove amo perdermi io: HomeAssistant, Mastodon, Matrix, TrueNAS, Nextcloud. E tu? Sai suggerirmi qualcos’altro?

La grande balena bianca

Prima che scoppiasse la pandemia avevo preso contatti con alcuni club per avventurarmi nel fantastico mondo delle patenti nautiche. Purtroppo il mondo mi ha obbligato a mettere in pausa quell’idea. Nonostante ciò, nel weekend ho vissuto una tre-giorni su una stupenda barca a vela.

In sei, abbiamo cercato il vento nella zona più a sud delle Cinque Terre e siamo stati fortunati perché il meteo è stato clemente nonostante l’autunno inoltrato.

L’odore del mare, i delfini che abbiamo incontrato, la musica che vento e acqua mescolate insieme sanno regalare non andranno via presto dalla memoria.

Emanuele