Arriva Unipol Move. Evviva? No.

L’arrivo di Unipol Move mi ha spinto ad andare a curiosare quali fossero le mie spese fisse per il servizio Telepass.

Credo che il sito Telepass sia appositamente poco chiaro in tal senso. Chissà perché certi servizi fatichino nel proporre all’utente interfacce semplici ed immediate un po’ come fanno Netflix, Spotify o qualsiasi servizio moderno in cui viene esposto chiaramente “la tua tariffa è 5€ al mese”.

Per capire cosa spendi devi necessariamente passare dalle fatture e anche queste hanno un periodo di fatturazione variabile (in base alla spesa nel mese solare) pertanto devi osservare con attenzione i dati per ritrovare i tuoi costi fissi.

Navigando nel sito, ho trovato come visualizzare i resoconti annuali relativi alle spese di viaggio e il totale mi ha lasciato sbigottito.

Negli ultimi 4 anni ho speso 4091,47€ in caselli autostradali.

Grafico a barre pedaggi autostradali negli ultimi 4 anni.
2018: 798,81€
2019: 1098,32€
2020: 713,14€
2021: 1481,20€

Porsi due domande sui costi di mantenimento delle autostrade è stato immediato. Non voglio che questo post finisca nel classico «le strade fanno schifo, i ponti cadono» ma fermarsi a riflettere è doveroso.

Mi domando perché non sia possibile offrire una tariffazione annuale a forfait come, in Europa, fanno Svizzera (39€), Austria (84€), Bulgaria (35€), Repubblica Ceca (60€), Germania (130€), Romania (28€), Slovacchia (50€), Slovenia (95€) o Ungheria (98€).

L’orografia italiana è particolare, abbiamo molti ponti e tante gallerie ma davvero il costo di mantenimento della rete è così distante dal resto d’Europa?

Qualsiasi pendolare italiano spende in caselli 100€ al mese con una banalissima tratta da 4€ A/R.

Qual è la distanza media coperta? Qual è la spesa media per auto? Qual è il costo di gestione per km?

Secondo questo interessantissimo rapporto di Bankitalia pubblicato nel 2020, i ricavi delle società autostradali cui le tratte sono date in concessione, sono aumentati del 13% nell’ultimo decennio al netto dell’inflazione.

La cosa più interessante però è il grafico presente a pagina 18: la crescita del costo dei pedaggi non è aumentato in maniera lineare con l’aumento del traffico. Tutto a favore degli investimenti (manutenzione e nuove infrastrutture) direte voi… no! Dal 2011 al 2018 gli investimenti sono stati più che dimezzati.

Nel frattempo oltralpe vengono gestiti impianti autostradali molto più estesi e con un indice di mortalità il 50% inferiore rispetto al nostro: educazione stradale, prevenzione e qualità delle infrastrutture sono i tre componenti chiave di questo risultato.

Non ho risposte definitive ma ho la sensazione che l’aver permesso a 25 società di gestire l’intera rete non ha favorito i viaggiatori. Non può, ovviamente, esistere competizione sulle tratte e il passaggio permesso dal Ministero dei Trasporti da un regime tariffario con redditività limitata ad uno legato ad un “indice di produttività” ha certamente favorito gli operatori.

L’arrivo di Unipol Move festeggiato con entusiasmo è, insomma, un po’ come osservare il dito piuttosto che la luna. Il vero problema non è il telepass a uno o due euro al mese.

Emanuele

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