Le riforme ad-personam.

Berlusconi ha dichiarato che le scuole pubbliche non educano e così mi chiedo se siano finiti i tempi in cui si lamentava esclusivamente dell’operato degli avversari del governo.

Mi spiego. Silvio una cosa simile non dovrebbe dirla per un motivo semplicissimo che vorrei avessimo tutti in mente: le riforme alla scuola le ha fatte il suo governo! Sta dunque ammettendo che tutto il lavoro svolto dai suoi ministri, tutta la corsa all’approvazione dei decreti attraverso la fiducia, tutto quanto sia stato fatto in questi ultimi mesi non funziona?

Mi sorprende questa affermazione del presidente del consiglio, mi sorprende perché non voglio credere ci sia un personalissimo conflitto d’interessi dietro. Oppure Silvietto rimane al governo esclusivamente per portare avanti, da bravo imprenditore, le aziende di famiglia?

Certe affermazioni, in tal caso, hanno senso e chi continua ad appoggiarlo dovrebbe svegliarsi, dovrebbe capire che ben poco dei suoi progetti sono realmente per il bene della comunità. Dovrebbe farlo a meno, ovviamente, di fare Berlusconi di cognome.

Emanuele

PS: Calamandrei nel 1950 scrisse un testo che non riuscirò mai a dimenticare.

Occasione persa.

Ti fossi voltata, avrei smesso di leggere. Avrei deciso, per una volta, che eri più interessante di quelle pagine intrise di inchiostro che tenevo in mano.

Valigia rossa

Too late. Ho affogato quel rosso in miliardi di altre goccioline nere. Parole piene.

Emanuele

Al parco di Monza.

Oggi pomeriggio altri 43 chilometri in bicicletta. Passeggiata fino al parco di Monza e la casa della foto qui sotto, immersa nel parco, è qualcosa di spettacolare. Di lato si intravede una coppia che aveva fatto un pic-nic. Sarà che i ruderi abbandonati mi hanno sempre affascinato… 🙂

Parco di Monza - 01

Parco di Monza - 01 Parco di Monza - 03 Parco di Monza - 04

All’interno del parco abbiamo incontrato inoltre una gara di corsa, con tanto di banchetto con tè caldo, panettone e marmellata gratis… 🙄

Credo di aver trovato il mio obiettivo per il 2011: raggiungere, in sella, almeno 800 chilometri totali entro l’anno! Pedalare fa bene e poi sto vedendo posti favolosi! 🙂

Emanuele

PS: come un idiota (e per questo tornerò per forza) non sono andato a vedere il circuito di Monza (usato per la Formula 1) che ho scoperto essere immerso nel parco solo dopo esser tornato a casa… 😐

Ma che ve lo dico a fare: parto!

Domani parto, per l’ennesima volta. Ormai credo che il numero di biglietti d’aereo abbia superato, nello stesso arco di tempo, il numero di biglietti della metropolitana acquistati!

Rimango a Palermo fino a Giovedì, e sarà una settimana diversa. Finalmente è arrivato l’ultimo dei quattro esami d’abilitazione (questo sarà un compito scritto di 8 ore…) e sarà l’ennesimo pensiero tolto, l’ennesimo gradino della vita scalato.

Intanto qui fuori oggi c’è il sole, così prima di capire cosa farò nel pomeriggio, mi metto cuffie, musica, fasciacollo e vado a fare un giro col monociclo! 🙂

Buon sabato,

Emanuele

E’ un periodo di tentazioni.

Mi chiedo spesso perché Dio ci ponga di fronte determinate realtà. Mi chiedo cosa voglia farci scoprire, mi chiedo, tra l’altro, se sia davvero sempre e solo Lui a mandare ciò che arriva.

Potrebbe non essere così. Potrebbe, esser tutto frutto di una mano che vuol sviarci, che vuol renderci schiavi del suo pensiero. Anni fa scrissi che le giornate nere sono tali perché non riconosciamo quando il male (l’entità!) ci attira a sé e, stupidamente, cadiamo nella trappola. Così cerco di vivere le mie giornate sempre con attenzione, sempre convinto che qualcosa di buono ha da venire. In questo periodo ho tutto, ho davvero – letteralmente – tutto. Ho talmente tanto che inizio a sentire il disgusto di tale fortuna.

Nel frattempo però intorno a me le persone care stanno male, stasera ho visto su Skype mio papà. Tre punti al sopracciglio, l’occhio nero. Eppure sorrideva. Come al suo solito mi ha detto che con la dottoressa al pronto soccorso scherzava: “questo serve per farmi più bello di quel che sono?”. Lui. Alla sua età. Dopo una stupida ed odiosissima caduta a casa. Una notizia che ho ricevuto solo ore dopo “perché ero al lavoro”.

E a me si stringe il cuore. Si stringe perché mi accorgo di aver preso una brutta strada. Sarò il ragazzo più buono, bravo, educato e gentile del mondo, ma ho preso anch’io una brutta strada. La strada che la società da anni mi inculca nella testa. Un lavoro, una casa, un’auto. Non mi manca nulla. Sono lo stereotipo di ciò che odio.

Io. Io che per anni avevo il rifiuto di queste vite così, fatte di lavoro-lavoro-lavoro, dove se sei in gamba fai strada e te lo senti ripetere per anni, anche dai tuoi ovviamente. Sono distante da casa stasera, distante dalla famiglia, distante da mio zio ancora sdraiato su quel letto che, probabilmente, lo culla con una pazienza migliore di qualsiasi medico.

E però son sveglio. Son sveglio perché non mi piaccio. Sono ciò che piace, ma non sono ciò che piace a me. Come scappare? Come cambiare le cose? Non voglio lasciarmi intrappolare dagli anni che volano, dagli impegni che si susseguono, da una vita fatta di soddisfazioni-a-fronte-di-compromessi.

Vi dicevo però che credo fermamente che i periodi così arrivano apposta per comunicar qualcosa, per questo tengo le orecchie tese, analizzo, suddivido, scompongo razionalmente e poi riassemblo il tutto. Cerco di dare valore a ciò che capita e mi sento fortunato anche per questo. Perché non vivo coi paraocchi. Perché ho già l’accortezza di non lasciarmi inghiottire.

Ascolto Keith Jarrett. Pista 4. Album Radiance. Quel pianoforte entra nell’anima. Chissà se da quel minuscolo buco, stasera, riuscirò a vedere chi sono davvero e quale sarà l’Emanuele del futuro.

Emanuele

Come velocizzare il tuo blog in 5 mosse!

Siccome son paranoico questo blog è un tavolo degli esperimenti, da qualche giorno queste pagine si aprono più velocemente che mai. Per la precisione la prima apertura ha guadagnato mezzo secondo mentre un qualsiasi reload sucessivo della pagina si è dimezzato: da poco più di tre secondi a circa un secondo e mezzo.

Come ho fatto? Vuoi velocizzare anche le tue pagine?

I passi necessari sono:

  1. Riunisci in un unico file i css e javascript presenti nelle pagine: se controlli sotto la gonna di questo blog vedrai che non vi sono più differenti css o javascript sparsi, oltre quelli caricati da domini esterni (ad esempio Google Analytics). Il motivo è semplice: il tuo browser scarica queste pagine “due pezzi per volta”, così se diminuisci il numero di file da recuperare, diminuisci il tempo di caricamento totale della pagina.
  2. Minimizza qualsiasi cosa possibile: javascript e css sicuramente possono esser sostituiti dalla loro versione compressa, cui son stati rimossi spazi e commenti ed han ricevuto un paio di ottimizzazioni. Per comprimerli ho usato JSCompress per i javascript e MinifyCSS per i fogli di stile. Il risparmio si quantifica in quasi 100kb in meno (moltiplicali per il numero di visitatori e conta il risparmio giornaliero). Ovviamente se hai immagini non ottimizzate puoi intervenire anche lì: non mettere online una foto a 2500×2500 se poi la visualizzi in un’area della pagina limitata a 300×400!
  3. Richiama dall’esterno i javascript comuni: framework come jQuery o prototype (se li usi), puoi richiamarli attraverso la loro versione (minificata) fornita da Google, questo alleggerisce il carico sul tuo server, parallelizza il download della pagina e molto probabilmente un visitatore avrà già scaricato il file navigando altrove.
  4. Imposta correttamente l’expire dei file. E’ inutile ricaricare le immagini che, su un blog, molto probabilmente non cambieranno mai: quando pubblico qualcosa è perché voglio rimanga lì. E allora ecco i codici da inserire nel file .htaccess del tuo blog:
  5. # Abilita l'expire dei contenuti
    <ifmodule mod_expires.c>
    ExpiresActive On
    # 1 anno per gli mp3, i video e i contenuti multimediali
    <filesmatch "\.(flv|ico|pdf|avi|mov|ppt|doc|mp3|wmv|wav)$">
    ExpiresDefault A9030400
    </filesmatch>
    # 1 mese per le immagini e i fogli di stile
    <filesmatch "\.(jpg|jpeg|png|gif|swf|css)$">
    ExpiresDefault A2592000
    </filesmatch>
    # 7 giorni per i javascript
    ExpiresByType application/x-javascript "access plus 7 days"
    </ifmodule>
    
  6. Rimuovi l’header ETag per ogni file. Questa te la spiego così: il browser ad ogni connessione interroga il server e controlla che ciò che già conosce (per via di una visita precedente) non sia cambiato. L’ETag è un codice univoco usato per il confronto. Perché rimuoverlo? Perché senza esso il browser fa totale affidamento su quanto gli hai detto sopra con l’expire dei file: una volta al mese aggiorna le immagini, per il resto non fa alcun controllo e si fida che sia rimasto tutto uguale. Ecco cos’altro inserire.
  7. # Rimuove il tag ETag dall'header per tutti i file
    <ifmodule mod_headers.c>
    Header unset ETag
    FileETag None
    </ifmodule>
    
  8. Si può fare di più (si può sempre fare di più!). Il prossimo passo sarà utilizzare i CSS Sprites per riunire le immagini statiche (non quelle dei post). Il motivo è  lo stesso del punto uno… ma lascio a te il compito di approfondire l’argomento! 🙂

Hai altri consigli?

Emanuele