
Fotografato all’aeroporto di Orio al Serio. Era talmente immerso nel suo mondo che ero quasi tentato di girare un video.
Emanuele

Fotografato all’aeroporto di Orio al Serio. Era talmente immerso nel suo mondo che ero quasi tentato di girare un video.
Emanuele
Che poi Berlusconi è il più grande nerd della storia. Io c’ho provato ai tempi dell’università ma poi crollavo puntualmente a letto.
Lui, per quel che ho capito io, ha preso un linguaggio di programmazione e s’è trastullato tutta la notte nonostante non fosse uno straordinario (magari non pagato) per lavoro. Io non ci vedo nulla di male, oltre magari al fatto che è sconsigliabile, soprattutto ad una certa età, stare fino a tardi davanti al pc.
Ah, e guardate che la data di nascita di Ruby è scritta da anni su Wikipedia: 1993.
(uhm, c’è qualcosa che mi sfugge mi sa…). 😮
Emanuele
Da qualche giorno, in azienda da me, è arrivata una ragazza indiana che rimarrà un mese in quanto disegnatrice specializzata di alcune interfacce industriali. E’ la prima volta che viene in Italia, parla inglese e, più verosimilmente, parla poco.
Durante la pausa pranzo, a differenza di tutti gli altri che vanno in qualche bar o ristorante, rimane nella saletta della pausa e pranza, guardando i distributori automatici, col riso che si è preparata in albergo. Conosce solo una strada: albergo – azienda e viceversa. A volerla dir tutta, conosce a stento persino quella, tanto che un collega la sera la scorta per assicurarsi che non si perda. Ovviamente non paga lei il soggiorno, ma dev’esser strano ritrovarsi qui, trapiantata a migliaia di chilometri da casa, per svolgere un lavoro di cui riesci a discutere a stento coi colleghi.
Io un po’ la ammiro, così come ammiro tutti quelli che partono per lavoro e si ritrovano catapultati in un mondo totalmente diverso. Nel suo paese la guida è a sinistra e qui ha persino difficoltà per entrare nelle tre rotonde che incontra ogni mattina. Non ha un cellulare italiano e – immagino – neanche un amico italiano.
Fortuna che c’è internet, mi dico. Sarà la sua finestra giornaliera verso ciò che ha lasciato.
Emanuele
No, non mi sono svegliato con una prepotente crisi adolescenziale semplicemente però è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare: ricordate quando vi dissi che una recente ricerca aveva stabilito che gli utenti iPhone cuccavano di più?
Ecco. Adesso ne è uscita un’altra che dice niente popò di meno che non solo l’iPhone è l’oggetto che fa cuccare di più (o almeno rende attraenti) ma al secondo posto c’è avere un “cool laptop” (e il mio Macbook bianco lo è eccome) e al terzo posto leggere un libro (e non mi sembra d’essere uno che non legge). In pratica possiedo (senza volerlo) le caratteristiche principali di un ragazzo interessante.
Per questo da stamattina – ed è inutile che adesso vi sforziate per convincermi del contrario – ho accettato questa ineffabile verità: sono, al più, l’eccezione che conferma la regola. 😐
Emanuele

Cosa vediamo dipende soprattutto da che cosa stiamo cercando.
John Lubbock (archeologo inglese)
Emanuele
Oggi primo giro in bicicletta con due amici. Poco più di 33km, fino a Crespi d’Adda, il paesino patrimonio dell’umanità dall’UNESCO che avevo già visitato quest’estate. 🙂

Arrivare in bicicletta è diverso, ti godi meglio i chilometri che ti separano dalla meta, osservi tutto con più attenzione e l’aria che all’inizio ti congela un po’ il naso alla lunga finisci per apprezzarla… senti la purezza di quei posti così distanti dalle metropoli e ti lasci abbracciare dal vento.
Emanuele
PS: urge caschetto e tuta imbottita… tutti quei chilometri fanno male al sedere! 😐
Sai…
certe volte accade che
ci sia bisogno di andar via
e lasciare tutto al fato.
Fare come un equilibrista,
che sul mondo
sfida il crollo delle sue capacità.
Si, forse è solo questo ad avermi portato fin qui. Qui dove sono. Qui con un lavoro, una laurea, una casa e un’auto posteggiata fuori. Qui con gli amici distanti e degli amici – più o meno nuovi – vicini. Qui con la mia bicicletta e col mio stipendio. Qui coi miei pensieri, uguali a quelli di quand’ero piccolo. Tutto lo lascia intendere, persino il video ambientato sul Naviglio Pavese dentro Milano o l’assurdo acquisto del mio monociclo.
Affidarsi è il Mistero più grande che abbia mai vissuto.
Emanuele
Quando fai la spesa, oltre a guardare il prezzo, controlli mai la provenienza di ciò che compri? Una legge europea impone etichette sempre più esaustive circa l’origine dei prodotti… ma non sempre sono decifrabili al volo.
Prendendo in considerazione le uova, uno dei numeri più importanti presenti nel codice impresso su ogni uovo è il primo che indica il tipo di allevamento da cui provengono. Come sapete infatti esistono varie tipologie e sistemi di allevamento più o meno rispettosi dell’animale e orientati alla qualità del prodotto finale.
Il primo numero può assumere quattro valori, con i seguenti significati:
0 = allevamento biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione): le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall’allevatore.
1 = allevamento all’aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione).
2 = allevamento “a terra” (7 galline per 1 metro quadrato su terreno coperto di paglia o sabbia in capannoni privi di finestre e luce sempre accesa): le galline ovaiole si muovono liberamente, ma in un ambiente chiuso. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte.
3 = allevamento in gabbia (25 galline per metro quadrato in posatoi che offrono 15cm per gallina, in pratica una scatola di scarpe per tutta la loro vita!): le galline si trovano in ambienti confinati, dove depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.
Penso ci sia ben poco da aggiungere e il mio consiglio è di evitare le uova che hanno il codice che inizia per 2 o 3… se non si vogliono mangiare uova che arrivano da galline trattate come macchine (e non come animali) che oltre a rendere crudele la vita delle galline, sono certo, influisce anche sulla qualità dell’uovo stesso.
Emanuele