Via.

Emanuele pedala in monociclo

Non tornare più, non ci pensare mai a noi, non ti voltare, non scrivere. Non ti fare fottere dalla nostalgia, dimenticaci tutti. Se non resisti e torni indietro, non venirmi a trovare, non ti faccio entrare a casa mia. O’ capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del paradiso quando eri picciriddu.

Alfredo in Nuovo cinema Paradiso

Emanuele

La vecchia latteria.

Nel weekend è venuto a trovarmi un amico che vive a Treviso (l’ennesimo trasferitosi dal sud al nord Italia… :-|). Si è deciso di pranzar fuori provando qualcosa di tipicamente milanese e grazie a questo post ho prenotato presso “La vecchia latteria“, un ristorante vegetariano, a pochi passi del Duomo.

Piatto "forno" alla Vecchia Latteria - Milano

L’atmosfera interna è volutamente rimasta molto spartana e rispecchia quella dell’attività originaria del locale. Il pranzo però è veramente squisito (solitamente non si mangiano con gran piacere tante varietà di verdure mentre lì l’idea di star mangiando “solo” quelle è letteralmente scomparsa…) e la signora che serve ai tavoli è premurosa e attenta.

Abbiamo pagato 92€ (eravamo in tre) ma siamo andati via convinti che l’unica cosa possibile da fare fosse quella di andarsi a sdraiare sull’erba del parco Sempione… 🙂

Emanuele

L’ombra di Peter Pan…

Auto-scatto sul monociclo! 🙂

L'ombra di Emanuele in monociclo

Ma questo non è un ragazzo! È il figlio del Demonio, o suo nipote!

Capitan Uncino durante il duello finale contro Peter Pan

Che ormai son così bravo che mentre pedalo tiro l’iPhone fuori dalla tasca, selezione l’app per le foto e cerco pure il momento adatto per scattare. 😎

Emanuele

PS: la cosa buffa è che credo di non essermi mai auto-scattato una foto in bicicletta…!

Vivrei sempre così dopo il lavoro.

Mercoledì sera, prima della levataccia per la trasferta aldilà della pianura padana non mi son perso il concerto di musica jazz in programma alla Salumeria della musica. Ad esibirsi era Paolo Tomelleri e la sua band.

Godetevi un po’ di video della serata anche se non sarà mai come ritrovarsi lì con qualche amico, un boccale di birra da bere con calma, la borsa da lavoro sotto il tavolino e un’atmosfera che ti trasportava un po’ ovunque nel passato di questo stupendo genere musicale. 🙂

Emanuele

PS: sublime la voce della cantante nonostante la giovane età!

La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto.

Per quanto possa sembrare paradossale, la natura è di una precisione incredibile. Non sempre si ha la possibilità di osservarne le regole che la descrivono ma questa primavera qui – fuori città – mi sta facendo questo regalo.

Ricordate quel campo dipinto di giallo che vi avevo fatto vedere tempo fa? E’ scomparso. Una bella mattina passavo da lì in bicicletta per andare al lavoro, e non c’era più. La notte, quella precisa notte l’intero campo si era spogliato, come una donna che decide di concedersi magicamente alla sua terra. I petali dovevano essere finiti, come un mantello, sdraiati in basso e il giallo aveva lasciato posto ad un verde intenso. Avrei voluto esser lì – avrei rinunciato al mio sonno – per assistere alla scena: silenziosamente un petalo dietro l’altro, con qualche volteggio, avrà lasciato la cima del suo mondo. Mi ha sorpreso e fatto riflettere. Sapevo che l’avanzare delle stagioni cambia colori al pianeta, non immaginavo però che sarebbe potuto accadere in maniera così affascinante. Tutte quelle piante sono andate avanti per giorni come il motore di una bella auto: un ritmo preciso, uniforme, costante. Nessuna correva più delle altre, nessuna è rimasta indietro.

Papaveri

In questi giorni i campi in questa zona han cambiato colore. Il rosso dei papaveri la fa da padrone e – devo dire – mi piace un sacco. Sa di passione. La terra ama quelle piante e lo dimostra così. Il giallo è concime di quel rosso intenso.

Io, in tutto questo, comprendo che non c’è legge più giusta di quella della natura. Una legge lenta, premurosa, attenta, precisa e silenziosa. Una legge cui non sfugge neanche un petalo. Una legge che, lasciandomi abbracciare, saprà dipingermi di nuovi colori.

Perché anche noi siamo natura…

Emanuele