HostingZoom upgrade

Hostingzoom mi comunica via e-mail che stanno effettuando un upgrade degli Shared Hosting trasferendo la struttura nel datacenter di AtlantaNAP e cambiando le CPU con degli Intel Xeon dual-core della famiglia Woodcrest che dovrebbero garantire maggiori prestazioni.

Il trasferimento dovrebbe completarsi entro un paio di giorni e non dovrebbe, secondo quanto comunicatomi, comportare alcun downtime; se comunque dovessi risultari offline per qualche istante, non allarmatevi.

Ciao,

P|xeL

PS: ovviamente segnalatemi eventuali problemi o rallentamenti… 🙂

PPS: è possibile che cambi il mio IP (attualmente è 70.47.169.233), mi hanno già avvertito via e-mail che mi comunicheranno eventuali modifiche quando il trasferimento sarà terminato.

La storia siamo noi…

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori – La storia

Più cresco, più sento questa responsabilità.

Noi NON siamo, NON viviamo, SOLO per noi stessi. No, la nostra vita, anche se non ce ne rendiamo spesso conto, non è fine a se stessa.

Noi, nelle nostre stupide e maledettissime giornate, scriviamo la STORIA. Non la nostra, quella del pianeta.

E’ per questo che bisogna impegnarsi. Perché ogni giorno, condizionerà il nostro futuro… e cambierà anche, granellino per granellino, il futuro di tante altre persone.

Atteggiamenti, sguardi, pensieri, parole, azioni… nulla rimane “nel passato”. Tutto si trasforma in qualcos’altro. NOI veniamo trasformati. NOI trasformiamo.

Una carezza in meno un giorno? Un sorriso in meno? Una telefonata in meno? Uno schiaffo in più? Uno in meno?

Tutto va calibrato, tutto va dosato… tutto va fatto con responsabilità.

Non mi sento più un bambino, anche se come loro, ancora, riesco a sognare.

E sogno di non arrendermi.

E sogno di scrivere la Storia, con attenzione.

Emanuele

In ricchezza e in povertà…

Più che “nella buona e nella cattiva sorte”, l’inizio di un matrimonio si basa sulla “ricchezza e la povertà”…

Lo stanno scoprendo in questi giorni mia sorella e il suo ragazzo e adesso vi spiego il perché.

In chiesa, ogni caz**ta è 50 euro. Vuoi farti le foto nel chiostro? 50 euro. Vuoi il tappeto fino a fuori? 50 euro. Vuoi le piante all’entrata (perché le altre le devi portare tu…)? 50 euro. Ovviamente vanno aggiunti i soldi per la prenotazione.

Oggi pomeriggio siamo andati a vedere qualche agriturismo fuori città dove fare il rinfresco. Qui i prezzi sono “da favola” per i ristoratori. Sotto i 6000 euro non si trova nulla.

Ancora nel conto mancano i vestiti, gli anelli, i fiori, il fotografo, l’auto…  sicuramente supereranno i 12 mila euro.

Vuoi sposarti? Apri un mutuo.

La cosa più carina è che stanno seriamente pensando di farsi il viaggio di nozze in macchina girando l’europa… 😉

Sperando almeno che non becchino il caro benzina.

Emanuele

Viral marketing (infetto).

E’ proprio vero che spesso è meglio fare le cose male che bene per avere più successo.

Italia.it fa schifo. L’hanno detto ormai tutti, lo leggo da tutti i lati e me ne rendo persino conto da solo.

Se invece fosse stato funzionante e funzionale (si perché son due cose ben diverse…) ne avrebbero dato notizia in 2 o 3 e ci saremmo calmati tutti.

Il governo ha speso svariati miliardi per quel porcile sito, però senza dubbio ha avuto una trovata geniale: farlo da schifo.  Almeno così la pubblicità (i backlink per i SEO ed il passaparola per il resto del mondo) è stata gratuita, virale ed immediata.

Altro che meme. Questa è la vera promozione.

Quasi quasi lo consiglio ai webmaster che tanto si affannano per far conoscere le proprie creazioni… 🙂

P|xeL

PS: essì, ho voluto regalare un backlink anch’io.

Sharp PC-4600: ritorno al passato.

Sharp PC-4600E’ tempo di upgrade, cercavo un portatile e così invece di spendere fior di quattrini, sono andato a cercare tra i “reperti storici” il primo computer portatile che entrò in questa casa: un vecchio SHARP PC-4600.

Caratteristiche d’altri tempi, sia chiaro. Processore della NEC a 7.16mhz (sisi… 7 virgola 16! Ormai si viaggia nell’ordine dei 4000…), 640kb di ram e nessun hard disk. Il boot ovviamente avveniva tramite floppy e le uniche porte erano una parallela, una seriale ed una FDD. Il monitor era un bellissimo schermo CGA a tonalità di blu. Non troppe però: quattro.

Questo modello fu messo in commercio nel 1989. Erano i mitici anni 90.

Nonostante la batteria sia morta (sia quella principale che la pillolina per la batteria a tampone), il computer funziona ancora egregiamente ed oggi pomeriggio, infatuato da questo mostro del passato, mi sono trastullato qualche oretta: giusto il tempo di sentirmi di nuovo bambino.

Ricordo ancora i pomeriggi, quando mio padre riposava (ehm, costò PARECCHI soldi e così era quasi sacro…) io e mio fratello andavamo ad accenderlo di nascosto e un colpo di “b:” sotto DOS apriva il nostro mondo dei giochi (nel drive “A” andava messo il disco di boot). Altro che hacker del piffero.

Era il periodo di PacMan, di Space Invaders, di Test Drive e Prince of persia… erano quelli i nostri fantastici quattro.

Eravamo piccolini, giocavamo addirittura in due: uno guidava e l’altro cambiava le marce… oppure uno saltava-correva-camminava e l’altro usava la spada… 😛

Oggi pomeriggio, ho voluto rivivere quei momenti. Ho deciso di fare qualche foto e qualche video per condividere con voi qualche attimo di “magia”.

Il portatile non l’ho pesato ma posso assicurarvi che era MOOOLTO pesante e veniva infatti costruito con una pratica maniglia per portarlo. Una cosa invece non ho ben chiara: la tastiera, sebbene sia una QWERTY ha la Z invertita con la Y. Non so spiegarmi il perché ed ho notato che anche altre foto su internet presentano questa anomalia.

Proprio qualche giorno fa Massimo lamentava la mancanza della porta seriale… mentre Antonio oggi ricordava con malinconia la scomparsa dei floppy disk: certe cose hanno fatto la storia dell’informatica.

E’ bello rivederle di tanto in tanto, e non era neanche umiliante paragonare il mio computer attuale a quel vecchio portatile.

C’era rispetto. C’era il nonno che parlava con l’ultimo arrivato. 🙂

P|xeL

Eroi strappalacrime.

Ho appena finito di vedere Smallville (ok, mi sto fissando…).

Oggi però, mi ha strappato una lacrimuccia.

Ryan: Non voglio che tu sia triste per me. Hai cambiato la mia vita, e la cambierai a tantissime altre persone.
Ryan: Prometti di non arrenderti mai.
Clark: Lo prometto.

Mi piace Smallville. Oltre la storiella, la love story, le menate-da-supereroe c’è spesso una bella morale.

C’è una persona che sfrutta le sue qualità per il bene degli altri, anche a scapito della sua vita.

Non abbiamo i suoi poteri noi, ma siamo in grado di sfruttare le nostre potenzialità senza vantarcene?

Emanuele

PS: io non mi arrendo. (messaggio subliminale……).

Time table…

Sono un ritardatario cronico. Sebbene adori la precisione negli orologi sono sempre, perennemente, in ritardo.

Tavolo con orologio integratoE’ nella mia natura il dover fare, tutto, all’ultimo e di corsa. Eppure, quando mi impegno e riesco ad esser preciso e puntuale, sto meglio… ma sembra sia mancato il divertimento.

Credo che un puntuale, un discorso del genere non riuscirà mai a capirlo, credetemi… c’è una strana eccitazione nel dover fare tutto in poco tempo.

Fortunatamente sto migliorando (anche perché mi dispiace tanto far aspettare qualcuno, sia chiaro), però un oggetto del genere, potrebbe aiutarmi un po’, non credete? 🙂

Emanuele

PS: il tavolo-orologio lo trovate qui, e potreste anche pensare di regalarmelo per il compleanno. 😉

Ma al nord si mangia?

Non sono mai passato da Milano o Torino.

Conto di farlo entro il 2007 a dir la verità… però un dubbio ultimamente mi assale.

Ogni volta che mia sorella e il suo ragazzo tornano da Milano, il primo posto che visitano (ormai è praticamente un rito!) è Ganci & figli: un famoso bar/rosticceria di Palermo.

Possono essere le 7 del pomeriggio o le 7 del mattino, un “pezzo” ci sta sempre.

Perché arrivano così affamati da lassù? Perché hanno voglia di qualcosa di tipico siciliano? Perché Filippo, sebbene sia veneziano, adora il cibo siciliano?

Andrò a trovare mia sorella a Milano prima o poi, ho solo paura di rimanere digiuno.

Che dite, mi porto una guantiera di pezzi di rosticceria?! 😉

Emanuele

PS: il “pezzo” a Palermo è una parola magica. Vai alla cassa e non paghi una “ravazzata con carne”. Paghi un pezzo.

PPS: “Ganci & figli” per i palermitani è così importante che qualcuno l’ha messo addirittura in lista tra le sue nostalgie degli anni 90 (quando effettivamente avevano ancora solo un locale in città).