I big player della tecnologia ci fanno credere che monitorare la propria salute sia figo così. Spinto da un collega, per qualche giorno, ho provato a segnare ogni alimento mangiato su un’app per iPhone [1]. Però non è figo.

E’ stressante, prende del tempo (magari a fine pasto quando potresti chiacchierare un po’) e non è mai preciso a meno di non mangiare a casa con una bilancia di precisione alla mano. Ho trovato fastidioso dover chiedere come fosse preparato un certo piatto o giocare ad indovinare il peso della porzione ricevuta. Il mio criceto-ingegnere-precisino inoltre mi bacchettava sempre perché tutti i valori inseriti erano “ad occhio“. Mi piacciono le app di registrazione dell’attività fisica perché se io corro 30 minuti e percorro 5km c’è poco da fare, ho corso ad una media di 10km/h. E’ matematico. Registrando anche il percorso tramite GPS conosco – precisamente – l’elevazione, la pedenza e i punti in cui ho sofferto matematicamente. Per il cibo non è così e tutti i valori ricevuti dipendono da quelli che, con impegno, sei riuscito ad inserire. Pur mangiando le stesse identiche cose io e Caio potremmo avere risultati differenti.
Credo che applicazioni simili possano essere utili ma richiedono ancora grossi passi in avanti per diventare estensioni naturali e invisibili della nostra quotidianità. Non so, forse per esser soddisfatto, dovrò aspettare il piatto che riconosce l’alimento e sa comunicarne al cellulare una scheda nutrizionale completa…
Emanuele
[1] Ho utilizzato MyFitnessPal che, per chi volesse provare, mi è sembrata ben fatta. Carina inoltre l’integrazione con Runkeeper, Runtastic, etc.











