Quest’anno mi son svegliato a Treviso, poi ho trascorso una settimana tra le colline intorno a Siena e con la scusa di un compleanno da festeggiare (e di un rito che negli ultimi tre anni si è piacevolmente rinnovato), sono volato per una settimana a Vienna e Bratislava [1].

Vienna è un gioiello che trasuda d’ottocento austriaco da ogni angolo e i suoi palazzi raccontano la vita dell’impero. Imperdibile la possibilità di ascoltare un concerto a cinque di una delle orchestre più rinomate al mondo e di concludere una sera assistendo – sempre all’interno dell’affascinante Wiener Saatsoper – ad un Salomè di Strauss: qualcosa che fa credere che il mondo in cui qualche secolo fa visse la principessa Sissi sia ancora presente ed immortale.

Non si fa apprezzare per la sua vita notturna [2] ma, la patria natia della dolcissima torta Sacher, è una città romantica, pulita e che si muove in bicicletta [3]. Se doveste decidere di fare un salto, ricordatevi infine di non mancare le Terme, premiate nel 2014 come le migliori di tutta Europa: le vasche sulfuree esterne hanno persino una rilassantissima compilation new-age in filodiffusione sott’acqua che porta a chiudere gli occhi e dimenticarsi del mondo.
Emanuele
[1] Bratislava, capitale della Slovacchia e meta del nostro ultimo giorno di viaggio, si è mostrata come città giovane e viva, piena di pub, dal prezzo della vita molto accessibile per gli italiani (una birra da 0,5l costava 1,80€ nei locali).
[2] I pub chiudevano a mezzanotte e così ci siamo ritrovati a fare gli auguri di buon compleanno al freddo tra le deserte strade viennesi.
[3] A differenza di tanti servizi di citybike, il sistema viennese permette di sfruttarlo anche ai turisti visto che si attiva via web in pochi istanti e costa praticamente solo 1€.