Percorso sauna e bagno turco.

Questa settimana ero nuovamente a Siena per lavoro e al pari dei ristoranti della zona che non hanno più segreti, anche l’elenco degli alberghi provati si sta allungando. L’ultimo della lista era un quattro stelle con palestra, piscina con idromassaggio, sauna e bagno turco. Inevitabile dunque cercare di coccolarsi un po’ dopo il lavoro…

Sauna finlandese

Mi piace tanto la sensazione di benessere che la sauna finlandese (sfruttata con maggior consapevolezza dal XII secolo) e il bagno turco (gli ḥammām hanno origini ancora più antiche) offrono: caratterialmente apprezzo i rimedi naturali antichi per la cura del corpo. Non ho perso occasione in Turchia, in Ungheria, o nell’ultimo giro in Austria ma a differenza di quelle occasioni, questa volta non potevo dedicare un giorno intero al relax e dovevo sfruttare quelle poche ore prima di cena.

Per questa ragione, volendo sfruttare al massimo il tempo disponibile, la domanda naturale è stata: qual è il percorso da seguire in un centro benessere? Prima sauna e poi bagno turco o viceversa?

Non credo di aver trovato tutte le risposte che cercavo ma le nozioni fondamentali che ho imparato sono:

  1. Sia nella sauna che nel bagno turco, non sostare oltre il quarto d’ora ed effettuare pause di almeno dieci minuti tra un ingresso e l’altro. Se si preventiva di fare più round, è consigliabile che il primo sia più breve.
  2. Iniziare dal bagno turco per passare poi alla sauna. Il primo infatti, grazie alla sua grande umidità, riscalda e allarga i pori della pelle. La sauna, successivamente, asciugherà e pulirà la pelle più in profondità.
  3. Quando si entra in sauna è utile avere i piedi caldi. Piedi e caviglie sono infatti dei termoregolatori e avere i piedi freddi farà sì che la sudorazione avvenga più lentamente (cosa che in quel momento non volete!).
  4. Quando si sentono pulsare le tempie è bene uscire e rilassarsi.
  5. Non è obbligatorio essere completamente asciutti, anche se può esser d’aiuto, specie nella sauna.

Con queste piccole regole e alcuni minuti finali immersi in una vasca con idromassaggio, era un piacere cenare e poi addormentarsi serenamente…

Emanuele

PS: Hai altri consigli? Commenta pure! Non sono un professionista del wellness ed ho solo da imparare!

Riflessioni sul (non) mangiare carne.

[…] A suo parere i maltrattamenti degli animali erano l’epitome del paradigma morale secondo cui «la forza è diritto». Barattiamo i loro interessi più elementari e importanti con quelli più effimeri di noi esseri umani solo perché ne abbiamo il potere. Ovvio che l’animale uomo è diverso da tutti gli altri animali. Gli uomini hanno un’unicità, ma non tale da rendere irrilevante la sofferenza animale. Pensaci: mangi pollo perché conosci la letteratura scientifica e hai stabilito che non t’importa della sua sofferenza, o lo mangi perché ha un buon sapore? Oppure prova a condurre questo esperimento mentale: tu castreresti gli animali senza anestesia? Li marchieresti? Li sgozzeresti? Prova a guardare queste operazioni (il video «Meet your Meat» si trova facilmente in Internet ed è un buon punto di partenza). La maggior parte delle persone non farebbe quelle cose.

 

Fonte: 25 riflessioni sul (non) mangiare carne per sfidare le tue certezze

Non son qui per dirvi cosa sia giusto e cosa non sia giusto fare. Non sono vegano, non sono vegetariano. Mangio carne anch’io come tanti di voi. Semplicemente però non ritengo che non aver preso scelte a riguardo mi esuli dal riflettere su questi temi e dal proporre anche a voi di farlo.

Emanuele

La connessione wifi sul Frecciarossa.

La neve di questi giorni ha reso più complicato il mio ritorno da Siena: ieri pomeriggio ho abbandonato la Giulietta in albergo, preso un pullman verso Firenze e poi un Frecciarossa per Milano. L’occasione però è stata utile per testare, dal vivo, la qualità della connessione wifi sul treno.

SpeedTest connessione Wifi Frecciarossa

L’avevo già sfruttata altre volte ma mai con un occhio critico. Proprio qualche giorno fa, leggevo su ilPost un articolo circa le difficoltà di connessione a bordo di un treno ad alta velocità con una chiara descrizione degli impedimenti tecnici che si incontrano per offrire un servizio simile. Conoscere, certe volte, aiuta ad accettare meglio i disservizi.

[…] Il secondo problema, infatti, è legato direttamente alla velocità del treno. Continuando a semplificare possiamo dire che l’area coperta dal segnale di uno dei ripetitori di cui abbiamo parlato prima si chiama “cella”. Luca D’Antonio è responsabile dello sviluppo di tecnologie wireless per Telecom e spiega che tra Torino e Napoli, il principale asse dell’alta velocità, ci sono «circa 600 di queste celle. Significa un ripetitore ogni circa 1,5 chilometri. Considerando che un treno viaggia fino a 300 chilometri significa che tre volte al minuto l’antenna del treno deve cambiare la cella alla quale si aggancia». Senza contare che spesso un treno lungo 500 metri si trova con una carrozza all’interno di una cella e una carrozza ancora in un’altra. Nel momento di passaggio tutte le connessioni (ma anche le chiamate e i trasferimenti dati che stiamo facendo sul nostro telefonino), devono essere spostati da una cella all’altra (in gergo è il cosiddetto “handover”) e può accadere che in questo passaggio qualcosa vada storto e la connessione salti.

Quello sopra è un passaggio chiave ma nell’articolo vengono descritte le ipotesi di evoluzione futura dell’infrastruttura tra cui l’idea di realizzare una canale wifi continuo sul binario all’interno del quale far viaggiare il treno.

Emanuele

Cryptohaiku.

Le nostre password, oltre a segregare informazioni personali, nascondono storie. Parlano di noi, del nostro passato e delle nostre esperienze. Riassunti in pochissimi caratteri sono un po’ come degli origami: piccoli atti creativi, spesso improvvisati, che nascono dalle situazioni più banali.

Paul Saffo, professore all’università di Stanford, le ha definite cryptohaiku.

Emanuele

The imitation game.

Bel film. Non solo per via del bravissimo protagonista (interprete anche di Sherlock).

The imitation game - Macchina di Turing

The imitation game evita di trasformarsi in un film per nerd, accarezza la storia del secolo scorso e, soprattutto, si rende attuale mantenendo sempre vivo in sottofondo il tema dell’omosessualità. Dovessi riassumere in un aggettivo, direi “equilibrato“.

A Turing invece dobbiamo tutti dire grazie.

Emanuele

Alzati e cammina!

La ricerca ha messo in evidenza che il tempo passato di fronte alla televisione è associato a una maggiore intolleranza al glucosio, specialmente nelle donne. Per essere chiari: chi passa più tempo di fronte alla televisione sviluppa un rischio maggiore di intolleranza al glucosio.

[…] E secondo ricerche recenti, anche una semplice diminuzione della frequenza degli intervalli a cui ci alziamo dalla posizione seduta, così come una maggior durata complessiva del tempo in cui stiamo seduti, sono sufficienti ad abbassare la sensibilità all’insulina.

Insomma, questi studi suggeriscono che la tecnologia moderna, che elimina la posizione eretta e significativi movimenti degli arti, danno il via a disfunzioni metaboliche che probabilmente giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’obesità e del diabete mellito di tipo 2.

Fonte: Avamposto42

Ho la sfortuna di fare un lavoro sedentario, ma ho la fortuna di aver diritto ad una pausa ogni 2 ore. Ogni tanto però decido di farne a meno. Mi rendo conto che un primo impegno per quest’anno sarà quello di non trascurare più l’effetto che questa stupida scelta ha sulla mia salute.

Emanuele

Veryidiota.

Franceschini - Verybello

Non so voi, ma quando io lavoro, non spero mai che – alla fine – il risultato sia oggetto di critiche e cattiverie. Posso metterle in conto e decidere di accettare quelle ragionevoli, ma “sperare” di riceverne mi sembra troppo. Anche perché, a quel punto, l’impegno è tutto nel far male: è l’unica via per realizzare il desiderio. Io piuttosto, spero sempre che la pubblicità arrivi dai complimenti, dagli apprezzamenti, dall’hype dovuto dall’utilità di quanto realizzato.

Considerato che presentano ai visitatori esteri le attività culturali in Italia in occasione dell’Expo solamente in lingua italiana in un sito che, tra l’altro, tra nove mesi sarà tristemente dimenticato, mi sembra ci siano riusciti in pieno.

Veryidiota come strategia.

Emanuele