GMail in Cina.

Il servizio di posta elettronica Gmail risulta non accessibile in Cina, dopo mesi di interruzioni del servizio.

Secondo il Transparency report di Google, che mostra il traffico in tempo reale dei servizi dell’azienda, da venerdì risulta un crollo di accessi a Gmail nel paese.

Per gli attivisti di Greatfire.org, un sito che monitora la libertà di espressione in rete in Cina, il governo ha messo in funzione il Golden shield project, conosciuto anche come Great firewall, uno dei più sofisticati meccanismi di sorveglianza di internet al mondo, per bloccare le email con gli indirizzi gmail.com e scoraggiarne l’uso da parte degli utenti.

“Il governo vuole limitare la presenza di Google in Cina e indebolire il suo mercato oltreoceano”, ha dichiarato un attivista.

La portavoce del ministero degli affari esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato di “non sapere nulla del servizio di posta bloccato” e ha aggiunto che il governo ha preso impegni per sostenere gli investitori stranieri che fanno affari nel paese.
Fonte: Reuters

Nei mesi trascorsi in Cina [1] ho sempre avuto difficoltà nell’uso di GMail. Quando – molto molto lentamente – riuscivo a caricare la casella di posta, gli allegati erano irraggiungibili e il servizio di chat interno non era mai disponibile (segno che buona parte del CDN di Google era bloccato). L’unico metodo per navigare più agevolmente era l’uso di VPN (illegali in Cina).

Nel tempo provai: Cloak, HideIPVPN, VyperVPN, SecurityKISS. Per via della loro illegalità però mostravano difficoltà nella connessione: gli IP cambiavano spesso perché una volta identificati dal sistema di sorveglianza cinese, le connessioni venivano “strozzate” e la stabilità, anche quando la connessione andava a buon fine, non era delle migliori. [2] L’assistenza dei vari servizi (probabilmente anche perché ero un utente a pagamento) si mostrò sempre disponibile e persino interessata nel ricevere un feedback del loro servizio da quel paese. Purtroppo in alcuni casi chiesi il rimborso (previsto dalle offerte) perché il servizio era inusabile.

L’unica connessione stabile riuscivo ad averla tramite OpenVPN installato su una linux-box di un amico. In quel caso però la classica ADSL italiana con appena 1MB/s (teorico) in upload mi permetteva di controllare la posta agevolmente ma rimaneva impossibile guardare video su Youtube o gironzolare sul web senza stress (provate a strozzare la banda concessa al vostro browser con qualche firewall, aggiungete un po’ di latenza usando dei proxy geograficamente distanti da voi e capirete…).

Non mi sorprende un nuovo blocco. I cinesi d’altronde usano in larga parte servizi e-mail di provider cinesi (163.com o qq.com giusto per dirne due) e l’unica sorpresa che ebbi fu che iCloud funzionava senza difficoltà. Ho sempre ipotizzato fosse dovuto alla differente percentuale di utenza che usa(va) il servizio di Apple anche per la corrispondenza (probabilmente più interessante di foto e documenti), ultimamente però mi son ricreduto: in occasione del lancio del nuovo iPhone la Cina ha messo in atto un vero e proprio phishing di Stato indirizzando le connessioni verso iCloud.com ad una pagina graficamente simile atta a carpire le credenziali di accesso. Era solo questione di tempo. [3]

Emanuele

[1] Quasi cinque, l’anno scorso. Potete leggere due bei riassunti qui e qui o – comunque – navigando sul blog attraverso il tag Cina.

[2] Nel migliore dei casi si trattava di IP del Kazakistan, nel peggiore di IP europei o americani. Ipotizzo inoltre che al traffico cifrato venisse destinato un routing penalizzante: anche quando Google Search andava, la versione http:// era molto più veloce di quella in https://.

[3] Sicuramente, per chi viaggia, è d’obbligo attivare il più possibile sistemi di autenticazione a più fattori.

Quanto costa mantenere un’auto.

Il 23 Dicembre la mia Giulietta ha compiuto un anno e aver monitorato ogni spesa dell’auto mi permette di avere una stima dei costi affrontati per mantenerla.

Secondo il mio foglio di calcolo (visibile sotto altra forma sul mio account Spritmonitor), in questi dodici mesi ho percorso 35000km e le spese sono suddivise come nella tabella che segue:

Voce Valore Percentuale
Benzina 179€ 4,6%
GPL 2500€ 64,4%
Assicurazione 580€ 15%
Bollo 227€ 5,8%
Tagliandi e manutenzione 320€ 8,2%
Cura dell’auto 76,20€ 2%
Totale 3882€ 100%

Dalle spese di GPL e benzina (di quest’ultima in realtà ne rimangono circa quaranta euro nel serbatoio) è evidente che quasi il 95% della spesa per il carburante è stata destinata al primo dimostrando che andare sempre a GPL non è una chimera sebbene piccole quantità di benzina rimangano necessarie (secondo il report, circa mezzo litro ogni 100km). E’ indubbio che 2639€ (sottraendo 40€ di benzina residua) in un anno sono una spesa da non sottovalutare e che incide abbastanza durante l’anno.

Il costo dell’assicurazione, comprensivo di furto e incendio, nel mio caso è una cifra “di favore” che non è sempre possibile (specie per gli under 30) per un’auto nuova.

La voce “Tagliandi e manutenzione” si riferisce all’unico tagliando effettuato (295€ raggiunti i 30.000km) più rotazione ed equilibratura delle gomme (25€ a 20.000km) mentre “Cura dell’auto” comprende il costo degli accessori per pulire l’auto (un paio di panni in microfibra più qualche prodotto) e undici lavaggi. Senza dubbio i prossimi anni questa voce tenderà a ridimensionarsi mentre andranno considerate le spese di manutenzione per guasti o usura (ad es. lampadine o gomme).

Dal totale si evince che mantenere un’auto del segmento B mi è costato 323€ al mese senza considerare il costo dell’acquisto, che sicuramente fa levitare il prezzo (prevedibilmente di poco sotto 500€ al mese prevedendo – coi dovuti scongiuri – di tenerla 10 anni). Le spese al netto del carburante, invece sono 1200€ che si traducono in 100€ al mese, cifra che può risultare utile come base di calcolo per chi copre percorrenze diverse dalle mie in un anno.

Emanuele

[…] A quanti di voi piacerebbe svegliarsi e ritrovare le proprie email, SMS e corrispondenza privata in rete? E quanti di voi sono certi di non essere mai stati stronzi e irragionevoli in alcune email? Sapreste difendere ogni frase mai scritta? Come scriveva Rodotà in un pezzo uscito poco dopo l’11 Settembre (quindi del 2001, ma pur sempre attuale):

Bisogna diffidare dell’argomento di chi sottolinea come il cittadino probo non abbia nulla da temere dalla conoscenza delle informazioni che lo riguardano. L’uomo di vetro è una metafora totalitaria, perché su di essa si basa poi la pretesa dello Stato di conoscere tutto, anche gli aspetti più intimi della vita dei cittadini, trasformando automaticamente in “sospetto” chi chieda salvaguardia della vita privata.

Continua su: BycicleMind

Emanuele

Macbook Pro 2011 e SSD Crucial.

Tra le novità delle feste, è arrivato a casa un SSD Crucial M550 da 512GB prontamente installato su un Macbook Pro early 2011.
Youtube è pieno di video delle prestazioni dei dischi a stato solido, io posso semplicemente dirvi che con meno di 200€, il Macbook ha guadagnato una seconda vita.

SSD Crucial M550 512GB - Disk speed test

Yosemite vola letteralmente e la girandola (l’icona di attesa di OSX) nell’uso quotidiano è scomparsa. L’immagine sopra mostra la differenza in scrittura/lettura registrata tra le prestazioni dell’HD da 5400rpm montato di default e quelle del nuovo SSD.

Per alleviare il lavoro del disco [1] ho:

  • attivato il TRIM (nonostante Crucial affermi che per i suoi dischi non è strettamente necessario perché prevede già una procedura di GC).
  • disattivato lo sleep del drive per inattività.
  • disattivato Time Machine in locale.
  • disattivato la modalità di ibernazione.

Ho inoltre disattivato il Sudden Motion Sensor per risparmiare batteria.

Sebbene il mio Macbook – annata 2007 – supporti semplicemente SATA1 (e non SATA3 come il Macbook Pro 2011), inizio a ventilare l’idea – anche per il mio – di affiancare all’hard disk interno un SSD (magari dal taglio piccolissimo al posto del lettore CD) per sistema operativo e programmi. Sicuramente l’apporto non sarà paragonabile ma quel pizzico di reattività in più potrebbe spingermi ad aggiornarlo a Lion guadagnando il supporto ad iCloud.

Emanuele

[1] Parlare di “disco” riferendosi alla memoria di massa di un computer è un po’ un retaggio culturale, la traduzione più corretta di SSD è Solid State Drive in quanto nulla al loro interno ha la forma di un disco.

Probabilmente dovrei inserire le istruzioni.

Un tempo da queste parti – in questi giorni – si tiravano le somme e si facevano gli auguri di Natale e di buon anno ma oltre un decennio di storia [1] ha cambiato tradizioni, abitudini, usi e costumi. [2]

Sarà l’età che avanza, ma se riuscite ancora, proviamo a farci gli auguri nei commenti. Come ai vecchi tempi. Senza alcun like.

Non so perché ma in questa vita m’è preso così.

Emanuele

[1] Yep. Questo blog va per i dodici anni.

[2] E’ buffo. E’ buffo perché dodici anni fa pensavo «chissà quanti dei miei amici sanno cosa sia un blog». Adesso, nuovamente, mi chiedo: «delle persone che frequento chissà quante sanno cosa sia un blog». E’ successo tutto così velocemente.

Biscotti spaziali.

Questo non è un blog di cucina, ma da alcuni giorni sto seguendo Avamposto 42 che – anch’esso – non è un blog di cucina ma un diario collaterale alla missione sulla ISS di Samantha Cristoforetti. Vi invito a dargli un’occhiata. Se siete nerd godrete nel leggere la descrizione della tuta spaziale capace di proteggere gli astronauti da micro-meteoriti (altro che colpi di pistola…), se invece amate mettervi ai fornelli, il racconto dello spuntino di Samantha può essere interessante.

La mia futura moglie, durante le mattine d’inverno, ama preparare la spremuta d’arancia ma una delle cose che mi ha sempre infastidito è dover buttare tutta quella polpa. Credo che questa ricetta possa essere un buon metodo per recuperarla e sfruttare sino in fondo le proprietà dell’arancia.


Biscotti a tutta fibra

Ingredienti

  • 200 gr di scarto di frutta del centrifugato
  • 300 gr di farina integrale di grano tenero
  • 2 cucchiai di zucchero di canna integrale
  • 4 cucchiai di miele
  • 3 cucchiai di olio di semi

Preparazione

  1. Conservate la polpa che vie a scartata dalla preparazione di un centrifugato o di un estratto di frutta fresca. Ovviamente, se decidete di utilizzarlo, cercate ripulire la frutta dai piccioli e dai torsoli e da altre parti che solitamente non consumate.
  2. In un recipiente, mescolate la polpa della frutta con gli altri ingredienti tranne lo zucchero di canna.
  3. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo, formate delle palline con l’impasto ottenuto e poi schiacciatele leggermente. Disponetele sulla placca del forno rivestita di carta da forno.
  4. Spolverate i biscotti ottenuti con lo zucchero di canna integrale e infornate a 160° per 25 minuti.

Nota: Questi biscotti si conservano per circa una settimana in un barattolo chiuso.


Non so che risultato otterrò con la polpa d’arancia ma mi riprometto di fare un tentativo. I cuochi e le cuoche di passaggio, sono più che invitati a condividere metodi alternativi per recuperar la polpa della frutta.

Emanuele

La lentezza tornerà di moda?

Nel 2009 l’università di Stanford dimostra che i multitasker non sono né più abili né più veloci dei single taskers, ma semplicemente più disorganizzati e incapaci di focalizzare l’attenzione.

In sostanza, i multitasker presentano minore densità di materia grigia nella parte del cervello (la corteccia cingolata anteriore) responsabile dell’empatia, del controllo degli impulsi e delle emozioni, dei processi decisionali. Inoltre risultano più soggetti ad ansia e depressione. Però non si capisce ancora se questa sia una causa o un danno conseguente alla pratica del multitasking. […]
Continua su Internazionale

Se penso a quanti tab tengo aperti sul mio browser in questo momento avverto uno stupidissimo brivido.

Emanuele