Futurama is over.

Ieri sera ho finito di vedere la quarta (ed ultima) stagione di Futurama.

L’ultimo episodio si intitola “Musica dal profondo”: non pensavo potesse finire in maniera così romantica una serie nota per la sua demenzialità

Davvero bella, sia la puntata che l’intera serie… molto carina e piena di battute al limite della stupidità. 🙂

Chi lo dice che uno stupido non possa provare sentimenti profondi?

Emanuele

Mi sono innamorato.

Stasera inizio dal titolo, solitamente spunta dopo… ma stasera ho scritto prima quello.

Mi sono innamorato.

Adesso facciamo qualche passo indietro e mettiamoci a riflettere. O meglio… mi metto a riflettere perché per voi saranno solo “mie riflessioni”, che magari vi faranno riflettere e che poi racconterete a qualcuno che volete far riflettere che a sua volta farà riflettere qualcun altro che deve aiutare un amico a riflettere… ok, mi sto perdendo. 😀

Stasera durante la cena ho guardato per una ventina di minuti AnnoZero. Direte voi… e che c’entra?

C’entra. C’entra perché ad AnnoZero han parlato un po’ di bullismo, di nazischin e… della visione del mondo – in generale – dei giovani d’oggi.

Invece di stare a discutere come professoroni in cattedra, AnnoZero è andato ad intervistare molti di loro… per conoscere meglio – senza intermediari – i loro punti di vista.

A dir la verità mi son venuti i brividi: è una società che esiste, che è intorno a noi (voglio pensare che chi mi segue con interesse abbia opinioni e visioni del mondo quanto meno simili…) e che non siamo in grado di immaginare.

Tra questi giovani, a farla da padrona, è il successo. Il guadagno facile, il divertimento sfrenato e la mancanza di carità verso il prossimo.

Alcune ragazze han dichiarato che pur di entrare al Grande Fratello, che identificano come qualcosa “che può far cambiare in meglio la loro vita” erano anche disposte “a darla” (esiste un modo più volgare e squallido per mercanteggiare il proprio corpo?!). I ragazzi dichiaravano che avere un tavolo prenotato in una serata in discoteca “fa fighi” e non importa se ti costa un botto. Apparire è un modo per “avere le ragazze attaccate come sanguisughe”.

Altri ragazzi invece, parlando degli extracomunitari dichiaravano che “chi viene a casa loro deve adattarsi alle sue regole – con le buone o con le cattive”. Dov’è finito l’altruismo? Il senso di accoglienza? “Se hanno problemi nei loro paesi, che se li risolvano da soli invece di venire qui…”.

Esiste una mentalità più chiusa ed arretrata?

Queste persone esistono! Questo aspetto mi mette i brividi… perché questi diversi esempi erano delle testimonianze, delle interviste… e non delle discussioni a tavolino fra filosofi e pensatori.

Ed è così che mi son sentito maledettamente diverso.

Non ho mai prenotato un tavolo… (ho imparato a farlo solo per San Valentino… dopo che una volta per una semplice pizza dovemmo aspettare le 10 di sera… :-)), non mi interessa il successo e piuttosto – finita l’università – sarò ben felice di fare un lavoro semplicemente dignitoso.

Ho 25 anni e torno a casa in bicicletta, ascolto anche canzoni per “bambini” mentre pedalo e non credo di essere neanche uno di quei “comunisti sfegatati” che, liberali per quanto siano, hanno anche loro certe strane contraddizioni. Non mi importa sembrare un comunista-filosofo-pensatore tanto quanto non saprei mai essere l’opposto di questi moderni radical-chic.

Mi sembra che queste persone abbiano in comune solo una cosa: poco amore, verso gli altri… e verso se stessi. Si ok, avranno sicuramente dei fidanzati e delle fidanzate, sicuramente si faranno “molti meno problemi di me” nel saltare da una storia all’altra… ma hanno poco amore. Quel che provano mi sembra dettato dall’amore verso l’entusiasmo ed il divertimento. Si legano perché “insieme si divertono”… e stop.

Io… in questi giorni mi sono accorto di una cosa che mi sta facendo riflettere tanto invece. Per certi versi mi fa anche paura… ed è proprio l’amore che ho per me.

Sembra una di quelle cose da psicopatici o – più gentilmente – da narcisisti avanzati. Eppure è così.

Mi sto rendendo conto di volermi bene. Ed è forse questa la più grande magia che sta avvenendo dentro me. Sento di riuscire a scalare montagne da solo e sento che nessun muro debba abbattermi perché “non voglio vedermi triste”.

E questo non significa che non ci siano persone a cui voglio bene, lo scrivo qui così come lo raccontavo stasera ad una potenziale-amica.

Un capo scout anni fa mi disse una cosa che mi rimase molto impressa e che forse in questi giorni sta uscendo con più forza. Bisogna essere buoni con gli altri, perché sono tutti figli di Dio, bisogna però avere rispetto anche di noi stessi, perché anche la nostra è una vita donata da Dio.

E così, come mi dispiaceva vedere star male persone cui voglio bene, allo stesso modo mi dispiace “vedermi triste” e la reazione più logica è cambiare atteggiamento.

Mi è stato detto che sembro esaltato in questi giorni, come se stessi affogando tutto sempre più in basso. Come se stessi scavando una fossa, più grossa possibile, per sotterrare tutto.

Questa cosa, prima che mi venisse detta l’avevo già tenuta in considerazione anch’io. Però penso anche di essermi risposto…

Quando bisogna fare un salto, non ci si può lanciare da fermi. Bisogna impegnarsi, sforzarsi, fare qualche passo indietro, prendere una rincorsa. La rincorsa è qualcosa che ti impegna ma che in fin dei conti – tecnicamente – non fa parte del salto. Viene prima.

Ecco cosa sto facendo io in questo periodo. Mi voglio bene, non voglio star male e così… mi sto impegnando per vivere sereno.

Pian piano questo impegno si trasformerà in abitudine e allora starò “saltando”.

“Vola solo chi osa farlo”. Ecco spiegato adesso perché quella frase era anche per me mesi fa.

La serenità va cercata, con coraggio e con impegno. Così come con coraggio ed impegno va cercato l’amore e la felicità.

Che poi, l’idea del salto, mi è sempre piaciuta, perché sono convinto che un salto verso l’alto nasconda tutto: sogni, impegno, forza di volontà, decisione ed allegria.

Mi sono innamorato di me, sembra quasi una ridicola contraddizione.

Ancora è presto per definirmi “sereno” per come lo intendo io, però credo di essere quantomeno sulla giusta strada.

“Dipendiamo dai nostri sentimenti”, sembra che non ci sia scampo.

In questo periodo però, ho messo da parte i sentimenti verso gli altri, per dedicarmi ai sentimenti verso me stesso.

Che male c’è?

Non credo di esser diventato insensibile o egoista. Sto solo continuando a concentrarmi su me stesso.

Perché continuare ad aspettare che nella propria vita arrivi qualcosa per esser felici, invece di viverla provando ad esser felici qualsiasi cosa accada?

Emanuele

Ho ancora i piedi che pedalano.

Sono appena tornato a casa in bicicletta. Devo andarmene a cenare… ma volevo fare un salto qui, un po’ come fanno tante altre persone.

Avrei mille cose da dire e raccontare, ma magari ne parliamo dopo… tanto c’è tempo, no?

Pensieri, parole e azioni. C’è da scrivere un libro.

Intanto ringrazio chi mi ha fatto compagnia oggi pomeriggio e la bella chiacchierata prima di tornare, la mia bicicletta che mi ha riportato a casa e questa canzone che mi ha regalato serenità mentre pedalavo.

La vita è buffa perché, come diceva Forrest Gump, è come una scatola di cioccolattini

Chissà che cosa si capirà da questo post, è che come ho detto, vorrei parlare tanto ma ho anche tanta fame.

Mi sa che sta scrivendo lo stomaco…

Dai, vado.

Buona serata,

Emanuele

PS: ho paura di essermi innamorato… di me! Poi vi spiego… 🙂

Meno stress e più farfalle!

Penso di avere più di una cosa in comune con la BandaBardò, soprattutto in questo periodo.

Innanzitutto il gruppo nacque il giorno del mio compleanno, e precisamente 10 anni dopo (8 Marzo 1993), e poi il loro manifesto, in questi mesi, è diventato il mio stile di vita.

“Lottiamo per un mondo a misura di donna e di bambino e per vedere un giorno trionfare allegria e gentilezza“.

Io… sono un babbione dentro. Non c’è momento in cui non me ne esco con una battuta e credo che i miei amici mi conoscano per questo…

Certo, so anche essere serio quando necessario, non credo di essere uno “stupido”, e forse è proprio per questo che mi piace “lasciarmi andare”… 🙂

Più volte ho pensato di aprire un blog secondario con tutte le cavolate che sparo… e non si sa mai che qualche giorno lo faccia davvero… 😉

In questo periodo poi, una canzone mi fa impazzire tanto che su iTunes è una delle più ascoltate e la fischietterei per ore ed ore.

“…sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam…”

Ed è così che io da qualche tempo sto cercando di vivere. Allegro e spensierato… e non perché certi sogni siano morti, ma perché penso che l’allegria sia un ingrediente stupendo per affrontare le difficoltà che i sogni richiedono.

Lo dicevo già qualche tempo fa, sembra che nulla possa più scalfirmi

Emanuele

Il mio nettare.

FragoleIniettatemele nelle vene.

Anzi no, datemene a quintali. Piene di succo, con tanto zucchero ed un po’ di limone.

Stasera è la seconda volta che le mangio per quest’anno…

Ecco qual è il mio frutto preferito fin da quando ero piccolo. 🙂

Non dimenticherò mai il contenitore che usava mia nonna quando le portava per il pranzo domenicale.

Persino il dolce finiva in secondo piano…

Emanuele

Ma come farà?!

Io mio fratello non lo capisco.

Come farà quando vivrà solo? Mi sembra che non abbia cura delle proprie cose.

La sua stanza è sempre un macello e aspetta che mia madre gliela sistemi. Poi quando mia madre – disperata per averglielo ripetuto centinaia di volte – la sistema, si lamenta pure che qualcuno sia andato a pulirla ed ordinarla, toccando le sue cose. Io la mia stanza la spolvero e riordino da solo e per questo non entra mai nessuno… ma sembra che questo esempio non gli basti.

La Vespa. In questo periodo l’ho usata pochissimo e da qualche tempo era senza specchietti (il supporto si è spanato e si muovevano), senza olio, con le ruote sgonfie e senza benzina. Addirittura la ruota posteriore era così sgonfia che non si riusciva a fare una curva in due perché la gomma si piegava di lato.

Da settimane gli chiedevo di occuparsene visto che l’aveva sempre lui.

Oggi, tornando dall’università, ho fatto tutto io. Olio, benzina, gomme…

Che ci vuole? Come fa ad essere così?! Quanto dureranno le cose quando nessuno gliele sistemerà più?!

Emanuele

Basta un poco di zucchero!

Lo scrivo per lui, lo scrivo per me, lo scrivo per tutti quelli che han bisogno di allegria.

E poi… mi ricorda l’ambientazione del mio CFM… 🙂

Mettete in play qui sopra, e leggete cantate come ho fatto io!

In tutto ciò che devi far
il lato bello puoi trovar.
Lo troverai e… Hop!
Il gioco vien!

Ed ogni compito divien
più semplice e seren
dovrai capir
che il trucco è tutto qui!

Con un poco di zucchero la pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più.

Se il pettirosso il nido fa
un po’ di sosta mai non ha.
Che compito scappar di qua e di là.
Ma nonostante il suo da far non cessa mai di cinguettar
Lui sa, che allor, più lieve è il suo lavor.

Con un poco di zucchero la pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più.

Allorché vola avanti e indietro un’ape intenta al suo lavor
non si stanca mai né smette di ronzar.
Poiché ogni tanto può sostar
Un po’ di miele ad assaggiar
E ancor
(specchio:) “E ancor”
Trovar
(specchio:) “Trovar”
(Insieme:) Che dolce è lavorar!

Con un poco di zucchero al pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più!

Il segreto? Semplice!

Lavorate senza pensare, non dimenticatevi di sorridere e ricordatevi che, ogni tanto, va cercata “la dolcezza nelle cose” per ricaricarvi un po’. (coccolatevi ad esempio mangiandovi un bel gelato o comprandovi qualcosa che desiderate da tempo: cose semplici che riempiono dentro!).  🙂

Dai… che anche oggi fuori c’è il sole (e se da voi non c’è, venite dalle mie parti!) e la sua luce è già un buon motivo per uscire a testa alta! :joy:

Emanuele

Le aspettative.

Sono appena tornato da una brevissima uscita dopo una riunione scout.

A dir la verità… sono un po’ scappato. Non per via delle persone che conoscevo… ma per via di quelle che non conoscevo.

Mi sono sentito osservato, pressato. Mi ha dato fastidio… e mi son reso conto di una cosa.

C’è tanta gente che, forse per colpa della solitudine (non mi va di scaricar loro solo delle colpe) cerca disperatamente di non star sola. Esce… ma non esce sola: esce con alcune aspettative.

Non le lascia a casa, non le lascia fuori dalla propria mente mentre parla o ascolta della musica.

Le gira tra i pollici, le trattiene sulle labbra tremolanti ed il fare ansioso.

E’ stata quell’ansia a farmi scappare. Ero uscito solo per incontrare due amiche, non per conoscere persone nuove o per altri scopi.

Mi bastava già solo l’idea di tornare a casa all’una di notte in bici per sentirmi felice, soddisfatto, appagato. Sarò un bambino cresciutello… chissà, però le cuffie ed i pedali mi fanno ancora impazzire come quando avevo 10 anni.

E come un bambino di quell’età, ecco cosa sto lasciando a distanza da me in questo periodo: le aspettative.

Non le cerco, non le voglio. Forse per troppo tempo ne ho fatto un motivo per non mollare, adesso invece, sempre per quella leggerezza che voglio ritrovare, non voglio più crearmene.

Tutto ciò che viene… bene, ciò che non c’è… beh, Dio sa perché non c’è. Mi af-fido a Lui.

Sono mie piccole riflessioni… spero tanto che facciano riflettere anche tutti voi che magari in questi giorni vi crucciate per qualche pensiero persistente.

Provate a pensarla diversamente… vedrete che magicamente, tutto si trasforma.

Buona notte,

Emanuele