Ma come farà?!

Io mio fratello non lo capisco.

Come farà quando vivrà solo? Mi sembra che non abbia cura delle proprie cose.

La sua stanza è sempre un macello e aspetta che mia madre gliela sistemi. Poi quando mia madre – disperata per averglielo ripetuto centinaia di volte – la sistema, si lamenta pure che qualcuno sia andato a pulirla ed ordinarla, toccando le sue cose. Io la mia stanza la spolvero e riordino da solo e per questo non entra mai nessuno… ma sembra che questo esempio non gli basti.

La Vespa. In questo periodo l’ho usata pochissimo e da qualche tempo era senza specchietti (il supporto si è spanato e si muovevano), senza olio, con le ruote sgonfie e senza benzina. Addirittura la ruota posteriore era così sgonfia che non si riusciva a fare una curva in due perché la gomma si piegava di lato.

Da settimane gli chiedevo di occuparsene visto che l’aveva sempre lui.

Oggi, tornando dall’università, ho fatto tutto io. Olio, benzina, gomme…

Che ci vuole? Come fa ad essere così?! Quanto dureranno le cose quando nessuno gliele sistemerà più?!

Emanuele

Basta un poco di zucchero!

Lo scrivo per lui, lo scrivo per me, lo scrivo per tutti quelli che han bisogno di allegria.

E poi… mi ricorda l’ambientazione del mio CFM… 🙂

Mettete in play qui sopra, e leggete cantate come ho fatto io!

In tutto ciò che devi far
il lato bello puoi trovar.
Lo troverai e… Hop!
Il gioco vien!

Ed ogni compito divien
più semplice e seren
dovrai capir
che il trucco è tutto qui!

Con un poco di zucchero la pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più.

Se il pettirosso il nido fa
un po’ di sosta mai non ha.
Che compito scappar di qua e di là.
Ma nonostante il suo da far non cessa mai di cinguettar
Lui sa, che allor, più lieve è il suo lavor.

Con un poco di zucchero la pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più.

Allorché vola avanti e indietro un’ape intenta al suo lavor
non si stanca mai né smette di ronzar.
Poiché ogni tanto può sostar
Un po’ di miele ad assaggiar
E ancor
(specchio:) “E ancor”
Trovar
(specchio:) “Trovar”
(Insieme:) Che dolce è lavorar!

Con un poco di zucchero al pillola va giù,
la pillola va giù, pillola va giù.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.
Tutto brillerà di più!

Il segreto? Semplice!

Lavorate senza pensare, non dimenticatevi di sorridere e ricordatevi che, ogni tanto, va cercata “la dolcezza nelle cose” per ricaricarvi un po’. (coccolatevi ad esempio mangiandovi un bel gelato o comprandovi qualcosa che desiderate da tempo: cose semplici che riempiono dentro!).  🙂

Dai… che anche oggi fuori c’è il sole (e se da voi non c’è, venite dalle mie parti!) e la sua luce è già un buon motivo per uscire a testa alta! :joy:

Emanuele

Le aspettative.

Sono appena tornato da una brevissima uscita dopo una riunione scout.

A dir la verità… sono un po’ scappato. Non per via delle persone che conoscevo… ma per via di quelle che non conoscevo.

Mi sono sentito osservato, pressato. Mi ha dato fastidio… e mi son reso conto di una cosa.

C’è tanta gente che, forse per colpa della solitudine (non mi va di scaricar loro solo delle colpe) cerca disperatamente di non star sola. Esce… ma non esce sola: esce con alcune aspettative.

Non le lascia a casa, non le lascia fuori dalla propria mente mentre parla o ascolta della musica.

Le gira tra i pollici, le trattiene sulle labbra tremolanti ed il fare ansioso.

E’ stata quell’ansia a farmi scappare. Ero uscito solo per incontrare due amiche, non per conoscere persone nuove o per altri scopi.

Mi bastava già solo l’idea di tornare a casa all’una di notte in bici per sentirmi felice, soddisfatto, appagato. Sarò un bambino cresciutello… chissà, però le cuffie ed i pedali mi fanno ancora impazzire come quando avevo 10 anni.

E come un bambino di quell’età, ecco cosa sto lasciando a distanza da me in questo periodo: le aspettative.

Non le cerco, non le voglio. Forse per troppo tempo ne ho fatto un motivo per non mollare, adesso invece, sempre per quella leggerezza che voglio ritrovare, non voglio più crearmene.

Tutto ciò che viene… bene, ciò che non c’è… beh, Dio sa perché non c’è. Mi af-fido a Lui.

Sono mie piccole riflessioni… spero tanto che facciano riflettere anche tutti voi che magari in questi giorni vi crucciate per qualche pensiero persistente.

Provate a pensarla diversamente… vedrete che magicamente, tutto si trasforma.

Buona notte,

Emanuele

Abit Av8 – Error Code 25.

L’errore nel titolo è quello che da tempo ricevo quando tento di avviare il mio pc.

Quel codice segnala una mancata rilevazione della scheda video.

Pensavo si fosse bruciata la mia (una Ati Radeon 9600-XT), invece neanche la nVidia GeForce FX5500 che Luca con tanta generosità mi ha regalato e spedito in pochi giorni ha risolto il problema.

Con il buon Gioxx abbiamo provato ad ipotizzare la qualsiasi su skype senza risolvere il problema: non c’è più modo di far partire il computer.

Ho provato a fare un reset del Cmos togliendo la batteria a tampone e cambiando di posto (pin 1-2) il jumper di reset.

Ho provato a togliere le altre schede PCI.

Ho provato a togliere a turno un banco di ram.

Ho provato a staccare le altre periferiche (lettore floppy, dvd, etc…).

Nulla, è morta la scheda mamma o quanto meno lo slot VGA. 😥

Preventivo hackintosh EssediL’unica soluzione che mi è venuta in mente è quella di assemblarmi un hackintosh economico (riciclando tutto ciò che posso prendere dal vecchio pc) in modo da poter installare anche OS X sul computer fisso.

Tutto ha un prezzo nella vita però… e questo a sinistra è il preventivo venuto fuori su Essedi seguendo i consigli di un altro Luca.

A dir la verità mi piange un po’ il cuore… perché è una spesa che non volevo fare adesso e perché il mio computer fisso mi “andava bene” così com’era.

Qualcuno ha altre idee su come rianimare questa scheda madre? Altrimenti… qualcuno sa indicarmi un posto più economico per prendere quell’hardware? 😐

Quei soldi ultimamente stanno volando! 🙁

Emanuele

Braccia conserte e petto in fuori.

Stamattina ero così. Perché il nemico va affrontato con decisione, soprattutto quando non si ha nulla da temere.

E’ un gioco, un’esperienza che mi porterò in futuro (e che son sicuro mi servirà…).

Il prossimo livello – mi è stato detto – prevede la costruzione di un costume.

Un giornale con due buchi per gli occhi probabilmente basterà…

Magari un giorno vi spiegherò tutto con più serietà, per oggi vi lascio gli stessi dubbi.

Emanuele

Yamabushi.

Stasera sotto la doccia pensavo a tante cose. Pensavo alla punteggiatura italiana… alle virgole, ai punti, ai due punti… e chi più ne ha più ne metta.

Pensavo anche che in questo periodo parlo tanto da queste parti, ma ci sono ancora tante cose che non dico. Sono li, sospese in aria.

E per favore, non pensate che siano solo cattiverie. Anzi…

Sono pensieri, riflessioni che sto tenendo dentro. Ogni tanto riaffiorano, li coccolo un po’ e poi li rimetto a dormire.

Mi rendo conto che mia madre è più saggia di me ad esempio. Mi rendo conto che… la bicicletta e la palestra mi stan facendo bene.

Mi rendo conto che… bisogna vivere così, spensierati.

Il resto non lo dico, perché… mi rendo conto che questo blog ha più potere di una katana per un samurai.

Emanuele

Acquario: secondo cambio d’acqua.

Oggi pomeriggio mi sono dedicato al mio acquario.

Sono andato a comprare 20 litri di acqua d’osmosi e qualche nuovo pesciolino.

Uno spazzino, due pulisci-vetro, due neon ed un lebistes femmina (che però non riesco più a vedere nell’acquario :-|).

A questo punto non posso più aggiungere nuovi pesciolini… 14 sono già tantissimi, forse troppi.

Ho cambiato nuovamente la lana di vetro ed ho inserito una pillolina per stimolare la crescita delle piante.

Questo è un post inutile probabilmente… però quello del mese scorso mi è stato utile per ricordarmi quando avevo fatto l’ultimo cambio. Se non mi organizzerò diversamente, di post simili ne vedrete ancora in futuro. 🙂

Emanuele

PS: adesso manca qualche ornamento e qualche pianta in più… se proprio voleste farmi un regalo… 😉

Ritorno a pagerank 5.

Pagerank 5Me ne ero accorto già sabato… però non avevo avuto tempo per parlarne, così lo faccio adesso.

Dopo esser sceso a pagerank 4 per circa due mesi, questo blog è tornato da qualche giorno al “fatidico” 5.

Inutile tentare di intuire il perché.

L’unica cosa che ad Aprile è cambiata è stata l’assiduità nello scrivere che… si è intensificata. A Google – notoriamente – piacciono le pagine molto aggiornate però ovviamente non può bastare questo a far salire di livello.

Chissà cos’altro ho fatto… si sarà intenerito per le mie smorfie?

Intanto, la prima modifica evidente è il nuovo rank del mio nome. 😎

Quanto durerà questa volta? 🙂

Emanuele