Quanto vale il mio blog?

My blog worthLa domanda “quanto vale il tuo blog?” circola da un paio d’anni e richiama “ai più” della blogosfera ad un simpatico script che tenta di dedurre (in base al numero di link su Technorati) quanto valga il proprio blog.

Se provate con il mio, il risultato – ad oggi – sarà di oltre 5000 dollari.

Al momento invece, secondo me, vale anche di più.

Non tanto perché il dollaro è in continua perdita sull’euro o per una particolare posizione strategica all’interno della rete delle reti, quanto per un legame, un valore affettivo e… forse, anche perché è diventato un piccolo talismano portafortuna.

Da tempo c’è chi mi dice – scherzando – che dovevo iscrivermi ad economia… ed in effetti non ha tutti i torti.

Dopo aver ricevuto, qualche giorno fa, l’ultima proposta pubblicitaria, mi son reso conto che sul web, fino ad ora, ho guadagnato davvero tanto.

Una cifra che sembra assurda da dire… soprattutto perché le mie giornate sono fatte d’altro e vengo qui solo perché mi piace tantissimo scrivere.

Meno di un anno fa, ero fermo a 150€ guadagnati su internet tramite il blog. Oggi sono arrivato ad oltre 1300€.

Fa impressione. Non scherzo. Sommati a quella vincita fortuita (di cui non parlai subito) di 3000€, sono a quota 4300.

E che faccio? Parlo (anche troppo molto spesso). C’è chi si ammazza la vita per farne una professione, a me in questo periodo questo blog sta finanziando tanti sogni senza neanche volerlo.

Ah, quelli di MyOffer – gentilissimi – mi hanno pagato 45€ per quell’articolo. Oltre a questo mi han regalato 40€ di credito per testare il servizio, davvero molto gentili. Vi avevo detto che avrei “dichiarato” anche questo, e così sto facendo.

La cosa che più mi fa piacere è una infatti: questo blog “non si vende”. Ciò che scrivo sarà sempre ciò che penso… e non credo che i soldi potranno comprare la mia sincerità. Quella fa parte della mia morale. Chi mi conosce lo sa che preferisco penare piuttosto che tradire ciò in cui credo.

In futuro… chissà come andrà. Io come scrissi nel disclaimer (che prima o poi dovrò risistemare…), continuo a divertirmi qui, in questo angolino “senza grosse pretese”. 🙂

Voi, come siete messi a guadagni?

Emanuele

MyOffer, nuovo servizio di aste online al ribasso.

Questo articolo è retribuito. Lo scrivo a chiare lettere e come prima cosa perché non mi piace nasconder nulla. Per adesso mi dedico all’articolo, prossimamente vi spiego pure com’è andata questa contrattazione. Preciso solamente una cosa: non ho alcun vincolo sulla recensione (impressioni positive, dimensione del post, etc…). Sarò pagato per questo post ma è tutta farina del mio sacco, come tutti gli altri post di questo blog.

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E’ iniziata una nuova tendenza, è chiaro.

Se 10 anni fa eBay rivoluzionò l’e-commerce con la sua piattaforma di compra-vendita peer-to-peer, la novità del periodo sono i sistemi di aste al ribasso.

In questo settore si inserisce MyOffer, una piattaforma di aste al ribasso nata in Italia da alcuni mesi.

Il sistema è semplice e geniale allo stesso tempo: vengono messi all’asta alcuni prodotti e per aggiudicarseli sarà necessario indovinare l’offerta unica più bassa.

Per comprendere meglio quanto detto, guardate l’immagine a seguire.

Funzionamento MyOfferOgni partecipante all’asta proporrà la sua offerta, quella “minore ed unica” sarà quella vincente.

Va da se che più offerte si fanno (e dunque più cifre si piazzano), più possibilità di vincere si hanno.

Personalmente ho provato a partecipare ad un asta… ma sarà che non sono stato bravo a scegliere, sarà che non ho avuto fortuna, alla fine non sono riuscito ad aggiudicarmi l’oggetto dei desideri.

In ogni caso, se avete qualche euro da parte, e vi va di tentar la fortuna, vi consiglio di tenere in considerazione MyOffer per un semplice motivo: è una piattaforma giovane, nata da poco e per questo forse poco conosciuta: questo senza dubbio diminuisce il numero di partecipanti alle aste e rende statisticamente più facile aggiudicarsi l’oggetto. Se andate a controllare la storia delle aste concluse vi accorgerete infatti che mediamente il vincitore si attesta l’oggetto con una cifra inferiore all’euro.

Vi consiglio comunque di prestare attenzione: si tratta pur sempre di “giocar con la fortuna” investendo senza dubbio dei soldi. C’è ad esempio chi ne ha fatto “una professione”.

La possibilità di aggiudicarsi un oggetto per pochi euro è allettante e per certi versi non impossibile, bisogna più che altro capire quanto si è disposti a spendere per i tentativi necessari ad indovinare la cifra più bassa non scelta da nessun altro. Ogni scommessa infatti ha un prezzo definito all’inzio dell’asta, di 1 o 2 euro.

Al momento in cui scrivo le aste in corso mettono in palio una TV LCD da 40″ Samsung, un Nokia N95 8GB, una PSP Slim e persino un notebook Acer.

Insomma… ce n’è per tutti i gusti.

A differenza di altri siti di aste a ribasso, MyOffer – inoltre – offre dei crediti per ogni amico che farete iscrivere. Insomma, se non volete spender soldi, quantomeno fategli un po’ di pubblicità e vedrete che dopo poco potrete tentare anche voi la fortuna. 😉

Emanuele

Regola #9: Sii gentile.

Ti hanno dato uno schiaffo e ti senti offeso?

Non rispondere con la legge del taglione… è antiquata, poco originale. Se vuoi essere trendy ed originale non puoi mica copiare gli uomini del paleolitico! 😉

E’ un’arte rara quella della gentilezza al giorno d’oggi. Siamo gentili con chi è gentile con noi. Io ti dico di… provare ad esser gentile con tutti.

Lascia che il cuore rimanga leggero come lo era quando eri un bambino.

La vita è piena di porte che si aprono e si chiudono.

Semplicità ed allegria ti aiuteranno.

Se qualcuno si rivolge a te in modo sgarbato, cerca di capire perché l’ha fatto invece di concentrarti su cosa ha fatto. E’ un tassello fondamentale questo. Sia per mettere in atto la gentilezza, sia per aprire un dialogo con quella persona.

Se diventi come una pietra, chi vuoi che ti abbracci e ti scambi per un cuscino su cui addormentarsi? 🙄

Quando incontri un amico, salutalo affettuosamente, con gioia. Non lasciare che i tuoi pensieri influiscano su quel rapporto. Se vuoi, ovviamente, parlagli delle tue difficoltà… ma non farlo con pessimismo. 🙂

Attento però: la gentilezza non si consuma tutta verso il prossimo. Cerca di essere gentile anche con la tua vita e con te stesso. Non maltrattarla… non renderla “una storia piena di cose da dimenticare”. Divertiti, ma cerca di fare attenzione a non strafare.

E… non straziare neanche il tuo corpo: ha bisogno di pochi semplici elementi. Acqua, cibo (buono…), igiene e movimento. Sigarette, alcool, tatuaggi, lampade abbronzanti e tutto il resto sono una “mancanza di rispetto” verso il corpo che Dio ci ha donato. Hai solo un corpo, e dovrai conservarlo fino all’ultimo: non ci è ancora stata data la possibilità di cambiarlo ogni 10.000 chilometri…

A domani…

Emanuele

I pedali della libertà.

Ecco come mi trasformo in bicicletta…

Gabbiano in volo

Non c’è nulla che li riesca a raggiungermi… io vado più veloce, volo più in alto… e staccare le mani dal manubrio per aprirle al vento, mi regala delle sensazioni che non saprò descrivere mai a parole.

Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero.

Tratto da: Il gabbiano Jonathan Livingston

L’attenzione si concentra sulle punta delle dita che tendono ad abbracciare più aria possibile, i muscoli delle braccia si stirano… le senti “vivere”.

La fatica diventa parte della felicità… e ti vien voglia di stancarti ancora…

Emanuele

PS: giocate 20 secondi con voi stessi. Aprite le braccia, stiratele più che potete… chiudete gli occhi… e se non avete una bicicletta, immaginate il vento che vi soffia contro…

PPS: la foto è sempre merito suo, che senza parlare riesce a dire tanto.

Regola #8: Vuoi rivoluzionare il mondo? Inizia cambiando te stesso.

Una delle prime cose che si fa quando si è amareggiati, è lamentarsi di ciò che si ha intorno.

Sembra quasi che sia tutto ingiusto nei nostri confronti e noi le uniche vittime di un sistema che ci sbatte sempre e puntualmente le porte in faccia.

Quasi come se sei miliardi di persone prima che nascessimo si sian messe d’accordo “oh, a questo gli faremo vedere noi…”. Ti sembra plausibile? 🙂

No. La vita è difficile per tutti.

Banalmente, leggi un giornale o guarda un telegiornale se proprio non ci credi.

Vuoi però che qualcosa cambi?

Vuoi “lasciare il mondo migliore di come l’hai trovato”?

Bene, la prima rivoluzione da compiere è cambiare te stesso.

Se qualcosa in passato non è andata per il verso giusto… è anche perché c’era qualcosa in te che non andava.

Non scarichiamo del tutto le colpe sugli altri… quando litigavo con una persona le dicevo sempre che la colpa sta sempre nel mezzo.

E adesso questa cosa non l’ho dimenticata. Ed è anche per questo che in questo periodo mi sto concentrando su me stesso… devo sistemare, prima di tutto, ciò che non va in me.

Fai un bel punto della situazione. Siediti e fai un esame di coscienza. Domandati: “cosa dovrei cambiare?”.

Inutile attaccare un avversario che ci ha battuti già una volta se non cambiamo strategia.

Un consiglio utile può anche essere quello di scriversi ciò che dovremo cambiare, realizzando una piccola lista.

Se ce li ripetiamo solo in mente, dopo dieci minuti avremo già dimenticato tutto… non pretendiamo dalla nostra mente il miracolo della memoria eterna! 😛

Il primo passo per cambiare se stessi, te lo suggerisco io quale può essere: essere sinceri.

Con tutti. Con gli altri… e con se stessi.

Sembra più facile esserlo con se stessi… ma non è così, perché è difficile imparare ad ascoltarsi, a “darsi retta”. A non barattare più “il bene” per “il bello”.

Siamo bravi a consigliare agli altri ciò che è giusto fare ma… quanto sappiamo essere “amici di noi stessi”?

Per il resto… usa la lista. 🙂

Emanuele

Da oggi inizia la battaglia.

Dopo la virgola di ieri, oggi mi sento “ancora più solo”. Perché è vero, la vita non sai mai dove e come ti porta… però è anche vero che certe cose tendono a legarti con il passato, come… la bava di una lumachina che cammina.

Da tempo mi dicevo: “Come sarebbe Emanuele da solo?”.

E’ tempo di maturità… ed è davvero tempo di dimostrarlo a me stesso.

“Le decisioni mature sono quelle che si prendono senza avere alternative”. L’avete letta più volte questa frase su questo blog. E’ davvero bella e ci credo tanto. Da mesi ho iniziato questo nuovo cammino… mi ha fatto perdere tanto, ma credo anche che mi darà tanto. E poi chissà, forse nulla è davvero perso nella vita.

Non c’è più nessuno, non c’è più niente. Ho raso al suolo burattini e burattinai. Questa cosa mi spaventa ma mi riempie anche di orgoglio. Perché è più facile scegliere nuove strade quando si ha qualcuno che ti dimostra interesse. Io volevo essere libero da questo. Da sicurezze. Da nuove ancore.

L’unica ancora doveva esistere dentro di me. Altrimenti mi sarei nuovamente trovato a dire “ah, però ce l’ho fatta perché in fin dei conti c’era X e mi veniva tutto a scendere…”.

Sarò pazzo, sarò stupido, ma volevo la strada più ripida possibile.

Sono io, contro il resto del mondo. Perché Emanuele è capace. Perché Emanuele, se vuole, sa far bene ogni cosa. Dall’aprir una macchina senza chiavi allo scriver cose sdolcinate per chi si vuol bene ascoltando una canzone.

Fortunatamente il cielo stamattina è sereno… prenderò nuovamente la mia bicicletta, riaccenderò il mio iPod e mi tufferò in questa nuova avventura.

Ho bisogno di scoprire davvero se “valgo qualcosa”, perché in questi anni ho avuto spesso difficoltà nel crederlo… e le parole degli altri che ti dicono il contrario non servono a nulla se certe cose non nascono da dentro di te.

Da oggi inizio la vera battaglia.

Mi abbasso l’elmetto,

Emanuele

Un’altra virgola.

La storia è fatta di tante frasi. Infinite frasi che però in fin dei conti non avranno mai un vero punto. Solo la morte – per certi versi – rappresenta un punto (o quanto meno un punto per la vita terrena…).

Beh, stasera mi sento di dire di aver messo una nuova virgola.

Ad una riunione scout, ho rivisto lei. Abbiamo parlato credo meno di 10 minuti… e mi sono accorto di una bella cosa: eravamo così tesi di stare li che per certi versi entrambi non vedevamo l’ora di tornare alla nostra vita. Inutile dire il contrario…

E’ una cosa bella perché significa che entrambi stiam ritrovando, finalmente, e per strade diverse, quella serenità che tanto desideravamo.

Su una cosa però non sono totalmente d’accordo. E’ vero che il destino lo costruiamo noi… ma è anche vero che esistono disegni molto più grandi di noi.

E’ per questo che io “sto seduto ed aspetto”. Però… mentre aspetto, allo stesso tempo, cerco di vivere la mia vita.

Un orsacchiotto stasera è tornato a casa. A me invece son tornate due foto di quando ero piccolo…

Chissà, forse entrambi ci siam fatti il regalo più bello: quelle cose, in fin dei conti, ci ricordano la nostra infanzia.

Sono tornato a casa felice, anche perché in effetti non sapevo più nulla di lei da oltre un mese ormai. Lei invece mi ha detto di continuare a leggermi.

Il destino è nelle nostre mani, l’ho anche scritto qualche giorno fa… ma non c’è nulla di più spettacolare del sentirsi trasportati da una vita che solo Dio conosce.

Buona notte a tutti e buona notte anche a te… 🙂

Emanuele

PS: chissà quando ti risentirò adesso.

Ops… ho sbagliato mese!

In questi giorni avevo un pensiero costante: il compleanno di mia madre.

Nonostante i mille impegni ero riuscito a correre in bicicletta fino in centro per un regalo.

“Giorno 18 sta arrivando!” mi ripetevo continuamente… così, ieri mattina, prima di partire per la caccia al tesoro, vado a salutare mia madre in cucina tutto contento…

“Mamma… buongiorno… e AUGURI!“.

Rapidissimamente però, invece di un “grazie” sento… – “Ma auguri di cosa?!?” – ed al volo mi si accende una lampadina enorme: mia madre compie gli anni il 18 Giugno! 😐

Maledizione… ero stra-convinto che fossimo già a Giugno!

Quanto meno ho fatto sorridere un po’ di gente… 😀

Emanuele