Morirò cantando Viva la Vida!

Da quando ho dato l’ultimo esame, la frase del titolo è fissa sul mio contatto msn.

Oggi, Viva la vida, è diventata la canzone più ascoltata sul mio iTunes… con 72 ascolti che equivalgono a quasi 5 ore di ripetizione delle stesse note. 😎

E quando durante la settantunesima volta, passa tua madre dicendo “che bella questa canzone…”, l’unica cosa che ti rimane da fare è alzare di un paio di tacche il volume e riprendere a sentirla ancora. 🙄

Questa canzone mi ha stregato. Tra l’altro, avete notato che nel testo non appare neanche una volta la frase “viva la vida”?! 🙂

Emanuele

PS: ah, oggi mi son tagliato i capelli, dopo appena 39 giorni… che ricrescita! 😐

Basta un soffio di vento.

Fiore di campo

La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull’acqua o per aria, ma io credo che il vero miracolo sia camminare sulla terra.
Tutti i giorni ci imbattiamo in miracoli che non riconosciamo come tali: un cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, gli occhi, neri e curiosi di un bambino… i nostri stessi occhi.

Thich Nhat Hanh – Miracle of Mindfulness

Emanuele

Come la salsa che scola da un panino.

Sono appena tornato da un giro in centro con tre amici, avevo passato tutta la settimana al villino al mare e questa serata ci voleva proprio.

Nel pomeriggio però, ho creato una cosa che desideravo da tempo.

“The best of…“, è la raccolta dei post che più apprezzo di questo blog.

Sicuramente ne avrò dimenticati parecchi. E’ difficile ravanare tra oltre 1800 post. Sono andato a riprendere tutti quelli che ricordavo a memoria.

Girovagando indietro nel tempo, mi è venuto un magone enorme.

Fate un salto nel 2003. Girate un po’ tra quelle pagine…

Io ho notato una cosa che mi manca tantissimo.

La libertà, la serenità, la spensieratezza dei testi sul blog. Adesso, anche ciò che scrivo è molto più razionalizzato, più preciso.

Tutto è formattato per benino e l’ordine regna sovrano.

Ecco… mi è mancato un po’ il caos di quegli anni. Quando scrivevo sul blog senza pensare a chi/come/quando/dove/perché e se fosse giusto o meno.

Aprivo l’editor, sputavo fuori ciò che avevo dentro. Amen.

Uno sturm und drang in piena regola.

Tornerà quella leggerezza?

Emanuele

Acquario: inserimento legni e rocce.

Una delle cose che ancora mancava nel mio acquario, era qualche legno d’arredamento.

Vicino alla base del campo scout da cui sono tornato una settimana fa, scorreva un piccolo ruscello d’acqua dolce, così ho colto l’occasione per prendere una pietra (purtroppo non potevo sbizzarrirmi con la scelta, sia per mancanza di tempo, sia perché ho dovuto metterla nello zaino… :-|) ed un paio di ceppi di legno.

Mi ero già documentato circa l’inserimento di legni nell’acquario, ed ho proceduto con quest’ordine:

  1. Ho lasciato immersi in un secchio pieno d’acqua, per cinque giorni, i legni e la pietra.
  2. Ho tolto la corteccia del legno, che essendo “morbida”, col tempo si sarebbe distrutta dentro l’acquario.
  3. Ho effettuato alcuni cambi d’acqua, cercando di pulire nel migliore dei modi il legno e liberarlo da ogni residuo di terra.
  4. Ho messo nuovamente tutto a bagno aggiungendo del bicarbonato di sodio.
  5. Ho sciacquato i legni e li ho lasciati, per due volte, in acqua bollente (non della caldaia, ma acqua fatta bollire in un pentolone).
  6. Con uno spazzolino ho grattato via gli ultimi residui dalla superficie del legno.

Fatto questo, ho colto l’occasione del cambio d’acqua per inserire i ceppi in maniera carina ed ho riempito nuovamente l’acquario con acqua d’osmosi.

Una delle difficoltà da affrontare, non avendo comprato i legni in un negozio (mi sembra una pazzia pagare del legno 30€… è un hobby ma non va dimenticato il valore dei soldi!) è quello di fissare al fondo dell’acquario i legni che tendono a galleggiare. Anche qui, basta un po’ di fantasia. C’è chi consiglia l’uso del nylon, io ho provato a bloccare tutto sfruttando il peso delle pietre e l’ancoraggio delle piante…

Ho letto in giro che l’acqua potrebbe diventare giallastra per qualche settimana e che per combattere questo effetto si possono inserire dei carboni attivi. In ogni caso, tendendo a svanire, se non si ha fretta, si può lasciar fare al tempo.

Contestualmente al cambio d’acqua, ho versato 10ml di Nitrivec ed inserito 2 compresse di Flore Plus per le piantine.

Emanuele

Credono di non darci tregua ma siamo noi a non dar loro tregua!

Ci sono storie che non cambiano mai.

Sono le storie che hanno l’eterna lotta tra Bene e Male come fulcro.
C’è sempre una continua battaglia, tra le due entità che difficilmente riescono a vivere in pace.
Il Bene, perché “forse”, è troppo “buono”.
Il Male… perché beh, è la sua natura non scendere a compromessi.

Questa volta, questa storia, non tratta l’ultima avventura di Batman o del nostro supereroe preferito, parla però di alcune persone che io non so definire altro che Eroi, anche se non camminano con un mantello sulle spalle e non hanno pistole speciali nel taschino.

Alcuni giorni fa, il Male, che d’ora in poi possiamo chiamare anche Mafia, giusto per non nascondere nulla a nessuno e non far crescere i più piccoli pensando che certe brutture della società non esistano concretamente, ha rotto quell’equilibrio di “pace” che si sta tentando di costruire, da anni, in Contrada Micciulla.

Fondo Micciulla, per gli amici “Base Scout Volpe Astuta”, è un terreno confiscato alla Mafia nel 1981 grazie anche a Giovanni Falcone.
Nel 1997 fu affidato all’AGESCI per realizzare una base scout internazionale.

Negli anni, migliaia di scout provenienti da svariate parti d’Italia e d’Europa hanno dato il loro contributo per la realizzazione di questo grande Sogno.

Sono loro gli Eroi di cui parlavo prima.

Sono loro che, silenziosamente, spendono le loro giornate sia d’estate che d’inverno, sia col caldo che col freddo, per mettere una pietra, sistemare un mattone, rialzare un muro, pulire il terreno e… tappare i buchi.

Si, i buchi. Non quelli di simpatici animaletti che vivono sottoterra però. Buchi fatti da persone prepotenti. Da persone che, sebbene siano passati oltre 25 anni dalla confisca, non hanno ancora accettato l’idea di far sorgere qualcosa di bello e di importante in un quartiere disagiato come quello di Altarello.

L’ennesimo buco è arrivato in una parete della casa. Dove le porte blindate non bastano, dove le grate alle finestre non servono, ecco che per entrare, per disturbare, si creano buchi alle pareti.

In questi anni sono stati compiuti parecchi furti e vandalismi in questo modo.

Il 14 Agosto, mentre tutti ci preparavamo per il falò di ferragosto, per la pasta al forno e per la tendina da portare in spiaggia, si è compiuto l’ennesimo atto di prepotenza. L’ennesimo atto intimidatorio.

In queste settimane infatti, erano venuti parecchi gruppi scout da varie parti d’Italia per dare una mano. Erano state costruite alcune pareti interne, erano state imbiancate, finalmente dopo vari anni, alcune stanze che erano nere per gli incendi che, più volte, furono appiccati all’interno.

Non è stato rubato nulla. Sia perché c’è ben poco da rubare (ma in passato, per dar fastidio è stato fatto anche quello), sia perché, quello che questi prepotenti volevano mandare, era solo un segnale.

Lo stesso segnale che fu mandato per Pasquetta, quando entrarono nella casa per gettare le immondizie del loro pranzo.

Loro – secondo le loro menti contorte – sono ancora li dentro a comandare ed è questo che vogliono farci credere.

Hanno imbrattato le pareti imbiancate, riempiendole di scritte. Hanno distrutto alcune opere in costruzione.

Hanno vanificato il sudore di settimane di lavoro degli Eroi descritti sopra.

Contrada Micciulla è a 5 minuti di bicicletta da casa mia. Io la sento come una stanza di casa mia. Forse perché li ci son cresciuto, quando già a 14-15 anni andavo a scavare per liberare dai detriti e dalle macerie quella stupenda opera architettonica del XVI secolo sotto il livello del suolo che è la Camera dello Scirocco.

Struttura che i mafiosi non riconobbero e che usarono come grande cestino per i loro rifiuti.

Quel buco verrà tappato nuovamente, e silenziosamente si riprenderà a lavorare. Sarebbe bello vedere però, una maggiore solidarietà da parte dei cittadini che spesso leggono certe notizie e passano avanti, come si trattasse di qualcosa di distante.

La Mafia, oltre a distruggere ciò che viene costruito gratuitamente, impoverisce anche la nostra città.

La Base Scout Volpe Astuta è un progetto che negli anni vorrebbe diventare luogo d’incontro privilegiato per attività educative e di crescita dei giovani della nostra città, non sottovalutiamolo.

Siamo noi ad essere li dentro, non loro. Ditelo in giro, fateglielo sapere.

Emanuele

Thoughts, nuovo servizio di blogging.

Questo è l’ennesimo post sponsorizzato. Mi pagano una miseria ma non avendo un cavolo da fare in questi giorni, mi son detto che due parole potevo anche spenderle. 🙂

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Thoughts è un nuovo servizio di free blogging in linea con offerte più blasonate.

Avrete infatti la possibilità di aprire un blog pubblico o privato senza dovervi preoccupare di gestire la piattaforma di blogging o curarne l’utilizzo delle risorse (banda, processi…) e cose simili.

La piattaforma permette di caricare e gestire tramite comode librerie anche i propri video e le proprie foto.

Thoughts però, non si limita ad offrire semplici blog. E’ anche – come moda vuole – un piccolo social network. E’ infatti possibile navigare facilmente tra i blog degli iscritti al network per conoscere nuovi amici da aggiungere al proprio network personale.

Thoughts crea per ogni post un permalink molto più pulito ed indicizzabile di quelli creati da Splinder (che, a mio avviso, sta diventando una delle piattaforme più obsolete…) ma non sembra offrire la possibilità di ricevere trackback.

Personalmente non l’ho provato e non apprezzo particolarmente le piattaforme in cui non ho modo di gestire fino in fondo ogni singolo aspetto di ciò che tengo online (backup del database, modifica degli script, etc…), però per gli utenti meno avvezzi potrebbe risultare interessante.

In fondo, queste piattaforme, servono a salvare pensieri… 😉

Emanuele

Le radici stanno sotto, ma non significa che stiano ferme.

Per tutto il giorno ho atteso questa serata. Volevo godermi le stelle… volevo godermi un po’ di fresco su una sedia a sdraio e un po’ di musica alle orecchie.

E invece… stasera di stelle se ne vedevano ben poche.

Alla fine, ne ho fissata una. L’ho presa di mira e non volevo perderla… perché sono convinto che quando c’è poco, bisogna aggrapparsi a quel poco che si ha.

E’ stato un periodo ricco per me questo, non posso lamentarmi.

Mi sono presentato a 3 esami in 30 giorni (altro che Cepu! :-D) e li ho passati tutti e tre (dell’ultimo ve ne parlo a storia conclusa per scaramanzia…). Ho partecipato ad un campo di gruppo che definire spettacolare è riduttivo e adesso sto qualche giorno qui e poi si vola salpa per Milano…

Eppure, stasera, guardando quella stella, è scesa una lacrima.

Per certi versi però, anche quella è stata cercata. Forse perché mi mancava. Sono mesi che non ne cade una ed ho paura di dimenticare come si piange.

Può sembrare da pazzi… ma, a chi piange, dico sempre che le lacrime fan brillare gli occhi. E così, visto che c’erano poche stelle in cielo, volevo vedere qualche luccichio in più.

Ho notato una cosa stasera.

Sopra di me, c’era quella stella… che ho fissato così a lungo che i miei occhi avevano fatto scomparire tutto il resto.

Sotto di me, c’era la mia casa, la mia famiglia, i miei cari.

Al centro c’ero io, su quella terrazza e quella sedia a sdraio blu.

Eppure, sebbene quella stella sarà sempre li sopra, questa linea immaginaria, nella vita, non è detto che rimanga sempre così retta o in quest’ordine.

Le cose cambiano, i tempi cambiano, le vite cambiano.

Da qualche tempo a casa mia, si sente sempre più spesso il nome di una città che anche voi leggete più spesso…

E’ strano, ma è una cosa che, come tante altre, bisogna saper affrontare se diventasse realtà.

I motivi sono tanti… e considerato l’orario rimando certi discorsi ad altre occasioni… però suona strano dentro me.

E non è questa l’unica cosa a suonar strano dentro me. Da alcune settimane penso che è passato ormai un anno da un periodo che forse ricorderò a vita. E’ passato quasi un anno da uno dei post che più amo di questo blog. Era triste, ma credo di non aver mai più scritto con il cuore come quella volta.

E’ passato un anno anche dalla mia decisione di ritrovare la mia serenità. Non per egoismo ma per poterla donare a chi avrò accanto un giorno.

Mancava, ormai ero saturo di tanti discorsi, pensieri e paure. L’unica soluzione era trovare il coraggio dentro di me.

Quand’ero più piccolo ero abituato a credere che i periodi più difficili erano quelli in cui ci si ritrovava soli. Adesso sto imparando che possono esistere anche periodi positivi senza avere nessuno accanto.

Dodici mesi. Cavoli. Quando presi questa decisione, era ancora così annebbiata in me che non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato.

Sapevo solo che non dovevo cedere qualsiasi cosa mi si fosse presentata davanti… e così ho fatto.

Ho pianto spesso. Ho pianto quando ho perso persone importanti della mia vita. Sapevo però che se avessi ceduto avrei perso nuovamente.

E così… 2 lacrime, un abbraccio, e via. Si ripartiva.

E anche stasera è così, è un po’ “tempo di verifica” come mi avete visto far spesso in questi anni su queste pagine.

Da alcuni giorni credo che il 17 (che numero sfigato poi! :-P) vorrei istituire “la giornata dei single”, giusto per riderci su. Forse però esiste già… dovrei informarmi!

Quest’inverno ho aiutato un amico in crisi sentimentale a “pensar positivo”. Per aiutare me stesso invece ho sfruttato una canzone che apprezzo tanto di cui ho parlato un annetto fa.

L’oro si aspetta. E so che questa regola vale per tutti, me compreso.

Ci vorrà tanto tanto tempo immagino e così, continuo ad impegnarmi per crescere, per diventare un po’ migliore.

Sapete, un paio di mesi fa vi dicevo che da tempo mi chiedo quando sarebbe arrivato il periodo duro. Per certi versi io fin ora l’ho identificato proprio nel prossimo inverno.

Ed per questo che già da adesso cerco di muovermi con i piedi di piombo. Voglio preservare questa grinta per un periodo che mi fa un po’ paura.

Perché l’estate, col sole ed il mare, è facile trovare l’allegria… e siccome bisogna guardare sempre oltre l’orizzonte, è giusto iniziare a pensare – da brave formichine – al prossimo gradino.

Sento della musica in lontananza.

Chissà perché Dio abbia progettato questa serata così per me. Molto differente da quella dell’anno scorso, ma anche da quella degli ultimi anni.

Forse, addirittura, è il primo ferragosto a casa dopo taaaanti anni!

Chissà. Però mi sta piacendo. Mi son rilassato, ho avuto modo di pensare e di scrivere con calma.

Domani è un altro giorno, e state tranquilli che ripartirà con il sorriso.

Anzi… il sorriso c’è già adesso, e mi accompagnerà nei miei sogni. 🙂

“Sempre allegri bisogna stare” è diventato quasi un motto per me ormai!

Buona notte,

Emanuele

Una moglie per papà.

Stamattina a mare, mentre tentavo di distrarmi con le parole crociate, mi son messo ad osservare quanti papà si divertivano a curare le figlie o i figli in acqua.

Chi li faceva volare dalle proprie spalle, chi se li legava addosso per fargli fare un semplice giro, chi li aveva dotati di mini-gommone per bambini e li accompagnava come fossero dei piccoli Briatore…

Un mondo stupendo. Mi sarebbe piaciuto tantissimo avere una macchina fotografica per immortalare certe scene da cartolina…

E’ un mondo che forse sogno da troppo tempo per tanti e tanti motivi.

Stasera, su Canale 5, è andato in onda un film che non rivedevo da anni. “Una moglie per papà” con Whoopi Goldberg.

Il film, oltre ad affrontare in maniera non troppo pesante il razzismo degli anni ’50 verso i neri, regala tantissime scene di una dolcezza unica.

Se doveste averlo tra le vostre videocassette… mettetelo nel videoregistratore una di queste sere! 🙂

Io adesso vado a guardar le stelle… tra meno di 10 minuti migliaia di persone si riverseranno in acqua… 😀

Emanuele