Il tempo e la felicità.

Ho appena finito di leggere “Il tempo e la felicità” di Luciano De Crescenzo.

“La conoscenza dei propri difetti è il presupposto indispensabile per ogni guarigione”. Chi ritiene di stare sempre nel giusto non sarà mai in grado di correggersi.

Lucio Anneo Seneca citando Epicuro

De Crescenzo - Il tempo e la felicitàL’avevo trovato nella casa al mare, con un bel segnalibro dentro. Mi ha incuriosito… ho letto le prime pagine e non ho saputo più dire basta.

Un bel viaggio, molto scorrevole, tra pillole di saggezza del passato.

De Crescenzo sviluppa il tema riportando lo scambio epistolare tra Seneca e Lucilio.

E’ stato bello riprendere certi testi intravisti alle superiori durante le lezioni di Letteratura Latina e gli accenni ad antichi pensatori durante le ore di Filosofia.

Ancor più curioso è stato scoprire quanto attuali fossero certi temi sviluppati quasi duemila anni fa.

Si beve in poche ore, e non risulta per nulla pesante o noioso… se dovete scegliere un libro per gli ultimi giorni d’Agosto, tenetelo in considerazione. 🙂

Emanuele

I viaggi al contrario.

E’ strano quando i viaggi partono al contrario.

So già che il 3 Settembre, alle 17 e 10, sarò di ritorno da Milano. Ho già prenotato e pagato il biglietto.

Non so ancora quando partirò invece. Tra treno, nave, aereo e pattini a rotelle… stiamo cercando l’offerta migliore.

Ah, se gli scafisti non facessero solo la tratta Tunisi -> Pantelleria…! 😐

Emanuele

PS: che poi, in realtà, non sono per nulla economici loro…

Più duri del cemento.

Oggi pomeriggio sono andato alla Base Scout Volpe Astuta perché tra un paio di settimane inizia il Cantiere Nazionale R/S e come l’anno scorso farò parte del pattuglino che si occuperà della veglia/spettacolo di fine campo.

C’era li un clan, venuto da Cuneo Cesena, per prestare servizio alla base. Si sono occupati principalmente dell’interno.

Buco parete base scout Volpe Astuta - Palermo

Come vedete, il buco (bello grosso) è già stato chiuso con del cemento armato.

Purtroppo sono sicuro che non basterà. Oggi è toccato a quel metro quadro di parete, un altro giorno toccherà ad un altro metro quadro.

La vera forza della base però, non sono le pareti, la porta corazzata o il cancello da due tonnellate.

La vera forza sono tutti gli scout che continuano a crederci. Tutti coloro che vedono un buco semplicemente come del solletico sotto i piedi.

Sono loro i pilastri della base. E non credo si stancheranno tanto presto.

Emanuele

Morirò cantando Viva la Vida!

Da quando ho dato l’ultimo esame, la frase del titolo è fissa sul mio contatto msn.

Oggi, Viva la vida, è diventata la canzone più ascoltata sul mio iTunes… con 72 ascolti che equivalgono a quasi 5 ore di ripetizione delle stesse note. 😎

E quando durante la settantunesima volta, passa tua madre dicendo “che bella questa canzone…”, l’unica cosa che ti rimane da fare è alzare di un paio di tacche il volume e riprendere a sentirla ancora. 🙄

Questa canzone mi ha stregato. Tra l’altro, avete notato che nel testo non appare neanche una volta la frase “viva la vida”?! 🙂

Emanuele

PS: ah, oggi mi son tagliato i capelli, dopo appena 39 giorni… che ricrescita! 😐

Basta un soffio di vento.

Fiore di campo

La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull’acqua o per aria, ma io credo che il vero miracolo sia camminare sulla terra.
Tutti i giorni ci imbattiamo in miracoli che non riconosciamo come tali: un cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, gli occhi, neri e curiosi di un bambino… i nostri stessi occhi.

Thich Nhat Hanh – Miracle of Mindfulness

Emanuele

Come la salsa che scola da un panino.

Sono appena tornato da un giro in centro con tre amici, avevo passato tutta la settimana al villino al mare e questa serata ci voleva proprio.

Nel pomeriggio però, ho creato una cosa che desideravo da tempo.

The best of…“, è la raccolta dei post che più apprezzo di questo blog.

Sicuramente ne avrò dimenticati parecchi. E’ difficile ravanare tra oltre 1800 post. Sono andato a riprendere tutti quelli che ricordavo a memoria.

Girovagando indietro nel tempo, mi è venuto un magone enorme.

Fate un salto nel 2003. Girate un po’ tra quelle pagine…

Io ho notato una cosa che mi manca tantissimo.

La libertà, la serenità, la spensieratezza dei testi sul blog. Adesso, anche ciò che scrivo è molto più razionalizzato, più preciso.

Tutto è formattato per benino e l’ordine regna sovrano.

Ecco… mi è mancato un po’ il caos di quegli anni. Quando scrivevo sul blog senza pensare a chi/come/quando/dove/perché e se fosse giusto o meno.

Aprivo l’editor, sputavo fuori ciò che avevo dentro. Amen.

Uno sturm und drang in piena regola.

Tornerà quella leggerezza?

Emanuele

Acquario: inserimento legni e rocce.

Una delle cose che ancora mancava nel mio acquario, era qualche legno d’arredamento.

Vicino alla base del campo scout da cui sono tornato una settimana fa, scorreva un piccolo ruscello d’acqua dolce, così ho colto l’occasione per prendere una pietra (purtroppo non potevo sbizzarrirmi con la scelta, sia per mancanza di tempo, sia perché ho dovuto metterla nello zaino… :-|) ed un paio di ceppi di legno.

Mi ero già documentato circa l’inserimento di legni nell’acquario, ed ho proceduto con quest’ordine:

  1. Ho lasciato immersi in un secchio pieno d’acqua, per cinque giorni, i legni e la pietra.
  2. Ho tolto la corteccia del legno, che essendo “morbida”, col tempo si sarebbe distrutta dentro l’acquario.
  3. Ho effettuato alcuni cambi d’acqua, cercando di pulire nel migliore dei modi il legno e liberarlo da ogni residuo di terra.
  4. Ho messo nuovamente tutto a bagno aggiungendo del bicarbonato di sodio.
  5. Ho sciacquato i legni e li ho lasciati, per due volte, in acqua bollente (non della caldaia, ma acqua fatta bollire in un pentolone).
  6. Con uno spazzolino ho grattato via gli ultimi residui dalla superficie del legno.

Fatto questo, ho colto l’occasione del cambio d’acqua per inserire i ceppi in maniera carina ed ho riempito nuovamente l’acquario con acqua d’osmosi.

Una delle difficoltà da affrontare, non avendo comprato i legni in un negozio (mi sembra una pazzia pagare del legno 30€… è un hobby ma non va dimenticato il valore dei soldi!) è quello di fissare al fondo dell’acquario i legni che tendono a galleggiare. Anche qui, basta un po’ di fantasia. C’è chi consiglia l’uso del nylon, io ho provato a bloccare tutto sfruttando il peso delle pietre e l’ancoraggio delle piante…

Ho letto in giro che l’acqua potrebbe diventare giallastra per qualche settimana e che per combattere questo effetto si possono inserire dei carboni attivi. In ogni caso, tendendo a svanire, se non si ha fretta, si può lasciar fare al tempo.

Contestualmente al cambio d’acqua, ho versato 10ml di Nitrivec ed inserito 2 compresse di Flore Plus per le piantine.

Emanuele