Le radici stanno sotto, ma non significa che stiano ferme.

Per tutto il giorno ho atteso questa serata. Volevo godermi le stelle… volevo godermi un po’ di fresco su una sedia a sdraio e un po’ di musica alle orecchie.

E invece… stasera di stelle se ne vedevano ben poche.

Alla fine, ne ho fissata una. L’ho presa di mira e non volevo perderla… perché sono convinto che quando c’è poco, bisogna aggrapparsi a quel poco che si ha.

E’ stato un periodo ricco per me questo, non posso lamentarmi.

Mi sono presentato a 3 esami in 30 giorni (altro che Cepu! :-D) e li ho passati tutti e tre (dell’ultimo ve ne parlo a storia conclusa per scaramanzia…). Ho partecipato ad un campo di gruppo che definire spettacolare è riduttivo e adesso sto qualche giorno qui e poi si vola salpa per Milano…

Eppure, stasera, guardando quella stella, è scesa una lacrima.

Per certi versi però, anche quella è stata cercata. Forse perché mi mancava. Sono mesi che non ne cade una ed ho paura di dimenticare come si piange.

Può sembrare da pazzi… ma, a chi piange, dico sempre che le lacrime fan brillare gli occhi. E così, visto che c’erano poche stelle in cielo, volevo vedere qualche luccichio in più.

Ho notato una cosa stasera.

Sopra di me, c’era quella stella… che ho fissato così a lungo che i miei occhi avevano fatto scomparire tutto il resto.

Sotto di me, c’era la mia casa, la mia famiglia, i miei cari.

Al centro c’ero io, su quella terrazza e quella sedia a sdraio blu.

Eppure, sebbene quella stella sarà sempre li sopra, questa linea immaginaria, nella vita, non è detto che rimanga sempre così retta o in quest’ordine.

Le cose cambiano, i tempi cambiano, le vite cambiano.

Da qualche tempo a casa mia, si sente sempre più spesso il nome di una città che anche voi leggete più spesso…

E’ strano, ma è una cosa che, come tante altre, bisogna saper affrontare se diventasse realtà.

I motivi sono tanti… e considerato l’orario rimando certi discorsi ad altre occasioni… però suona strano dentro me.

E non è questa l’unica cosa a suonar strano dentro me. Da alcune settimane penso che è passato ormai un anno da un periodo che forse ricorderò a vita. E’ passato quasi un anno da uno dei post che più amo di questo blog. Era triste, ma credo di non aver mai più scritto con il cuore come quella volta.

E’ passato un anno anche dalla mia decisione di ritrovare la mia serenità. Non per egoismo ma per poterla donare a chi avrò accanto un giorno.

Mancava, ormai ero saturo di tanti discorsi, pensieri e paure. L’unica soluzione era trovare il coraggio dentro di me.

Quand’ero più piccolo ero abituato a credere che i periodi più difficili erano quelli in cui ci si ritrovava soli. Adesso sto imparando che possono esistere anche periodi positivi senza avere nessuno accanto.

Dodici mesi. Cavoli. Quando presi questa decisione, era ancora così annebbiata in me che non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato.

Sapevo solo che non dovevo cedere qualsiasi cosa mi si fosse presentata davanti… e così ho fatto.

Ho pianto spesso. Ho pianto quando ho perso persone importanti della mia vita. Sapevo però che se avessi ceduto avrei perso nuovamente.

E così… 2 lacrime, un abbraccio, e via. Si ripartiva.

E anche stasera è così, è un po’ “tempo di verifica” come mi avete visto far spesso in questi anni su queste pagine.

Da alcuni giorni credo che il 17 (che numero sfigato poi! :-P) vorrei istituire “la giornata dei single”, giusto per riderci su. Forse però esiste già… dovrei informarmi!

Quest’inverno ho aiutato un amico in crisi sentimentale a “pensar positivo”. Per aiutare me stesso invece ho sfruttato una canzone che apprezzo tanto di cui ho parlato un annetto fa.

L’oro si aspetta. E so che questa regola vale per tutti, me compreso.

Ci vorrà tanto tanto tempo immagino e così, continuo ad impegnarmi per crescere, per diventare un po’ migliore.

Sapete, un paio di mesi fa vi dicevo che da tempo mi chiedo quando sarebbe arrivato il periodo duro. Per certi versi io fin ora l’ho identificato proprio nel prossimo inverno.

Ed per questo che già da adesso cerco di muovermi con i piedi di piombo. Voglio preservare questa grinta per un periodo che mi fa un po’ paura.

Perché l’estate, col sole ed il mare, è facile trovare l’allegria… e siccome bisogna guardare sempre oltre l’orizzonte, è giusto iniziare a pensare – da brave formichine – al prossimo gradino.

Sento della musica in lontananza.

Chissà perché Dio abbia progettato questa serata così per me. Molto differente da quella dell’anno scorso, ma anche da quella degli ultimi anni.

Forse, addirittura, è il primo ferragosto a casa dopo taaaanti anni!

Chissà. Però mi sta piacendo. Mi son rilassato, ho avuto modo di pensare e di scrivere con calma.

Domani è un altro giorno, e state tranquilli che ripartirà con il sorriso.

Anzi… il sorriso c’è già adesso, e mi accompagnerà nei miei sogni. 🙂

“Sempre allegri bisogna stare” è diventato quasi un motto per me ormai!

Buona notte,

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

  1. L’oro si aspetta.

    E’ vero.
    Quante volte però, m’è capitato di volerlo stringere subito quell’oro…
    Che strani momenti…

    Un Abbraccio
    😉

  2. Ci vuole coraggio nella vita. E non posso insegnare ai ragazzi del mio gruppo scout di portare avanti con coraggio ed impegno le loro scelte nella vita se non sono il primo a saperlo fare.
    Il capo è testimone della propria vita, non è un insegnante di scuola che descrive asetticamente dei fatti.
    Non ho fretta di stringere quell’oro, però credo in Dio ed ho fiducia che prima o poi arriverà. E voglio che arrivi proprio da dove non lo aspetto e quando non lo aspetto… perché non c’è cosa più bella di una sorpresa come quando si era piccoli.
    E non mi abbatterò più… perché, lo ripeto da mesi, io voglio vincere! 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  3. Pingback: Mi piacerebbe essere uno di quei primi giorni estivi pieni di colore. - …time is what you make of it…

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