Realtà distorte per un solo fine.

[…] Sono razzisti, come tutti. Hanno lo stesso risentimento razzista che oggi sta venendo fuori nei confronti del mondo arabo anche qui in Italia. “Puzzano d’aglio, non si lavano…”. Sai, i discorsi che creano l’immagine di un popolo, di una civiltà, e che poi giustificano l’uso della violenza. Ricordati quello che ti dico: il primo passo di ogni guerra è la disumanizzazione del nemico. Il nemico non è un uomo come te, quindi non ha gli stessi diritti.

Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio

I cinesi la pensavano così dei tibetani.
I tedeschi la pensarono così degli ebrei.
Gli americani la pensavano così dei vietnamiti.

Noi ci aggiungeremo alla lista? Guardate i grafici…

Emanuele

PS: e mi torna in mente questo e questo

Doomsday.

E ora che ho visto l’ultima puntata dell’ottava serie di Smallville che faccio? 😮

Superman tornerà a Settembre… sigh!

Stasera a casa, relax. Ho aiutato mio fratello che (wow!) ha deciso di passare a Ubuntu dopo averne visto gli effetti grafici sul mio pc. Userà Windows (XP ovviamente!) solo quando deve lavorare con la grafica (Maya, Autocad, Photoshop) per l’università.

Mi brucia la gola ma… a voi che può importare?! 😐

Emanuele

In realtà cambieranno un po’ di cose.

Socchiudete gli occhi, ascoltate Satisfied Mind e lasciatevi cullare.

Money can’t buy back, all your youth when you’r old,
a friend when you’r lonley, or peace to your soul…

Jeff Buckley – Satisfied mind

Tanti, tanti pensieri stanno accompagnando queste giornate.

Innanzitutto ho notato che è passato un anno da quando scrissi il mio decalogo, quelle semplici regole che fan parte di me, ed è bello perché hanno caratterizzato fino nel profondo ciò che sono adesso.

In questi giorni mi sembra di vivere però in un’altra dimensione.

Sono uscito spesso in jeans e camicia. Gli amici li ho visti solo una volta ma – in compenso – sono andato all’assicurazione, in banca, a far la spesa e mi sono occupato di tante altre cose. No che non fossero cose che non facessi già prima però questi in giorni hanno avuto dentro me un senso diverso.

C’è aria di maggiori responsabilità in giro. Non sento di voler scappare, ho sempre voluto affrontare tutto nella vita, bello o brutto devo vincere io, però… suona strano.

I medici dicono che la terapia sta lentamente dando i suoi frutti, però stanno iniziando a prospettarci un futuro un tantino diverso da quello che fino a 15 giorni fa potevo immaginare.

Tante cose cambieranno per noi, ma anche per lui… e forse è proprio lui quello che dovrà iniziare ad accettarle.

Stasera sono andato a trovarlo per cena. Secondo me dentro, per la prima volta, sta combattendo miliardi di paure insieme.

E’ vero, sembra stia volgendo tutto per il verso giusto e lui continua a progettare questo e quello come se dovesse uscire domani, ma ogni tanto mi guarda ed ho come l’impressione che immagini che io sappia cose che lui non sa. Mi terrorizza questa sensazione.

Vorrei quasi vedere ripartire i miei fratelli, per regalargli quella serenità che dentro probabilmente mancherà ogni giorno che passa su quel letto in quella stanza a tre letti, con quei medici ed infermieri che lui chiama “i miei angeli”. “Guarda, puoi premere questo pulsante 100 volte e loro vengono 100 volte sempre pronti ad aiutarmi…”.

Sono sempre stato convinto che Dio regali le croci in proporzione alla capacità di sorreggerle di ognuno di noi. Mio padre è un uomo forte, di questo ne sono certo.

Non bisogna fasciarsi la testa prima del dovuto, così non voglio preoccuparmi di come saranno le cose… credo che, semplicemente, sarà necessario fare l’abitudine con una nuova realtà mai provata prima. Tutto qui.

Intanto, parafrasando questa canzone spettacolare di Jeff Buckley, voglio che ogni sera possa andare a letto con la mente soddisfatta. Soddisfatta dall’aver compiuto tutto ciò che era necessario fare.

Il diventare “adulti” passa anche da qui.

Emanuele

WebPerTe… ma perché?!

Mi trovavo bene con WebPerTe. Avevo addirittura iniziato la procedura di rinnovo 10 mesi prima della scadenza del contratto. Tutto funzionava come desideravo… fino al primo d’Aprile.

Quel maledetto pesce lo scherzo l’ha fatto a me. S’è vestito da hosting provider ed ha iniziato a prendermi in giro. Si… perché è stata una presa in giro quasi.

In un giorno migliaia e migliaia di connessioni tramite le ricerche di Google misero k.o. il server, come già successo in passato.

Mi misi, così, in contatto (soprattutto telefonicamente) con il supporto di WebPerTe per cercare la soluzione del problema.

Inizialmente pensai potesse dipendere da Wp-SuperCache che non avevo riattivato dopo il cambio di template, però, dopo pochi minuti il problema si ripresentava.

Le connessioni venivano segnate da Apache con il flag “W – Sending reply“. Tutte le connessioni. Sembrava quasi che stessi facendo streaming di non so che.

Iniziai ad ipotizzare qualsiasi cosa e dopo aver chiesto consigli in giro, mi preoccupai di affrontare radicalmente il problema rasando WordPress a zero, reinstallandolo, ripulendo tabelle, disinstallando plugin ed eliminando record inutili. Per maggiore pulizia, volevo effettuare l’importazione tramite XML ma WordPress con archivi così lunghi mostrò problemi (riusciva ad importarmi solamente i primi 3 anni…).

I problemi però continuavano e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Da settimane mi sento dire “ma perché hai lasciato WebPerTe? Ancora non l’hai raccontato…”. E’ vero, non l’ho raccontato semplicemente  perché volevo vedere come evolveva la situazione e qualche giorno fa ho ricevuto l’ultima sorpresa che mi ha spinto finalmente a sputar tutto su questo blog.

Da quando sono tornato su HostingZoom mi chiedo perché in Italia non abbia ancora trovato servizi paragonabili a questo. In America c’è più mercato e più concorrenza? Non credo sia solo questo.

WebPerTe offre l’uptime garantito ma sono solo chiacchiere perché poi non te lo rimborsa se dovesse mancare la promessa (ho chiesto informazioni tramite ticket in passato). HostingZoom se supera un tot di ore di downtime mi rimborsa addirittura un mese intero.

Comunque sia, sarei rimasto volentieri su WebPerTe se avessero voluto preoccuparsi del mio problema. Come vedete da quando ho trasferito il blog i problemi sono scomparsi. Eppure dopo il trasferimento non ho più toccato nulla. Nessuna modifica al database, nessun plugin rimosso o script modificato. WebPerTe non mi reggeva, HostingZoom, a parità di richieste di risorse, lo fa (e non si lamenta).

In realtà qualche vocina della blogosfera mi ha raccontato che stanno cercando di far cassa. Invitano gli utenti a passare a piani di hosting superiori e la stessa proposta, in effetti, è stata fatta anche a me più volte (non solo in quest’ultima occasione).

Non han tempo da dedicare ai servizi di hosting da 30€? E’ deludente questa politica perché in fin dei conti il prezzo non lo sceglie il cliente ma viene proposto da loro. E loro con 30€ promettono di tenerti il sito online. Non ti dicono “hai questa CPU, non devi avere più di tot connessioni aperte” e cose di questo genere. Son fatti loro questi, no?

Ho provato ad essere più che paziente con loro. Durante quei giorni di downtime ho perso più volte persino l’accesso via FTP: dovevo chiamarli per riacquistare l’accesso verso i miei dati! Inammissibile, indescrivibile. Bloccami l’HTTP così eviti il carico verso il server ma non inibire mai il recupero dei miei file.

Ho spiegato che ero dispiaciuto e che a quel punto annullavo l’ordine di rinnovo… ma sembra che, nonostante la crisi, 30€ valgano poco per loro. Non hanno battuto ciglio. Beati loro direi.

Inutile affondare il coltello dicendovi che per telefono ogni tanto mi son sentito trattato con poca attenzione o come un cliente di serie B. Sentire che squilla un altro telefono, dare la possibilità al tecnico di rispondere e sentirsi dire “può richiamarmi dopo? Per ora devo risolvere un altro problema” mentre hai il sito down da due giorni non è molto carino.

Comunque, come vi dicevo all’inizio, l’altro ieri ho ricevuto l’ultima amara vicenda di questo capitolo.

Una e-mail mi comunicava testuali parole:

Gentile Sig. Emanuele *****,

la sua sottoscrizione dreamsworld.it è stata cancellata.

Cancellata?!? Ma come diamine vi siete permessi?!

Ho pagato l’hosting fino al 16 Gennaio 2010! Va bene che non lo uso più! Va bene che ho spostato i record DNS su HostingZoom…ma chi vi autorizza a eliminare tutti i miei dati?

Chi vi dice che non stessi più usando quello spazio come appoggio per altro? O come semplice spazio di backup? O… *saranno-fattacci-miei-non-lo-uso-ma-lo-guardo*?

Ho aperto un ticket paventando una possibile azione legale. Mi è stato risposto che un problema di Parallels (il software che gli gestisce tutto quanto) ha causato questo errore (chiamalo errore, fortuna che ormai avevo salvato tutto…) e, molto velocemente mi han proposto il rimborso totale di quanto pagato per l’anno in corso. Ho accettato senza affondare il dito nella piaga ma, a volerla dir tutta, quando trasferii il blog per il downtime chiesi un rimborso (erano loro a non reggermi!) ma mi fu detto che non avevano possibilità di emettere bonifici in uscita. Sapevo che era una cavolata e questa ne è stata la conferma.

C’è la crisi ma se questo è l’amore verso il cliente sembra quasi che certe aziende si meritino di soffrirla un po’! Non credete?

Emanuele

Acquario, pianoforte, letto, università…

Questi giorni sono volati, oggi però sono tornato all’università. E’ stato strano perché ero reduce dalla prima notte nel mio letto dopo 3 giorni e così non ero totalmente sveglio a lezione.

Comunque… mio padre sta meglio, tanto che i medici non han permesso che rimanesse qualcuno per la notte (non so se sia legato alla morte di quell’uomo la sera prima).

Oggi pomeriggio ho cambiato l’acqua all’acquario e ho come l’impressione che uno dei due pesciolini non ci sia più. 😐 Lo cercherò più attentamente… il problema è che essendo microscopici ed identici, o li vedo insieme oppure potrei anche scambiare benissimo uno per l’altro.

Intanto adesso c’è il pianoforte che suona, credo Bach. Mio fratello si è seduto li da una mezz’oretta ed è bello perché significa che pian piano sta tornando la serenità un po’ a tutti. In questi giorni non l’aveva mai neanche degnato di uno sguardo…

In questi giorni non sapete quanto stia desiderando rivedere mio padre a casa, è strano pranzare senza lui visto che ormai vivevamo in tre e molto spesso pranzavo solo con lui e, riflettendo con mia sorella, ci siamo accorti che questa è la prima volta che lo vediamo ricoverato da quando eravamo piccoli. Ha la pellaccia dura probabilmente! 🙂

Stasera avrei una riunione scout ma ho deciso di saltarla per non far tardi. Devo dormire, starmene un po’ sereno o non riprendo i ritmi… 🙂

Emanuele

Ah, ma forse, anche lui…

Ci sono giorni in cui ti torna in mente: “Ah, ma forse anche lui si riavviava…”.

Uptime Mac OS X - 42 giorni

Ecco, non capitava da 42 giorni, eppure l’ho usato per fare di tutto e di più, l’ho portato in giro, l’ho strapazzato. C’ho visto film, programmato, navigato, installato e disinstallato applicazioni, ascoltato musica, scaricato, chattato e chi più ne ha più ne metta.

E’ uscito OS X 10.5.7, altrimenti chissà a quanto arrivavo.

Credo proprio che in futuro metteranno un post-it sul display dei Mac con scritto “è inarrestabile ma non temete: è sempre possibile spegnerlo!”. 🙂

Emanuele

PS: interessanti le statistiche della scheda di rete. In 42 giorni ho inviato 89GB di dati e ricevuto 63,4GB.