Ehy, what a beautiful mess this is!

Serata silenziosa questa. In linea di massima in questi giorni si vive secondo i ritmi del mio papà (è più bello scriverlo così :-)). Facciamo a turno per non lasciarlo mai solo, anche perché ha bisogno di noi praticamente per tutto.

La vita è una ruota, l’ho sempre pensato… e in questi giorni scherzavo con lui e con mia madre proprio su questo. Da piccoli erano loro a portarci l’acqua a letto mentre adesso capita il contrario.

Piccole cose che ti fanno apprezzare ciò che hai: la giovinezza.

Vivo di corsa e in questo periodo ho praticamente azzerato tutto tranne l’università… anche se non sto studiando come vorrei (e come dovrei!) e spero di cambiare presto almeno questo.

Intanto oltre ad aver abbandonato la palestra ho anche dato un bel taglio agli scout. Cerco di dare il mio contributo quando posso ma… è strano vedermi più distante. Mi sento come in un ciclone che si è appena calmato e ancora devo ritrovare la bussola e la direzione di casa. Partecipare alle attività organizzate per i ragazzi è sempre subordinato all’organizzazione di casa e adesso lo sto notando ancora più di prima.

E vabbè. Dio regala questi momenti per far crescere, per far scoprire cose nuove. Bisogna vedere sempre tutto così nella vita.

Intanto stasera volevo vedermi un film ma s’è fatto tardi e non mi sembra il caso d’andar a letto all’una.

Sono stato a guardare i pesciolini nuotare per una decina di minuti ma poi, non potendoci entrare anch’io, mi è passata un po’ la voglia.

Volevo leggere ma il libro che stavo leggendo (La fine è il mio inizio di Terzani) non lo trovo da tre settimane. Quando mi sono accorto di non trovarlo (la sera in cui feci la prima notte a mio padre in ospedale) ho pensato dovesse essere un segno (evvai con la scaramanzia) però non mi piace credere a queste cose (sebbene mi facciano sognare) ed ho provato più volte a cercarlo. Chissà dove sia finito! Si, in bagno non c’è… ho già controllato…

Intanto adesso sto scambiando due parole – distanticon mia sorella via MSN e ascolto “A beautiful mess” di Jason Mraz (video), una canzone scoperta stasera che ha tanto il sapore di questo silenzio.

La storia descritta c’entra poco… però “what a beautiful mess” (letteralmente “che bel casino”) descrive bene questi giorni in cui c’è tanta confusione ma c’è ancora tanta allegria che riesco a donare a chi ho accanto.

Probabilmente questo è il dono più bello che potessi ricevere in questo periodo. L’allegria, la voglia di ridere e far ridere è più prepotente del maremoto di queste settimane! 🙂

Adesso mi rilasso un altro po’ e poi chiudo gli occhi per la novemilacinquecentosettattantaseiesima notte della mia vita. 🙂

Emanuele

Il significato di Viva la vida dei Coldplay.

Coldplay - Viva la vida - coverViva la vida è la mia canzone preferita. Ad oggi su iTunes l’ho ascoltata oltre 260 volte che equivalgono a circa 18 ore di bombardamento. Valori impressionanti per una canzone, eppure fin da quando l’ho conosciuta, non ho mai apprezzato fino in fondo il suo significato. Mi piacciono le voci, il ritmo, gli archi: è così allegra, euforica e felice che il suo testo è passato in secondo piano. Solitamente succede sempre il contrario…

Tra le particolarità di “Viva la vida”, la prima che salta all’occhio quando si inizia ad analizzare il testo è che proprio “viva la vida” non appare mai durante l’intero brano rimanendo a far da titolo ad un pezzo così particolare che nel tempo ha collezionato varie teorie sul suo significato.

Esistono varie interpretazioni perché la storia descritta è quella di un uomo, possibilmente un re, che prima possedeva ricchezza, fama, gloria e potere e il giorno dopo si è ritrovato solo, povero, costretto a vivere “nascosto” dal resto del mondo, consapevole dello sfarzo e degli errori fatti in precedenza ma capace di capire che “morto un re se ne fa un altro” e che la vita, in ogni caso, continua ad andare avanti.

Per questo motivo il popolo di fan dei Coldplay si è scatenato alla ricerca della soluzione e sembra che il gruppo stesso non abbia voglia di smontare questo alone di mistero. Di Violet Hill, Chris Martin (il leader del gruppo) ha dichiarato ad esempio che è possibile leggerne vari significati.

Frida Kahlo - Viva la vidaAnalizzando meglio il testo però, si intravedono delle parole chiave che potrebbero aiutare nell’identificazione di questo particolare personaggio.

Concentriamoci innanzitutto sul titolo.

“Viva la vida” fa da titolo sia alla canzone che all’album e, secondo quanto dichiarato da Chris, la scelta di questa frase è dovuta ad un quadro realizzato dalla pittrice messicana Frida Kahlo otto giorni prima di morire.

Come sappiamo lei è passata attraverso tanta di quella merda (era affetta da poliomelite e spina bifida, soffriva di dolori cronici e in seguito ad un incidente dovette sottoporsi a 32 interventi) eppure dopo tutto ciò ha voluto realizzare un grande quadro in cui si leggeva, appunto, Viva la vida. Ho amato il coraggio di questo gesto. So che a molti verrà in mente la canzone di Ricky Martin, che rispetto come artista, ma vi assicuro che non c’entra nulla.

Nell’ispirazione della canzone, c’è dunque, un chiaro riferimento ad un cambiamento reale di una persona realmente esistita oltre alla capacità di sorridere nonostante le difficoltà.

Tutto potrebbe semplicemente fermarsi qui… ma non sembra abbastanza. Chris Martin ha dichiarato d’aver letto molte novelle di Charles Dickens durante la stesura dell’album e, come sappiamo, la storia di questo scrittore inglese del 1800 non è delle più felici. A dieci anni infatti, nonostante vivesse in una agiata famiglia londinese, il padre fu arrestato per debiti e così, il piccolo Charles a 12 anni si ritrovò a lavorare per dieci ore al giorno in una fabbrica che realizzava lucido per scarpe e per guadagnare qualche soldo extra iniziò anche a spacciare oppio.

“Chi è quel re?!” è la domanda che ci poniamo un po’ tutti e di cui Chris avrà una valida risposta avendo ricevuto un riconoscimento nella British undergraduate degree classification in Ancient World Studies (studi sul mondo antico) durante i suoi studi presso l’University College di Londra (UCL).

Coldplay - Viva la vida - cover albumUn ulteriore indizio potrebbe arrivare dalla copertina del brano ed anche dal video della canzone che ritrae il gruppo imprigionato all’interno del dipinto di Eugène Delacroix “La Libertà che guida il popolo”. L’opera è espressione di quel desiderio di uguaglianza tra le diverse classi sociali che imperversava in quel periodo storico. Volendo approfondire, arrivano subito davanti agli occhi due grandi personaggi della storia francese di quel periodo: Carlo X (cui è direttamente ispirato il quadro) e Napoleone Bonaparte.

Entrambi videro il loro impero cadere e furono costretti ad abdicare.

Io dominavo il mondo. Le maree si alzavano quando lo ordinavo.
Adesso al mattino spazzo da solo, spazzo le strade che una volta possedevo.
Io tiravo i dadi, vedevo la paura negli occhi dei miei nemici…

L’incipit della canzone potrebbe aver trovato dunque il suo padrone.

Purtroppo per noi… la ricerca della chiave di volta non termina qui. Continuando a leggere il testo, infatti, si legge:

[…] sento le campane di Gerusalemme suonare i cori della cavalleria romana.

Napoleone o Carlo X hanno ben poco a che fare con Gerusalemme. Entrambi infatti si preoccuparono di espandere il loro dominio all’interno dell’Europa, arrivando fino in Prussia (che Napoleone sconfisse il 14 Ottobre 1806 durante la battaglia di Jena).

A questo punto c’è da cercare un nuovo Re (è proprio vero che “morto un re se ne fa un altro”… ;-)) e ovviamente bisogna iniziare a risalire al tempo dell’impero romano.

Andando avanti col testo si legge:

[…] Per alcune ragioni che non posso spiegare, io so che San Pietro non pronuncerà il mio nome…

Che c’entra San Pietro? Chi è questo Re che può riferirsi a San Pietro, che lo conosce, che lo reputa motivo di disperazione e che sa in anticipo come si comporterà?

Si potrebbe pensare a qualche imperatore romano non ben definito ma un paio di dichiarazioni di Chris Martin potrebbero dare una una nuova chiave di volta all’intera canzone.

In una intervista al Rolling Stone magazine, Martin, parlando della sua visione della religione ha detto: “Credo in Dio. Come puoi guardare qualsiasi cosa e non essere sopraffatto dal meraviglioso miracolo che porta con se?” e in una intervista fatta dal magazine NME ha dichiarato “Sto sempre cercando di trovare cosa “Lui” o “Lei” sia”.

Potrebbe esser dunque Cristo il Re di cui parla la canzone?

In effetti, rileggendo il testo in chiave cattolica, tante frasi riescono ad avere un senso. Innanzitutto Gerusalemme torna ad avere un significato storico valido, inoltre “il vecchio re è morto, lunga vita al re” e il senso di cambiamento e novità possono significare tutto ciò che la venuta di Cristo comportò nella storia dell’uomo.

Siate il mio specchio, la mia spada e scudo,
i miei missionari in un territorio straniero,
per alcune ragioni che non so spiegare.
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai,
ma quello era quando dominavo il mondo.
(ohh)

In questo pezzo si rivede il mandato che Cristo diede ai suoi discepoli: “Andate e predicate il vangelo” e la frase successiva può esser letta, invece, come la differenza che la sua venuta comportò: “Io sono la via, la verità e la vita” e dunque tutto ciò che esisteva prima era falsità e disonestà. L’ultima frase invece può esser segno della fine che fece. Cristo morì infatti in croce, trattato come il peggiore dei ladri.

E San Pietro? Beh… “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. Ecco dunque perché San Pietro non pronuncerà il suo nome.

Coldplay - Viva la vida - cover 02

Cristo, insomma, potrebbe essere il Re di cui Viva la vida parla e ciò che portò dopo il suo declino nella vita terrena, dopo che ciò che aveva predicato e costruito fu distrutto, è il regno che tutti noi conosciamo e che si sposa benissimo con la frase:

[…] People couldn’t believe what I’d became…

“Le gente non credeva a ciò che ero diventato”. Chi se non Lui può pronunciare una frase simile?

Insomma, tra tutte le congetture lette tra forum, blog e giornali, questa cattolica sembra essere quella che alla fine regge meglio. In realtà anche questa rimane pur sempre una supposizione (molto diffusa nei forum americani in cui si parla di Viva la vida) ma, alla fine, nessuno sa trovare la vera soluzione.

Probabilmente ai Coldplay sta bene così… anche se sarebbe bello conoscere la fonte di ispirazione reale di questo capolavoro. Se nel 2008 “Viva la vida or death and all his friends” è stato l’album più venduto al mondo e “Viva la vida” è stata eletta come “miglior singolo” ai Grammy 2009, una bella storia dietro dovrà  pur esserci. 🙂

Emanuele

Fiat Panda Panda Natural Power.

Ieri è passato un mese da quando è arrivata la nuova Panda Panda e in 30 giorni abbiamo percorso oltre 1000km (siamo già sui 1200…), così è anche ora di stilare un po’ un resoconto delle impressioni d’uso.

PRO:

  • Fiat Panda Panda Natural Power - schema impianto metanoNecessario iniziare dai consumi. La Panda Panda Natural Power a metano è spettacolare. Per percorrere 1000km ho speso 37,83€ (ho creato un bellissimo file con le informazioni dettagliate per ogni rifornimento). Con la 500 Sporting (motore 1100cc e non 1200cc, senza tanta elettronica e 300kg più leggera) considerato un consumo medio di 14km/l (quando mi andava bene!) avrei speso 90€. Un risparmio del 58% che si traduce in 52€ in meno in un mese che moltiplicati per 12 sono un bel po’ di soldini in più in tasca durante l’anno! :joy:
    Il mese prossimo proverò a fare un confronto con la Vespa perché ho come l’impressione che possano giocarsela… 🙄
  • “Il pieno per favore”. Continuando con lo stesso argomento, non è descrivibile il piacere che si prova nel poter fare il pieno spendendo sempre pochissimo. La volta in cui avevo le bombole più scariche ho speso 8,63€. E’ indescrivibile il momento in cui dai 10€ al benzinaio e aspetti il resto. Ah, con un pieno si percorrono circa 240km. Io mediamente ho fatto un pieno ogni 181km, ma alcune volte non era necessario (tanto che per fare il pieno ho speso 5,10€). Spettacolare.
  • Rimanendo in ambito motoristico, ottimo è anche l’impianto frenante. Fornito di serie di ABS ed EBD sembra persino più deciso di quello della Punto. Le gomme di larghezza degna (175/65 raggio 14 nell’allestimento Climbing) aiutano.
  • Motore silenzioso. Non so se sia merito del metano o meno ma anche in autostrada si può parlare tranquillamente. Intorno ai 130km/h il motore sta sui 4000gpm ma dentro sembra di non star andando tanto forte.
  • “Il metano ti da una mano”. E’ proprio vero! Con la Panda Panda Natural Power non esistono limiti di spazio e di tempo. A differenza delle auto a GPL infatti, è possibile parcheggiare ovunque, come tutte le altre auto benzina o diesel. Non vi sono divieti per i parcheggi sotterranei, i garage e cose di questo tipo. Il metano è più leggero dell’aria e sale, così in caso di perdita (ma tecnicamente è più facile che inizi a perdere l’impianto a benzina di un’auto qualsiasi) nessuno può rimanere soffocato. Inoltre grazie alla sua grande pulizia, non è sottoposto ai limiti imposti dalle norme anti-inquinamento. Scordatevi le targhe pari e quelle dispari, i giorni feriali o quelli festivi, gli orari e così via… la accendete e camminate! 🙂
  • Aria condizionata incredibile. Lo dico perché vengo da una brutta esperienza con una Fiat Punto che per raffreddare sembra abbia bisogno di un pacco di Polaretti Dolphin nel motore. Abbiamo fatto ricaricare l’impianto ma la situazione è migliorata ma non del tutto. Nella Panda Panda (vuoi anche grazie all’abitacolo più piccolo) il climatizzatore con velocità 2 è più che sufficiente (l’aria esce ghiacciata e mi è pure venuto il mal di gola) e le ventole non danno fastidio. Messo al massimo consiglio l’uso di un passamontagna! :timid:
  • Servosterzo “dualdrive” con tasto City… per fare guidare i dodicenni. Sisi… l’abbiamo anche sulla Punto e qui ho imparato ad apprezzarlo. Il volante sembra un giocattolo da tenere in mano. Durante i parcheggi si può far manovra persino col mignolo mentre con le altre dita si legge il giornale (no, non l’ho fatto, tranquilli… :-)).
  • La posizione di guida è ottima. L’altezza dell’auto unita alla configurazione da “monovolume” del cambio (che parte dalla plancia e non da terra) risulta ottima in città. Tenere la mano sul cambio diventa una brutta abitudine molto presto… 😉
  • Cassetto sotto al sedile… utile scoperta! Non è ben sponsorizzato e se non fosse che amo spulciare i libretti di istruzione, non me ne sarei mai accorto. Comodo se si vuol lasciare qualcosa distante da occhi indiscreti. Il cassetto davanti al passeggero è comunque così profondo (persino più grande di quello della Punto) che per scherzo ho detto a mia sorella che in fondo si vede il motore… 😐
  • Allestimento Climbing e fasce paracolpi. La Fiat sponsorizza questo allestimento come “mini-SUV cittadino” e in effetti le fasce paracolpi che circondano il veicolo fanno dormire sonni abbastanza tranquilli quando si parcheggia su file parallele. Certo… aprire lo sportello con delicatezza è sempre meglio. 😉

Fiat Panda Panda Natural Power Climbing

CONTRO:

  • La prima nota dolens la scrivo con amarezza. Sono alto un metro e ottanta. Non credo di essere di bassa statura eppure la visibilità anteriore in fase di parcheggio è inesistente. Fortunatamente ho un buon occhio ma mi sembra non ci sia modo di vedere il limite del cofano anteriore. Fin ora non ho mai toccato (anche perché poi mi punirei tagliandomi 2 dita dal piede dell’acceleratore…) però, ripeto, ci vuol davvero tanto occhio. Dietro invece la situazione è normale. Insomma… non fatela guidare alle vostre mamme. 😎
  • La versione Natural Power è omologata per 4 persone. Questo se da un lato vi obbliga a far fare viaggi un pizzico più comodi ai passeggeri, dall’altro può essere un limite quando servono posti per dar passaggio agli amici. In ogni caso la panchetta posteriore se la gioca con la vecchia 500, così sedersi in 3 non è proprio il massimo…
  • Il motore come vi dicevo è molto parsimonioso, però, di contro, sotto i 3000 giri non è il massimo dell’agilità. Fa fatica a salir di velocità e riprendersi. Con la 500 ero abituato meglio anche per via dei rapporti più corti del modello Sporting. Vabbè, fatta l’abitudine, superato il problema. Ricordatevi di tenere le marce intorno ai 3000 giri se volete camminare con sprint.
  • Continuando il confronto con la 500 Sporting, mi vengono in mente le curve veloci. Ecco, qui l’altezza della Panda Panda si fa notare. In effetti il telaio è più rigido (per garantire maggior sicurezza, nella versione Naturla Power è stato usato quello della 4×4) e le sospensioni hanno una taratura un pizzico più duretta ma, o non basta… o son io a pretender troppo… 😉
  • Finendo con le stupidaggini (ma forse no!), mi è dispiaciuto riscontrare l’assenza dei fili per sollevare la cappelliera quando si apre il cofano posteriore e – rullo di tamburi – il tappo benzina con chiave (che va comprato a parte!!). 😯

Per il resto, non c’è molto altro da dire… l’allestimento Climbing, come vi dicevo, è completissimo, l’autoradio mi ha sorpreso piacevolmente e il trip computer ha fatto un passo in avanti rispetto a quello della Punto. Adesso gestisce persino la chiusura delle portiere (che si può rendere automatica superati i 20km/h) e prevede un beep sonoro di avvertimento se si supera una velocità da noi impostata (utile per evitare multe in zone con limiti particolari… :-)).

Se avete domande… “fatevi sotto” (tanto paga l’assicurazione! :-|).

Emanuele

Aggiornamento del 09 Novembre 2009 ore 13:00: ecco il report dei consumi della Panda Panda Natural Power dopo 5000km!

Aggiornamento del 04 Maggio 2010 ore 18:00: Come promesso, eccovi il report dei consumi dopo 10.000km! 🙂

Coldplay – LeftRightLeftRightLeft free!!

Per chi come me li ama.

Per chi ascoltando Fix you ha i brividi.

Per chi vola con l’immaginazione un po’ ovunque quando ascolta Strawberry swing (letteralmente: l’altalena di fragole :roll:).

Per chi sarà ad Udine il 31 Agosto e per chi come me sognerà di andarci (cavoli, da Palermo son troppi soldi… :-().

Ecco, per tutti quanti, correte a scaricare LeftRightLeftRightLeft, un album live dei Coldplay rilasciato proprio per i fan.

Coldplay - LeftRightLeftRightLeft

Nove brani, tra cui l’immancabile Viva la vida (e sul sito spiegano che Viva la vida stava per chiamarsi proprio LeftRightLeftRightLeft), così se non li conoscete già… imparerete ad amarli anche voi. 🙂

Emanuele

Il suo piccolo cuore era lo stesso degli equilibristi.

<< Ora, volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E’ acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali! >> miagolò Zorba.

Tratto da: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda

Affidarsi a tutto ciò che si incontra nella vita. Vedere tutto per quel che è. Vivere con la voglia di puntare sempre in alto. Tre concetti espressi magicamente in un’unica frase.

Stupendo… 🙂

Emanuele

PS: oggi mio padre torna a casa! :joy:

Se plonger dans une photo.

Che poi è bello quando metti una cosa li, una foto, magari di quando eri piccolo e la guardi. E più la guardi, più sei felice. E oggi è così, come quella cosa li, come una foto d’infanzia, una di quelle in cui sei tornato da una lunga corsa e la mamma felice ti sistema un attimo, ti rincalza la magliettina nei pantaloni e ti dice di star fermo. Che poi, diciamolo, star fermi è una cosa che da bambini non riesce mai. Più ti si dice di star fermo e più ti vengono in mente milioni di cose da fare. La palla del tuo compagno a ricreazione, il gatto che hai visto tornando a casa, la sua coda e quella lucertola che invece una volta la coda l’ha persa e si muoveva ancora. E poi le pietre che gli tiravi e magari anche quel gioco in cui dovevi centrare un quadrato descritto da un gessetto trovato per caso e dovevi raggiungerlo saltando prima su un piede e poi su due, a turno e senza superare mai la linea. E quando succedeva iniziavi a chiederti perché. Perché proprio a te, proprio in quella partita. Perché proprio quando stavi andando benissimo. Ed è così che della foto te ne importa sempre meno, neanche la senti la mamma e le sue due parole. Statti fermo. Niente da fare, nella tua testa c’è tanto altro e sembra quasi un acquario in cui i pesciolini hanno sempre un posto nuovo da esplorare. E così tu viaggi, viaggi senza rendertene neanche conto. Torni indietro, avanti e indietro, avanti e indietro. Proprio come l’altalena che nel parco reputavi spettacolare. Ci saresti rimasto altre due ore se non fosse che alle sette la mamma vuole che torni. E poi c’erano le cacche dei cani, e quelle fanno puzza e le eviti sempre e ti chiedi perché i cani debbano farla proprio li, con tutto lo spazio che c’è. E così il tempo passa, e passerà anche questa giornata, iniziata così, con una foto che mi ha fatto viaggiare nel tempo, e poi varie ore di università che mi fanno dondolare tra il presente e il futuro, e poi il mio papà, che andrò a trovare e sarà come tornare nuovamente al momento della foto, in cui, senza papà, non riesci proprio a stare un attimino fermo.

Buona giornata,

Emanuele