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Emanuele in videochiamata col nipotinoC’ero. Non c’ero. C’ero. Non c’ero.

Quel giorno, quando sei tornato a casa, avrei voluto sentire anch’io l’odore del tuo pancino. Intanto mi son dovuto accontentare di vederti dormire.

E’ stato bello lo stesso e, nipotino mio, hai già stabilito un record: videochiamata attraverso un MacBook dopo neanche una settimana di vita.

So benissimo che crescerai più tecnologico di me e questa cosa te la invidio, dannazione. Io che con la tecnologia trascorro i pomeriggi, le sere, le mattine. Che poi la gente che ne vede solo la fisicità rozza non capisce quanta matematica ci sia dietro e questo, un po’, mi rattrista. Perché con/per/tra quella matematica ho speso ore ed ore della mia gioventù.

Io, tu, siamo numeri. La natura è descritta attraverso i numeri. La tecnologia sono i numeri che l’uomo ha imparato a gestire. Quei numeri mi permettono di starti vicino in qualche modo.

Impara a vedere la matematica in questo modo… 🙂

Emanuele

Never ending light.

L’uomo è avvolto di una luce misteriosa. Un bagliore che trasmette, scambia, dona durante la sua vita con più o meno intensità.

Stasera ho visto me allo specchio. Ero con un Amico, una delle spalle più solide che abbia mai incontrato, eppure eravamo allo specchio. Io lui, lui me. A dividerci non i centimetri ma il tempo. Gli anni.

Più rileggevo le parole che ascoltavo, più quello specchio si spolverava. Più quel bagliore diventava riflesso. Un dono ricevuto e finalmente scambiato.

Credo nella vita come una ruota. Credo che queste ruote siano la parte più bella, misteriosa e – al contempo – difficile da accettare per ogni essere umano. Ruote di luce però. Perché per ogni arco percorso c’è chi illumina e chi segue il riflesso.

C’è chi ascolta e chi parla. C’è chi è l’altro, semplicemente, in tempi diversi. Senza permettere che la luce si spenga mai.

Emanuele

Creative D200, musica senza fili.

Questo è un post sponsorizzato… ma non ho alcun vincolo sulle opinioni del prodotto.

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Oggi pomeriggio ho ricevuto in una scatola ben imballata l’ultimo ritrovato tecnologico della Creative in materia di casse audio consumer. La Creative D200, in un unico corpo, è una cassa audio stereo con subwoofer integrato.

Creative D200

Non mi interessa parlarvi dell’abbinamento wireless (che sul mio Mac ha richiesto meno di 10 secondi netti e neanche un codice da inserire) o delle caratteristiche tecniche, quanto della comodità di questi sistemi che fin ora avevo sempre snobbato.

A casa ascolto sempre tanta – ma proprio tanta – musica. La mia playlist ormai prossima ai 9000 brani indica quanta compagnia mi faccia quando sono a casa.

Il problema della musica però… è proprio come viene ascoltata. Perché se è vero che alcune canzoni a basso volume rendono meglio, ce ne sono altre che per esser godute a pieno han bisogno di un impianto degno. Un esempio? Qualche settimana fa ho pubblicato una canzone dei This will destroy you che riesco ad apprezzare solamente se ascolto con un impianto audio ad hoc. Quando l’ascolto con le casse del Mac non riesco assolutamente a farmi piacere il pezzo: una canzone è come il motore di una Ferrari. Se non lo monti sul telaio giusto perde tanto di quel fascino…

Così mi son già innamorato di questo regalo. Il primo motivo è semplicissimo: ho eliminato un cavo dal mio tavolo (ultimamente il MacBook era perennemente collegato ad un sistema Creative 3.1). La cassa wireless permette al mio Mac d’essere in qualsiasi punto della stanza (o della casa!) – anche senza alimentazione – senza privarmi dal poter ascoltare musica in maniera degna.

In secondo luogo perché, nonostante la Creative sappia benissimo che non si tratta di un impianto professionale e sicuramente risulterebbe insufficiente per una festa “a base di musica”, questa soluzione risulta senza ombra di dubbio più che sufficiente per chi vuol ascoltare musica a casa mentre studia, lavora, mangia il gelato o semplicemente, poltrisce sul divano (se a questo aggiungete che il mio Mac ha il telecomando per la gestione dei brani e del volume… sbav!).

Altra comodità è che – sempre via bluetooth – la Creative D200 si può associare ad un palmare, iPhone, iPod o smartphone con bluetooth… in modo da far ascoltare al volo un mp3 ad un amico senza doverlo trasferire in qualche modo su un computer. Musica direttamente dal cellulare insomma! 🙂

Il prezzo, 100€, in realtà è ancora un tantino fuori dalla portata dell’utente comune e anch’io in realtà avrei optato per una soluzione classica coi cavi (e magari 5.1) per lo stesso prezzo, però mi auguro che col tempo soluzioni come questa possano diventare più appetibili.

Intanto, la prima canzone che ho ascoltato è stata questa. La musica è bella, io son noioso! 😉

Emanuele

Cortocircuito.

Non sono un tipo che vive preoccupato. Sono solo a casa da mesi, la notte, il giorno, il pomeriggio, quando non invito amici condivido le stanze con me stesso. Però ieri sera è saltata la luce.

E lì  – in effetti – quando ti ritrovi al buio e in silenzio, mezzo pensiero tipo “e se è entrato qualcuno?!” ti parte.

E allora giri casa a petto nudo e infradito (che col caldo che fa dovrei spostare la scrivania sulla vasca da bagno…) con questo chiodo fisso. Gli occhi ti si aprono il triplo, tieni “la guardia”, come se riuscire a dare un pugno potrebbe salvarti da un malintenzionato e visiti tutte le stanze. Controlli persino negli angoli meno visibili.

Ecco. So stare solo. Rientro a qualsiasi orario e mi addormento tranquillamente senza alcuna preoccupazione ma cacchio, ho scoperto che non deve saltare la luce. Anche perché si spegne la wifi.

Emanuele

E la gente si domandava chi fossimo.

Percorso PalermoCiclabile 069,4km. Oltre 300 biciclette (ma – per quanto mi raccontano – meno delle altre volte per via della partita). Intanto mi son divertito e credo ci volesse proprio. Alla fine ho vinto un ottimo gelato e vedere tutta questa carovana di persone che usa un mezzo non inquinante è piacevole.

Mi dispiace per le persone che avremo svegliato coi campanellini, ma anche quello fa parte del gioco… intanto mi riprometto di partecipare alla prossima serata. Vediamo la prossima volta che percorso proporranno… una volata verso il mare non sarebbe una cattiva idea considerati i 30°C. serali.

Si va piano, abbiamo fatto un percorso ridicolo (adatto probabilmente anche a gente che si muove poco) in tantissimo tempo, però è un’ottima scusa per chiacchierare mentre si fa movimento. 🙂

E poi vedi gente di tutti i tipi. Da quelli iperprotettivi con caschetto e luci persino sulla schiena o le palette catarifrangenti posteriori più larghe del manubrio, a gente con le biciclette professionali da velocità (senza freni!) al marito che si trascina la moglie sul tandem. C’era persino un ragazzo col cane in un cesto di vimini. Spettacolare!

Posso – decisamente – andare a nanna soddisfatto! :joy:

Emanuele

I want to ride my bicycle!

[…] Tu dici nero, io dico bianco.
Tu dici abbaia, io dico mordi.
Tu dici squalo, io dico “ehi uomo!”.
Le fauci non sono il mio pane
e non mi piace Guerre Stellari.
Tu dici Rolls, io dico Royce.
Tu dici Dio, dammi una scelta…
Tu dici Signore, io dico Cristo.
Non credo a Peter Pan,
Frankenstein o Superman.
Tutto ciò che voglio fare è…
bicicletta, bicicletta, bicicletta.
Voglio andare sulla mia…
bicicletta, bicicletta, bicicletta! […]

Queen – Bicycle race

Mattina e pomeriggio a studiare (in un posto in cui non tornerò perché le zanzare m’han mangiato…) e adesso… ceno e poi giro in bicicletta! :joy:

Se vuoi uccidermi, hai un’altra possibilità! Tra un’ora sarò su una “Chiorda” nera del 1970. 😎

Emanuele

PS: se hai intenzione di sparare, per favore fa attenzione a non bucare le gomme che la bicicletta me l’han prestata… 😐

Qui lo dico e qui lo nego…

Nipotino mio, queste cose te le dico ora perché quando sarai più grande sono sicuro che sarò un po’ più maturo e non avrò più il coraggio di confessartele (e quando mi chiederai di questo post probabilmente tenderò a dirti che ero fuori di me…).

GODITI LA VITA. E quando dico goditi la vita, intendo proprio nel senso più bello, pieno e profondo del termine. Non avere limiti e non accettare troppe volte quelli imposti dagli altri. Ascolta la tua testa che non sai mai dove potrà portarti e nessuno in fondo lo sa finché non ti vedrà arrivare.

Le ragazze, non idealizzarle troppo. L’amore esiste ma tu fa finta che sia una cosa che arriva dall’alto e che non dipende da te. Non ti dico di trattare le ragazze come un oggetto ma magari la mattina dopo usa la classica scusa del “vado a comprare una cosa e torno…”. Sono esperienze. La prima, la seconda, la terza… ma anche la quarta e la quinta. Tutte e-s-p-e-r-i-e-n-z-e. Vivile e cerca di catturare da ognuna di esse qualcosa… ma non rifletterci neanche troppo. Prima o poi arriva quella giusta e solo allora dovrai esser furbo da non fartela scappare. Le altre salutale che non val la pena perdere troppo tempo. Non idealizzare troppo, e non immaginare minimamente d’essere tu il prescelto che la prima che bacia è quella giusta. La fortuna non esiste ma dovrai costruirla!

Le pazzie, diamine, falle! Si vive una volta sola… se ascolterai sempre tua madre o tuo padre sarai un buon figlio ma ti perderai tante cose. Rischia, con intelligenza, ma rischia. Anzi, ubriacati. Il vino è il nettare degli Dei… vorrai vivere senza averne assaggiato a sufficienza?

La scuola saltala quando ti gira o quando non hai studiato. La vera maestra di vita non è quella ma la strada. E’ li che imparerai a rapportarti realmente con gli altri e questa capacità sarà una delle più utili nel tuo futuro come in quello di chiunque altro. E poi “non ho studiato” non esiste. Perché ogni momento che vivrai ti insegnerà qualcosa… persino quel pomeriggio passato sul divano contando le mosche che circolano al centro della stanza chiedendoti perché debbano esistere in tale quantità (a tal proposito, se ne trovi la spiegazione corri a svelarmela…). Quindi ozia e gioca a catturarne il senso.

Non fumare che non c’è nulla di buono nel fumo ma abbi la curiosità di scoprire. Sapori, odori, luoghi… non pensare mai d’aver visto tutto e non fidarti di chi ti dice che non c’è nulla da vedere.

Se vuoi correre in macchina… fammi un fischio. Ti insegno due o tre cosette e poi ti faccio pure da co-pilota. Vanno benissimo le strade di montagna piene di curve che il vero divertimento non è la velocità massima ma la serie di tornanti con le marce da scalare e le traiettorie da definire in mente 250 metri prima. Visto che ci siamo, cerca di innamorarti di un’auto o di una moto prima possibile. Così andremo d’accordo molto più facilmente…

Infine, quando ti accompagnavo al parco sappi che non era affetto… così mi devi già un bel po’ di soldi. Adesso non chiudere questa pagina fischiettando come se nulla fosse e inizia a sganciar la grana.

Altrimenti dico tutto alla mamma. 😉

Emanuele