Metodo infallibile per dormire nonostante i muratori.

Il punto è che non è ammissibile che alle 7 del mattino i muratori possano usare il martello pneumatico per scavare e abbattere pareti e pavimenti dell’appartamento sotto il mio.

Cavoli. Mi sveglio la mattina con un mal di testa allucinante e quando grattano con non so cosa mi sembra quasi che mi stiano ripulendo l’orecchio e apro gli occhi di colpo. L’altro giorno ho dovuto chiudere una telefonata dicendo “non riesco a sentirti, ci sentiamo dopo…”, incredibile.
Spesso e volentieri ho il pavimento che trema manco fosse uno di quei piani massaggianti su cui poggiare la pianta del piede…

Stasera ci penso io però! SuperAttak alla mano vado a bloccare la serratura della porta (come si faceva fa nelle scuole superiori quando si vuol ritardare l’ingresso per tutti…) così domani almeno mezz’oretta di sonno la recupero! 😐

Ah, ha acquistato casa un tenore… dovrò aspettarmi qualche altra sorpresa?! :timid:

Emanuele

La mela del peccato.

No, ma mio zio non può comprarsi l’iPad e scambiarlo per un iPod, non sapere se ha preso la versione a 32GB o meno, credere che sia una fortuna che l’iscrizione all’AppStore sia gratuita e avere difficoltà nell’accendere il display.

Mio zio è sacerdote ma questa volta ha commesso un peccato mortale. 😐

Dirò una preghierina per lui tra mezz’ora a Messa (e una per me che sbavavo visibilmente…).

Emanuele

Un amico è per sempre.

Cielo stellato su una chiesetta di campagna

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!
E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.
Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo.

Tratto da: “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry

Emanuele

(photo credits)

10101010…

Emanuele in videochiamata col nipotinoC’ero. Non c’ero. C’ero. Non c’ero.

Quel giorno, quando sei tornato a casa, avrei voluto sentire anch’io l’odore del tuo pancino. Intanto mi son dovuto accontentare di vederti dormire.

E’ stato bello lo stesso e, nipotino mio, hai già stabilito un record: videochiamata attraverso un MacBook dopo neanche una settimana di vita.

So benissimo che crescerai più tecnologico di me e questa cosa te la invidio, dannazione. Io che con la tecnologia trascorro i pomeriggi, le sere, le mattine. Che poi la gente che ne vede solo la fisicità rozza non capisce quanta matematica ci sia dietro e questo, un po’, mi rattrista. Perché con/per/tra quella matematica ho speso ore ed ore della mia gioventù.

Io, tu, siamo numeri. La natura è descritta attraverso i numeri. La tecnologia sono i numeri che l’uomo ha imparato a gestire. Quei numeri mi permettono di starti vicino in qualche modo.

Impara a vedere la matematica in questo modo… 🙂

Emanuele

Never ending light.

L’uomo è avvolto di una luce misteriosa. Un bagliore che trasmette, scambia, dona durante la sua vita con più o meno intensità.

Stasera ho visto me allo specchio. Ero con un Amico, una delle spalle più solide che abbia mai incontrato, eppure eravamo allo specchio. Io lui, lui me. A dividerci non i centimetri ma il tempo. Gli anni.

Più rileggevo le parole che ascoltavo, più quello specchio si spolverava. Più quel bagliore diventava riflesso. Un dono ricevuto e finalmente scambiato.

Credo nella vita come una ruota. Credo che queste ruote siano la parte più bella, misteriosa e – al contempo – difficile da accettare per ogni essere umano. Ruote di luce però. Perché per ogni arco percorso c’è chi illumina e chi segue il riflesso.

C’è chi ascolta e chi parla. C’è chi è l’altro, semplicemente, in tempi diversi. Senza permettere che la luce si spenga mai.

Emanuele

Creative D200, musica senza fili.

Questo è un post sponsorizzato… ma non ho alcun vincolo sulle opinioni del prodotto.

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Oggi pomeriggio ho ricevuto in una scatola ben imballata l’ultimo ritrovato tecnologico della Creative in materia di casse audio consumer. La Creative D200, in un unico corpo, è una cassa audio stereo con subwoofer integrato.

Creative D200

Non mi interessa parlarvi dell’abbinamento wireless (che sul mio Mac ha richiesto meno di 10 secondi netti e neanche un codice da inserire) o delle caratteristiche tecniche, quanto della comodità di questi sistemi che fin ora avevo sempre snobbato.

A casa ascolto sempre tanta – ma proprio tanta – musica. La mia playlist ormai prossima ai 9000 brani indica quanta compagnia mi faccia quando sono a casa.

Il problema della musica però… è proprio come viene ascoltata. Perché se è vero che alcune canzoni a basso volume rendono meglio, ce ne sono altre che per esser godute a pieno han bisogno di un impianto degno. Un esempio? Qualche settimana fa ho pubblicato una canzone dei This will destroy you che riesco ad apprezzare solamente se ascolto con un impianto audio ad hoc. Quando l’ascolto con le casse del Mac non riesco assolutamente a farmi piacere il pezzo: una canzone è come il motore di una Ferrari. Se non lo monti sul telaio giusto perde tanto di quel fascino…

Così mi son già innamorato di questo regalo. Il primo motivo è semplicissimo: ho eliminato un cavo dal mio tavolo (ultimamente il MacBook era perennemente collegato ad un sistema Creative 3.1). La cassa wireless permette al mio Mac d’essere in qualsiasi punto della stanza (o della casa!) – anche senza alimentazione – senza privarmi dal poter ascoltare musica in maniera degna.

In secondo luogo perché, nonostante la Creative sappia benissimo che non si tratta di un impianto professionale e sicuramente risulterebbe insufficiente per una festa “a base di musica”, questa soluzione risulta senza ombra di dubbio più che sufficiente per chi vuol ascoltare musica a casa mentre studia, lavora, mangia il gelato o semplicemente, poltrisce sul divano (se a questo aggiungete che il mio Mac ha il telecomando per la gestione dei brani e del volume… sbav!).

Altra comodità è che – sempre via bluetooth – la Creative D200 si può associare ad un palmare, iPhone, iPod o smartphone con bluetooth… in modo da far ascoltare al volo un mp3 ad un amico senza doverlo trasferire in qualche modo su un computer. Musica direttamente dal cellulare insomma! 🙂

Il prezzo, 100€, in realtà è ancora un tantino fuori dalla portata dell’utente comune e anch’io in realtà avrei optato per una soluzione classica coi cavi (e magari 5.1) per lo stesso prezzo, però mi auguro che col tempo soluzioni come questa possano diventare più appetibili.

Intanto, la prima canzone che ho ascoltato è stata questa. La musica è bella, io son noioso! 😉

Emanuele

Cortocircuito.

Non sono un tipo che vive preoccupato. Sono solo a casa da mesi, la notte, il giorno, il pomeriggio, quando non invito amici condivido le stanze con me stesso. Però ieri sera è saltata la luce.

E lì  – in effetti – quando ti ritrovi al buio e in silenzio, mezzo pensiero tipo “e se è entrato qualcuno?!” ti parte.

E allora giri casa a petto nudo e infradito (che col caldo che fa dovrei spostare la scrivania sulla vasca da bagno…) con questo chiodo fisso. Gli occhi ti si aprono il triplo, tieni “la guardia”, come se riuscire a dare un pugno potrebbe salvarti da un malintenzionato e visiti tutte le stanze. Controlli persino negli angoli meno visibili.

Ecco. So stare solo. Rientro a qualsiasi orario e mi addormento tranquillamente senza alcuna preoccupazione ma cacchio, ho scoperto che non deve saltare la luce. Anche perché si spegne la wifi.

Emanuele