Non privarti del buongiorno!

Sarà che sfioro la pazzia ma da qualche tempo ho preso una sana abitudine che voglio condividere con voi…

Visto che vivo solo e che difficilmente (a meno che non siano entrati i ladri) incrocio persone cui dare il buongiorno andando dal letto al bagno e dal bagno alla cucina, ho imparato una cosa che non so come catalogherebbero psicologi e psichiatri.

Ho iniziato a darmi il buongiorno da solo. E’ una abitudine potenzialmente stupida ma… provate a farlo e poi ditemi! 🙂

“Buongiorno Emanuele…” (e mi rispondo… “Buongiorno!”).

E poi… “Dormito bene?!”. “Sisi… grazie!”.

Puntualmente scappa un sorriso… e alzarsi dal letto diventa divertente perché hai iniziato a giocare con la vita ancora prima di scegliere il piede col quale scendere dal letto.

Se provate, mi fate sapere le vostre sensazioni? Sono curioso…! 🙂

(e non prendetevi sempre troppo sul serio diamine… non trasformatevi in funghi…!).

Emanuele

I am here, will you send me an angel?

Il saggio disse: “trova il tuo posto
nell’occhio della tempesta,
cerca le rose lungo la strada
ma stai attento alle spine”.
Sono qui.
Mi manderai un angelo?

ScorpionsSend me an Angel

Le giornate stanno scorrendo a ritmi serrati, una dietro l’altra. Ho difficoltà persino a godermi un po’ di sano relax al pc tanto da avere da leggere un bel po’ di articoli dei blog che seguo.

Questo mese continua a riservarmi sorprese cui bisogna saper esser pronti a rispondere con quell’“eccomi!” che si insegna ai ragazzi. Non mi piace chiedermi il perché di certe cose, soprattutto quando queste non dipendono assolutamente da noi. Sono convinto che fermarsi a cercare certe risposte sia una semplice perdita di tempo quando – comunque – averle non cambia lo stato delle cose. Così, mi affido.

Anche oggi ho un motivo per affidarmi, un motivo per stare a vedere, affacciato alla finestra della mia vita, facendo sia da attore che da spettatore contemporaneamente.

Stasera, insieme ad un amico che ho invitato a cena, guardando un film ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere: il coraggio non è l’assenza di paura, ma la volontà di andare avanti”.

E io, di quest’ultima ne ho da vendere. Ho il coraggio di seguire la mia strada senza badare troppo agli strani ostacoli che appaiono o a quanto bisogna abbandonare. Un giorno sarà parte del passato e sarà piacevole rileggere come ho affrontato la salita! 🙂

Sono sicuro che mi manderai un angelo… non necessariamente dalle fattezze umane…

Emanuele

Fango. Fango su di me. Che c’è di più bello d’altronde?

Ti rendi conto che lo scoutismo l’hai nel sangue ed è qualcosa cui malvolentieri vorresti dover rinunciare nel tuo futuro, quando, dopo una giornata passata all’università senza neanche tornare a casa per pranzo, arrivi a casa con un grosso problema da risolvere e non senti minimamente la stanchezza. Prendi gli scarponi, un paio di calze e ti fiondi con un amico su per una montagna fuori città.

Ti arrampichi tra rami, arbusti, pietre e rovi alla ricerca di una pianura che magari non c’è ma che speri sempre possa spuntare e sorprenderti come un regalo inaspettato.

E lì, proprio lì, proprio quando hai le mani fisse su qualche pianta per tenerti in equilibrio capisci in maniera inequivocabile due cose.

La prima è che quando metti il cuore in qualcosa la speranza non muore neanche se sei stanco o ti stai graffiando i polpacci perché di luoghi piani e curati non potrai mai trovarne da quelle parti.

La seconda è che alla domanda “che hai fatto ieri sera?” cui dovrò rispondere domani mattina incontrando il mio collega d’università, sarà dura dare una risposta che abbia del sensato.

Come si descrive la passione? Solo un innamorato può comprenderla.

Emanuele

PS: ah, per chi è curioso, ho passato la serata tra le montagne da queste parti e come sempre, ho visto un tramonto incredibile. 🙂

Metodo infallibile per dormire nonostante i muratori.

Il punto è che non è ammissibile che alle 7 del mattino i muratori possano usare il martello pneumatico per scavare e abbattere pareti e pavimenti dell’appartamento sotto il mio.

Cavoli. Mi sveglio la mattina con un mal di testa allucinante e quando grattano con non so cosa mi sembra quasi che mi stiano ripulendo l’orecchio e apro gli occhi di colpo. L’altro giorno ho dovuto chiudere una telefonata dicendo “non riesco a sentirti, ci sentiamo dopo…”, incredibile.
Spesso e volentieri ho il pavimento che trema manco fosse uno di quei piani massaggianti su cui poggiare la pianta del piede…

Stasera ci penso io però! SuperAttak alla mano vado a bloccare la serratura della porta (come si faceva fa nelle scuole superiori quando si vuol ritardare l’ingresso per tutti…) così domani almeno mezz’oretta di sonno la recupero! 😐

Ah, ha acquistato casa un tenore… dovrò aspettarmi qualche altra sorpresa?! :timid:

Emanuele

La mela del peccato.

No, ma mio zio non può comprarsi l’iPad e scambiarlo per un iPod, non sapere se ha preso la versione a 32GB o meno, credere che sia una fortuna che l’iscrizione all’AppStore sia gratuita e avere difficoltà nell’accendere il display.

Mio zio è sacerdote ma questa volta ha commesso un peccato mortale. 😐

Dirò una preghierina per lui tra mezz’ora a Messa (e una per me che sbavavo visibilmente…).

Emanuele

Un amico è per sempre.

Cielo stellato su una chiesetta di campagna

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!
E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.
Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo.

Tratto da: “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry

Emanuele

(photo credits)