Ah, gli amici.

Fortuna che ci sono loro. Fortuna che basta una telefonata e non hai neanche il tempo di stirarti una maglietta che sono già sotto casa.

Stavano uscendo e io all’ultimo ho accettato l’invito… ci voleva proprio, anche se finire coi piedi sulla sabbia di sera m’ha messo un po’ di tristezza: non è questo il mare che ho voglia di vedere. 😐

Verranno tempi migliori, intanto adesso è ora di dormire!

Emanuele

Ottimizzazione dei processi applicata alla cucina.

Mi sto accorgendo che la vera sfida non è cucinare bene… quello, per i pochi piatti che ho imparato a fare (e per i quali ho ricevuto complimenti inaspettati…) non è difficile. Seguo con attenzione tempi e procedure e devo dire che non ho mai mangiato male. Tra l’altro ho imparato a sfruttare spezie e aromi, cosa che non sapevo minimamente fare prima di ritrovarmi a viver solo.

La vera gara, piuttosto, è imparare a cucinare sporcando il minor numero di oggetti possibile.

Cucinare per una persona e ritrovarsi a dover lavare una pentola, uno scolapasta, un tegame per il condimento, due piatti, un bicchiere e magari un altro paio di piatti usati per la preparazione è uno spreco incredibile.

L’ingegnere che è in me mi spinge ad ottimizzare il processo. Certo, non dico di voler mangiare nel bicchiere dove berrò, però sicuramente trovare pietanze che non necessitino di mille passaggi è fondamentale.

Ad esempio, ieri sera ho mangiato delle buonissime patate al forno con piselli e cipolla. La settimana scorsa piselli e cipolla li avevo soffritti nel burro, questa volta, in tempi diversi, ho infilato tutto nel forno.

Alla fine ho sporcato una pirofila e due piatti, la padella è rimasta pulita e oggi avrò meno cose da lavare. 🙂

Emanuele

Sorprese, brividi e vetri.

Seguirò il tuo volo senza interferire mai.

Ron, P. Daniele – Non abbiam bisogno di parole

Mentre la lavastoviglie lucida i piatti e io preparo una sorpresina che da tantissimo tempo ho in mente, iTunes mi ha proposto questa canzone. Mi è scappato un brivido dovuto alla semplice bellezza delle parole. 🙂

Emanuele

Non privarti del buongiorno!

Sarà che sfioro la pazzia ma da qualche tempo ho preso una sana abitudine che voglio condividere con voi…

Visto che vivo solo e che difficilmente (a meno che non siano entrati i ladri) incrocio persone cui dare il buongiorno andando dal letto al bagno e dal bagno alla cucina, ho imparato una cosa che non so come catalogherebbero psicologi e psichiatri.

Ho iniziato a darmi il buongiorno da solo. E’ una abitudine potenzialmente stupida ma… provate a farlo e poi ditemi! 🙂

“Buongiorno Emanuele…” (e mi rispondo… “Buongiorno!”).

E poi… “Dormito bene?!”. “Sisi… grazie!”.

Puntualmente scappa un sorriso… e alzarsi dal letto diventa divertente perché hai iniziato a giocare con la vita ancora prima di scegliere il piede col quale scendere dal letto.

Se provate, mi fate sapere le vostre sensazioni? Sono curioso…! 🙂

(e non prendetevi sempre troppo sul serio diamine… non trasformatevi in funghi…!).

Emanuele

I am here, will you send me an angel?

Il saggio disse: “trova il tuo posto
nell’occhio della tempesta,
cerca le rose lungo la strada
ma stai attento alle spine”.
Sono qui.
Mi manderai un angelo?

ScorpionsSend me an Angel

Le giornate stanno scorrendo a ritmi serrati, una dietro l’altra. Ho difficoltà persino a godermi un po’ di sano relax al pc tanto da avere da leggere un bel po’ di articoli dei blog che seguo.

Questo mese continua a riservarmi sorprese cui bisogna saper esser pronti a rispondere con quell’“eccomi!” che si insegna ai ragazzi. Non mi piace chiedermi il perché di certe cose, soprattutto quando queste non dipendono assolutamente da noi. Sono convinto che fermarsi a cercare certe risposte sia una semplice perdita di tempo quando – comunque – averle non cambia lo stato delle cose. Così, mi affido.

Anche oggi ho un motivo per affidarmi, un motivo per stare a vedere, affacciato alla finestra della mia vita, facendo sia da attore che da spettatore contemporaneamente.

Stasera, insieme ad un amico che ho invitato a cena, guardando un film ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere: il coraggio non è l’assenza di paura, ma la volontà di andare avanti”.

E io, di quest’ultima ne ho da vendere. Ho il coraggio di seguire la mia strada senza badare troppo agli strani ostacoli che appaiono o a quanto bisogna abbandonare. Un giorno sarà parte del passato e sarà piacevole rileggere come ho affrontato la salita! 🙂

Sono sicuro che mi manderai un angelo… non necessariamente dalle fattezze umane…

Emanuele

Fango. Fango su di me. Che c’è di più bello d’altronde?

Ti rendi conto che lo scoutismo l’hai nel sangue ed è qualcosa cui malvolentieri vorresti dover rinunciare nel tuo futuro, quando, dopo una giornata passata all’università senza neanche tornare a casa per pranzo, arrivi a casa con un grosso problema da risolvere e non senti minimamente la stanchezza. Prendi gli scarponi, un paio di calze e ti fiondi con un amico su per una montagna fuori città.

Ti arrampichi tra rami, arbusti, pietre e rovi alla ricerca di una pianura che magari non c’è ma che speri sempre possa spuntare e sorprenderti come un regalo inaspettato.

E lì, proprio lì, proprio quando hai le mani fisse su qualche pianta per tenerti in equilibrio capisci in maniera inequivocabile due cose.

La prima è che quando metti il cuore in qualcosa la speranza non muore neanche se sei stanco o ti stai graffiando i polpacci perché di luoghi piani e curati non potrai mai trovarne da quelle parti.

La seconda è che alla domanda “che hai fatto ieri sera?” cui dovrò rispondere domani mattina incontrando il mio collega d’università, sarà dura dare una risposta che abbia del sensato.

Come si descrive la passione? Solo un innamorato può comprenderla.

Emanuele

PS: ah, per chi è curioso, ho passato la serata tra le montagne da queste parti e come sempre, ho visto un tramonto incredibile. 🙂