Rivedrò il mio nipotino!

Mi verrebbe voglia di utilizzare un titolo già sfruttato mesi e mesi fa. Perché questa vita, questi anni, questi mesi, giorni e ore sono un continuo turbinio. Mai fermo. Mai annoiato. Mai senza parole da far sentire, avventure da raccontare, conquiste da annoverare, emozioni da collezionare. Sembra mi sia stata regalata una vita in cui persino le difficoltà sono belle, gli imprevisti ti trasformano in eroe, i paletti tra le ruote diventano fiori da regalare e ogni cosa non è mai come sembra.

Giorno 20 Agosto tornavo a Palermo. Martedì 28 Settembre sarò di nuovo a Milano. Un mese qui, un mese lì insomma!

Sopra sotto. Sotto sopra. Comincio a non capir più nulla! :joy:

Ho appena riservato il posto su quel blocco cilindrico con due braccia laterali ben stese (che – una volta tanto – non sono io che mi perdo tra i miei pensieri e la mia bicicletta) e adesso si contano i giorni all’indietro. O in avanti. Insomma, si contano.

…si viene e si va cercandoci un senso
che poi alla fine il senso è tutto qua

Ligabue – Si viene e si va

Ecco, mentre scrivevo ho pure trovato il titolo: quella stellina vale più di tutto il resto di speciale che – dall’Alto – qualcuno mi sta riservando in questo periodo supercalifragilistichespiralidoso! 🙂

Appena arrivo ti spupazzo per bene, promesso! :joy:

Emanuele

Dlin-dlon, comunicazione di servizio.

Oggi il server in cui risiede il blog (e il dominio) s’è preso qualche ora di relax: i DNS puntavano, inspiegabilmente, verso un vecchio IP.

Se mi avete scritto alla casella e-mail @dreamsworld.it potrei non aver ricevuto le vostre importantissime parole.

Riscrivete, rimandate o lasciatemi un commento in caso di ulteriori problemi. Solitamente rispondo sempre a tutti (più velocemente a chi mi offre soldi). 🙂

Emanuele

PS: in alternativa possiamo sempre chiacchierare su Google Buzz.

Insegnare ad usare la bussola senza toccare l’ago.

Adro - Polo didattico Gianfranco Miglio - Lega

Io ho i brividi. Dopo aver sentito al telegiornale che ad Adro è stata aperta una scuola statale con loghi e colori leghisti ho i brividi perché la cultura, l’educazione e la formazione dei giovani è ufficialmente compromessa.

Il ruolo principale della scuola è quella di fornire ai giovani la più ampia e variegata visione del mondo. Dalle scienze, storia e filosofia a, perché no, politica, usi e costumi. Si possono fornire opinioni, ma non si deve mai andare oltre. Potrà essere un polo didattico pulitissimo, con laboratori, servizi, palestre e giardino ma fallisce completamente – e ripeto: completamente – nel suo fine più alto: educare i ragazzi a discernere.

Etimologia: discernere

Questa visione delle cose l’ho imparata proprio con lo scoutismo dove noi educatori spingiamo i ragazzi a diventare cittadini attivi, impegnati – anche (in piena libertà) – socialmente e politicamente. Non diciamo “X è meglio, Y fa schifo, appena hai 18 anni vota Z che è mio amico”. In quel momento la crescita del ragazzo viene resa schiava da ciò che sono le idee dell’educatore, non permettendogli di crearsi le proprie.

La scuola, essendo obbligatoria, è un ente educativo di importanza indiscutibile: lì dentro i ragazzi passeranno la metà delle proprie giornate per molti anni! Davvero i genitori vogliono negare ai loro figli la libertà di scegliere da soli il loro futuro? Credono di fargli un regalo iscrivendoli in una scuola – si pulita e con servizi – ma che non fa crescere la persona quanto un’ideologia?

La cosa più vergognosa di questa vicenda è che la Costituzione italiana specifica tra i principi fondamentali che l’Italia è una e indivisibile. Può esistere una scuola pubblica che professa qualcosa di diverso da questo?

Spero che vengano presi provvedimenti prima possibile… altrimenti si finirà come professava Orwell nel 1948 con scuole di partito. Ah, a proposito, in 1984 (il titolo del libro gioca con l’anno di stesura) il partito unico che governava lo stato porta il nome di MINAMOR: Ministro dell’Amore. Casualità vuole che i cuginetti dei leghisti si siano definiti il “partito dell’amore“.

Ecco, i brividi aumentano adesso, lo sapevo.

Emanuele

I santi peccavano ma sapevano scegliere bene.

Ieri il sacerdote – durante l’omelia – ha precisato che i santi non erano persone senza peccato. Anche loro, come noi, erano macchiati non solo dal peccato originale ma anche dai piccoli peccati quotidiani. Anche loro, come recita un proverbio, peccavano almeno sette volte al giorno. Semplicemente – spiegava il sacerdote – erano persone che nel momento delle scelte difficili erano in grado di rispondere col messaggio di Cristo. Un concetto concreto quanto le quattro regole di Don Bosco: allegria, impegno, fare del bene, devozione.

M’è piaciuta questa riflessione e proverò a tenerla in mente nei prossimi giorni. 🙂

Buon inizio di settimana,

Emanuele