Insegnare ad usare la bussola senza toccare l’ago.

Adro - Polo didattico Gianfranco Miglio - Lega

Io ho i brividi. Dopo aver sentito al telegiornale che ad Adro è stata aperta una scuola statale con loghi e colori leghisti ho i brividi perché la cultura, l’educazione e la formazione dei giovani è ufficialmente compromessa.

Il ruolo principale della scuola è quella di fornire ai giovani la più ampia e variegata visione del mondo. Dalle scienze, storia e filosofia a, perché no, politica, usi e costumi. Si possono fornire opinioni, ma non si deve mai andare oltre. Potrà essere un polo didattico pulitissimo, con laboratori, servizi, palestre e giardino ma fallisce completamente – e ripeto: completamente – nel suo fine più alto: educare i ragazzi a discernere.

Etimologia: discernere

Questa visione delle cose l’ho imparata proprio con lo scoutismo dove noi educatori spingiamo i ragazzi a diventare cittadini attivi, impegnati – anche (in piena libertà) – socialmente e politicamente. Non diciamo “X è meglio, Y fa schifo, appena hai 18 anni vota Z che è mio amico”. In quel momento la crescita del ragazzo viene resa schiava da ciò che sono le idee dell’educatore, non permettendogli di crearsi le proprie.

La scuola, essendo obbligatoria, è un ente educativo di importanza indiscutibile: lì dentro i ragazzi passeranno la metà delle proprie giornate per molti anni! Davvero i genitori vogliono negare ai loro figli la libertà di scegliere da soli il loro futuro? Credono di fargli un regalo iscrivendoli in una scuola – si pulita e con servizi – ma che non fa crescere la persona quanto un’ideologia?

La cosa più vergognosa di questa vicenda è che la Costituzione italiana specifica tra i principi fondamentali che l’Italia è una e indivisibile. Può esistere una scuola pubblica che professa qualcosa di diverso da questo?

Spero che vengano presi provvedimenti prima possibile… altrimenti si finirà come professava Orwell nel 1948 con scuole di partito. Ah, a proposito, in 1984 (il titolo del libro gioca con l’anno di stesura) il partito unico che governava lo stato porta il nome di MINAMOR: Ministro dell’Amore. Casualità vuole che i cuginetti dei leghisti si siano definiti il “partito dell’amore“.

Ecco, i brividi aumentano adesso, lo sapevo.

Emanuele

I santi peccavano ma sapevano scegliere bene.

Ieri il sacerdote – durante l’omelia – ha precisato che i santi non erano persone senza peccato. Anche loro, come noi, erano macchiati non solo dal peccato originale ma anche dai piccoli peccati quotidiani. Anche loro, come recita un proverbio, peccavano almeno sette volte al giorno. Semplicemente – spiegava il sacerdote – erano persone che nel momento delle scelte difficili erano in grado di rispondere col messaggio di Cristo. Un concetto concreto quanto le quattro regole di Don Bosco: allegria, impegno, fare del bene, devozione.

M’è piaciuta questa riflessione e proverò a tenerla in mente nei prossimi giorni. 🙂

Buon inizio di settimana,

Emanuele

L’immobile.

Mi piace che quando piove, soprattutto quando piove forte, devi ricordarti di chiudere tutte le finestre, abbassare per bene le serrande che poi i vetri si sporcano e mettere il ferro alla porta prima di andare a dormire. In quel momento la casa si trasforma in un nido in cui tutto è fermo e muto. I vetri camera filtrano i rumori. Neanche l’aria si muove e l’unico sussurro che sveglia quella massa invisibile è il tuo respiro che – in dosi contenute – fa roteare piccoli cucchiaini d’aria. Tra un respiro e l’altro, però, quei turbini effimeri che nel buio della stanza volteggiavano sul tuo corpo si acquietano silenziosamente e tu – in quel preciso e minuzioso istante – diventi parte dell’immobile.

Fuori, invece, piove.

Emanuele

Stiamo bene qui, seduti in riva al fosso.

La differenza è una però. C’è chi sta scivolando e chi invece è in procinto di fare il più grande salto della propria vita. Quando sei in riva vedi entrambe le cose.

Fortunatamente mi sento nella seconda condizione e non c’è pioggia, vento o buio che mi spaventi realmente.

So che la porta dei sogni si sta per spalancare. La riconoscerò, citofonerò, non sentirò risposta ma – magicamente – un click libererà la serratura.

Spingerò un po’ e col piede preferito, la bocca leggermente aperta, gli occhi pieni di stupore varcherò la soglia (da lì in poi datemi pizzicotti per tenermi coi piedi per terra). 🙂

Emanuele

Cade la pioggia e tutto lava.

Fuori è scoppiato il diluvio, una di quelle piogge autunnali che esplodono vigorose e dopo alcune ore scompaiono.

E’ notte e pochi secondi prima che il cielo facesse sentire la sua forza varcavo la soglia di casa. Stasera ho salutato un amico, un grande amico. Partirà e spero di rivederlo tra qualche mese, se i miei progetti coincideranno coi suoi.

Lo so, è pur sempre una coincidenza, ma la malinconia di tempi che cambiano davanti gli occhi si è trasformata in acqua.

Scherzavo dicendo che so portare il sole. Scherzo dicendovi che posso portare la pioggia.

Emanuele