Da alcuni giorni sentivo forte la necessità di comprare un nuovo libro. Quando ho due minuti liberi sto scoprendo in me una gran voglia di immergermi tra pagine scritte e meditate da qualcun altro, così, oggi pomeriggio – dopo un lauto pranzo – non ho potuto far altro che fiondarmi alla Feltrinelli.
Questa volta avevo già deciso un approccio diverso: non mi sarei lasciato influenzare dalle copertine che, il più delle volte, nascondono il gran lavoro di promozione dell’editore piuttosto che un libro eccellente e per questo ho iniziato a vagare (che sono i libri a doverti scegliere) alla ricerca di quei libretti piccoli, nascosti, quelli che – quasi – neanche ti espongono ma che riempiono gli scaffali e puoi individuare solo per il dorso.
Alla fine ho trovato “Le Braci” di Sándor Márai, scrittore ungherese che – ricordavo – mi era già stato consigliato da lui. L’ho preso in mano, l’ho sfogliato un po’, ho letto la quarta di copertina ed ho deciso: sarebbe venuto a casa con me, era lui il prescelto.
Nei prossimi giorni ho la buona scusa per prepararmi altre tazze di ciobar fumante (e appena finisco di leggerlo vi racconto che ne penso!). 🙂
Emanuele













