Di Vespa ce n’è una sola!

Gente, io ve lo dico così, in maniera diretta: torna la Vespa.

La Piaggio dopo un paio d’anni di pensionamento ha deciso di dedicarsi nuovamente al modello più riuscito nella storia delle due ruote. Così, senza rivoluzionarlo, senza renderlo l’ennesimo scooter plasticoso con tutti gli ultimi ritrovati tecnologici. Come mamma l’ha fatta trentatré anni fa o – se volete – sedici milioni di esemplari fà.

Piaggio Vespa PX - rossa

Torna la Vespa, quella pesante, quella con le ruote piccole, quella con la distribuzione dei pesi tutt’altro che uniforme, quella che, prendendo in giro tutti gli altri scooter, porta con sé una ruota di scorta.

Credetemi, se non l’avessi già ne comprerei al volo un’altra… ma forse solo quando si possiede una Vespa si capisce quant’è bello poter girare con quel motore così pacato, magari su un lungomare al tramonto.

Io li capisco i collezionisti, gente strana, gente che una Vespa l’ha provata. La Vespa è emozionante, la Vespa, semplicemente, non poteva morire! 🙂

Emanuele

Io e le cose legislative (burp).

E’ il primo Febbraio e questo significa che tra 7 giorni sarò seduto davanti una commissione per l’esame orale d’abilitazione alla professione d’ingegnere. Epperò si lavora… così la sera è una fatica immane aprire appunti, libri e fotocopie per tentare di memorizzare cose noiosissime. 😐

Introduzione norme albo degli ingegneri

Potrei ammettere di sapere – ancora – solo quello, però so che sono bravo a far brodo (leggasi: so esprimere un concetto con serenità) durante un orale, così non ho paura oltre il necessario. Mi sembra piuttosto un impegno inutile se proprio devo dirlo, ecco. Probabilmente non ho ancora capito il senso dell’iscrizione ad un albo che, più di tutto, mi sembra una lobby (di cui vorrei volentieri fare a meno) perché in fin dei conti la mia professionalità dovrebbe esser già dimostrata da una laurea riconosciuta dallo Stato. Magari qualcuno di voi riesce a darmi una motivazione plausibile oppure devo continuare a credere che sia il retaggio di un passato che ormai andrebbe rivisto? Intanto mesi fa ho deciso di affrontare anche questo tassello… così, ormai che siamo in ballo, balliamo.

E poi cavoli, il burocratese è orrendo. Quanto son belli i miei manuali tecnici… 🙄

Emanuele

La mia azienda è differente.

So che nel futuro la situazione sarà sempre migliore, ma io sono ben felice di lavorare in un’azienda che da mesi ricava l’energia per l’intera struttura dal sole. Qui, nel freddo nord, i giorni limpidi son davvero pochi, eppure han progettato e proporzionato il numero di pannelli per riuscire a coprire, anche d’inverno, l’intero fabbisogno della struttura.

Da alcune settimane è stato realizzato il collegamento con la rete elettrica nazionale, così oltre a lavorare in maniera verde e pulita, il surplus di energia prodotta viene rivenduta all’Enel.

Mi chiederò sempre perché il sud non sfrutti a dovere queste possibilità. Gli investimenti, soprattutto per le piccole aziende che non necessitano di migliaia di metri quadri di pannelli sono alla portata e il bilancio degli anni successivi vede una voce azzerata ed un nuovo introito stabile e duraturo. Tra l’altro, mediamente, il sud è irradiato dal sole un paio d’ore al giorno in più così il vantaggio è ancora maggiore!

Ultimamente tendo a ricaricare anche il cellulare in azienda: è un piccolo gesto che contribuisce a diminuire l’inquinamento che – come un qualsiasi essere vivente – produco. 🙂

Se volete consigli sull’energy management da fonti alternative, scrivetemi, ho fatto la tesi a riguardo.

Emanuele

Avanti o popolo, alla riscossa.

I recenti fatti di cronaca-politica-gossip del nostro paese mi stan rendendo sempre più comunista.

Non so se esser stato trapiantato al nord possa essere considerato un aggravante ma – per certo – l’aria che respiro, troppo simile a quella di Arcore, non aiuta a lenire il fastidio.

Mi sveglio la mattina con pensieri insurrezionali e tendo, con facilità, a conservarli durante le ore della giornata. Quando vivevo a Palermo ero – politicamente – più sereno.

Emanuele

Anche se non trovi le parole…

Quante emozioni, ancora, una dietro l’altra. Le cullo. Alcune bussano con forza maggiore, altre le ritrovo tra le braccia come regali utili a far dondolare l’intero meccanismo.

L’altro ieri mio zio ha riaperto gli occhi! Non ne ho più parlato sul blog perché preferivo tenere certi pensieri dentro me come qualcosa di prezioso, e adesso invece la felicità è prepotente e non riesco a trattenerla. L’ho salutato in condizioni indescrivibili, alcuni particolari del suo stato non li ho mai raccontati neanche alla famiglia e dopo mesi di attesa… ha preso la sua scelta. Avrà deciso di darsi del tempo

Mia zia un paio di giorni fa, dopo alcuni mesi di coma, l’ha ritrovato con la spalliera del letto un po’ sollevata. Era sveglio, con gli occhi aperti. Non parla, non si muove… ma sente e gira gli occhi. E’ già un miracolo bellissimo e non vedo l’ora di essere a Palermo per poterlo rivedere. Sarà un momento che non dimenticherò facilmente…

Al suo silenzio si contrappone invece un altro stupendo miracolo della natura. Mio nipote – ancora non l’ho sentito con le mie orecchie – ha detto per la prima volta nella sua vita “mamma“. L’inizio di un percorso, l’avvio di milioni di miliardi di parole di un uomo, la sequenza infinita di pensieri espressi e condivisi da ognuno di noi, parte sempre da questa fantastica parola. E’ incredibile la natura. Non so come l’abbia presa mio cognato, ma se fosse mio figlio – son sicuro – mi sarebbe esploso il cuore di gioia. Intanto adesso non vedo l’ora che arrivi domenica per rivederlo… 🙄

L’ultima bella notizia, che al confronto delle altre due è qualcosa di miseramente piccolo, ma che mi fa piacere ricordare, è che ho ricevuto la mia prima busta paga della vita. Ufficialmente ho maturato 1,83 giorni di ferie e 6 ore di permessi. La cosa più buffa da leggere però è il TFR raggiunto: 93€! Alla faccia dei milioni di una vita di sacrifici! :joy:

Emanuele

Ho visto cose riservate ai sognatori.

In queste settimane un paio d’amici mi prendono in giro per la fortuna che m’ha assalito dal punto di vista lavorativo.

Riassumendo: sono stato assunto prima della laurea, il contratto si è trasformato in tempo indeterminato con orario full-time da subito… e non ho neanche avuto il tempo di aggiornare il curriculum (l’ho dovuto fare dopo l’assunzione per semplici ragioni burocratiche). La vita mi ha presentato, realmente, l’occasione d’oro da non lasciarsi sfuggire e io credo – va anche detto – di aver giocato le mie carte al meglio. Nessuno ti fa firmare certi contratti se non ha annusato qualcosa di buono… 🙂

Intanto, nonostante tutto questo, ieri mi chiama un’altra grande azienda. Hanno selezionato il mio curriculum attraverso un circuito post-universitario in cui finiscono tutte le carriere dei laureandi e avrebbero voluto incontrarmi per un colloquio, per offrirmi un periodo di prova con finalità… contratto a tempo indeterminato.

Ecco, io ringrazio ogni sera Dio per quest’abbondanza. Perché in altri settori la gente fa la fame, cerca e si dispera per anni e immagino quanto dev’esser brutta la paura e l’angoscia di non potersi sistemare mai. Ovviamente ho risposto che per meno di un tot di bonus non avrei mai cambiato lavoro… ma in realtà l’ambiente in cui mi trovo per ora è così piacevole (sia professionalmente che umanamente) che con difficoltà mi muoverei da lì!

In ogni caso han ragione i miei amici quando scherzano che se continuo così tra un po’ mi ritroverò con l’auto e il posto auto per dirigenti, i ticket-pranzo di livello superiore, una stanza solo mia e così via…! Ovviamente non è vero ma, in questo periodo, c’è una mano che dall’alto mi sta facendo provare emozioni indescrivibili. Quanti neolaureati si permettono di scegliere con tale serenità dove lavorare?

Non so che ho fatto o che farò per meritare tutto ciò, ma questo “giro di ruota” sta toccando cieli mai immaginati. 🙂

Emanuele