Il giardino è DECISAMENTE più importante.

Non è che io non stia seguendo la politica di questi giorni visto che non è arrivato alcun post a riguardo. Semplicemente però inizio ad avvertire un fastidio sempre crescente che mi porta ad ignorare – per quanto possibile – ciò che ricevo.

Da tempo rifletto con un amico sul fatto che in Italia ormai, volenti o nolenti, non si riesce più a parlar di politica senza nominare Silvio Berlusconi. Tutto ruota intorno a lui.

Certe mattine facendo colazione ed ascoltando le ultime notizie si inizia a commentare ciò che non va e, gira e rigira, il problema è sempre lì.

Non si può iniziare la giornata, ogni giornata, ripetendo sempre le stesse cose. Non si può ridurre il proprio risveglio, il momento in cui guardare il sole dalla finestra o il gatto in giardino all’ennesimo tempo perso dietro la politica.

Così, un po’ per fastidio, un po’ per responsabile diniego, sto evitando di descrivere la mia rabbia per tante notizie disgustose, ignobili e vergognose che delineano la storia d’Italia di questi giorni.

Emanuele

Forever yellow skies!

Questa foto qui guardatela bene. Guardatela e abbandonate un attimo ciò che stavate per fare. 🙂

Campi gialli in primavera

Giallo. Forse voi vedete solo delle piante gialle ma per me non è così. Per me è un’occasione e mi sento fortunato. In questi mesi sto avendo la possibilità di conoscere la vita fuori città, distante da traffico, smog, stress.

Sono felice delle opportunità che mi sono state date: l’anno scorso ho vissuto la Milano-imprenditrice e mi son ritrovato anch’io come milioni di milanesi che giornalmente si incolonnano (tutti uguali) sulle tangenziali o sull’A4, arteria incredibile di questo nord Italia. Questa primavera invece mi sta regalando la fortuna di passare ogni mattina da campi come questi con la bicicletta e la borsa da lavoro a tracolla, felice. L’aria è pura tanto che spesso senti e apprezzi l’umidità dell’erba che si diffonde in tutta la zona.

Da un po’ di giorni – e lo dico senza paura di sbilanciarmi troppo – penso persino di aver trovato il mio ambiente, il compromesso giusto tra contatto con la natura e la vita-da-non-eremita che da anni il mio Io insegue. Faccio una vita molto più a contatto con la natura adesso rispetto a quando non vivessi a Palermo, immerso tra palazzi in cemento e strade asfaltate.

Sapete, in questi anni quasi tutta la gente che ho conosciuto a lavoro ha comprato casa. Il contratto stabile che ho permette, almeno sulla carta, anche a me di fare un mutuo. Non è una priorità di questi giorni ma… questi mesi in campagna mi stanno facendo valutare con forza l’idea di non tornare mai più in città. Non a Milano o a Palermo. Non tornare più in nessuna città. Qualche giorno fa lo raccontavo anche a mia sorella e penso che quando sceglierò casa lo farò in primavera. Dovrò capire come diventa il mondo intorno in questo bellissimo periodo dell’anno. 🙂

Perché la natura fa parte di ciò che sono io. Per anni mi sentivo libero e in pace con l’universo quando vivevo i campi scout, quando mi ritrovavo per strade disperse tra le montagne o quando dormivo in tende montate tra boschi mai calpestati. Qui, sto provando un po’ le stesse sensazioni con maggiore equilibrio. Niente più “fughe forzate dalla realtà” ma stupende opportunità di conciliare la vita normale con ciò che fa star bene nel profondo.

Esco dal lavoro e attraverso vari campi, non sono ancora così bravo da riconoscere il tipo di coltivazione ma quei colori ti regalano serenità e allegria. Quasi mi dispiace dover arrivare al lavoro o a casa!

Quel giallo di questa foto, mi ricorda tanto il giallo di una canzone che amo e così quando passo da lì pedalo sempre con più forza, le gambe spingono e poco importa se hai già fatto qualche chilometro e arriverai a casa sudato. Pedalo e sorrido e mi sento nel mio mondo. Mi sento perfetto in quel momento. Ho finito di lavorare, sono in bicicletta, ho la natura intorno e qualche ora di relax mi aspetta, cos’altro potrei chiedere?

Mi immergerei. Sarà che immagino troppe scene da film mentre vivo ma – seriamente – forse un giorno troverò il coraggio di lasciare la bicicletta di lato per mettermi a correre come un bimbo tra quei prati probabilmente sottovalutati.

Guardatevi intorno. Evitate il più possibile i luoghi in cui non vedete l’alba o il tramonto! Il vostro io non lo ritroverete mai distanti da madre natura: è parte di voi imprescindibile! 🙂

Emanuele

Concedersi all’eternità.

Scritta professione da adulto: Quando ero piccolo da grande volevo diventare un libro.

(Lavagnetta fotografata in libreria).

Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.

Amos Oz (scrittore israeliano)

Emanuele

(Oh, no! E’ successo di nuovo!).

La settimana scorsa mi chiedevo come ripartire col lavoro dopo una bella domenica e quella di oggi non è stata da meno! Dopo aver prenotato un tavolo per sei, siamo finiti in Piemonte, per la precisione sul Lago maggiore! 🙂

Vista del Lago Maggiore Pranzo rustico - Trattoria San Salvatore - Massino Visconti

Pranzo spettacolare in un luogo magico, un ex-convento agostiniano costruito intorno all’anno mille e abbandonato intorno al 1600. Sito ad ottocento metri di quota sul livello del mare, mi era stato presentato così: “si mangia bene e si sta in una terrazza con vista su tutto il Lago Maggiore” e in effetti non posso che ripetervi le stesse parole. Panorama mozzafiato e cibo talmente splendido che ho dimenticato di fotografare per benino il posto (ma sul loro sito c’è una photogallery che rende l’idea!).

Tutto rigorosamente fatto in casa a pochissimi chilometri dal confine con la Svizzera, con le Alpi che non ricordo d’aver mai visto così da vicino! Non è mancato ovviamente un giretto al lago e nella splendida Stresa. 🙂

Come torno al lavoro domani mattina?! 😐

Emanuele

PS: da notare il bicchiere dell’acqua di mio nipote che ormai è quasi al terzo dentino… 😎