Una volta per tutte credo di aver trovato ciò che collega la mia necessità interiore di sfogarmi con coniugazioni e sillabe all’altra mia anima, quella razionale, quella che fin da piccolo mi faceva sognare di diventare un giorno un ingegnere, che mi faceva smontare ogni oggetto possibile pur di conoscerlo meglio (dalle bambole di mia sorella, alle penne, agli strumenti di un oculista…), e che anni fa mi fece iscrivere proprio ad ingegneria.
Gli scrittori sono gli ingegneri dell’anima.
Ecco tutto. C’è un po’ di me anche nella voglia di scrivere. Mi sembrava strano d’altronde. L’ingegnere può anche aver voglia di scrivere, nonostante la sua anima precisa, fredda e calcolatrice. 😐
Non sono anormale. Adesso mi rimane da capire se mi è concesso anche (tornare ad) essere romantico…
Emanuele





