Pioggia, vento, sole. Ho incontrato di tutto in questi due giorni e una cosa è chiara: di guidare non mi stancherei mai. Che poi, mi sono accorto, quando fai così tanta strada tutta solo, vivi i chilometri secondo fasi che si susseguono.

…kiss the rain, whenever I’m gone too long…
Billie Myers – Kiss the rain
Ci sono momenti in cui canti a squarciagola qualche canzone passata alla radio (tanto, chi vuoi che ti senta, mentre sfrecci a finestrini chiusi a 130km/h), ci sono chilometri in cui appoggi un gomito al finestrino per tenerti dritta la testa, o chilometri in cui – e ne scorrono vari – la radio passa in secondo piano e non ti rendi conto che quella stazione, in quella determinata frequenza, non sta più trasmettendo nulla di udibile. Ci sono i chilometri in cui magari spegni tutto, ti godi le ruote che rotolano veloci e osservi tutto il mondo che scorre come in un enorme tapis roulant che circonda la tua auto.
Non importa il meteo, io ieri mentre scendevo lo stivale, sarei arrivato fino alla punta più estrema della Puglia e poi sarei risalito. Questo ovviamente è un problema perché, ad esempio, il giro dell’Europa lo farei volentieri sia a piedi (qualcuno ha detto interail?), sia in bicicletta, sia – decisamente – in auto per toccare la terra dal Portogallo agli Urali e tristemente servirebbero tre vite per poter fare tutto…
C’è nessuno che vuol partire con me? 🙂
Emanuele




