Mi manca solo la Ferrari.

E’ tutto pronto. Domani mattina parto, la segretaria aveva prenotato l’auto e gli alberghi venerdì e stasera ho stirato per benino le due camicie che dovrò appendere nel gancio porta-abiti dell’auto.

Mi aspettano quasi 1600 chilometri. Lunedì e Martedì sarò dalle parti di Teramo, poi mi sposterò a Pescara, in Abruzzo.

Chissà se tra dieci anni conserverò ancora l’elettricità interna che sento in questo momento. Sono particolarmente orgoglioso di questa trasferta, sia perché sarà molto interessante, sia perché – nuovamente – andrò solo. Il capo non ha avuto alcuna remora nel decidere di spedirmi dove non sono mai stato senza altri colleghi.

Se domani pomeriggio mi aspettano in un’industria farmaceutica (quella in cui feci la mia prima trasferta), il giorno dopo mi sposterò in un’industria energetica con cui ho avuto solamente contatti telematici. L’appuntamento è per Mercoledì mattina e io, con la seconda camicia, entrerò nella centrale di raccolta dati di tutti gli impianti di produzione di energia a gas del Mediterraneo! 😮

Intanto ho visto che nell’albergo in cui dormirò c’è anche la piscina: ho già messo il costume in valigia, per favore – nei prossimi giorni – state fermi con le danze della pioggia (anche perché devo guidare per mezzo stivale!). 🙂

Emanuele

9 commenti » Scrivi un commento

  1. E via, inquiniamo felici! (non ce l’ho con te eh, tra macchina a metano e bici sei un modello in materia)

    • Sai Ska, ogni tanto ci penso anch’io, mentre lavoro mi dico: “in fondo sto realizzando degli strumenti inquinanti…”, poi però provo a vedere il mio lavoro da un altro punto di vista. Provo ad accettare che l’evoluzione dell’uomo è inevitabile e così non si può fermare l’utilizzo delle risorse… però proprio l’ingegneria può aiutare ad ottimizzarne l’uso. Mercoledì, nella centrale di raccolta dati andrò a modellare ed attivare proprio un sistema di monitoraggio dei dati in arrivo, in modo che gli operatori possano capire meglio quali siano i livelli di produzione in realtime per evitare di produrre più del fabbisogno (che altrimenti va dissipato o stipato ad esempio in centrali idroelettriche…). Così, ciò che faccio alla fine ha anche un risvolto ambientale non indifferente… anche perché qui non si parla di una lampadina accesa ma di grandi numeri.
      Riguardo al mio viaggio, sarei voluto andare volentieri in aereo (il treno coi cambi ci stava troppo purtroppo) ma dovrò portarmi dietro un componente che non può andar perso…! E poi, in realtà non credo che l’aereo pro-capite-viaggiatore sia meno inquinante…!
      Ciao,
      Emanuele

  2. Eccolo, e’ partito ancor prima di partire sul serio…scusa ma la parentesi non era abbastanza chiara? 😀

    E’ chiaro che spostarsi implica un consumo energetico e quindi inquinamento, ma con la cultura dell’auto che esiste oggi in Italia ci troviamo con milioni di viaggiatori solitari come sarai tu in questi giorni. La mia era una critica a questo sistema…ma breve, perche’ da li’ si arriva in un attimo a qualsiasi problema socioeconomicopolitico esistente 😡

    • Ahah Ska… ma no, era chiarissima! Semplicemente mi hai dato lo spunto per raccontarti un po’ come, personalmente, vedo il lavoro dell’ingegnere… che non è necessariamente la causa di tanto inquinamento ma forse, anche, il mezzo per combatterlo! 🙂
      Riguardo gli spostamenti in auto, non posso che esser d’accordo con te. Arrivare in treno sarebbe stato impossibile (sia per gli orari con coincidenze disumane, sia perché per il tratto finale avrei comunque dovuto affittare l’auto), in aereo invece si atterra a Pescara di sera, così sarei dovuto stare fuori 2 giorni in più tra andata e ritorno (si riparte la mattina…).
      Grazie Princess_S! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

    • Barbara, in realtà anche la prima volta mi ha lasciato solo… questa volta però anche durante il viaggio non c’era nessuno! Speriamo continui questa “onda verde”… :joy:
      Ciao,
      Emanuele

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