Il ciclo.

Da piccolo odiavo le bambine che, tutt’un tratto, non giocavano più con me a rincorrersi perché non si sentivano più in età da giochi simili. Erano lì – le incontravo sotto casa – con quelle gambe esili identiche a quelle che il giorno prima zompettavano allegramente ma con qualcosa di talmente diverso in testa che mi era letteralmente impossibile capire cosa fosse successo.

Emanuele

6 commenti » Scrivi un commento

  1. non ho capito… ti riferisci a “quel” ciclo?

    ti posso assicurare che nemmeno le bambine in questione erano tanto contente… oddio che trauma, cosa mi hai fatto ricordare :-/

    • Eh no, non mi riferivo in realtà solo a quello. Qualche sera fa ho visto per strada, di sera – in centro -, un bambino che giocava a rincorrersi con una sua coetanea, forse figlia di amici dei genitori. Come un flash m’è tornato in mente quando quelle bambine, pochi mesi dopo, magari dopo una semplice estate, le ritrovavi “cresciute” perché in fin dei conti le bimbe in quella fase maturano prima dei maschietti… e così con te non volevano giocare più e tu non capivi. Ti sembrava non sapessero più “divertirsi” finché poi (visto che l’uomo è un coglione) non capivi che sul lungo periodo toccava anche a te “smetter di giocare” per mantenere i rapporti. 🙂
      Da questo pensiero è balenata poi la coincidenza col ciclo femminile… ecco spiegato tutto!
      Ciao,
      Emanuele

  2. Non c’è da capirci!!! …solo amarci per tutto quello che siamo, contraddizioni comprese! :joy:
    … la stessa cosa vale all’inverso logicamente!

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