Il paradiso lo immagino così.

Ieri ho passato la giornata alle Terme Milano tra vasche ad idromassaggio, geyser, cascate, sala hammam e saune. Non avevo mai provato un centro benessere ed è qualcosa di allucinante! 😎

Terme Milano

All’ingresso ti danno infradito, asciugamani e accappatoio, tutto rigorosamente bianco. Poi inizi il percorso e in maniera libera ed autonoma puoi scegliere dove trascorrere il tempo. La sauna che ho amato di più è stata quella a 46°C. con un livello di umidità dal 90%. All’ingresso prendi una cucchiaiata di bicarbonato e lo cospargi sul corpo. Il bicarbonato farà uno scrub sulla pelle e quando esci hai la pelle più liscia di quella di un bambino. 🙂

Bella anche la sauna a 90°C. anche se dopo 5 minuti grondi di sudore come un tombino esploso! :timid:

La scena che invece mi riporta alla frase del titolo è il momento del pranzo: in accappatoio si entra in una grande sala con musica classica. Al centro c’è un tavolo molto elegante con tanta frutta idratante, pomodorini, sedano, miele, yoghurt e così via… si rimane senza parole a vedere tutta questa gente, con la pelle rigenerata e i capelli ancora umidi, che vaga silenziosamente ricoperta da quest’accappatoio bianco in puro relax… chissà che non sia davvero così il paradiso! 🙄

Emanuele

Respira la tua gioventù.

Strada rettilinea in un bosco

Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quello che riesce a stare nei giornali (…) In sostanza, viaggiamo per ritornare a essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo.

Pico Iyer (scrittore inglese)

Emanuele

(photo credits)

Tu hai mai rischiato?

Giovanni: Lo sai che con 20 milioni si può comprare un bar in Costa Rica? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme.
Aldo: Tutto l’anno in costume.
Giovanni: Tutto l’anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.
Aldo: E se ti va male?
Giovanni: Be’, il rischio c’è. Del resto, se non rischi. Tu hai mai rischiato?

Tratto dal film: “Tre uomini e una gamba”

Tu hai mai rischiato? (che magari, scritta tre volte in un post solo, si valuta la domanda con la dovuta attenzione…).

Emanuele

Ma io, li merito davvero amici così?!

Quest’anno, il giorno del mio compleanno, ero reduce dal funerale di mio zio. Scesi a Palermo ma praticamente non ebbi modo né di festeggiare (figurarsi), né di incontrare gli amici.

Oggi, a distanza di mesi, è in arrivo una torta con un corriere direttamente dalla Sicilia. Sono questi i momenti in cui ti chiedi a cosa servano i social network se, al contrario, starne fuori ti tiene alla larga da tantissime relazioni illusorie regalandoti esclusivamente amici su cui potresti contare persino nei periodi più neri. Doveva essere una sorpresa ma per motivi logistici (qualcuno doveva essere a casa per riceverla) l’ho saputo prima e finalmente mi son spiegato perché, all’inizio della settimana, un amico mi mandò un sms: “Manu, mi dici dove abiti di preciso che sto calcolando quanto vivo distante dai miei amici?”. Uno di quei messaggi assurdi che però ti dici “ogni tanto queste idee idiote, in un momento di fancazzeggio, le hai anche tu…” e così rispondi senza sospettar nulla. 😐

Siccome però non ha senso una torta senza amici intorno al tavolo da oggi a Lunedì ospiterò un amico in arrivo da Palermo, uno da Treviso, una da Modena e una da Milano! Sarà bello passare con loro l’ultimo weekend prima dell’Africa… 🙂

Emanuele

PS: e ci sarebbe da discutere per ore sul fatto che la società odierna faccia credere che il benessere sia aumentato quando invece si parte dai propri cari proprio come 1000 anni fa e impone che i giovani alla ricerca di un futuro debbano disperdersi in giro per il mondo.

La palla magica 8 si aggiorna…

Palla Magica 8Considerato che fermo non so stare oggi ho aggiornato Magic 8 Ball, una pagina che creai il 4 Aprile 2009 in un momento di ozio-pre-esami. In realtà non avevo mai completato i lavori così non ne parlai sul blog perché non mi piaceva presentare qualcosa di tecnicamente incompleto ma adesso Magic 8 Ball è scritto interamente in HTML5, la previsione dell’oracolo è  aggiornata usando la tecnologia AJAX in modo da non richiedere un refresh della pagina e il bottone è un bell’esempio di grafica tramite CSS3.

Come al solito mi diverte trasformare le idee in linee di codice e questa nacque perché non avevo la palla vera e mi piaceva illudermi di poter scoprire l’esito dei miei esami attraverso finte risposte! 😐

Siccome sono diligente nerd, automaticamente, l’intera pagina parla in italiano, inglese o in francese!

Emanuele

PS: Magic 8 ball utilizza le frasi storiche della palla della Mattel lanciata negli anni ’50!

Come un diamante in mezzo al cuore.

Ieri sera sono andato a correre. 8km sotto il sole al tramonto dopo una giornata di lavoro. Ieri sera, poco dopo, m’è arrivato un sms: “Manu, siamo al Pronto soccorso, papà è caduto, si è tagliato di nuovo e ci vogliono punti”.

Mio papà ieri è caduto, per la seconda volta in questi mesi (che la prima, ho inghiottito e ho scritto qualcosa che non avete potuto capire). Mio papà è invalido. Al 100%. E se io sono una persona determinata, lui probabilmente lo è il triplo. Però non va bene. Sto scrivendo qualcosa che pensavo non avrei scritto mai sul blog perché sono cresciuto tenendo certe cose dentro e cullandole nel profondo perché è lì che devono stare, è lì che ti danno la forza per esplodere e rispondere alla vita.

Forse adesso capirete unmiliardosettecentoventicinquemilioniseicentomilanovecentoventiquattro cose di me, o forse no. L’importante è che lui, visto che legge questo blog, capisce che è il caso, lo stramaledettissimo caso, di chiedere l’assistenza. Perché siamo umani. Perché anch’io un bel giorno avrò bisogno d’aiuto. Perché lui si fa male, a noi scoppia il cuore. E non è un bene per entrambi. E visto che non ci ascolta, userò tutti i mezzi possibili per farglielo accettare.

Oggi lasciatemi in pace.

Emanuele

PS: commenti chiusi, che non c’è nulla da dire.

Invertire l’ordine delle parole di una stringa in PHP.

Qualche giorno fa avevo scritto, per gioco, una frase che iniziava dall’ultima parola. Come al solito però, prima di fare questi giochi stupidi penso “come potrebbe risolvere questo problema il computer?”. Invertire tre parole di una frase è molto semplice, invertire testi lunghi – a mano – inizia a diventare qualcosa di oneroso in termini di tempo.

Il problema si risolve in maniera molto semplice con un paio di funzioni. Per amore della pulizia non ho voluto usare alcun ciclo (potevo contare le parole e salvarle in un’altra variabile partendo dall’ultima). In PHP però esiste array_reverse, una funzione che accetta in ingresso un array e lo ordina in maniera opposta.

Così, in poche righe, ho trasformato la stringa in un array, l’ho ribaltata e l’ho ricomposta. 🙂

// Codice PHP
$frase = "Questa stringa verrà ribaltata!";
$i = explode(' ', $frase);
$reverse = array_reverse($i);
$risultato = implode($reverse,' ');
echo $risultato;
// $risultato = ribaltata! verrà stringa Questa

Semplice, facile ed indolore. Anzi: indolore. ed facile, Semplice 🙂

Emanuele

L’ultima pagina.

Facevo questo pensiero da un po’, sappiatelo.

Da qualche mese penso al 27 Agosto, quel giorno questo blog compirà 8 anni e – mi dico – otto anni son proprio tanti. Sono cresciuto, sono cambiato. In otto anni ho attraversato una bella fetta della mia vita. In otto anni accadono migliaia di cose, che in otto anni sono compresi 2920 giorni ed io ho già scritto quasi 3600 post. Fate voi. Avevo vent’anni quando, per gioco e solamente per me, iniziai ad appuntare i miei pensieri su queste pagine.

In otto anni ho attraversato decine di strade, ho perso vari amici, ne ho guadagnati di nuovi, ho conseguito una laurea, ho trovato un lavoro, mi sono abilitato, sono uscito, rientrato e poi riuscito dallo scoutismo. Ho visto nascere una bella storia d’amore, l’ho vista crescere e poi morire. Ne ho viste altre non partire perché non sentivo le farfalle ed ho imparato a non prender(mi) in giro. Ho visto nascere mio nipote. Ho con-vissuto l’infarto di mio papà, ho cambiato persino città. Ho scattato migliaia di foto. Sono andato a vivere da solo, ho espletato il servizio civile in un quartiere a rischio della mia città. Ho fatto il bagno a mare non so quante volte e non saprei neanche contare quante volte avrò riso o sentito ridere. Ho cambiato auto, ho comprato una Vespa. Ho ricevuto una bicicletta nuova ed ho imparato ad andare su un monociclo. Ho ricevuto una chitarra (ma non ho ancora imparato a suonarla) e mi sono cresimato. Ho comprato un Mac ed ho visto mia sorella sposarsi. Ho visto la mia famiglia cambiare, crescere, allontanarsi fisicamente e poi riunirsi altrove. Ho percorso il cammino di Santiago, ho scalato il Subasio, ho attraversato a piedi la Costiera Amalfitana. Ho raccolto fragole tra i boschi della Sila. Il 27 Agosto 2011 potrò dire d’essere stato in Inghilterra, Spagna, Grecia, Croazia, Repubblica Ceca, Senegal e d’aver messo piede in oltre la metà delle regioni italiane. Avrei decine e decine di altre cose da raccontare ed elencare, ma non è questo il punto.

Vi ho raccontato e ho raccontato a me stesso tutto questo con grande piacere, ma penso anche che qualsiasi bel libro debba avere l’ultima pagina. Perché nulla è eterno e questa verità mi è chiara e lampante come non mai in questa fase della mia vita. Persino la mia felicità, che cullo e proteggo giornalmente, penso sempre di doverla apprezzare finché è qui perché potrà mancare nuovamente.

Allo stesso modo, da un po’ penso di dover sparire da questo angolo di web. Eclissarmi, forse totalmente, in una vita ancor più “digitalmente anonima“. Distante già dai social network, ma distante anche da “dreamsworld punto it“. Tornare ad essere come milioni di altre persone che quotidianamente si affannano inseguendo i loro impegni, senza dover star poi ad appuntarseli su un bel taccuino. Invisibili alla massa ma non per questo “non pensanti”. Niente più commenti, niente più complimenti che – sarò strano – mi han sempre fatto paura. La bellezza della vita vissuta senza doverla raccontare come ho amato fare.

Non so ancora quando avrò il coraggio di fare questo passo. Ogni tanto mi dico “dopo il decimo anno, smetto” che, casualità vuole, il dominio è già pagato fino al 2013; dieci anni saranno anche l’alba dei miei trent’anni e sarà il caso di diventare veramente adulti. Chissà questa sensazione come evolverà. Magari mi passa, magari questo bisogno tramuterà, magari continuo per altri 40 anni e vi racconto persino della mia festa pre-pensionamento. Chissà. A me torna in mente Big Fish in questi momenti, non posso farci nulla ma penso davvero di aver imparato a vedere la vita come lui.

Quale sarà l’ultimo post di questo blog? Quand’è che quel titolo capeggierà per anni, cristallizzato, in una pagina che non avanza più? Lo scriverò con consapevolezza o avverrà tutto per caso come quando, di fretta, una mattina ti svegli e decidi che vuoi far colazione con due uova fritte?

Emanuele