Invertire l’ordine delle parole di una stringa in PHP.

Qualche giorno fa avevo scritto, per gioco, una frase che iniziava dall’ultima parola. Come al solito però, prima di fare questi giochi stupidi penso “come potrebbe risolvere questo problema il computer?”. Invertire tre parole di una frase è molto semplice, invertire testi lunghi – a mano – inizia a diventare qualcosa di oneroso in termini di tempo.

Il problema si risolve in maniera molto semplice con un paio di funzioni. Per amore della pulizia non ho voluto usare alcun ciclo (potevo contare le parole e salvarle in un’altra variabile partendo dall’ultima). In PHP però esiste array_reverse, una funzione che accetta in ingresso un array e lo ordina in maniera opposta.

Così, in poche righe, ho trasformato la stringa in un array, l’ho ribaltata e l’ho ricomposta. 🙂

// Codice PHP
$frase = "Questa stringa verrà ribaltata!";
$i = explode(' ', $frase);
$reverse = array_reverse($i);
$risultato = implode($reverse,' ');
echo $risultato;
// $risultato = ribaltata! verrà stringa Questa

Semplice, facile ed indolore. Anzi: indolore. ed facile, Semplice 🙂

Emanuele

L’ultima pagina.

Facevo questo pensiero da un po’, sappiatelo.

Da qualche mese penso al 27 Agosto, quel giorno questo blog compirà 8 anni e – mi dico – otto anni son proprio tanti. Sono cresciuto, sono cambiato. In otto anni ho attraversato una bella fetta della mia vita. In otto anni accadono migliaia di cose, che in otto anni sono compresi 2920 giorni ed io ho già scritto quasi 3600 post. Fate voi. Avevo vent’anni quando, per gioco e solamente per me, iniziai ad appuntare i miei pensieri su queste pagine.

In otto anni ho attraversato decine di strade, ho perso vari amici, ne ho guadagnati di nuovi, ho conseguito una laurea, ho trovato un lavoro, mi sono abilitato, sono uscito, rientrato e poi riuscito dallo scoutismo. Ho visto nascere una bella storia d’amore, l’ho vista crescere e poi morire. Ne ho viste altre non partire perché non sentivo le farfalle ed ho imparato a non prender(mi) in giro. Ho visto nascere mio nipote. Ho con-vissuto l’infarto di mio papà, ho cambiato persino città. Ho scattato migliaia di foto. Sono andato a vivere da solo, ho espletato il servizio civile in un quartiere a rischio della mia città. Ho fatto il bagno a mare non so quante volte e non saprei neanche contare quante volte avrò riso o sentito ridere. Ho cambiato auto, ho comprato una Vespa. Ho ricevuto una bicicletta nuova ed ho imparato ad andare su un monociclo. Ho ricevuto una chitarra (ma non ho ancora imparato a suonarla) e mi sono cresimato. Ho comprato un Mac ed ho visto mia sorella sposarsi. Ho visto la mia famiglia cambiare, crescere, allontanarsi fisicamente e poi riunirsi altrove. Ho percorso il cammino di Santiago, ho scalato il Subasio, ho attraversato a piedi la Costiera Amalfitana. Ho raccolto fragole tra i boschi della Sila. Il 27 Agosto 2011 potrò dire d’essere stato in Inghilterra, Spagna, Grecia, Croazia, Repubblica Ceca, Senegal e d’aver messo piede in oltre la metà delle regioni italiane. Avrei decine e decine di altre cose da raccontare ed elencare, ma non è questo il punto.

Vi ho raccontato e ho raccontato a me stesso tutto questo con grande piacere, ma penso anche che qualsiasi bel libro debba avere l’ultima pagina. Perché nulla è eterno e questa verità mi è chiara e lampante come non mai in questa fase della mia vita. Persino la mia felicità, che cullo e proteggo giornalmente, penso sempre di doverla apprezzare finché è qui perché potrà mancare nuovamente.

Allo stesso modo, da un po’ penso di dover sparire da questo angolo di web. Eclissarmi, forse totalmente, in una vita ancor più “digitalmente anonima“. Distante già dai social network, ma distante anche da “dreamsworld punto it“. Tornare ad essere come milioni di altre persone che quotidianamente si affannano inseguendo i loro impegni, senza dover star poi ad appuntarseli su un bel taccuino. Invisibili alla massa ma non per questo “non pensanti”. Niente più commenti, niente più complimenti che – sarò strano – mi han sempre fatto paura. La bellezza della vita vissuta senza doverla raccontare come ho amato fare.

Non so ancora quando avrò il coraggio di fare questo passo. Ogni tanto mi dico “dopo il decimo anno, smetto” che, casualità vuole, il dominio è già pagato fino al 2013; dieci anni saranno anche l’alba dei miei trent’anni e sarà il caso di diventare veramente adulti. Chissà questa sensazione come evolverà. Magari mi passa, magari questo bisogno tramuterà, magari continuo per altri 40 anni e vi racconto persino della mia festa pre-pensionamento. Chissà. A me torna in mente Big Fish in questi momenti, non posso farci nulla ma penso davvero di aver imparato a vedere la vita come lui.

Quale sarà l’ultimo post di questo blog? Quand’è che quel titolo capeggierà per anni, cristallizzato, in una pagina che non avanza più? Lo scriverò con consapevolezza o avverrà tutto per caso come quando, di fretta, una mattina ti svegli e decidi che vuoi far colazione con due uova fritte?

Emanuele

Oh, che belli, i tre porcellini…

Stamattina ero anch’io in coda insieme ad altri 15km di auto ferme sull’A4 causa incidente. Sai però quando ti senti in pace col mondo e accanto a te hai un bel camion che trasporta maialini?

Ecco. Tutto contento e incurante del traffico ho deciso di abbassare il finestrino per sentire i porcellini grugnire. Erano tutti rosa, col naso a bottone, che buttavano anche loro un’occhiata fuori per capire cosa diamine fosse successo. Non potevo non fischiettargli accanto per catturare la loro attenzione.

Non fatelo. Mai. Non fatelo. Ripeto: non fatelo. M-A-I. Ho chiuso il finestrino quattro secondi dopo per la puzza di merda – e quando dico merda intendo che la cacca del cavallo è profumo francese – che aleggiava attorno ai maialini. :timid:

Stavo per strangolarmi con le mie stesse mani pur di non respirare ancora quel tanfo immane. Ho avuto paura di non uscirne vivo. Anche perché – in coda – stamattina son rimasto un’ora e mezza.

Emanuele

La prossima volta pranzo su una panchina!

Scena: due operai pranzavano e uno dei due raccontava dei suoi problemi col modem a casa e del fatto che,  non avendo un router, sua moglie deve staccare sempre il cavo ethernet.

Operaio 1: Ma non c’è una presa multipla?
Operaio 2: per cosa?
Operaio 1: per attaccargli più cavetti…

Operaio 1: ma se faccio attaccare mia moglie alla tower?
Operaio 2: “alla tower”?!
Operaio 1 (indignato che il primo non capisse!): al computer… la tower!

Operaio 1: non vorrei che il cavo lungo si rompa…
Operaio 2: ma quale cavo?
Operaio 1: quello per Facebook…
Operaio 2: quello per internet intendi…
Operaio 1: nono, per Facebook, mia moglie non va su internet!

E io che sono nerd, nel tavolo accanto inghiottivo bocconi amari. 😐

Emanuele

E non ha un nome solo ma mille suoni in un solo canto…

Passaporto, certificato internazionale di vaccinazione, moleskine e Fuji. Pochi elementi, molto semplici che avrò sempre con me. La moleskine ha già iniziato a riempirsi perché – si sa – un viaggio non inizia mai quando si sale sul primo treno ma quando l’anima del viaggiatore si mette in moto. Appunti, numeri di telefono, indicazioni, località… si è già creata la base di quel che sarà.

Occorrente viaggio

[…] C’è chi la teme e non vuole sentire, ma è forte e sa farsi ascoltare. E’ arrivata la grande musica, ha preso il ritmo da lontano. E ha un tamburo che rimbomba, ha un tamburo che rimbomba! Sì! Melodia di sogni nel vento!
Eh! La Musica del Tempo! Ecco arriva la Musica del Tempo!
Graffia e scende, scende profonda, pulsa, batte e ti parla dentro. Mille sogni in un solo canto e mille canti per un nuovo giorno. Ha preso il ritmo da lontano…

Modena City Ramblers – La musica del tempo

Quanti click farà quella macchina fotografica? Quanti istanti imprimerà nell’eterno dei ricordi della mia vita? Quanti sorrisi, panorami, volti, colori cristallizzati? Quanta strada ho fatto per arrivare fin lì?

Emanuele

La chiave.

Emanuele

.chiave nuova la sempre ritrovare nel piuttosto Esercitati .limitata decisamente logica tua la secondo cosa ogni comprendere nel tempo tuo il più sprecare non oggi Da .stesso te a orgoglio con mostrerai che più in chiave una ha momento quel da tasca tua La .originale schema tuo il abbandonato l’aver più preoccupa ti non e senso avere ad torna tutto chiave nuova la trovi se ma spiazza spesso vita la che questo per E’ .tue non regole secondo farlo a adattarti contrario al devi ma canoni tuoi i secondo istantaneamente tutto leggere di pretendere puoi Non .prospettiva cambiare è soluzione l’unica che scoprire poi e tempo del passare Far .attenzione prestare e fermarti Devi .d’occhio colpo a riconoscerlo a o comprenderlo a Fatichi .qui testo questo come è volte a vita La