Torniamo a parlare di lui, l’Amore.
E’ passato un bel po’ di tempo da quando ho scritto l’ultimo post circa la mia situazione sentimentale.
Decisi che dovevo dare un taglio netto e mi buttai immediatamente nella vita che mi aspettava perché ne ero più che consapevole: la vita aspettava solo me. Dipendeva da me vivere o morire.
Ero stanco. Ero stanco da tanto tempo. Ero stanco perché l’amore mi aveva deluso, mi aveva fatto scoprire degli aspetti tipici di ciò che questa società (si, lo dico con fermezza e supponenza) insegna sia “amore”. Avete presente “uomini e donne” su Canale 5?
Quello è l’amore che la società tende a farci conoscere. E’ un tipo di amore che è distante anni luce da ciò che ho visto a casa mia e da ciò che ho imparato col tempo a voler chiamare Amore.
Ecco, anche all’ultimo mi sentii preso in giro, deluso non per via di una “promessa infranta” (in fin dei conti ero il primo a non voler più promettere niente a nessuno), quanto per via di un sentimento banalizzato, ridotto al “nero/bianco dall’oggi al domani”.
Mi fermai. Capii che dovevo guardare dritto invece di “guardar di lato”.
Sapete, in questi mesi son rimasto solo ed ho imparato davvero ad apprezzare tutto ciò che ho realizzato, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.
I miei successi, le mie scelte coraggiose, i miei impegni che non dovevano mancare nella mia agenda. Sono tutti traguardi che mi riempiono d’orgoglio per un semplice motivo: non c’era nessuno affianco a me a spronarmi, a dirmi qualche parola quando la sera ero stanco o la mattina che, grazie ad un solare buon giorno, mi iniettava energia. Ero io, erano le mie forze. Era (ed è) tutt’ora bellissimo. Mi sveglio allegro e orgoglioso di ciò che sono.
Sono apparse varie persone nel tempo, varie ragazze. Si… non ne ho mai parlato da queste parti non perché volessi nascondere qualcosa (non saprei da chi o da che cosa!) ma esclusivamente perché… io non c’ero “con la testa” e perché non sono per nulla il tipo che va in giro a vantarsi dei cuori rubati. Ho grande rispetto dei sentimenti, lo stesso rispetto che pretendo.
Ho avuto paura. Si, l’amore, proprio quello, non riusciva più ad interessarmi come un tempo. Sono stato a riflettere su questa cosa molto spesso. In questi mesi sono apparse varie persone… ma nessuna riusciva realmente ad interessarmi più di tanto. Non avevo voglia di conoscerle, di approfondire i rapporti, di scoprire. Nulla.
Sapevo che quando sarebbe arrivata quella giusta avrei sentito le farfalle nello stomaco, però boh… mi sentivo più duro e questa durezza non mi piaceva, non è “parte di me”.
Mi sono interrogato ed ho cercato le motivazioni di questo mio atteggiamento che oserei definire refrattario. Delusione e scottatura? Probabile. Molto probabile.
Però non volevo rimanere così in superficie, quella era una risposta troppo semplice ed ho iniziato a mettere in discussione tante cose della mia vita, a partire dai miei genitori e la loro storia d’amore (quale esempio più vicino cercare altrimenti?).
Ho cercato di analizzare la loro storia, per capirne un po’ di più anche della mia. Quest’anno, la partenza di mio fratello e mia sorella, sembra capitata, come si suol dire, a fagiolo. Non che fossero d’intralcio, però è scomparso quello che si potrebbe definire “rumore di fondo” in una comunicazione instaurata tra tre persone. Non era uno scherzo quando dissi che io e l’amore ci guardavamo a distanza.
E questa distanza, io l’ho iniziata a gettare, in maniera molto chiara e decisa con quelle ragazze che più o meno velatamente si son mostrate interessate a me durante quest’anno.
Cinque. Ne ho contate cinque. Che poi a voler guardare i numeri, mi sembra anche assurdo. Probabilmente avrò qualcosa di bello dentro, perché fuori non prenderei granché di me (non che non mi accetti, non stia bene col mio corpo o cose di questo tipo… però, fossi nei loro panni, sceglierei sicuramente altro! :-D).
Eppure, con ognuna di loro fu sempre tutto chiaro fin dall’inizio. “Sto bene così, vivo felice nella mia vita, è bello coltivare le amicizie, bla bla bla”. Chiaro, netto, deciso. Senza fraintendimenti, giochi nascosti o altro.
Avevo sempre in mente mia sorella più piccola, che una mattina dell’estate scorsa, andando a mare, mi diede una bellissima risposta. Le chiesi informazioni su un ragazzo che palesemente le veniva dietro e faceva anche 20km per venirla a trovare. “Ma tu, che intenzioni hai?” le chiesi, un po’ geloso, un po’ curioso. “Lui lo sa, i patti sono chiari, siamo solo amici”. Rispose così… e dimostrò tanto coraggio e tanta decisione. Io avevo già chiari certi atteggiamenti ma quella diventò un po’ anche la mia risposta.
Puntualmente però mi ponevo una semplice domanda: “sarei disposto a rinunciare alla mia libertà e serenità per lanciarmi in una nuova storia?”.
Non scherzavo quando dicevo di averne un maledetto bisogno e così non scherzavo neanche quando in questi mesi vi ho iniziato a dire di sentirmi finalmente sereno e allegro. Di sentirmi “cambiato“. Mi piace esser sincero, è una delle mie qualità che apprezzo maggiormente e che faccio sempre di tutto per tenermi stretto. Son poche, almeno facciamole valere…
Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! Che è questo? Boh! Non lo so!
Tratto dal film “La tigre e la neve” di Roberto Benigni.
Queste parole le ho in testa dal giorno in cui pubblicai il video del film su queste pagine.
Non ho davvero voglia di accontentarmi. Farsi obbedire dalla parola “amore” è una cosa dura. E’ impegnativo, non dipende solo da noi e comporta varie rinunce. Decisi che non avrei più pronunciato quella parola per un po’ di tempo. Il tempo necessario per farla tornare a splendere.
Ecco, le cose nella vita, sono stra-convinto che accadano sempre di colpo, come i quadri che cadono. E così… un paio di mattine fa, qualcosa è cambiata in me. C’è una ragazza. In realtà la conosco (non trovo un verbo di valore inferiore) da un paio d’anni ma non abbiamo mai parlato realmente. Stranamente da qualche giorno voglio conoscerla.
Ecco la novità. Non è nulla di concreto, nulla di chissà-che-cosa, semplicemente, una mattina mi son svegliato pensando “ma perché non provare a conoscerla? Sembra interessante!”. E così ho deciso di togliere un paletto.
Non sono un mago in queste cose ma ho ben chiara una cosa: mi diverte impegnarmi nel superare i miei limiti. Sono timido? Ho trovato come mostrarmi diverso agli altri. Allo stesso modo, mesi fa mi ero ripromesso un cambiamento. 🙂 Ci riuscirò, troverò il modo e sarò l’artefice del mio destino.
E intanto non voglio ammalarmi mica. In fin dei conti so appena il suo nome, non so neanche se sia single o meno! 😀 Così… continuo a divertirmi, a ridere e scherzare e fanculo a quel pericolo!
Però questa novità mi rende doppiamente felice perché, per la prima volta dopo tanti mesi, ho nuovamente voglia di innamorarmi. Di trovare una persona speciale per cui stancarmi. :joy:
Sarà lei, non sarà lei? Poco importa. E’ un nuovo gradino che ho superato dentro me!
Durante l’inverno pensavo sempre che sarebbe servito molto più tempo… e invece, una mattina di primavera, ti svegli, ti stropicci gli occhi e ancor prima di capire che ore siano, pensi “buongiorno a te…!”.
Torno a guardar fuori dalla finestra… 🙄
Emanuele