Essere dei veri anticonformisti.

Croce

Ma voi, cari giovani, non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza il Vangelo della Croce. Non abbiate paura di andare controcorrente!

Papa Giovanni Paolo II

In questo mondo in cui servono catastrofi per accorgersi della bellezza delle cose più piccole. Del piatto di pasta, del ventaglio pulito, della zanzariera, della scarpa comoda o dell’ombrello che funziona, il mio augurio per una Santa Pasqua, nasce proprio da qui.

La croce, un simbolo semplice, scarno, duro. Un simbolo molto simile a certe catastrofi che per tante persone rappresentano il peso da portare nel proprio futuro.

Gesù su quella croce, come qualsiasi uomo, sentendo quel peso, si trovò a domandare “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Fragile e povero come noi, rimase al suo posto, affrontò il destino che lo attendeva e naque a vita nuova.

E’ Pasqua, cerchiamo di rinascere anche noi. Tanti auguri a tutti.

Emanuele

(photo credits)

L’ombellico del mondo!

Torniamo a parlare di lui, l’Amore.

E’ passato un bel po’ di tempo da quando ho scritto l’ultimo post circa la mia situazione sentimentale.

Decisi che dovevo dare un taglio netto e mi buttai immediatamente nella vita che mi aspettava perché ne ero più che consapevole: la vita aspettava solo me. Dipendeva da me vivere o morire.

Ero stanco. Ero stanco da tanto tempo. Ero stanco perché l’amore mi aveva deluso, mi aveva fatto scoprire degli aspetti tipici di ciò che questa società (si, lo dico con fermezza e supponenza) insegna sia “amore”. Avete presente “uomini e donne” su Canale 5?

Quello è l’amore che la società tende a farci conoscere. E’ un tipo di amore che è distante anni luce da ciò che ho visto a casa mia e da ciò che ho imparato col tempo a voler chiamare Amore.

Ecco, anche all’ultimo mi sentii preso in giro, deluso non per via di una “promessa infranta” (in fin dei conti ero il primo a non voler più promettere niente a nessuno), quanto per via di un sentimento banalizzato, ridotto al “nero/bianco dall’oggi al domani”.

Mi fermai. Capii che dovevo guardare dritto invece di “guardar di lato”.

Sapete, in questi mesi son rimasto solo ed ho imparato davvero ad apprezzare tutto ciò che ho realizzato, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

I miei successi, le mie scelte coraggiose, i miei impegni che non dovevano mancare nella mia agenda. Sono tutti traguardi che mi riempiono d’orgoglio per un semplice motivo: non c’era nessuno affianco a me a spronarmi, a dirmi qualche parola quando la sera ero stanco o la mattina che, grazie ad un solare buon giorno, mi iniettava energia. Ero io, erano le mie forze. Era (ed è) tutt’ora bellissimo. Mi sveglio allegro e orgoglioso di ciò che sono.

Sono apparse varie persone nel tempo, varie ragazze. Si… non ne ho mai parlato da queste parti non perché volessi nascondere qualcosa (non saprei da chi o da che cosa!) ma esclusivamente perché… io non c’ero “con la testa” e perché non sono per nulla il tipo che va in giro a vantarsi dei cuori rubati. Ho grande rispetto dei sentimenti, lo stesso rispetto che pretendo.

Ho avuto paura. Si, l’amore, proprio quello, non riusciva più ad interessarmi come un tempo. Sono stato a riflettere su questa cosa molto spesso. In questi mesi sono apparse varie persone… ma nessuna riusciva realmente ad interessarmi più di tanto. Non avevo voglia di conoscerle, di approfondire i rapporti, di scoprire. Nulla.

Sapevo che quando sarebbe arrivata quella giusta avrei sentito le farfalle nello stomaco, però boh… mi sentivo più duro e questa durezza non mi piaceva, non è “parte di me”.

Mi sono interrogato ed ho cercato le motivazioni di questo mio atteggiamento che oserei definire refrattario. Delusione e scottatura? Probabile. Molto probabile.

Però non volevo rimanere così in superficie, quella era una risposta troppo semplice ed ho iniziato a mettere in discussione tante cose della mia vita, a partire dai miei genitori e la loro storia d’amore (quale esempio più vicino cercare altrimenti?).

Ho cercato di analizzare la loro storia, per capirne un po’ di più anche della mia. Quest’anno, la partenza di mio fratello e mia sorella, sembra capitata, come si suol dire, a fagiolo. Non che fossero d’intralcio, però è scomparso quello che si potrebbe definire “rumore di fondo” in una comunicazione instaurata tra tre persone. Non era uno scherzo quando dissi che io e l’amore ci guardavamo a distanza.

E questa distanza, io l’ho iniziata a gettare, in maniera molto chiara e decisa con quelle ragazze che più o meno velatamente si son mostrate interessate a me durante quest’anno.

Cinque. Ne ho contate cinque. Che poi a voler guardare i numeri, mi sembra anche assurdo. Probabilmente avrò qualcosa di bello dentro, perché fuori non prenderei granché di me (non che non mi accetti, non stia bene col mio corpo o cose di questo tipo… però, fossi nei loro panni, sceglierei sicuramente altro! :-D).

Eppure, con ognuna di loro fu sempre tutto chiaro fin dall’inizio. “Sto bene così, vivo felice nella mia vita, è bello coltivare le amicizie, bla bla bla”. Chiaro, netto, deciso. Senza fraintendimenti, giochi nascosti o altro.

Avevo sempre in mente mia sorella più piccola, che una mattina dell’estate scorsa, andando a mare, mi diede una bellissima risposta. Le chiesi informazioni su un ragazzo che palesemente le veniva dietro e faceva anche 20km per venirla a trovare. “Ma tu, che intenzioni hai?” le chiesi, un po’ geloso, un po’ curioso. “Lui lo sa, i patti sono chiari, siamo solo amici”. Rispose così… e dimostrò tanto coraggio e tanta decisione. Io avevo già chiari certi atteggiamenti ma quella diventò un po’ anche la mia risposta.

Puntualmente però mi ponevo una semplice domanda: “sarei disposto a rinunciare alla mia libertà e serenità per lanciarmi in una nuova storia?”.

Non scherzavo quando dicevo di averne un maledetto bisogno e così non scherzavo neanche quando in questi mesi vi ho iniziato a dire di sentirmi finalmente sereno e allegro. Di sentirmi “cambiato“. Mi piace esser sincero, è una delle mie qualità che apprezzo maggiormente e che faccio sempre di tutto per tenermi stretto. Son poche, almeno facciamole valere…

Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! Che è questo? Boh! Non lo so!

Tratto dal film “La tigre e la neve” di Roberto Benigni.

Queste parole le ho in testa dal giorno in cui pubblicai il video del film su queste pagine.

Non ho davvero voglia di accontentarmi. Farsi obbedire dalla parola “amore” è una cosa dura. E’ impegnativo, non dipende solo da noi e comporta varie rinunce. Decisi che non avrei più pronunciato quella parola per un po’ di tempo. Il tempo necessario per farla tornare a splendere.

Ecco, le cose nella vita, sono stra-convinto che accadano sempre di colpo, come i quadri che cadono. E così… un paio di mattine fa, qualcosa è cambiata in me. C’è una ragazza. In realtà la conosco (non trovo un verbo di valore inferiore) da un paio d’anni ma non abbiamo mai parlato realmente. Stranamente da qualche giorno voglio conoscerla.

Ecco la novità. Non è nulla di concreto, nulla di chissà-che-cosa, semplicemente, una mattina mi son svegliato pensando “ma perché non provare a conoscerla? Sembra interessante!”. E così ho deciso di togliere un paletto.

Non sono un mago in queste cose ma ho ben chiara una cosa: mi diverte impegnarmi nel superare i miei limiti. Sono timido? Ho trovato come mostrarmi diverso agli altri. Allo stesso modo, mesi fa mi ero ripromesso un cambiamento. 🙂 Ci riuscirò, troverò il modo e sarò l’artefice del mio destino.

E intanto non voglio ammalarmi mica. In fin dei conti so appena il suo nome, non so neanche se sia single o meno! 😀 Così… continuo a divertirmi, a ridere e scherzare e fanculo a quel pericolo!

Però questa novità mi rende doppiamente felice perché, per la prima volta dopo tanti mesi, ho nuovamente voglia di innamorarmi. Di trovare una persona speciale per cui stancarmi. :joy:

Sarà lei, non sarà lei? Poco importa. E’ un nuovo gradino che ho superato dentro me!

Durante l’inverno pensavo sempre che sarebbe servito molto più tempo… e invece, una mattina di primavera, ti svegli, ti stropicci gli occhi e ancor prima di capire che ore siano, pensi “buongiorno a te…!”.

Torno a guardar fuori dalla finestra… 🙄

Emanuele

Dns cache e Feedburner.

Il blog lentamente sta tornando raggiungibile a tutti. Ho notato che il feed è attualmente fuori servizio. Non si aggiorna perché la cache DNS di Feedburner punta ancora ai precedenti NameServer.

Tornerò a scrivere appena riesco a sistemare anche quello. Non mi piacciono le cose quando funzionano male. Mi danno fastidio.

Mi sono accorto d’esser così, sia nella vita che dietro i miei hobby informatici. Se qualcosa non funziona le strade sono due: o la risolvo (e sono disposto a sbattermici pur di farla diventare ciò che voglio), oppure finisce che perde d’interesse.

Argh… speriamo funzioni nuovamente tutto molto presto, non voglio ritrovarmi nella seconda condizione! Mi piaceva questo angolino personale! 😀

Emanuele

Le giornate non muoiono a mezzanotte.

Padre e bimba giocano

Sappiate, dunque, che non c’è nulla di più elevato, di più forte, di più sano e di più utile nella vita che un bel ricordo, specialmente se è un ricordo dell’infanzia, della casa paterna… Se un uomo riesce a raccogliere molti di questi ricordi per portarli con sé nella vita, egli è salvo per sempre. E anche se uno solo di questi ricordi rimane con noi, nel nostro cuore, anche quello solo può essere un giorno la nostra salvezza.

Fedor DostoevskijI fratelli Karamazov

Emanuele

(photo credits)

E si torna in America!

Non io… il blog! Dopo giorni di downtime e infiniti tentativi… è tutto on-line, in America.

Beh, adesso scappo a mangiare un pollo allo spiedo con gli amici, poi vi spiego! :joy:

Emanuele

PS: ieri sono tornati da Milano mio fratello e mia sorella e sono iperfelice! 🙂

Costruire un tema: gli effetti speciali.

Le pagine web, negli ultimi anni, sono cambiate considerevolmente. Se negli anni ’90 la magia consisteva nel realizzare pagine divise in frame e tramite questi aggiornare solo alcune porzioni di pagina, adesso pensare a cose simili metterebbe i brividi a chiunque.

Le persone più attente avranno sentito sicuramente parlare di parole come DOM, AJAX, JavaScript, XML e così via.

Nuove forme e linguaggi usati per presentare una pagina all’utente finale. Le informazioni sono sempre più spesso svincolate dal documento finale vero e proprio (il file.html/php/asp che verrà generato) e vengono servite in base a ciò che richiede l’utente in maniera sempre più “trasparente”.

A farla da padrona in tutto questo è l’AJAX, che riesce a recuperare in background informazioni dal server senza necessariamente dover aggiornare l’intera pagina (un esempio eccellente è il frontend web di GMail, il servizio di posta elettronica di Google).

Su un blog, le potenzialità di questa tecnica sono infinite. Dall’inserimento dinamico dei commenti, alla visita dei post del blog in maniera più rapida a tante altre diavolerie che ci si può inventare.

Quando iniziai lo sviluppo del template, in realtà, avevo pensato di rendere tutto il più “interattivo” possibile. Pian piano però, sia per mancanza di tempo, sia per mancanza di capacità ho dovuto rivedere la scelta. Non ho mai scritto nulla in AJAX e usarlo comporta delle difficoltà da superare e problemi con cui scontrarsi che non sapevo gestire. E’ possibile fare caching di pagine in AJAX? E la gestione delle statistiche come avviene? Molti software di statistiche, infatti, non riescono a monitorare le richieste di pagine in AJAX perché risultano trasparenti. Così, per non rinviare ad oltranza la stesura del template, ho ridimensionato la scelta senza comunque eliminare del tutto ciò che avevo in mente. Ero più che consapevole che la famigerata user-experience di cui parlo sempre passava anche da qui e non dai tecnicismi (o sofismi) quali la disposizione del testo o la grandezza dei caratteri.

Vediamo dunque come si può inserire qualche “effetto speciale” in maniera semplice e rapida.

Innanzitutto ho iniziato a cercare il miglior framework (la “base di appoggio”) per le mie necessità. Volevo inserire qualche elemento dinamico e sapevo che erano già state implementate tantissime funzioni pronte all’uso.

Non sapendo valutare il framework in sé (non ne avevo mai utilizzato nessuno fin ora e ne esistono sia di gratuiti che a pagamento) ho orientato la mia scelta seguendo quella “del popolo della rete”, privilegiando i framework secondo due fattori: velocità d’esecuzione nel browser e diffusione.

La prima caratteristica, nella scelta di un framework rappresenta infatti – secondo me – uno degli aspetti che fanno la differenza. E’ vero che il framework può risultare più o meno potente, più o meno facile da sfruttare, più o meno leggero da caricare, più o meno elegante nella stesura del codice ma… alla fine ciò che importa all’utente finale è sicuramente la rapidità con cui il sistema funziona, la velocità con cui riesce a caricare la pagina e ricevere le informazioni che stava cercando.

Quante  volte d’altronde siete scappati da una pagina che perdeva ore per caricarsi? Io da questo punto di vista ho una pazienza di pochissimi secondi. Diciamo che non arrivo neanche a 30.

Ecco perché ho cercato qualche benchmark che potesse darmi una risposta. E’ pur vero che per piccole funzioni la differenza di tempo d’esecuzione risulta quasi infima ma, come dico sempre, sono le sfumature a dare vita ai colori e l’attenzione verso le piccole cose rende un’esperienza piacevole, un’esperienza da riprovare.

L’efficienza del framework è strettamente legata all’interprete javascript integrato nel browser, così anche in questo caso sarà bene dare un’occhiata alle statistiche per capire quali browser siano quelli più diffusi tra i nostri lettori. Se qualche settimana mi ero concentrato sulla risoluzione del monitor, questa volta il software usato ha una rilevanza fondamentale.

Con un sorprendente 49%, Firefox risulta il browser maggiormente utilizzato per accedere al mio blog (a seguirlo c’è IE – 41%, Safari – 3,5%, Chrome – 2,43%, Opera – 2,20%) e questo dato fa tanto piacere considerati in vantaggi in sicurezza e aderenza agli standard che caratterizzano questo browser opensource.

Potete testare l’efficienza di 5 framework (MooTools 1.2, JQuery 1.2.6, Prototype 1.6.0.2, YUI 2.5.2 Selector beta, Dojo 1.1.1) direttamente sul vostro browser effettuando questo test.

Logo jQueryPersonalmente, dopo aver provato Mootools, son tornato sui miei passi (e perso qualche giorno di lavoro) preferendo jQuery (che è anche il framework scelto da WordPress per gli effetti usati nel pannello di amministrazione) per la sua diffusione e per l’innumerevole presenza di guide e script pronti: volendo fare un paragone, JQuery mi è sembrato il Firefox dei framework javascript.

Ecco dunque la seconda chiave di scelta: la diffusione. Il grande utilizzo di uno strumento comporta la possibilità di confronto con un maggior numero di utenti che, nel vero spirito di condivisione avrà sicuramente incontrato o chiesto aiuto per problemi simili ai nostri.

Infine, quando vi cimentate nella costruzione di un template non dimenticate mai di testare ciò che create su più browser. Sono stato fermo un paio di giorni nel tentare di risolvere un conflitto tra un plugin di WordPress per l’highlight del codice scritto nei post e il javascript che si occupa dell’effetto di zoom delle immagini: funzionava su tutti i browser (provato Firefox, Chrome, Opera, Safari) ma non su IE 6/7. Se inserivo l’uno, non andava l’altro e viceversa.

Questo post in realtà ha ben poco di pratico (che per ovvi motivi dipende da ciò che si vuol creare) ma racconta la mia esperienza e le scelte effettuate durante i mesi precedenti l’arrivo di questo nuovo template che han portato alla realizzazione delle barre dell’header e del footer a scomparsa e dell’animazione presente nelle voci della sidebar. 🙂

Si continua Giovedì…

Emanuele