Paradise.

L’ultimo CD dei Coldplay – secondo me – non eccelle, quelli passati avevano un’anima in cui mi rispecchiavo maggiormente. Avrei persino evitato di parlarne ma devo far eccezione perché ben due persone mi han detto “c’hai fatto la testa tanta parlando di Coldplay e monociclo che adesso t’han messo nel loro video!”.

Coldplay - Paradise

Io il video non l’avevo ancora visto, però non posso dar loro torto: c’è anche un po’ d’Africa…

Emanuele

11-11-11.

Oggi è l’ultimo giorno binario del secolo. Oggi è il primo giorno della mia vita in cui dormo nel mio monolocale.

Il mondo e io. Ognuno osserva il tempo dalla prospettiva che preferisce.

Emanuele

Le parole.

Le parole me le hai date. Ad oggi direi che me le hai concesse forse. Credevo fosse un prestito “a perdere“, un dono lasciato di nascosto sotto il cuscino in una di quelle giornate in cui ti gira tutto per il verso giusto e persino le sorprese più assurde riescono a meraviglia. E invece no. Te le sei riprese. Guardo spesso tra le lenzuola, mi chiedo persino se non le abbia portate io ai piedi del letto. Sotto i miei piedi. Non ci son più, mi accorgo di questo e mi strugge. Cosa ho fatto? Le ho usate come non dovevo?

Questo silenzio non è colpa mia. Io ero la penna.

Emanuele

Mi trovate su Twitter.

Siccome Google Buzz chiude e a me sembrava comodissimo avere uno strumento col quale scambiare al volo un feed o un link con 3 amici e siccome Google+, per poter fronteggiare Facebook, è destinato ad invadere potenzialmente la vita dei suoi iscritti quanto più possibile ho deciso che lo strumento con cui sostituisco Google Buzz sarà Twitter.

Indi per cui, da oggi, mi si legge anche lì: followatemi di conseguenza.

Peccato per Google Buzz: Google non c’ha creduto più di tanto e ora sta cercando di unificare i suoi servizi il più possibile per rendere il suo social network indispensabile nella vita online (vedi rimozione degli share da Google Reader). La strategia, tra l’altro, mi era chiara da tempo ma io non sento neanche oggi il bisogno di iniziare a scalare picchi di socialità online. Mi basta rimanere “povero” e godermi quei quattro polli che incontro faccia a faccia (male per loro tutt’al più).

Qualcuno mi ha detto “si, ma su Google+ puoi fare le stesse cose che facevi su Buzz“. E’ vero. Potrei anche farle su Facebook in fin dei conti ma, se non voglio entrambi (tra le tante motivazioni), è perché sia l’uno che l’altro sono sistemi progettati per un altro fine. Potrei decidere di andare al lavoro con un camper, nulla me lo vieta, ma se non ho intenzione di viaggiare e dormirci dentro, che senso ha?

Ecco. Twitter è “limitato, semplice e pulito” al punto giusto. Non ha voluto sapere che scuola facessi e non gliene frega niente di segnalarmi l’evento di questa sera o di propinarmi qualche gioco con cui trastullarmi.

Scrivo 140 caratteri e tanto mi basta.

Emanuele

Cavallo, bastone e carota.

Risulta meschinamente ironico il fatto che – il sottoscritto – sia un lavoratore italiano da un anno e il governo, proprio in questi giorni, stia aumentando l’età pensionabile di 12 mesi. In pratica non ho fatto un emerito…

Ottimo. Inizio ad ipotizzare che per fotterli, non mi rimane che tentare di lavorare 16 ore al giorno e raddoppiare l’anzianità.

Penso che Marchionne approverebbe…

Emanuele

Silvio Travolta.

Poi Berlusconi dà la sua versione dei fatti sull’ormai arcinoto bunga-bunga: “Quando qualcuna delle mie ospiti diceva: dopo cena facciamo un po’ di bunga-bunga si riferiva a fare quattro salti. A cui io, peraltro, non partecipavo a causa di un antico e sempre rispettato fioretto”. E qui si passa ai tre fioretti del presidente del Consiglio: Non fumo da quando riuscii a salvare la mia prima avventura imprenditoriale da una fine non gloriosa. Non gioco da quando mi esposi al rischio di una pessima figura pretendendo, da dilettante, di potermi confrontare con un professionista delle tre carte. Non ballo da quando ne feci promessa se una mia amica, che rischiava di morire, si fosse salvata”.

Fonte: Repubblica.it

Sto ancora ridendo con una mano sulla pancia piena d’aria e le lacrime agli occhi.

Vi rendete conto? Ci siamo persi un John Travolta italiano! 😆

Emanuele