Le parole.

Le parole me le hai date. Ad oggi direi che me le hai concesse forse. Credevo fosse un prestito “a perdere“, un dono lasciato di nascosto sotto il cuscino in una di quelle giornate in cui ti gira tutto per il verso giusto e persino le sorprese più assurde riescono a meraviglia. E invece no. Te le sei riprese. Guardo spesso tra le lenzuola, mi chiedo persino se non le abbia portate io ai piedi del letto. Sotto i miei piedi. Non ci son più, mi accorgo di questo e mi strugge. Cosa ho fatto? Le ho usate come non dovevo?

Questo silenzio non è colpa mia. Io ero la penna.

Emanuele

12 commenti » Scrivi un commento

  1. Che bella questa tua confessione, Manu.
    Sappi che anche il tuo silenzio sta parlando.
    Un abbraccio, robi

    • Grazie per la comprensione robi. Il punto è che recenti studi mostrano che i bambini fanno molti più progressi mentre dormono e non mentre esplorano la realtà. Questo silenzio non è sinonimo di stasi.
      Ciao,
      Emanuele

  2. Lo so, o meglio, l’ho intuito.
    Mi par quasi di sentire il lavorio della tua mente…
    Credo anche che dopo uan lunga estate e un breve autunno questo sia il tuo inverno dell’anima.
    All’apprenza tutto è spoglio il sole, in realtà dentro di te si sta facendo strada una nuova primavera.
    Scusa la metafora…Notte
    Robi

  3. Maledetta abitudine di non controllare…quando è sera poi, divento dislessica 😛
    Grrr 👿
    Robi

  4. Scusa l’arroganza Manu, ma io continuo a pensare che l’Africa, in qualche modo, ti abbia un po’ cambiato. Non credo che un’esperienza come quella possa lasciarci “uguali”…

    E concordo con Robi sull’inverno dell’anima.

    La penna sarà forse ripresa in mano se così dovrà essere.

    Ciao
    Giorgia

  5. Io non penso tu abbia perso il dono. Probabilmente le parole si stanno esprimendo in altri modi e in altri contesti. Lo ipotizzo perché a me capita spesso.

    Che sia un momento di stallo rigenerante? 🙂

  6. Bella l’idea dell’inverno dell’anima. Mi piace tanto perché, l’ho sempre detto, tutto è una ruota e se certe cose non arrivano non è “una fortuna” ma può, al contrario, essere pericoloso e sintomo di qualcosa che non va.
    Giorgia, io non so se l’Africa c’entri in maniera così forte, però non voglio neanche escluderlo: sono aperto a tutte le vie… magari un giorno mi accorgerò che era semplicemente colpa di quel rubinetto che ogni mattina trovo che gocciola.
    Princess, non è assolutamente un momento di “stallo”. In questo periodo, al contrario, stanno cambiando tantissime cose… forse in realtà è che finché non mi troverò nel nuovo equilibrio, avrò difficoltà ad esprimere bene ciò che sono.
    Ciao,
    Emanuele

  7. …nn è il caso di farsene un problema…torneranno quando sarà il momento giusto…le passioni nn scompaiono…e cmq stare lontano x un pò dalle cose nn può che fare bene… serve a capirne il valore e a sentirne la mancanza…
    ma poi come può smettere di scrivere uno che scrive così bene?! 😐

    toh! leggi questo e vediamo se nn riesci a scrivere niente su queste cose: http://www.livesicilia.it/2011/10/30/cinque-arancine-al-burro/

    baci 😛

    p.s. ma nn ti mancano le arancine, i calzoni fritti…io sarei morta solo x questo!

    p.s.2: e x l’ennesima volta nn ho centrato il post! chiedo venia! 😉

    • No, ma non ne faccio un problema. E’ una presa di coscienza forse… arrivata anche più “violenta” di quanto, scherzando, potevo aver detto tempo fa. Qualcosa sta cambiando, è questa la realtà!
      Non parlarmi di gastronomia siciliana che non torno giù da Marzo e mi sta partendo un embolo senza la mia aria… 😐
      Ciao,
      Emanuele

  8. Che bello questo piccolo (mica tanto) post…
    Mi rivedo in quello che hai scritto, sai? E spesso mi faccio la stesse domande. Credo che capiti un po’ a tutti. Sai, io mi dico spesso che forse dentro ne ho così tante di parole da non riuscire a fissarle su “un foglio”, poi mi capita di leggere un po’ qua e un po’ là, ed ecco che ritrovo quello che avrei potuto dire anch’io, le stesse emozioni, le stesse sensazioni, gli stessi stati d’animo che hanno generato quelle frasi… che però io non sono, e non sarei, riuscita a fare.
    A volte le parole si perdono… già. Però nello stesso identico modo, dal nulla, torneranno 🙂

    PS: Emanuele, non dirmi che sei siciliano anche te? 😉

    • E’ l’autunno. E’ il vento. Lo senti, ti giri, non lo vedi. Non capisci, ti stupisce. Vuoi capire ma non hai a chi domandare. E’ il vento.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: si, siciliano…

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