Mi trovate su Twitter.

Siccome Google Buzz chiude e a me sembrava comodissimo avere uno strumento col quale scambiare al volo un feed o un link con 3 amici e siccome Google+, per poter fronteggiare Facebook, è destinato ad invadere potenzialmente la vita dei suoi iscritti quanto più possibile ho deciso che lo strumento con cui sostituisco Google Buzz sarà Twitter.

Indi per cui, da oggi, mi si legge anche lì: followatemi di conseguenza.

Peccato per Google Buzz: Google non c’ha creduto più di tanto e ora sta cercando di unificare i suoi servizi il più possibile per rendere il suo social network indispensabile nella vita online (vedi rimozione degli share da Google Reader). La strategia, tra l’altro, mi era chiara da tempo ma io non sento neanche oggi il bisogno di iniziare a scalare picchi di socialità online. Mi basta rimanere “povero” e godermi quei quattro polli che incontro faccia a faccia (male per loro tutt’al più).

Qualcuno mi ha detto “si, ma su Google+ puoi fare le stesse cose che facevi su Buzz“. E’ vero. Potrei anche farle su Facebook in fin dei conti ma, se non voglio entrambi (tra le tante motivazioni), è perché sia l’uno che l’altro sono sistemi progettati per un altro fine. Potrei decidere di andare al lavoro con un camper, nulla me lo vieta, ma se non ho intenzione di viaggiare e dormirci dentro, che senso ha?

Ecco. Twitter è “limitato, semplice e pulito” al punto giusto. Non ha voluto sapere che scuola facessi e non gliene frega niente di segnalarmi l’evento di questa sera o di propinarmi qualche gioco con cui trastullarmi.

Scrivo 140 caratteri e tanto mi basta.

Emanuele

13 commenti » Scrivi un commento

  1. google+ è un progetto in divenire, quindi col tempo troverà una sua identità.
    purtroppo per poterlo usare devi compilare un profilo, ma puoi renderlo completamente invisibile a tutti e usare google+ come usavi buzz.

  2. Avendo un account google, G+ ti sarebbe venuto allo scendere, e che sei un melafonino e quindi non riesci a entrare nell’ottica google xD

  3. Manuuuuuuuuuuu! Ti scrivo qui perchè al cel sono quasi sempre senza soldi!!! Come stai? Dobbiamo vederci…è da troppo tempo che non ci si vede!!!! fatti sentire!!!!!!!!!!!!!! 🙂

  4. skaiwoka, Google+ è in crescita ma la sua identità è già abbastanza chiara. Cercherà di fronteggiare FB quanto più possibile anche se la scommessa non è semplice per la massa critica raggiunta da FB. Riguardo al resto è vero, si può usare come Buzz… ma perché dover compilare un profilo intero dunque? Twitter mi ha chiesto uno username e una password: stop. Non cerca di indicarmi chi è mio fratello e non mi agevola nella comunicazione con differenti cerchie. E’ un sistema di sharing molto basilare.
    Roberto, l’ottica di Google la capisco e, tra l’altro, uso tanti suoi servizi (da GCalendar a Google Reader a Gmail…) però G+ è pervasivo: cercherà in tutti i modi di invogliare gli utenti a dare quante più informazioni possibili. Se Twitter cambia filosofia, tranquillo impiego 30 secondi nell’abbandonarlo.
    Simona, è vero! Il tempo vola! I prossimi 2 weekend sono impegnato con l’ennesimo trasloco, appena mi stabilizzo ci organizziamo! 🙂
    Ciao,
    Emanuele

    • A35G, ricambiato.
      Luca: si, ma cosa te ne fai di una Ferrari se non ami correre o di un furgone se non traslochi mai? Esistono – fortunatamente – strumenti diversi in base alle esigenze. Poi è ovvio, posso usare anche un cellulare per schiacciare le noci…
      Ciao,
      Emanuele

  5. Mi viene spontaneo chiederti: “secondo te a cosa serve facebook? qual’è il suo scopo? non come viene utilizzato, non come ci vogliono fare soldi, ma come strumento stesso.. a cosa serve?”

  6. questa è un po’ una presa di posizione, pensi davvero non possa essere utile per nulla a un utente? tutti scemi al mondo che lo usano? non voglio far polemica, è un tema interessante di cui parlare.

    • No, non interessa neanche a me la polemica. Sicuramente pure le caramelle sono dolci e buonissime ma un adulto capisce che non fanno bene ai denti. La gente accetta il compromesso, a me non piacciono i compromessi. E, a dirla tutta, di questa “socializzazione” (e uso le virgolette appositamente) ancora meno.
      Ciao,
      Emanuele

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