E’ il tempo.

E’ il tempo dei raccolti e dei sacchi vuoti. E’ il tempo del rumore, pungente, degli arbusti che si spezzano e bruciano sotto il fuoco imperioso e delle camelie che gridano congelate tra centimetri di neve. E’ il tempo delle scarpe, due o tre paia, che ti sembra di vedere, di avere tue, di sogni notturni avvolti nella confusione di chi – dovendo scegliere – non sa da che lato partire e di altre scarpe che, invece, al mattino dopo non ritrovi più lasciandoti sorpreso e confuso. E’ il tempo delle mille domande a Dio sussurrate nel buio, e della sua presenza che senti accanto ma che continui a non vedere come, da millenni, milioni di altri uomini. E’ il tempo della ricchezza e della povertà, delle illusioni e delle fondate certezze. Del freddo e del caldo che si alternano tra dentro e fuori, della vitalità che ti garantisce d’esser ancora sul pianeta e della noia maledetta che ti porta a dire che c’è del ghiaccio dentro. E’ tempo della voglia di fare e della voglia di fuggire. E’ tempo di silenzio e di chiacchiere infinite. E’ il tempo delle scoperte e il tempo della monotonia. E’ il tempo del peccato e della grazia. E’ il tempo che non passa, ma che passa troppo velocemente. E’ la fame, la paura, la felicità e la sazietà. E’ il tempo del pensiero come unica conferma della tua esistenza – della tua resistenza – e delle parole che ti sembrano inutili come uno scolapasta per ombrello. E’ il tempo dei bisogni e dell’opulenza. E’ il tempo dell’indipendenza e dell’assoluta incapacità. E’ il tempo di parole impossibili da sputar fuori e di altre che volano come fossero aquile piuttosto che parole. E’ il tempo del bianco, del nero e di tutti quei colori che hai assorbito. E’ il tempo di guardarsi allo specchio per capir ciò che si è e il tempo di non badar troppo a come si è sempre stati. E’ il tempo di ritmi lenti che non durino troppo. E’ tempo di notti insonni e di grandi letarghi. E’ il tempo di particelle eccitate e di stasi continue. E’ il tempo di un piatto con una fetta di carne ancora congelata che dovrai cucinare e il tempo di torte alla frutta. E’ il tempo di equilibri e cadute. E’ il tempo di ingenuità e scelte minuziosamente intraprese. E’ il tempo di diagrammi, schemi, effetti e previsioni. E’ il tempo dei tarocchi. E’ il tempo di libri, di pagine divorate e momenti di fuga da tutto ciò che è scrivere. E’ il tempo di torture e di battaglie vinte. E’ il tempo di nuove responsabilità e di spensieratezze. E’ l’assenza di emozioni e vortici in cui ti perdi. E’ l’inverno. E’ il mio inverno. E’ agitazione, in un bianco che altro non è che un nero esploso.

Guardatelo così, è così che l’ho amato.

Emanuele

Enel Blogger Award 2012.

Questo è un articolo sponsorizzato, nonostante ciò, sono libero di scrivere quel che penso.

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Il rapporto tra questo blog ed Enel è sempre stato altalenante. Anni fa presi in esame un documento che descriveva come aumentare la potenza del contatore, di recente invece mi lamentavo del servizio di chat inserito nel portale Enel e qualche settimana fa, infine, difendevo le scelte tecniche innovative che l’Enel ha portato avanti in questi ultimi anni e che, grazie ai suoi contatori elettronici (ma non solo), può vantare una smart grid presa attualmente come punto di riferimento anche all’estero.

Oggi vengo chiamato in causa per segnalare la realizzazione di un concorso che permette ai blogger di vincere un iPad2 3G. L’idea è carina e – secondo me – originale anche per un semplice motivo: quando tutte le forme di comunicazione si stanno spostando verso i social network (Facebook e Twitter in prima istanza), è piacevole veder promuovere nuovamente la qualità dei bei post scritti su piattaforme meno note ma che – spesso – sanno essere molto più utili di 100 stream di informazione su quei network famosissimi. Proprio qualche giorno fa, tra l’altro, si discuteva in rete sulla particolare forma di comunicazione dei blog (che non stanno morendo a discapito di quanto la blogosfera italiana da anni vada pronosticando ).

Concorso Enel Blogger Award 2012

Partecipare al concorso è semplice. Innanzitutto bisogna avere un blog che parli di ambiente, finanza, attualità o lifestyle. Se il tuo blog tratta questi argomenti puoi candidarlo sul sito dell’Enel Blogger Award 2012 indicando il post che reputi maggiormente utile e significativo per la categoria di appartenenza. E’ possibile iscriversi fino al 17 Gennaio, giorno in cui finisce la prima fase. Da quel giorno fino al 13 Marzo 2012 invece tutti i vostri estimatori potranno votare il post ed aiutarvi a vincere.

Avrei tanta gente cui consigliare il concorso, ma non potendo elencare mille blogger, invito Mao, Stefy, Farnocchia, neoargo, SuperDels, Gioxx, Piero, Ondiz, Stormy e Daniela a farsi sotto e tentar la fortuna.

Ovviamente anche se non siete stati menzonati siete liberi di candidarvi e farvi conoscere attraverso il vostro post preferito. Mi spiace solo che, scrivendo questo post, non potrò partecipare anch’io. Mi riprometto però di valutare e votare i post che mi segnalerete attraverso i commenti…

Emanuele

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Compostaggio.

L’ultimo giorno di lavoro dell’anno guardi i minuti con un fare diverso. Li conti. Ne mancano trenta, ne mancano venti, ne mancano cinque. Ad un tratto ti ritrovi fuori, con le spalle all’edificio, coi passi che bramano l’auto per il freddo e un brivido ti attraversa ogni parte del corpo senza distinzioni. Non per il freddo però, non questa volta. Il brivido lo avverti per tutto ciò che quell’edificio significa. L’ultimo giorno di lavoro dell’anno avresti tantissime cose da dire e invece ti ritrovi, abbracciato in un cappotto, con una strana voglia di silenzio. Come se tutto quel che senti, quelle parole, quel freddo, quei sorrisi, quelle strette di mano, quell’incredibile agglomerato di emozioni che vorticosamente trattieni debbano esser cullate ancora per un po’ dentro te, lasciandole invisibili a chi – andando di fretta – attraversa la tua strada coi fari accesi. Sensazioni che avran bisogno di un nuovo anno per esser smaltite.

Emanuele

Adizero f50 miCoach: la prima scarpa intelligente.

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di esprimere la mia opinione.

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Adidas Adizero f50 - iPhone appNon mi era mai capitato di vedere una proposta pubblicitaria e pensare: “voglio partecipare“… ma qui l’argomento era pane per i miei denti ingegneristici e così mi sono auto-proposto. Il motivo è uno: sono – dannatamente – affascinato da tutto ciò che si può catalogare o analizzare matematicamente. Lo sapete, ho collezionato in maniera certosina i primi 10000km della Panda e ho un foglio di calcolo delle mie uscite in bicicletta.

L’argomento questa volta è una scarpa, qualcosa che – tipicamente – nessuno si aspetta che possa avere più di una buona suola e una buona resistenza durante l’uso. La adidas però propone le adizero f50 delle scarpe “futuristiche” che tracciano una marea di informazioni quando le indossiamo.

Sono proposte per i calciatori, o comunque per tutti gli aspiranti tali che vogliono avere maggiori informazioni sulle loro performance. Le adizer0 f50 sono capaci di memorizzare i valori di velocità media, velocità massima, distanza percorsa, numero di scatti… insomma, sono certo che la sola idea di poter “battere se stessi” in maniera tangibile e numerica sia un’ottimo sprone per migliorare il rendimento durante la partita successiva.

Il bello della soluzione adidas però non finisce qui. Altro tassello della proposta è la possibilità di accedere, tramite miCoach, ai propri dati direttamente da iPhone o iPad (oltre a PC o Mac) e di condividerne i risultati con gli amici su Facebook, così – se oltre ad amare il calcio siete anche nerd (a Balotelli faranno un corso immagino) – potrete inviare i vostri risultati direttamente da bordo campo.

adidas adizero f50

Sarei curioso di analizzare i dati e le differenze tra un giocatore professionista e uno amatoriale e, perché no, vedere annegati questi sensori in tanti altri accessori sportivi che possano dare il senso dei propri sforzi. Solo io immagino già un pugile che conosce la velocità del proprio destro?

Emanuele

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Carrefour, iPad2 e diritto di recesso.

Non mi interessa acquistarlo, ieri vagando in pausa pranzo ho visto quel cartello: è legale una cosa simile? La legge sul diritto di recesso non dovrebbe applicarsi a qualsiasi acquisto fatto da un privato senza partita IVA?

Carrefour e iPad2 - diritto di recesso negato

Capisco (ma non condivido totalmente) lo sgravio del supporto in garanzia che viene demandato sempre alla casa costruttrice ma… se arrivo a casa e decido che pesa troppo o che la mela è morsicata più del dovuto o, ancor più banalmente, c’è un graffio dietro, non dovrei poter tornare al negozio e lasciarlo all’ufficio resi entro 7 giorni? Una comunicazione simile vale qualcosa? C’è qualche avvocato o aspirante tale che sa togliermi il dubbio?

Emanuele

PS: tralasciamo che “ne” andrebbe scritto ““…

Don Natale, il babbo Natale siciliano.

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di scrivere la mia opinione.

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Manca una settimana a Natale e non hai ancora trovato cosa inviare ai tuoi amici? Don NataleHai già fatto fuori tutta quella serie di gif e presentazioni powerpoint irriverenti sul Natale che circolano ogni anno? Sei un patito dei social-network e pensi che gran parte delle relazioni debbano o possano passare da lì? Alcuni tuoi amici ti hanno inviato degli auguri originalissimi credendo di essere imbattibili?

Se hai risposto si a tutte e quattro le domande, sappi che Sky ha preparato per te, Don Natale, una applicazione per Facebook che in pochi passi ti permette di realizzare un video personalizzato ed irriverente: il protagonista infatti è un Babbo Natale siciliano che riprende i film hollywoodiani sulla Mafia.

Come si usa? Nell’era del web 2.0 è tutto semplicissimo: permetti all’applicazione di Sky di accedere al tuo profilo Facebook e in un attimo avrai pronto un video in pieno stile cinematografico con alcuni particolari tuoi e del tuo amico! L’effetto sorpresa è garantito… e chissà che non dia il là ad una serie di video di risposta sullo stesso stile.

Ovviamente il Natale è tanto – ma proprio tanto – altro, però un anticipo di auguri di Natale simpatici e allegri possono sempre fare comodo, sperando che i più piccoli non si convincano che sia questa la vera versione di Babbo Natale, anche perché tra crisi, tasse sempre più opprimenti e portafogli sempre più vuoti, ci si augura sempre che – almeno Babbo Natale – non debba rivedere la propria magnanimità…

Emanuele

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La batteria del MacBook dopo 400 cicli di carica.

Attenzione: questo post farà innervosire tutti quelli che… “è orrendo: nei prodotti Apple non puoi cambiar batteria!“.

Qualche giorno fa ho raggiunto i 400 cicli di carica del mio Macbook (il mio è il vecchio modello in policarbonato bianco in cui la batteria poteva ancora esser sostituita). Ho monitorato l’andamento ogni 100 cicli e come si può vedere dal grafico sotto, il decadimento della batteria durante gli ultimi 100 cicli di carica è accelerato vertiginosamente.

Attraverso “System profiler” il mio Mac mi consiglia di sostituirla presto ma, in realtà, riesco ancora a utilizzare il MacBook circa 2 ore senza alimentazione e la cosa mostra palesemente quanto le batterie Apple siano di qualità. Proprio qualche giorno fa una amica con un Sony Vaio acquistato un anno fa mi raccontava che ormai non può più usarlo se non con l’alimentatore. Il mio Macbook due settimane fa ha compiuto 4 anni.

Grafico decadimento batteria MacBook

Informazioni sulla carica:
Carica restante (mAh): 3483
Carica completa: Sì
In carica: No
Capacità a carica completa (mAh): 3647
Informazioni sulle condizioni della batteria:
Conteggio cicli: 400
Condizione: Sostituisci presto
Batteria installata: Sì
Amperaggio (mA): 0
Voltaggio (mV): 12408

Ad ogni modo, l’unico difetto che ho notato (non trascurabile) è che – fisicamente – la batteria sembra un po’ gonfia (non so se avete presente le batterie dei cellulari quando invecchiano): la plastica che le fa da involucro non è più piatta come un tempo.

In ogni caso, se decidesse di morire, non potrò lamentarmi. Stato batteria MacBookQuattro anni sono un tempo più che auspicabile e se non fosse che le ore che passo al computer nel tempo libero sono diminuite parecchio (di pari passo col tempo libero :-|) potrei anche dire che la vita della batteria coincide con il momento in cui viene voglia di cambiare portatile perché obsoleto prestazionalmente. Non farò questa spesa al momento ma sono curioso di scoprire quanto potrebbe durare una batteria di nuova generazione (quelle dei nuovi MacBook unibody promettono 1000 cicli di carica).

Emanuele