Costruire e distruggere…

Piove, fuori, ma non solo. Piove anche dentro.

La cosa più buffa è che… proprio le lacrime invece non sono scese. Il cuore batteva forte però.

Adesso mi prendo un bel tè caldo… perché come dicevo prima fa freddo.

Che mi succede? Pensieri. Tanti pensieri che stanno facendo confusione.

E poi mi chiedo, perché è sempre più facile distruggere che costruire?

E non so neanche su quale parte della frase concentrarmi.

Se riflettere sul perché sia più difficile costruire; mettersi li, con pazienza e voglia di lavorare per qualcosa, oppure perché nella vita non ci sia cosa che sia più facile da distruggere. Un quadro? Anni per farlo, secondi per distruggerlo. Un palazzo? Una moto? Un albero? Ma anche… un nodo. Si, perché se il nodo non lo sai fare, ci metti secoli a farlo bene… a snodarlo però bastano pochi secondi.

Che poi… forse non è neanche così, perché ci sono cose che dentro di te non riesci a distruggere. E allora lotti, combatti, ti dimeni. Cerchi di dimenticare. Oppure cerchi di guardare avanti. Oppure… scappi.

E allora a quel punto, cosa è meglio? Costruire? Distruggere? Avere pazienza oppure far brillare la dinamite?

Intanto rido e scherzo sempre. Faccio il bambinone… ma dentro forse, non lo sono più. E se da un lato mi dispiace, dall’altro è un dato di fatto. E ci son cose che mi fanno male anche se non lo do spesso a vedere.

E ci sarebbe da parlarne per ore…

E adesso, mi bevo il tè e non ci penso per qualche minuto.

Emanuele

Non usarmi…

Questa giornata è iniziata con la canzone Usami di Luca Dirisio e ci son tante parole che, di quella canzone, rileggo in me.

Sono dovuto uscire mezz’ora fa… sono sceso, nonostante la pioggia, senza ombrello.

Avevo voglia di raffreddare un po’ i miei pensieri… e poi, cavolo sono due gocce d’acqua rispetto a certi pensieri?

C’è proprio freddo. Ho visto che le cime più alte delle montagne intorno a Palermo si sono dipinte di bianco.

Sarebbe proprio il caso di prender la macchina e gli scarponi… e andare a cercare un po’ di Neve*

Emanuele

PS: ah, comunque oggi entrava la primavera, probabilmente è rimasta in panne da qualche parte…

ICE… mettiamogli un po’ di ghiaccio sopra.

In questi giorni sta circolando un po’ ovunque (e-mail, blog, giornali…) una catena che invita a salvare i numeri da chiamare in caso di incidente sul proprio cellulare sotto la voce ICE (In Case of Emergency).

Personalmente ho letto la notizia ma non l’ho diffusa e, come al solito, Paolo Attivissimo riesce a vedere oltre la solita euforia con delle riflessioni senza dubbio valide.

Innanzitutto c’è da chiedersi cosa fare se il ferito è senza cellulare. E poi, anche se l’avesse… credete logico che qualcuno inizi a scorrere tutta la vostra rubrica? La privacy (e la sua legge) la mandiamo a benedire nella cappella dell’ospedale?

Se non sbaglio è perseguibile per legge anche solamente lasciare incustoditi i dati sensibili di altre persone sul proprio tavolo di lavoro. Scorrere una rubrica ed avere accesso potenzialmente a decine (centinaia?) di numeri è meno importante?

Tra l’altro, se il cellulare s’è rotto nell’incidente e voi eravate belli tranquilli “tanto in caso prendono il cellulare, guardano il numero magico e chiamano la mamma…” che fate?

Non è meglio prender carta e penna e scrivere magari qualcosa da portare nel portafoglio? Penso che di soluzioni, migliori e più semplici ne esistano infinite se proprio si ha bisogno di sentirsi più sicuri in questo modo…

Ah, non parlatemi delle targhette militari… mi ricordano tanto i cagnolini e non vorrei che alla prossima catena di sant’antonio mi invitino anche ad indossare un collare antipulci! 😉

Emanuele

E’ nata… ed è alternativa!

Fiat 500Come avevo segnalato nel Linkblog a lato, oggi era il giorno di lancio della nuova Fiat 500.

La campagna della Fiat, partita tanto tempo fa, ha qualcosa di rivoluzionario secondo me.

Innanzitutto, già prima del lancio, son partiti tanti concorsi: realizzazioni grafiche, suggerimenti, modi di “vivere la 500” etc. (tutte le iniziative le potete trovare sul sito 500 Wants you). Bello.

Poi il sito… molto moderno e giovanile, neanche tanto distante dai più recenti stili web attuali (si, mi riferisco a The Horizzontal Way di Marco Rosella, fresco vincitore del premio “Best CSS” al 10° South By Southwest Web Awards). Sembra che vogliano fare le cose in grande.

Una bella scommessa per la Fiat. Uscirà a Luglio ed ancora non si sa il prezzo purtroppo. Intanto, godetevi le immagini in anteprima nel video su autoblog.

Personalmente, mi piace. Sarebbe un’ottima compagna della mia semprepiùadorata Vespa PX… 🙂

Emanuele

A quattro palmenti…

Ieri è stata la festa del papà… e così, oltre agli auguri, mi son tornate in mente alcune scene di quando ero piccolo.

Voglio ricordarne un paio qui… le racconta spesso mia madre quando deve descrivere “Emanuele da piccolo“. 🙂

A quanto pare ero mangione già in tenera età…

Nonostante rimanga sempre magro, indipendentemente dalle schifezze e dai chili di cibo ingeriti, da piccolo avevo anche “tanta fretta nel mangiare”.

Ho iniziato a mangiare da solo molto presto (volevo il mio cucchiaio) e, cosa più assurda, spesso volevo mangiare con due cucchiai. Mentre uno era in bocca, l’altro doveva essere già pronto… 😀

Il secondo aneddoto invece è più tenero… una volta, tanta era la fame che mi alzai di mattina, prestissimo, alla ricerca di cibo… non trovando però cosa mangiare, mi addormentai appoggiato al frigorifero finchè non arrivò la mammina a svegliarmi… 🙂

Non so perché abbia sempre avuto questo rapporto con il cibo. L’aspetto che però maggiormente apprezzo (soprattutto perché così non ho mai problemi quando mangio da qualche parte) è che sono letteralmente onnivoro…: non esiste un piatto che se mi viene presentato non abbia il coraggio di mangiare. E’ ovvio che ho le mie preferenze ed i miei gusti… ma, senza dubbio, chi mi offre qualcosa non rischia mai che io non gradisca!

Se questa cosa, la unite al fatto che non ingrasso mai… beh, vi lascio immaginare! 😎

Emanuele

Intervista a Younas Fakhra: maledetta gelosia.

Stasera, la mia pulcina mi ha fatto notare NDP, un interessante programma di La7.

Younas FakhraAntonello Piroso, il conduttore di NDP, stava intervistando Younas Fakhra, una donna violentata in modo barbaro dal marito. Appena ho capito l’argomento, ho deciso di registrarlo.

Lei, ex ballerina, lui, uomo politico pakistano. A legarli un grande amore… ma anche una grande gelosia. Per colpa di questa, lui, un giorno decise di buttarle dell’acido addosso. Viso, braccia, petto. Tutto sciolto. L’immagine qui a lato si commenta da sola.

Lei, con l’aiuto di suo figlio, è scappata in Italia, dove è stata prontamente soccorsa (anche psicologicamente). Quando è arrivata, aveva la faccia deturpata e il collo talmente rattrappito dalle cicatrizzazioni da non consentirle più di alzare la testa. Il suo naso era scomparso, al suo posto c’erano due piccoli buchi.

La sua sfortuna però… non è un caso isolato. In Pakistan, la donna è tutt’ora considerata alla stregua di un oggetto, o comunque è sottomessa al volere dell’uomo. Sono tante le donne che finiscono come Younas per casi simili.

Come afferma Younas durante l’intervista, tante donne, oltre a perdere il loro volto, perdono spesso anche la loro libertà. Per nascondere la tragedia rimangono chiuse in casa, senza poterne più uscire. Sono tante le donne che per paura non denunciano i soprusi subiti.

Younas ha scritto un libro, si intola “Il volto cancellato” ed inizia con parole strazianti.

Faceva un caldo terribile quella mattina di maggio a Karachi. Improvvisamente sentii un caldo come non avevo mai provato. E non vedevo più, non riuscivo ad aprire gli occhi che mi si erano tremendamente gonfiati. Mi rendevo conto che era successo qualcosa di terribile, ma non sapevo che quello che aveva sciolto i miei vestiti e che ora mi stava mangiando il viso, il petto, le braccia era l’acido.

Fa davvero riflettere la forza di questa donna. Una donna cresciuta in una famiglia disagiata. A 12 anni per aiutare la famiglia iniziò anche a prostituirsi. Vedeva questa cosa come un modo per aiutare la famiglia.

Il marito, in Pakistan, fu condannato ad appena 6 mesi di carcere. Quasi una carezza in confronto al sopruso compiuto. Lui, si è risposato e si è creato una famiglia. Dopo aver rovinato la vita di Younas ha ancora il coraggio di scriverle e dirle che è l’amore della sua vita.

Penso che sentire l’intervista possa valere più di mille parole, perciò eccola qui.

Come ha detto Piroso, è bene ricordare che la violenza nei confronti delle donne non è una usanza tipica solamente di certi paesi del mondo. La mancanza di rispetto è, purtroppo, presente anche nel nostro paese. Cerchiamo dunque di non demonizzare particolari regioni del mondo quando sentiamo certe notizie che, comunque, vanno condannate.

Il più bell’insegnamento che però poteva dare a tutti quanti, arriva verso la fine dell’intervista. Alla domanda del conduttore se avesse perdonato suo marito, risponde: “Si, l’ho perdonato. Penso che sopra di me ci sia qualcun altro; Dio. Sarà lui a giudicare”.
Se sa perdonare lei, perché non dovremmo riuscirci noi per le piccole ingiustizie che ogni giorno viviamo?

Emanuele

Aggiornamento del 26 Marzo 2012: Il video è attualmente offline, tornerà online nei prossimi giorni per garantire una corretta fruibilità dell’intero sito.
Aggiornamento del 20 Dicembre 2014: Il video è nuovamente disponibile.

Midge Ure – Breathe

Ogni tanto amo immergermi nel passato. Ieri sera, andando ad una festa di compleanno ho sentito alla radio una canzone che m’ha fatto volare a quasi 10 anni fa.

Ero piccoletto, ancora quindicenne… età di motorino e compiti il pomeriggio.

Alla radio, è andata in onda, una canzone… snobbata per quasi 2 anni.

Si, Breathe di Midge Ure uscì infatti nel 1996 e raggiunse solamente il 70esimo posto in Inghilterra. Divenne famoso solamente nel 1998 quando la Swatch chiamò l’artista perché voleva usare la sua canzone in uno spot.

Quello spot, è entrato nella mia testa… e forse, anche nella mia vita.

Questo spot, è poesia, è arte.

Cosa è il tempo? Troppo asettica la descrizione che darebbe un’enciclopedia. Il tempo… è ciò che viviamo. Il tempo sono le nostre lacrime e i nostri sorrisi. I nostri 20 minuti di ansia prima di un esame (solo 20?!?) e i nostri 5 minuti prima di addormentarci in cui, in silenzio, ci ritroviamo finalmente con noi stessi… ed iniziamo a ripensare alla nostra giornata.

Il tempo è emozione, è veloce ma anche lento. Il tempo, non è mai costante.

Quello spot rimase nella mia testa per anni, tanto che, ben 5 anni dopo la messa in onda di quello spot, quando naque questo blog (con un post così rapido che… probabilmente non immaginava neanche cosa avrebbe generato), la frase era rimasta ancora nella mia testa.

Era ancora li, la ripetevo stupidamente quando dovevo ricordarmi che non si può sempre sognare ad occhi aperti ma che se il tempo è il modo nel quale viviamo ogni giorno, non possiamo neanche sprecarlo.

Così, il nome di questo blog prese spunto proprio da li. Da quello spot, da quella canzone e da quella definizione di tempo.

Il testo della canzone di Midge Ure, stupendo, lo salvo qui sotto in italiano.

Ad ogni respiro del mattino
capisco che grande dono la vita mi abbia dato

ad ogni tristezza che nego
sento una possibilità dentro di me morire
dammi un sapore di qualcosa di nuovo
che mi tocchi, mi stringa, che mi metta in sesto
mandami una luce guida che splende
attorno a questa mia vita buia

Respira l’anima in me
respira il regalo del tuo amore per me
respira la vita che hai coperto prima di me

respira per farmi respirare

Per ogni uomo che costruisce una casa
una contratto per se stesso
combatte contro lo scorrere
di bugie e fallimenti, che noi tutti conosciamo

A quelli che hanno e a quelli che non hanno
Come si può vivere con quello che hai?
Dammi il tocco di qualcosa di sicuro
potrei essere felice ancora di più

Respira l’anima in me
respira il regalo del tuo amore per me
respira la vita che hai coperto prima di me
respira per farmi respirare

respira la tua onestà
respira la tua innocenza nei miei confronti
respira le tue parole e liberami
respira per farmi respirare

Questa vita ti riserva le cose più strane
i sogni che facciamo di quello che la vita ti porta
le altezze più alte che posso girarti attorno
di seminare i semi dell’amore su un terreno di pietra

Respira
Respira

Respira l’anima in me
respira il regalo del tuo amore per me
respira la vita che hai coperto prima di me
respira per farmi respirare

respira la tua onestà
respira la tua innocenza nei miei confronti
respira le tue parole e liberami
respira per farmi respirare.

Midge Ure – Breathe

Respira, ogni giorno, e vivi intensamente.

Emanuele

PS: per i più curiosi, ho salvato anche il video completo di Breathe… da non perdere.

Parole di Alonso eh.

Alonso, durante la conferenza stampa, ha risposto in modo molto chiaro circa la potenzialità della Ferrari per questo inizio di campionato: “Come ho detto, in qualifica due o tre team possono lottare con la Ferrari, in gara nessuno“.

Oggi, un po’ come lo Schumi dei vecchi tempi, anche Raikkonen volava. Ha fatto gara a se… e prendere quasi un secondo al giro, costantemente, sul secondo pilota in gara, era imbarazzante.

Grande gara anche quella di Hamilton comunque. Si contano sulle dita di una mano i debuttanti che, nella storia della Formula 1, hanno concluso sul podio la loro prima gara.

Povero Massa, è attualmente “la prima guida Ferrari” ed è stato costretto ad un misero sesto posto: meritava di più. Non bisogna dimenticare che comunque è partito dalla 22esima posizione…

Concludendo, Raikkonen, vincitore della prima gara, alla domanda “sei sorpreso di quanto sia stato facile oggi?” ha risposto così: “Penso che ce lo aspettavamo, ma non eravamo sicuro di cosa sarebbe potuto accadere e non abbiamo spinto al 100 per 100 quindi siamo in una buona posizione ora…”.

Se non è servito spingere neanche al massimo, non voglio immaginare quale sia il vero potenziale di questa nuova Ferrari.

Emanuele