Stasera, la mia pulcina mi ha fatto notare NDP, un interessante programma di La7.
Antonello Piroso, il conduttore di NDP, stava intervistando Younas Fakhra, una donna violentata in modo barbaro dal marito. Appena ho capito l’argomento, ho deciso di registrarlo.
Lei, ex ballerina, lui, uomo politico pakistano. A legarli un grande amore… ma anche una grande gelosia. Per colpa di questa, lui, un giorno decise di buttarle dell’acido addosso. Viso, braccia, petto. Tutto sciolto. L’immagine qui a lato si commenta da sola.
Lei, con l’aiuto di suo figlio, è scappata in Italia, dove è stata prontamente soccorsa (anche psicologicamente). Quando è arrivata, aveva la faccia deturpata e il collo talmente rattrappito dalle cicatrizzazioni da non consentirle più di alzare la testa. Il suo naso era scomparso, al suo posto c’erano due piccoli buchi.
La sua sfortuna però… non è un caso isolato. In Pakistan, la donna è tutt’ora considerata alla stregua di un oggetto, o comunque è sottomessa al volere dell’uomo. Sono tante le donne che finiscono come Younas per casi simili.
Come afferma Younas durante l’intervista, tante donne, oltre a perdere il loro volto, perdono spesso anche la loro libertà. Per nascondere la tragedia rimangono chiuse in casa, senza poterne più uscire. Sono tante le donne che per paura non denunciano i soprusi subiti.
Younas ha scritto un libro, si intola “Il volto cancellato” ed inizia con parole strazianti.
Faceva un caldo terribile quella mattina di maggio a Karachi. Improvvisamente sentii un caldo come non avevo mai provato. E non vedevo più, non riuscivo ad aprire gli occhi che mi si erano tremendamente gonfiati. Mi rendevo conto che era successo qualcosa di terribile, ma non sapevo che quello che aveva sciolto i miei vestiti e che ora mi stava mangiando il viso, il petto, le braccia era l’acido.
Fa davvero riflettere la forza di questa donna. Una donna cresciuta in una famiglia disagiata. A 12 anni per aiutare la famiglia iniziò anche a prostituirsi. Vedeva questa cosa come un modo per aiutare la famiglia.
Il marito, in Pakistan, fu condannato ad appena 6 mesi di carcere. Quasi una carezza in confronto al sopruso compiuto. Lui, si è risposato e si è creato una famiglia. Dopo aver rovinato la vita di Younas ha ancora il coraggio di scriverle e dirle che è l’amore della sua vita.
Penso che sentire l’intervista possa valere più di mille parole, perciò eccola qui.
Come ha detto Piroso, è bene ricordare che la violenza nei confronti delle donne non è una usanza tipica solamente di certi paesi del mondo. La mancanza di rispetto è, purtroppo, presente anche nel nostro paese. Cerchiamo dunque di non demonizzare particolari regioni del mondo quando sentiamo certe notizie che, comunque, vanno condannate.
Il più bell’insegnamento che però poteva dare a tutti quanti, arriva verso la fine dell’intervista. Alla domanda del conduttore se avesse perdonato suo marito, risponde: “Si, l’ho perdonato. Penso che sopra di me ci sia qualcun altro; Dio. Sarà lui a giudicare”.
Se sa perdonare lei, perché non dovremmo riuscirci noi per le piccole ingiustizie che ogni giorno viviamo?
Emanuele
Aggiornamento del 26 Marzo 2012: Il video è attualmente offline, tornerà online nei prossimi giorni per garantire una corretta fruibilità dell’intero sito.
Aggiornamento del 20 Dicembre 2014: Il video è nuovamente disponibile.