ICE… mettiamogli un po’ di ghiaccio sopra.

In questi giorni sta circolando un po’ ovunque (e-mail, blog, giornali…) una catena che invita a salvare i numeri da chiamare in caso di incidente sul proprio cellulare sotto la voce ICE (In Case of Emergency).

Personalmente ho letto la notizia ma non l’ho diffusa e, come al solito, Paolo Attivissimo riesce a vedere oltre la solita euforia con delle riflessioni senza dubbio valide.

Innanzitutto c’è da chiedersi cosa fare se il ferito è senza cellulare. E poi, anche se l’avesse… credete logico che qualcuno inizi a scorrere tutta la vostra rubrica? La privacy (e la sua legge) la mandiamo a benedire nella cappella dell’ospedale?

Se non sbaglio è perseguibile per legge anche solamente lasciare incustoditi i dati sensibili di altre persone sul proprio tavolo di lavoro. Scorrere una rubrica ed avere accesso potenzialmente a decine (centinaia?) di numeri è meno importante?

Tra l’altro, se il cellulare s’è rotto nell’incidente e voi eravate belli tranquilli “tanto in caso prendono il cellulare, guardano il numero magico e chiamano la mamma…” che fate?

Non è meglio prender carta e penna e scrivere magari qualcosa da portare nel portafoglio? Penso che di soluzioni, migliori e più semplici ne esistano infinite se proprio si ha bisogno di sentirsi più sicuri in questo modo…

Ah, non parlatemi delle targhette militari… mi ricordano tanto i cagnolini e non vorrei che alla prossima catena di sant’antonio mi invitino anche ad indossare un collare antipulci! 😉

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

4 commenti » Scrivi un commento

  1. beh, meglio tutto, no?
    anzi, ora mi faccio tatuare il numero di cell di mia mamma sul petto, sperando che non lo cambi 😀

    (cmq nel caso di incidente grave in cui TU non sei ing rado di chiamare i soccorsi, e il cellulare funzioni e ICE abbia preso piede, penso che saresti felice che qualcuno violy la PRIVACY (ROTFL) degli altri sbirciando la rubrica tentando di salvarti la vita)

  2. Farlo non costa nulla, sul lato utilità, non vedo il problema.
    Certo, in caso di emergenza non è utilissimo andare a frugare il luogo del sinistro alla ricerca del cellulare … ma questo è pur sempre un inizio.
    Privacy? Non siamo ridicoliinfantilipatetici … siamo i primi a infrangerla quando usiamo la carta di credito ad esmepio dichiariamo ai 4 venti i nostri spostamenti fisici ed economici … con i nostri blog poi … usiamo la privacy laddove veramente potrebbe servire, ma solo li, quindi ora vi saluti, li devo andare … parlavo della toilette!

  3. Mavero usare la carta di credito è una tua scelta sarebbe illogico parlare di “violazione della privacy”, puoi benissimo usare metodi alternativi di pagamento.
    Personalmente preferisco la proposta (al massimo…) di attaccare da qualche parte una etichetta con un numero di emergenza (batteria? Cover posteriore?) in modo che, anche nel caso in cui il cellulare dovesse rompersi il sistema continua a funzionare.
    Tra l’altro, solitamente il mio cellulare si blocca dopo tot minuti (sblocco via password… si lo so, sono paranoico) e così la possibilità di cercare il numero sarebbe vana.
    Tambu l’idea del tatuaggio non è male… magari se al numero associ anche la tua cartella clinica fai risparmiare pure la telefonata! 😎
    Ciao,
    Emanuele

  4. Come scrivevo anche sul mio sito internet, sarebbe ora che certe bufale fossero stroncate all’orgine 🙁
    Ma purtroppo sembra che più si cerchi di fermarle più si mettano in circolazione…. dico solo una cosa…. BAH!
    L’essenziale è cercare di divulgare il più possibile la realtà, cioè che queste notizie sono bufale!

    A presto!

    Angolo Digitale

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