Come far scomparire la barra dai blog su Blogger e Splinder.

Non so quanto sia “politically correct”, ma, tramite CSS è possibile far scomparire la barra che capeggia sulle piattaforme di blog gratuite.

Ho voluto provare, giusto per curiosità con due piattaforme. La prima è Blogger, “figlia” acquisita di Google e sempre più dipendente dalla madre, la seconda è Splinder… da pochi mesi sotto il controllo di Dada.

Ho controllato nei disclaimer di Blogger e Splinder e non sembra esser vietato esplicitamente, dunque non si rischia nulla.

La modifica da apportare al template è semplicissima.

A) Blog su Blogger:

Andate su Modello -> Modifica HTML ed inserite all’interno dell’editor dopo
[cc lang=”html”]

[/cc]

il seguente codice: [cc lang=”css”]
#navbar-iframe {
height: 0px;
visibility: hidden;
display: none;
}[/cc]
B) Blog su Splinder:

Andate su Blog -> Template -> Aggiorna ed inserite nell\\’editor, dopo
[cc lang=”html”]

[/cc]

il seguente codice:
[cc lang=”css”]div.topbar {
height: 0px;
visibility: hidden;
display: none;
}[/cc]Sono certo che, con opportune modifiche, sia possibile far scomparire la barra anche dalle altre piattaforme gratuite.

Ciao,

P|xeL

Viva la Foca e che Dio la benedoca…

La Lega Anti Vivisezione è scesa in piazza per salvarla.

Però… porcellini 8), non sto parlando d’altro che… dei cuccioli di foca.

So che la caccia e la vivisezione sono due cose diverse ma, personalmente, sono contrario ad entrambe.

La prima perché mi sembra uno sport letteralmente disumano. E’ vero che l’uomo è un carnivoro ed è un predatore, ma è giusto rispettare le altre specie. Non sono un giocattolo.

Il ciclo naturale vuole che i carnivori si cibino di carni ma non per questo devono/possono abusare della selvaggina presente.

Tra l’altro, le attuali armi in possesso dei cacciatori, rendono questa “lotta” totalmente impari. I poveri animali non hanno modo di difendersi.

Riguardo la vivisezione invece, vi invito a leggere una volta tanto, un post di Beppe Grillo. Non sembra che questo tipo di ricerca stia dando i risultati immaginati ed esistono già valide alternative.

Perché non fermarsi e pensarci un po’ su, invece di continuare su questa ignobile strada? Come al solito, ci sono troppi interessi economici dietro?

Emanuele

Beata gioventù

Ieri era la Giornata Mondiale della Gioventù Diocesana e gli scout non sono mancati all’evento (o meglio, il nostro reparto non è mancato all’evento, il resto della zona se n’è praticamente fregato…).

Sono tornato stanco morto (nel weekend abbiamo anche fatto un pernottamento con i ragazzi dell’alta-squadriglia…) e stamattina mi sono divertito a guardare i blog di un paio di ragazzi/e scout.

Non li seguo costantemente e non li commento mai (è giusto mantenere, nonostante l’affetto e l’amicizia, la corretta distanza tra capo e ragazzo) ma, una ragazza (si dice il peccato ma non il peccatore), mi ha fatto sorridere con una frase del suo blog.

NEW ENTRY!!!in classifica è entrato anke salvo(csq sciacalli 23)….abbiamo un kasino di kose in komune…(x es su 4 kanzoni ke mi ha mandato…ne konoscevo già 3)….i cartoni in partikolare sono la nostra forza…

Si riferiva, in un post che elencava la sua “cerchia di amicizie”, ad un ragazzo scout di un altro gruppo.

Oltre al fatto che, in questi blog, solitamente un post ogni due ha questo fine, mi ha fatto sorridere la facilità con cui si possa finire dentro “il cuore di qualcun’altro/a” a quell’età (13-14 anni).

Basta qualche battutina, un paio di canzoni… e già, “abbiamo un kasino di cose in comune”.

La moderazione, l’equilibrio, l’attenzione, la misura, non sono fattori tipici di quell’età. Basta un pizzicotto per far partire un uragano.

Le amicizie “forti” vanno e vengono. Le “migliori amiche” appaiono e scompaiono. I “ti amerò per sempre” durano anche pochi giorni (però era amore vero ed è una tragedia da comunicare alla migliore amica).

Se un bambino a 2 anni è alla scoperta del mondo e strilla per ogni piccolezza, a 13-14 è alla scoperta dei rapporti umani e, allo stesso modo, grida al miracolo per ogni nuovo… confronto.

Emanuele

Mister Nessuno.

Quando iniziammo il pellegrinaggio, pensai di avere realizzato uno dei più grandi sogni della mia gioventù. Per me, tu eri lo stregone Don Juan, e io rivivevo la saga di Castañeda in cerca dello Straordinario.
Ma tu hai resistito arduamente a tutti i miei tentativi di trasformarti in eroe. Ciò ha reso molto difficile il nostro rapporto, finché ho capito che lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni. E oggi questa comprensione è quanto possiedo di più prezioso nella vita: mi permette di fare qualsiasi cosa, e mi accompagnerà per sempre.

Tratto da: Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho

Inizia così il “Cammino di Santiago”, il primo romanzo scritto da Coelho.

Ho inizato a leggerlo solo da qualche giorno… e già, è stato sufficiente per toccarmi dentro. Chissà quante altre volte ci riuscirà.

In questi giorni sono un po’ nervoso, rispondo spesso anche male senza apparente motivo. Chi mi conosce, sa che non è da me.

Eppure, come avrete già visto nei post precedenti, sono un po’ nervoso. Sono tornati alla mia mente tanti “mostri del passato” e mi stanno facendo nuovamente male.

Leggere è una via di fuga ma è anche un’ancora. E così, quelle parole per ora le sento mie.

Non sarò niente di speciale, ma forse… è proprio perché, essere particolarmente baciati dalla fortuna, probabilmente, sarebbe una via per vivere la vita troppo semplice, troppo vuota.

Il vero cammino, coraggioso, lo fanno solo le persone comuni. Quelle che ogni giorno si alzano perché non hanno nessuno da comandare, ma, piuttosto, hanno tanti pensieri da risolvere.

E poi, c’è da ricordarsi sempre che Dio non lascia nulla al caso. Le croci più grandi, le portano sempre le persone più forti.

Emanuele

Madonna Benedetta dell’Incoroneta di Foggia!

Sono sicuro che tra un po’ persino la Nutella dovrà cedere i diritti di un suo leit motive.

E’ proprio il caso di dirlo: che mondo sarebbe senza blog?!

Da quattro mesi anche Lino Banfi ha un blog. A questo punto mi chiedo davvero perché mio padre e la mia pulcina non ne abbiano ancora uno.

Fa tenerezza Lino quando parla della moglie, ma scade un po’ quando, alla stregua dei ragazzini blogger sui Live Space, finisce per descrivere per filo e per segno un litigio di famiglia…

Spero che con il tempo impari ad utilizzare meglio questo *nuovo* strumento e chissà… magari tra qualche tempo vedremo anche lui disquisire su classifiche, blogstar e BarCamp. O forse… anche lui si è già ammalato?! 😮

Io, intanto, lo aggiungo al mio feedreader. 🙂

Emanuele

PS: al momento utilizza Movable Type come piattaforma. Dite che se gli mostriamo la lista dei plugin per WordPress, recentemente rinnovata, se ne innamora e chiede un trasferimento? 8)

Yawwn… ehm, non si sbadiglia!

In questi giorni è nata una discussione interessante. Volevo parlarne già da qualche giorno ma ho avuto poco tempo ed ho preferito parlare d’altro.

Tutto è nato in un post di Diego (link interrotto) che chiedeva quanti blog seguiamo ed in base a cosa costruiamo la nostra lista di “preferiti”. Da li, si è finiti per parlare di statistiche (masturbazioni mentali), metodi di valutazione di un blog e del modo di vivere dei blogger le proprie statistiche.

Oggi il discorso è stato ripreso da Marco a cui ho voluto rispondere.

Non riprendo interamente la discussione qui (se vi interessa il mio parere avete i due link indicati sopra) ma voglio ribadire solo una cosa.

Io scrivo su questo blog perché mi diverte. E precisiamo, non mi diverte il fatto che sia in buona posizione nelle varie statistiche italiane, né che il mio PR possa sperare di salire. Mi diverte scrivere. Mi diverte tra l’altro rileggere i miei post e magari riflettere ancora una seconda volta su ciò che avevo scritto.

Sarò stupido, ma ogni tanto mi metto persino a guardarlo il mio blog.

Non mi metterò mai a contare quanti post ho scritto in una determinata ora e decidere se posso scrivere ancora o devo chiedere il permesso a qualcuno. Scrivo quando ne ho voglia.

C’è chi dice che questo sia un metodo per perdere lettori. Beh… mi sta anche bene. Lo metto in conto ma non me ne preoccupo. D’altronde non sono una azienda, non vendo prodotti, non devo fare marketing e guardare il mio target d’utenza.

Cavolo, sono un semplice scrittore in erba (wow, è la prima volta che mi definisco in modo così altezzoso) che scrive per divertimento.

La cosa più buffa di tutta questa vicenda è solamente una.

Ieri, ho ricevuto un “memo” su Azzurra da un amico. Non aveva motivo di scrivermi, non gli avevo chiesto nulla.

Il memo, recitava così: “P|xeL ma lo sai che leggo il tuo blog? 8) 8) Mi piace seguire i tuoi post, sono sempre moralmente elevati e intellettualmente stuzzicanti, è un blog che vale la pena seguire… mi raccomando scrivi spesso… siamo in tanti a pensarla così sl tuo blog… ciao :)”.

Quel memo mi ha fatto sorridere. Proprio mentre io sostenevo che ero disposto a perder lettori pur di esser me stesso, è arrivato a sorpresa quel messaggio.

Beh, si vede che non sono poi così noioso. Parlo spesso di me ma non faccio addormentare.

E spero che non sia perché uscendo da questo blog, sulla destra, ho posizionato una bella macchinetta del caffè… :eeeh:

Ciao,

Emanuele aka P|xeL

PS: rimane valida la dicitura che ho scritto da tempo immemore nella barra di lato: “Questo è un blog (probabilmente) inutile!” Sappiatelo! 🙂