Costruire e distruggere…

Piove, fuori, ma non solo. Piove anche dentro.

La cosa più buffa è che… proprio le lacrime invece non sono scese. Il cuore batteva forte però.

Adesso mi prendo un bel tè caldo… perché come dicevo prima fa freddo.

Che mi succede? Pensieri. Tanti pensieri che stanno facendo confusione.

E poi mi chiedo, perché è sempre più facile distruggere che costruire?

E non so neanche su quale parte della frase concentrarmi.

Se riflettere sul perché sia più difficile costruire; mettersi li, con pazienza e voglia di lavorare per qualcosa, oppure perché nella vita non ci sia cosa che sia più facile da distruggere. Un quadro? Anni per farlo, secondi per distruggerlo. Un palazzo? Una moto? Un albero? Ma anche… un nodo. Si, perché se il nodo non lo sai fare, ci metti secoli a farlo bene… a snodarlo però bastano pochi secondi.

Che poi… forse non è neanche così, perché ci sono cose che dentro di te non riesci a distruggere. E allora lotti, combatti, ti dimeni. Cerchi di dimenticare. Oppure cerchi di guardare avanti. Oppure… scappi.

E allora a quel punto, cosa è meglio? Costruire? Distruggere? Avere pazienza oppure far brillare la dinamite?

Intanto rido e scherzo sempre. Faccio il bambinone… ma dentro forse, non lo sono più. E se da un lato mi dispiace, dall’altro è un dato di fatto. E ci son cose che mi fanno male anche se non lo do spesso a vedere.

E ci sarebbe da parlarne per ore…

E adesso, mi bevo il tè e non ci penso per qualche minuto.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Distruggere è facilissimo hai ragione ma vuoi mettere la soddisfazione magari dopo anni che lavori a qualcosa di vederlo crescere e resistere nel tempo? Mai piaciute le cose facili

  2. Figurati a me… al momento la mia vita è abbastanza “piena” di difficoltà. Non sono scappato e continuo a non scappare.
    Però ci sono quei giorni in cui ti riempi di “se”, di “ma” e di “forse”. Ed è li che cadi in crisi, che stai male… e che non sai più cosa fare.
    Ciao,
    Emanuele

    PS: sembra che Dio comunque, non lasci mai da solo chi è in difficoltà… e anche oggi credo di averne avuto la prova.

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