Le Due Sicilie.

No, non voglio parlare del regno creato da Federico IV di Borbone nel 1816.

Piuttosto voglio mettere uno stop ai miei giri in auto di questi giorni.

Mappa Google - Weekend sicilianoCome già sapete, lo scorso weekend avevo percorso quasi 600km, ma non contento, per ferragosto (tra martedì e mercoledì dunque) ne ho percorsi altri 290.

Ho visitato così le due Sicilie per davvero… ho visto la zona occidentale (prima Catania e poi Bronte, Maniace, Randazzo), con i suoi boschi ai confini dell’Etna spettacolari, ma ho visto anche la zona a sud (Tre Fontane, Sciacca), nella parte più vicina alla Tunisia… con il suo mare congelato.

E’ stato un bel ferragosto in definitiva… entrare in acqua a mezza notte però è stata solamente una enorme botta di coraggio (quanti di voi hanno trovato il coraggio?!). Entrare correndo è stato l’unico metodo per non capire di quanti decimi di grado fosse calda l’acqua…

Tanto poi, ad aspettarmi fuori, c’era una pulcina con una tovaglia aperta… :love:

Mappa Google - FerragostoIl giorno dopo pranzo a Sciacca e poi a Messa (vi siete ricordati che ieri era il giorno dell’assunzione di Maria?). Quest’ultima, la dimenticherò molto difficilmente… il sacerdote che celebrava, parlava mangiandosi le parole, ed in pochi battiti di ciglia ha concluso tutta la Messa. Faceva venir da ridere… ed a suggellare completamente il quadretto, vi erano i foglietti per seguire la Messa, conservati ancora miracolosamente in ottime condizioni dal 1976-77!! Per pochi attimi ho creduto di aver fatto un passo indietro nel tempo. Per chi non mi credesse, si tratta della chiesa di San Nicolò a Sciacca.

La parte più pesante è stata quella del ritorno a casa… un centinaio di chilometri sopraffatti dalla stanchezza di questi giorni in cui ho dormito veramente poco.

Ho notato comunque che la mia andatura è rimasta mediamente la stessa. Secondo il computer di bordo della Punto, per ferragosto ho percorso 288km ad una media di 56.8km/h ed un consumo medio di 15.4km/l. Valori molto simili a quelli dell’altra volta.

Il navigatore è divenuto ormai mio inseparabile compagno di viaggio ed ha iniziato ad incuriosire anche Fabi (solitamente poco interessata ai miei marchingegni tecnologici…) che mi ha chiesto un po’ come funzionasse.

Prima di partire avevo inoltre inserito le indicazioni degli autovelox ma in Sicilia si tratta per lo più di segnalazioni di rilevamento della velocità mobili. Per chi volesse approfondire l’argomento segnalo POIGps.com.

Adesso basta con i viaggi però… sia perché devo rimettermi (tristemente!) a studiare, sia perché non voglio far concorrenza ai camionisti italiani in quanto a numero di chilometri percorsi… 😉

Emanuele

Diventeremo delle scimmiette!

Sono tornato oggi dal weekend siciliano ed ho avuto modo di provare il navigatore satellitare in una “prova su strada” tipica da Quattroruote.

Ho percorso quasi 600km, di cui circa 300 in autostrada, oltre 250 in strade statali/extra-urbane ed i rimanenti in città.

In breve, il verdetto del navigatore è positivo: utile, preciso, comodo ed importante per la sicurezza.

Lo reputo utile perché non ho avuto bisogno di chiedere informazioni, di guardare cartine, di stare attento a svincoli, bivi, deviazioni o altro…: la mappa utilizzata è stata precisa ed affidabile. Ho risparmiato tempo (e carburante). La Punto ha fatto poi il resto: aria condizionata, lettore cd con mp3 e vetri chiusi… un viaggio in pieno relax.

E’ stato preciso perché non mi ha portato in zone assurde, né ho fatto percorsi non consigliati (avevo già parlato con alcune persone circa la strada che avrei dovuto prendere…), tanto meno ho avuto problemi di “zone sconosciute”. La mappa utilizzata era così ben fatta che conosceva persino le trazzere della forestale che portano, boschi boschi, verso il luogo del campo. Sinceramente questo era il mio dubbio più grosso: è ovvio che in città il dettaglio delle vie sia molto alto, ma quanto lo era in angoli remoti della regione? La risposta è stata netta e decisa: finché la macchina può andare, la mappa conosce quella strada (o almeno in Sicilia).

Comodità. Il navigatore, nello specifico il modello LD-3W della Nokia, si è rivelato ottimo per le sue doti. Piccolo, leggero ed instancabile… l’ho caricato la sera prima di partire e l’ho utilizzato per almeno 7 ore nel weekend: la batteria ancora non accenna stanchezza. Sembra che quella saponetta sia li, collegata invisibilmente ai satelliti, per l’eternità. Mi ero portato il caricabatterie da auto ma non l’ho uscito dal marsupio. Anche l’N70 s’è comportato egregiamente. Sarà che è ancora piuttosto nuovo ma mantenere la luce accesa per tutte quelle ore, richiedendo solo una ricarica in 3 giorni è stato un ottimo risultato. Tra l’altro il cellulare è stato utilizzato anche per telefonare, mandare sms, giochicchiare e per molto tempo è stato persino in zone senza segnale GSM in cui dunque iniziava a ricercare nuove reti. Un’accoppiata vincente.

Il segnale ricevuto era sempre ottimo (dovrò aspettare l’inverno per vedere problemi di ricezione del segnale dei satelliti?) e bastavano pochi secondi (5-8 secondi) per ritrovare il segnale dopo una, o una serie, di gallerie. In accensione, invece occorrevano tra i 55 ed i 70 secondi per riagganciare i segnali ed essere operativo.

Tom Tom NavigatorLa vera peculiarità di un sistema GPS però l’ho scoperta di notte, in una infinita e tortuosa statale di 40km: la SS289 da Bronte a Sant’Agata di Militello. Una strada che attraversa i boschi dei Nebrodi arrampicandosi fino ad oltre 1500 metri di altitudine per poi scendere dall’altro lato dell’appennino siculo. Ho potuto viaggiare in piena sicurezza perché, nonostante il buio pesto, nonostante l’orario poco consono a viaggi da quelle parti (alle 2 di notte non incontri una macchina li neanche se hai le allucinazioni) e, sopratutto, nonostante non avessi mai percorso quella strada, avevo la possibilità di conoscere in tempo reale la mappa della strada con le sue curve ad esse, i suoi tornanti, le sue curve strette e quelle più larghe. Vedere in anticipo la curva che mi aspettava è stata una cosa stupenda. Ho viaggiato anche altre volte di notte in strade sconosciute e, la cosa più impegnativa era sempre quella: evitare frenate brusche per errata valutazione della curva (della serie: sembrava una leggera curva ma era un tornante…). Un netto vantaggio per il comfort, la sicurezza di guida e un ottimo metodo per risparmiare carburante: conoscendo a priori la frenata da effettuare, potevo modulare e disegnare le curve in modo migliore mantenendo, di conseguenza, una andatura più costante e meno schizofrenica. Sapere se ti aspettava un percorso tortuoso o un piccolo rettilineo, anche oltre la portata degli abbaglianti era qualcosa di indescrivibile. Di certo non avevo un visore agli infrarossi o un radar (che alcune auto iniziano intelligentemente a montare), ma il navigatore rappresenta già un ottimo supporto alla guida.

Devo dire comunque che ogni tanto provavo a fare il ragionamento inverso. Provavo a fidarmi poco della mappa e più dei miei occhi. Fortunatamente la mappa aveva sempre ragione ma quello di un errato disegno della cartografia è un rischio da non sottovalutare e che ho cercato di non dimenticare.

Durante il viaggio, ho quasi dimenticato l’utilizzo dei segnali di direzione verso una località. Li guardavo giusto per conferma ma, tendenzialmente, mi affidavo al percorso segnato dal navigatore. Per questo penso che diventeremo delle scimmiette. Gira a destra, gira a sinistra… noi staremo al volante solamente per muoverlo mentre qualcuno ci detterà passo per passo ogni singolo cambio di direzione. Da un lato trovavo stupido non dover più guardare, ad ogni uscita che incontravo, i segnali ed iniziare a ragionare sulla direzione da prendere, dall’altro però mi son reso conto che ho potuto godermi di più il paesaggio sapendo di non dover cambiare strada per i prossimi XX chilometri. Gli occhi stavano un pizzico più in alto del solito.

L’unica mia dimenticanza è stata quella di non integrare nella mappa la segnalazione degli autovelox prima di partire. Non per correre di più ovviamente… volevo vedere invece se, nei luoghi indicati, fosse possibile scorgere il sistema di rilevamento della velocità.

In definitiva… avere un sistema GPS fa venir voglia di viaggiare in auto. L’unica cosa negativa è l’aspetto economico.

Questo weekend fuori mi è costato 100€ senza aver fatto nulla oltre ad una mini-cena fuori (carne di cavallo a Catania… mica ostriche e gamberi a Porto Cervo!). Sono volati 65€ in carburante (585km totali ad una velocità media di 60km/h ed una percorrenza media di 15,3km/litro – secondo il computer di bordo) ed è stato necessario un bel lavaggio completo dell’auto dopo averla portata boschi boschi…

Per capirci. Avere un GPS fa soffrire. Sai di poter viaggiare ma… i soldi purtroppo, non arrivano via satellite. 🙁

Emanuele

Bonus da Wind…

18 giorni esatti dall’ultima promozione, ecco un ulteriore regalo.

Ero ancora in Toscana così non ho potuto segnalarlo puntualmente… ma l’sms è rimasto salvato sul cellulare:

Wind ti regala 5€ di bonus se ricarichi almeno 50€ su www.mondowind.it entro il 31 Agosto. Il bonus ti sarà accreditato entro il 15 di settembre

Purtroppo, considerata la mia spesa media, non sfrutterò questo bonus (o avrei credito per qualche anno… :-D).

Invece, mi son ricordato in extremis di attivare l’opzione Pieno SMS. E’ stata attivata giorno 31 Luglio, così scadrà proprio la notte di Capodanno: se volete farmi gli auguri, gentilmente, fatemeli in anticipo… non mi offendo! 😉

Emanuele

Impaziente.

Non riesco a far passare tranquillamente questi giorni… stasera è la notte di San Lorenzo ma io non avrò nessuna stellina da guardare…

La mia pulcina è in route adesso… e io, da giorni, sento dentro un malessere continuo.

Mangio poco e sto dimagrendo… non è da me, e soprattutto, non voglio continuare così.

Mi sono inventato dunque come far volare la giornata di domani: andrò a trovare i catanesi (…) che è da un anno che non vedo. Una serata fuori a mangiar carne di cavallo dovrebbe distrarmi.

Poi finalmente domenica… e volerò nell’entro-terra siciliano verso il luogo del campo di Fabi. Finalmente la rivedrò… e spero che possano finire anche tutti i brutti pensieri.

Adesso corro a cena. Stanotte ho dormito poco e male… mi bruciano gli occhi e sinceramente voglio riposarmi bene visto che domani avrò da guidare per un bel po’.

Emanuele

P.S.: sarà la volta buona che faccio sgranchire il motore della Punto e testo come si deve il fiammante navigatore satellitare.

P.P.S.: mamma, tranquilla che non corro.

Tu sei responsabile della tua rosa…

In quel momento apparve la volpe.

“Buon giorno”, disse la volpe.

“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.

“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”.

“Chi sei?” domando il piccolo principe, “sei molto carino…”.

Il piccolo principle - La volpe e le rose“Sono una volpe”, disse la volpe.

“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste…”.

“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.

“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.

Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:

“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”

“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”

“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Che cosa vuol dire “addomesticare”?”

“Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”

“No”, disse il piccolo principe. “Cerco amici. Che cosa vuole dire “addomesticare”?”

“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”…”

“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.

Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.

“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”

“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”

“Oh! Non è sulla Terra”, disse il piccolo principe.

La volpe sembro perplessa:

“Su un altro pianeta?”

“Si”.

“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”

“No”.

“Questo mi interessa! E delle galline?”

“No”.

“Non c’è niente di perfetto”, sospiro la volpe.

Ma la volpe ritorno alla sua idea:

“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”

La volpe tacque e guardo a lungo il piccolo principe:

“Per favore… addomesticami”, disse.

Il piccolo principle - La volpe e il piccolo principe“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”

“Che bisogna fare?” domando il piccolo principe.

“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”

Il piccolo principe ritornò l’indomani.

“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicita! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe .

“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:

“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.

“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”.

“E’ vero”, disse la volpe.

“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.

“E certo”, disse la volpe.

“Ma allora che ci guadagni?”

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

Poi aggiunse:

“Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua rosa è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.

“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto un mio amico e ora è per me unica al mondo”.

Le rose erano a disagio.

“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi assomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa“.

E ritornò dalla volpe.

“Addio”, disse.

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe , per ricordarselo.

“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante”.

“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…“

“Io sono responsabile della mia rosa…” ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

~~~

Tratto da: Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

L’amore, oltre ad essere una cosa bellissima, comporta anche una grossa responsabilità. La responsabilità che il piccolo principe aveva nei confronti della sua rosa che ormai, dipendeva da lui.

E’ facile pretendere in amore, ma è altrettanto facile ricordarsi di quel che si può provocare nell’altro con le proprie azioni?

Emanuele

Nokia GPS LD-3W

Quando sono un po’ triste, uno dei rimedi che ho è quello di farmi un piccolo regalino…

Nokia GPS LD-3WAvendo speso davvero poco fin ora di quei soldi vinti e non amando le spese inutili, ho deciso di regalarmi il piccolo modulo GPS di casa Nokia.

L’acquisto è stato fatto un po’ in fretta perché ho intenzione di usarlo questo weekend, quando dovrò attraversare oltre mezza Sicilia…

Nessun negozio online da consigliare dunque, il che è sembrato strano anche a me, abituato, ormai da anni, ad ordinare tutte le mie cianfrusaglie hi-tech via internet.

Ho solamente cercato, come sempre, alcuni commenti su e giù per la rete ed ho scoperto che questo modulo sembra avere un buon rapporto prezzo-prestazioni (sinceramente non me lo sarei aspettato da un prodotto Nokia). L’LD-3W è un modulo GPS a 20 canali con chipset SiRF STAR III.

Il Nokia LD-3W era in vendita ad 89 euro nella confezione N73 Travel Edition che comprende tra l’altro:

  • Staffa con ventosa per fissaggio del cellulare
  • Batteria BL-5C
  • Caricabatterie da auto DC-4

Ho scelto questo modulo bluetooth, oltre che per scongiurare problemi di compatibilità con i Nokia, per vari motivi tra cui:

  • La batteria è la stessa dell’N70, N73, 6630, 6600, 3650 etc… e dunque posso usarla in emergenza per chiamare quando quella del cellulare è scarica;
  • Il caricabatterie per auto ha lo stesso jack di quello degli ultimi cellulari Nokia (N70, N73, N80, N95 etc…) e quindi oltre a caricare il modulo GPS potrò sfruttarlo come caricabatterie da auto per il cellulare.

In pratica ho preso 2 piccioni con una fava. Non dovrò acquistare nuove batterie supplementari per il mio N70 (sfruttarlo come navigatore mangia la batteria in maniera notevole), né dovrò pensare ad un ulteriore caricabatterie da auto.

Al momento ho provato a farmi guidare dal centro città fino a casa. Il segnale non è mai stato perso (nonostante un piccolo sotto-passaggio) e mi ha guidato correttamente fino a casa. Per quanto ho letto, la precisione si attesta intorno ai 10 metri (i moduli più precisi arrivano a 3 metri) ma non mi è sembrato così difficile rendersi conto quali fossero le indicazioni (ho cercato di far finta di non conoscere la strada verso casa…).

La connessione è avvenuta istantaneamente. L’ho acceso, ho aperto il software sull’N70 ed è stato richiesto un codice per il paring del modulo bluetooth. Il codice assegnato da Nokia è sempre 0000. Ho letto sul manuale che è possibile associare il modulo GPS ad un massimo di 8 cellulari, sebbene sia possibile utilizzarlo solo con uno alla volta.

Per adesso non so dire altro, aspetto sabato per testarlo seriamente e vedere se mi porterà a destinazione o farò un bel tuffo a mare con tutta la macchina… 😉

Emanuele aka P|xeL

PS: adesso vi saluto e mi trastullo un po’ leggendo, come di consueto, il manuale d’istruzioni. 🙂

E’ andata. E’ finita. E’ passata. E…vviva!!

La prima cosa che avevo da fare stamattina era andare a vedere il risultato dell’esame e così, sveglia presto, colazione leggera e… un po’ di tensione nascosta per bene.

Silenzio, niente radio in macchina. Solo qualche preghiera, in silenzio.

La facoltà ad Agosto era come un ghiacciaio d’inverno: deserto, cristallizzato, in letargo.

Posteggio tranquillamente all’ombra, salgo la prima rampa di scale e incontro due cani che dormivano così bene che non hanno minimamente percepito il mio passaggio.

Arrivo alla bacheca e… “argh! Non ci sono più i voti!”.

Penso “vabbè, chiamerò il professore dopo il 20 Agosto…” e per si e per no, salgo a secondo piano, per controllare l’altra bacheca.

Tremo. Leggo. Cerco i risultati di “Analisi Matematica”.

Li trovo e… trovo il mio cognome.

A quel punto avrei voluto abbracciare qualcuno… ma ero solo. Ero io… e la mia facoltà.

Faccia a faccia.

1 a 0 per me questa volta però.

Riscendo… mando qualche sms… e poi, inizio a rendermi conto realmente di essermi tolto quel macigno rimasto negli anni tra le materie da togliere.

Un macigno grosso 12 crediti ufficialmente, 36 grazie al professore.

Adesso mi rilasso, apro foobar e tento di far volare le ore che mi separano dal 12 Agosto…

Emanuele