E’ andata. E’ finita. E’ passata. E…vviva!!

La prima cosa che avevo da fare stamattina era andare a vedere il risultato dell’esame e così, sveglia presto, colazione leggera e… un po’ di tensione nascosta per bene.

Silenzio, niente radio in macchina. Solo qualche preghiera, in silenzio.

La facoltà ad Agosto era come un ghiacciaio d’inverno: deserto, cristallizzato, in letargo.

Posteggio tranquillamente all’ombra, salgo la prima rampa di scale e incontro due cani che dormivano così bene che non hanno minimamente percepito il mio passaggio.

Arrivo alla bacheca e… “argh! Non ci sono più i voti!”.

Penso “vabbè, chiamerò il professore dopo il 20 Agosto…” e per si e per no, salgo a secondo piano, per controllare l’altra bacheca.

Tremo. Leggo. Cerco i risultati di “Analisi Matematica”.

Li trovo e… trovo il mio cognome.

A quel punto avrei voluto abbracciare qualcuno… ma ero solo. Ero io… e la mia facoltà.

Faccia a faccia.

1 a 0 per me questa volta però.

Riscendo… mando qualche sms… e poi, inizio a rendermi conto realmente di essermi tolto quel macigno rimasto negli anni tra le materie da togliere.

Un macigno grosso 12 crediti ufficialmente, 36 grazie al professore.

Adesso mi rilasso, apro foobar e tento di far volare le ore che mi separano dal 12 Agosto…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Ispirare nell’uso meno utilizzato, come verbo sta anche per “infervorare” “eccitare” anche se è poco utilizzato in questo modo: intendevo quindi che ti sei gasato da paura quando hai appreso la notizia che la materia te l’eri levata di torno in modo lodevole e in effetti ce da capirti, ogni materia all’università è una sfida vera e propria, una sfida con se stessi. :joy:

  2. Beh, allora adesso ti potro’ raccontare la barzelletta dell’esponenziale (e elevato alla x) che ando’ ad una festa e se ne stava in disparte in un cantuccio. Si avvicino’ il logaritmo e gli chiese “come mai non ti integri un pochino?” E l’esponenziale tutto triste “che importa, tanto resto sempre uguale” 🙂

  3. Adesso ho capito Nicco… ed hai proprio ragione. Oggi è una gran bella giornata da questo punto di vista…
    Camu, stupenda questa! L’avessi saputa prima avrei provato a spacciarla come soluzione nel compito… 😛
    Ciao,
    Emanuele

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